Jump to ratings and reviews
Rate this book

Nutshell

Rate this book
Nutshell is a classic story of murder and deceit, told by a narrator with a perspective and voice unlike any in recent literature. A bravura performance, it is the finest recent work from a true master.

To be bound in a nutshell, see the world in two inches of ivory, in a grain of sand. Why not, when all of literature, all of art, of human endeavour, is just a speck in the universe of possible things.

208 pages, Hardcover

First published September 1, 2016

Loading...
Loading...

About the author

Ian McEwan

148 books19.8k followers
Ian McEwan studied at the University of Sussex, where he received a BA degree in English Literature in 1970 and later received his MA degree in English Literature at the University of East Anglia.

McEwan's works have earned him worldwide critical acclaim. He won the Somerset Maugham Award in 1976 for his first collection of short stories First Love, Last Rites; the Whitbread Novel Award (1987) and the Prix Fémina Etranger (1993) for The Child in Time; and Germany's Shakespeare Prize in 1999. He has been shortlisted for the Man Booker Prize for Fiction numerous times, winning the award for Amsterdam in 1998. His novel Atonement received the WH Smith Literary Award (2002), National Book Critics' Circle Fiction Award (2003), Los Angeles Times Prize for Fiction (2003), and the Santiago Prize for the European Novel (2004). He was awarded a CBE in 2000. In 2006, he won the James Tait Black Memorial Prize for his novel Saturday and his novel On Chesil Beach was named Galaxy Book of the Year at the 2008 British Book Awards where McEwan was also named Reader's Digest Author of the Year.

McEwan lives in London.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
13,140 (21%)
4 stars
23,288 (38%)
3 stars
16,829 (28%)
2 stars
5,036 (8%)
1 star
1,739 (2%)
Displaying 1 - 30 of 163 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,541 reviews2,572 followers
June 24, 2026
NASCERE O NON NASCERE, QUESTO È IL PROBLEMA

description
Bay Leung.

Shakespeare nel XXI secolo, l’Amleto adattato al terzo millennio.

Chiaro che qualche aggiustamento è richiesto: e quindi, in questo caso, Amleto, oltre a non essere principe, è figlio di un editore di poesie e lui stesso poeta, non di un re. E soprattutto questo novello Amleto deve ancora nascere.
È proprio lui che parla e racconta in prima persona, e lo fa da dentro la pancia della mamma, avvolto nella placenta.
Sua mamma si chiama Trudy, quella di Amleto Gertrude, e il di lei amante è ovviamente lo zio, cioè il fratello del padre, che si chiama Claude, invece di Claudius.
Cupidigia, tradimento, assassinio, vendetta.
Londra, invece di Danimarca. E perciò, c’è del marcio a Londra.



Ma come può essere marcio chi non è ancora nato? Un nascituro, un feto non è forse quintessenza d’innocenza e purezza?
Direi di no: questo futuro bimbo vede e sente e commenta come un essere (umano) navigato, qua e là anche un po’ sapientino.
Altro aspetto che differenzia il breve romanzo di McEwan dalla tragedia di Shakespeare è che là il delitto è già compiuto, Amleto viene chiamato dal fantasma del padre a vendicarne l’omicidio, qui invece deve ancora essere consumato, è in preparazione. E il piccolo “innocente” non riuscendo a impedirlo, ne diventa suo malgrado complice.
Anche se poi…

description

Il talento di McEwan si conferma anche in questa nuova prova, più leggera del solito, da lui stesso definita in un’intervista “una vacanza”, un capriccio. Talento, e abilità, e prosa elegante.

Come dicevo sopra, questo esserino in fieri è l’io narrante. E questa finta autobiografia è utile per convincere il lettore che la storia non sia frutto di fantasia, ma sia vera, straordinaria per quanto si racconta ma realmente successa, accaduta.
L’io narrante non dovrebbe vedere, visto che è dentro la pancia della mamma. E così ci conferma, la sua visuale è limitata. Anche sentire non è sempre facile.
Eppure, per essere un feto ha vista e udito lungo.

description

Qui e là è una voce che la sa davvero un po’ troppo lunga, anche più di un adulto ‘normale’: la sa lunga come uno scrittore navigato, di quasi settanta anni, grande mestiere, lungo curriculum, premi vinti, consapevolezza ed eloquio.
Disserta di sessi e generi sessuali, di religione e secolarismo, di scienza e teoria, esprime considerazioni profonde su etica, coscienza, identità, istinto:
È un feto che ha già l’acquolina per le aringhe, si appassiona ai discorsi sulla metrica delle poesie, ha visione precise di un corteo di soldati esausti, dai pennacchi flosci, è già esperto di vini francesi e whiskey di malto, ama la campagna e la comodità borghese di una bella dimora in pietra che sembra un’abbazia immersa nel verde.
Viene quasi da pensare che il vero guscio sia la casa a Straud, nella campagna del Gloucestershire, e il feto non sia altro che il buon vecchio Ian.

description

Non il McEwan che conoscevo, non il McEwan che preferisco, quello degli inizi, cupo strano inquietante, né quello successivo del successo mondiale, ben più realistico e meticolosamente documentato. Ma ugualmente, chapeau! Per la suspense, per come sa trasformare una storia abusata in qualcosa di nuovo e frizzante, per la vena da autentico giallista, con cura dei particolari, dalla scelta del veleno al corpo del reato, l’inghippo nel piano, gli ospiti intrusi, l’interrogatorio che nel suo genere è un piccolo capolavoro.

Non sono in tanti a sapere che cosa significhi ritrovarsi il pene del rivale del proprio padre a pochi centimetri dal naso. A questo stadio avanzato dovrebbero astenersi per il mio bene. La buona creanza, se non il buonsenso clinico, lo vorrebbe. Io chiudo gli occhi, serro le gengive, mi tengo forte alle pareti dell’utero. Una turbolenza simile squasserebbe le ali di un Boeing. Mia madre incita il suo amante, lo sprona a insistere con strilli da luna park. Ogni volta, a ogni singolo colpo di pistone, ho il terrore che possa fare irruzione e fottersi il mio cranio molle e inseminarmi i pensieri col suo sperma, col latte brulicante della sua banalità. A quel punto, cerebroleso, penserò e parlerò come lui.

Profile Image for Djali.
156 reviews195 followers
November 20, 2024
Impeccabile.
Il mio primo McEwan. Ho atteso tanto a leggerlo, le aspettative erano altissime e sono state addirittura superate.
Affascinata dalla sua capacità di catapultarti in una realtà completamente estranea alla tua, di farti vestire i panni di personaggi improbabili e tuttavia così “toccabili”.
Profile Image for Ilenia Zodiaco.
290 reviews18.6k followers
March 26, 2017
Come riproporre il senso della vendetta in un'era laica? Attraverso un'astrazione che mette in parallelo l'inazione di un personaggio tragico come Amleto con quella forzata di un feto, incapace di agire perché costretto in uno spazio limitante, il guscio, appunto, di una madre che ancora non lo ama e sembra quasi dimentica della vita che porta in sé. La storia ripropone la stessa dinamica della già citata tragedia del grande bardo: un tradimento innominabile tra madre e zio, il desiderio di vendicare il padre, il dilemma su come agire. Uno squisito esercizio di stile (reso possibile solo dalla grazia della scrittura di McEwan) che riesce anche a essere ironico, spassoso, a dire il vero. Rielaborare il linguaggio di Shakespeare senza suonare troppo formale, arcaico, o peggio, fuori luogo, ma anzi, tessendo una prosa equilibrata, divertente e colta, poteva riuscire bene solo a pochi. Brillante.
Profile Image for Matteo Fumagalli.
Author 2 books10.9k followers
April 27, 2017
CREDERE NELLA VITA DOPO LA NASCITA.

Videorecensione: https://youtu.be/3cZ5ZzFtyf4

Avete presente quelle orribili fascette che dicono, di qualsiasi nuovo libro: "Questo romanzo è un'esperienza"? Ecco, questo è uno dei pochi casi in cui sarebbe calzata a pennello.


"Biologia è sinonimo di destino, e il destino è un sistema numerico, nel caso specifico, binario. Era di una sconcertante semplicità. La questione curiosamente cruciale al cuore di ogni nascita finalmente risolta. Aut Aut. Nient'altro. Nell'attimo abbacinante in cui esce allo scoperto, nessuno sente esclamare "è una persona!", bensì: è femmina, è maschio. Rosa o azzurro, un progresso minimo alla proposta di Henry Ford che assicurava la fornitura di automobili di qualsiasi colore purché fossero nere. Due sessi soltanto. Che delusione. Se i corpi, le menti e i destini umani sono tanto complessi, se siamo davvero liberi come nessun altro mammifero, per quale ragione limitare la gamma?"
Profile Image for Amaranta.
611 reviews278 followers
February 8, 2018
McEwan, il trasformista della parola. Curiosissimo pensare di scrivere un libro in cui il protagonista sia un feto, pronto per nascere, che elabora tutto quello che accade attorno a sua madre.
Il piccolo partecipa involontariamente alle trame della madre e dello zio per uccidere suo padre:come si arriva all’idea, perché e come attuarla. E seguiamo i suoi pensieri, che non sono certo quelli di un pargolo appena nato:mangio bevo dormo, ma frutto di attenta analisi e concetti pieni e complessi.
Si stupisce a sentire i colori, cercando di immaginarseli. Ama la poesia, come il padre, e il vino come quella debosciata della madre. Certo ma che cosa mi aspetto da una che decide di uccidere il padre di suo figlio solo per soldi? Che faccia una carezza a quel pancione che si porta dietro? O che a pochi giorni dal parto non si scoli bottiglie su bottiglie di vino rosso? Certo che no.
E la casa putrida, pericolante e marcescente in cui vivono dà il senso esatto della sporcizia dell’anima di questi due traditori, moglie e fratello di fronte ad un ignaro marito ancora innamorato.
Il piccolo è combattuto fra l’amore che prova per la sua genitrice e l’odio nero per quello che sta per commettere, per il fatto che nessuno pensa a lui, si sente rifiutato ed è per questo che in alcuni momenti medita una vendetta da compiere quando, nato, ne avrà la possibilità e in altri prova addirittura ad uccidersi attorcigliandosi con il cordone ombelicale. Ma la vita è più forte, il suo senso di sopravvivenza feroce: “ Voglio diventare”. Un inno all’innocenza, contro ogni macchia dell’umanità umana, che oggi è sempre più visibile.
Il ritmo inchioda, la curiosità di come andrà a finire avvince, l’empatia per questo piccolo che aspetta di nascere e l’odio di fronte a questa coppia di infami la fanno da padroni. La fine? Prevedibile ma comunque d’effetto.
Profile Image for Irenelazia.
258 reviews27 followers
October 23, 2017
Questa è stata la mia prima esperienza con McEwan. La sua scrittura è molto accantivante, fluida, mai banale; la trama del romanzo, quasi un giallo, mi ha tenuta incollata, e il punto di vista della voce narrante mi è sembrato geniale. 
I personaggi sono stati caratterizzati benissimo, per un motivo o per l'altro sono riuscita ad odiarli tutti (eh...), tranne il feto per il quale ho provato pena, e per il quale ho tifato strenuamente. Il finale è stato esattamente quello che speravo sarebbe stato.
Direi che l'esordio con questo scrittore è andato alla grande.
Profile Image for Antonella Imperiali.
1,304 reviews149 followers
April 8, 2018
Il delitto perfetto non esiste.
Ce lo racconta bene questo piccolo eroe che dal grembo materno in cui è ancora rinchiuso, ascolta e immagina ciò che avviene in quello che dovrebbe, a breve, essere il suo mondo.
Un mondo sul quale riflette e disserta, un mondo pieno di orrori e di meraviglie, un mondo al quale vuole comunque arrivare.
Un mondo, quello più vicino a lui, in questi suoi ultimi giorni di "prigione" protetta, sicura e rassicurante, anche se ormai un po' stretta, in cui la madre e lo zio organizzano un crimine ai danni del padre.

McEwan sorprende sempre, una volta di più con questo romanzo, accattivante per come è congegnato e laddove la parte noir lo fa scivolar via bene, noioso alquanto quando tira giù una sequela di elucubrazioni, denunce evidenti di situazioni contemporanee, che da un piccolo eroe quale è il nostro non ci si aspetta. Piuttosto saccente, direi, anche se con l'udito molto fino.
Però mi ha fatto una pena... Mai, dico mai, che la madre lo abbia nominato o si sia preoccupata di lui, se non come di una cosa "da sistemare" da qualche parte e poi andar via...
Donna odiosa, meschina, infantile, debole.

Non conosco bene, se non a grandi linee, l'Amleto shakespeariano (mea culpa! non l'ho ancora letto), ma a quanto pare l'idea di fondo McEwan l'ha "scippata" da questa tragedia.
Credo che dovrò rimediare al più presto per gli opportuni confronti.

📚 Biblioteca
Profile Image for Tanabrus.
2,004 reviews193 followers
July 25, 2018
La storia di un omicidio, vissuta da un punto di vista privilegiato e quantomai originale: il feto nel grembo dell'assassina.

Una rivisitazione sui generis dell'Amleto, ambientata a Londra, in una casa piena di marciume ma di grande valore economico. Lui, poeta e editore pieno di debiti ma gentile e premuroso. Lei, la bella moglie che non ha mai lavorato. L'altro, il fratello di lui, meschino e arrivista, danaroso e infame.
Il piano: la separazione dei coniugi, la morte del marito, l'eredità della casa di famiglia, la vendita, la nuova vita insieme.

L'inconveniente: quel bambino in arrivo, a lungo voluto e giunto ora che il matrimonio è naufragato.
Un bambino che il padre non nomina mai, e che madre e zio progettano di dar via appena nato visto che non è desiderato (da lei) ed estraneo (per lui).

Un bambino\Amleto che sente tutto, assorbe nozioni e conoscenze dai discorsi della madre, dai telegiornali, dai podcast che lei ascolta. Che immagina la sua vita, alternando le speranze al timore per il futuro che la coppia criminale gli riserva, l'amore che prova per la madre contrapposto a ondate di odio dovute al suo rifiuto e al piano criminale verso il padre poeta, il disgusto per lo zio e il terrore durante i loro rapporti sessuali. Il desiderio di vendetta per la morte del padre, il suo futuro legato a quello dei cospiratori, la propria totale impotenza.

L'unico difetto di questo libro altrimenti studiato alla perfezione è che il bambino è anche troppo informato e consapevole. Quando si lascia andare a dissertazioni morali o sullo stato del mondo attuale, l'autore entra in scena con prepotenza fornendoci il suo punto di vista adulto e maturo, troppo adulto e maturo per una creatura che, per quanto irrealmente consapevole, ha avuto pochi mesi a disposizione per formarsi idee e opinioni.

Resta comunque una storia sempre bella, un punto di vista originalissimo e ci lascia immagini toccanti regalateci da questo bambino in divenire che "crede nella vita dopo la nascita", teme il futuro ma vuole a ogni costo arrivare a poter vivere.
Profile Image for Three.
316 reviews78 followers
August 12, 2021
Se esistono veramente i libri da spiaggia, questo ne è l'ingannevole antitesi. Ingannevole perché l'apparenza del libro è quella di un divertissement, elegantemente elaborato da un autore dalla mostruosa facilità di scrittura e dalla altrettanto vistosa fantasia; ma la sostanza è quella di un libro in cui si pensa molto (lo fa il piccolo narratore, non ancora nato ma già molto dotato sia nell'introspezione che nella conoscenza dei vini francesi). Non è, quindi, il tipo di libro che si giova dall'essere letto fra una spruzzata di crema solare, un assalto al venditore di canditi e granite, e quattro chiacchiere sulla famiglia Windsor o altre adorabili imbecillità.
Posso, quindi, avere perso - a causa delle distrazioni di cui sopra - qualche filo dei ragionamenti del piccolo narratore: con il risultato che il libro mi è piaciuto, come la gran parte di quelli di McEwan e in particolare tutti i più recenti, ma sono rimasta con qualche dubbio. In più, ho sperato fino all'ultimo in un finale che ribaltasse le aspettative del piccolo e nostre, dando ai personaggi un profilo diverso, in bene o in male (ma in male sarebbe stato difficile), da quello che avevamo conosciuto fin lì. Ma invece...
(e sì, ho dimenticato di scriverlo ma lo davo per scontato: Ian ci regala ancora una volta, a piene mani e più che in altre occasioni, il suo umorismo elegante, che da solo vale un paio di stelle)
Profile Image for Arybo ✨.
1,475 reviews180 followers
September 3, 2019
Bellissima. Amorevole. Assassina.

Penso che il modo migliore per affrontare questo libro sia entrarvi senza sapere niente di trama e contenuto. Anche solo la premessa, infatti, basterebbe ad intrigare il lettore. Una voce narrante inusuale, con un tono quasi profetico, che va oltre a ciò che sente, ampliando gli orizzonti della propria realtà, fino a disquisire di questioni mondiali.
Profile Image for erigibbi.
1,151 reviews755 followers
December 17, 2018
Forse Nel guscio non è il libro più adatto per iniziare a leggere Ian McEwan. In realtà non so se sia giusto parlare di “libri adatti” per iniziare a leggere uno scrittore. Perché non iniziare semplicemente da quello che ti ispira in quel momento? Cosa c’è di sbagliato in questo?

Nulla. A mio avviso non c’è assolutamente nulla, ma Nel guscio è stato complicato come primo approccio. Di sicuro originale: la storia viene narrata da punto di vista di un feto, un bambino non ancora nato, che si ritrova a testa in giù nella pancia della madre, Trudy.

Trudy che si diverte (sessualmente parlando) con Claude, fratello di suo marito. Trudy che assieme all’amante progetta qualcosa di poco piacevole per John, il marito, poeta sul lastrico. Trudy che con l’aumentare delle pagine aumenta anche l’alcol con cui si tiene idratata, dimenticandosi che l’acqua sarebbe la bevanda appropriata. Trudy che vive nella casa del padre del non-nato e che ha lentamente lasciato che diventasse un porcile, più che una dimora calda e accogliente.

Nel guscio è stata una lettura che ho trovato complicata, e di sicuro inaspettata, soprattutto per la prosa elaborata utilizzata da McEwan per far parlare il feto. Un lungo monologo fatto di discorsi appena percepiti e di immagini di fantasia, di eventi mai accaduti, ma possibili.

Un discorso non sempre facile da seguire, ammetto che più di qualche volta, annoiata, mi sono ritrovata a non sapere cos’avevo appena letto perché ero andata avanti per inerzia e così prendevo, tornavo indietro, mi concentravo di più e rileggevo.

Eppure Nel guscio è stata una lettura magnetica. Ci è voluto un po’ affinché riuscisse ad esercitare su di me la sua forza nella sua interezza, ma quando il libro è entrato a regime ne sono rimasta incantata.

È stata una storia che spesso mi ha lasciato di stucco, ero incapace di pensare che Trudy e Claude potessero arrivare a tanto e con tutta quella nonchalance, questo forse è stato quello che più mi ha sconvolta: il menefreghismo e la noncuranza che non ti aspetti da due persone adulte. Anche se Trudy e Claude di adulto sembrano avere ben poco. Il vero adulto di questa storia è il feto, col suo linguaggio ricercato e forbito, con la sua capacità di ragionamento logico, con la sua abilità di creare ipotesi e poi smentirle.

Lo consiglio come primo approccio all’autore? No (nonostante quello che ho scritto nelle prime righe di questo articolo).

Lo consiglio come lettura? Sì.

Mi è piaciuto? Dopo un inizio titubante, assolutamente sì.

Leggerò altro dell’autore? Espiazione mi sta già aspettando in libreria.

Tenete conto che Nel guscio è una lettura innovativa, originale, complessa; arricchita da un linguaggio a volte complicato, da ragionamenti astratti, da personaggi odiosi. Un libro particolare, che richiama la storia di Amleto di Shakespeare; un libro che vi può portare all’indignazione, alla rabbia, allo sconcerto. E forse proprio per questo merita di essere letto, no?
Profile Image for Gaetano Laureanti.
491 reviews75 followers
September 2, 2018
Dunque eccomi qui, a testa in giù in una donna.

Sino ad ora non avevo mai letto nulla di Ian McEwan e, probabilmente, non avrei iniziato da questo libro se non fosse stato scelto nel GdL di narrativa; invece sono rimasto stregato dalla lettura di questa storia che, superato l’impatto iniziale di diffidenza verso un narratore così… inconsueto, mi ha tenuto piacevolmente compagnia per alcuni giorni, curioso di arrivare al sospirato epilogo.

Scritto (e tradotto) benissimo con uno stile elaborato e scorrevole al tempo stesso, è ben farcito da riflessioni in cui traspare il pensiero dell’autore anche su temi tristemente attuali…

L’abbinata di guerra e povertà, con la minaccia del mutamento climatico tenuta in panchina, snida milioni di esseri umani dalle loro case, antichi flussi epici in una forma nuova, immensi spostamenti di persone, come fiumi ingorgati dalle piene in primavera, Danubi, Reni, Rodani di gente furibonda, disperata, speranzosa ammassata ai confini, accalcata ai cancelli di filo spinato, gente che annega a migliaia per condividere le fortune dell’Occidente. Se, come vuole il nuovo cliché, il fenomeno è biblico, allora i mari questa volta non si aprono per loro, né l’Egeo, né il canale della Manica. La Vecchia Europa si gioca a testa o croce i propri sogni, incerta fra paura e compassione, fra accoglienza e rifiuto. Commossa e generosa questa settimana, ruvida e pragmatica la prossima, vorrebbe essere d’aiuto ma detesta condividere o rinunciare a ciò che ha.

Ah, non cercate di trovare spiegazioni realistiche per tutti i dettagli e godetevi il racconto. Surreale, ma magnifico.

Tutto il resto è caos.
Profile Image for Ellis ♥.
1,031 reviews10 followers
April 11, 2024
Dettagliato resoconto di un misfatto narrato da un punto di vista d'eccezione: quello di un feto di otto mesi . Questo piccolo narratore - anche se è un po' inverosimile un linguaggio così spigliato e complesso - ci offre, con frasi e riflessioni sorprendentemente acute, una visione dall'interno del grembo materno, descrivendo le fasi del complotto e dell'organizzazione di un omicidio. Un romanzo che brilla per la sua originalità e ingegnosità.
Consigliato!

Dal libro: Per quanto uno possa avvicinarsi a un altro, non potrà mai entrargli nella testa, nemmeno quando sta dentro il suo corpo.

Profile Image for Ubik 2.0.
1,112 reviews318 followers
May 7, 2017
Tragicommedia con cinque personaggi e un improbabile narratore…

Lo sconcerto aveva preso i fans dell’autore (fra i quali mi annovero a quota 16 opere lette, non sempre con massima soddisfazione, ma pur sempre 16…) fin dalla diffusione in rete della sinossi del romanzo, alla sua pubblicazione in patria nel settembre scorso.

Uno scherzo? Una spacconata del tipo “vuoi vedere cosa sono capace di fare?” Il solito problema di un grande scrittore con la scelta dei soggetti? Un raccolta di racconti intitolata col più significativo fra essi?, giacché già è difficile concepire un simile soggetto per un racconto, e figuriamoci per la durata di un romanzo…!

Niente di tutto ciò.
McEwan frega tutti, proprio come il suo ineffabile protagonista, e si destreggia in un’opera pregevole riuscendo (e qui sta il miracolo o, se vogliamo, il talento) a portarla a compimento con coerenza e senza far deflettere la tensione narrativa, la curiosità che suscita nel lettore, la novità dei temi, virando ogni volta il registro prima che possa affacciarsi il rischio del ripetitivo o scontato.

Oltre alle doti che già si riconoscono all’autore, come la grande abilità di scrittura, la scelta appropriata del fugace dettaglio, l’atmosfera e la tensione fra i personaggi e nei dialoghi, un McEwan in buona forma arricchisce la sua tavolozza con altri semi-inediti colori.

L’irresistibile humor, in primo luogo, un humor nerissimo of course che affiorava qua e là in qualche opera precedente (“Solar”) ma che qui raggiunge livelli superiori, soprattutto nel tratteggio della figura dello zio Claude, ma anche nei soliloqui del narratore cui conferisce la necessaria leggerezza anche nei momenti più tragici.

E poi un’imprevista abilità da consumato creatore di thriller, qualità anche questa già presente in McE ma con esiti scialbi e talora deludenti (“Miele”, “Lettera a Berlino”) mentre qui, senza stravolgere lo stile dell’autore, ben si armonizza al contesto del racconto.

Rileggendo quanto sopra con occhio critico, osservo che forse mi sono fatto prendere da un eccessivo entusiasmo, ma è talmente piacevole imbattersi in un’opera genuinamente originale (questo è innegabile) in tempi di omologazioni e serialità, trilogie e rinvii alla prossima puntata, che la mia ammirazione per McEwan ne esce ulteriormente rafforzata.
Profile Image for Francesca.
106 reviews
April 7, 2017
Ci sono gli scrittori (tanti) e poi ci sono gli scrittori geniali. Mcewan rientra tra gli scrittori geniali, secondo me, ovviamente.
Una vicenda di amore, morte, tradimenti, ripensamenti, paure e scoperte .. tutto narrato dal punto di vista del nascituro, ancora senza nome, che con lucidità assiste alle vicende pre-nascita che coinvolgono (sconvolgono) la sua futura famiglia, interrogandosi già su quelli che saranno poi i grandi temi della vita.
I personaggi sono solo tre, Trudy la madre fedifraga del nascituro, Claude lo zio traditore e John il padre tradito .. intorno a loro ruota tutta la vicenda, di shakespeariana memoria, narrata dal quarto personaggio, il nascituro senza nome.
Un libro breve, del quale non si può dire molto di più senza incorrere in terribili spoiler. Vale la pena leggerlo, lo stile di Mcewan è inconfondibile, ammiccante e coinvolgente. Una prosa perfetta e anche ben tradotta. Una perla, come solo Mcewan può regalarci.
Profile Image for Ettore1207.
402 reviews
January 19, 2018
Geniale, caustico, tagliente.
Dice benissimo l'amico Wu Shih: Egoismo e indifferenza, stupidità e crudeltà, debolezza e bieco materialismo: tutto è in scena in questo dramma-giallo familiare.
Profile Image for Ingrid.
81 reviews29 followers
May 21, 2017
Normalmente per gli autori che amo non leggo mai la trama quando esce il loro ultimo romanzo. Un po' perché mi voglio fidare, un po' perché voglio la sorpresa, un po' perché voglio riassaporare il "gusto di casa" dei romanzi preferiti: quella dolce sintonia che capita raramente, ma che quando capita ti fa stare bene.
Stavolta McEwan mi ha lasciata un po' così. Mi ha fatta innamorare subito della sua idea geniale del narratore nel guscio materno, anche fin troppo bacchettone, ma poi dalla metà in poi mi ha lasciato un po' indifferente, fino al finale banalotto.
La prima parte l'ho trovata ottima per quella sensazione di claustrofobia che ovviamente trasmette, il rapporto madre- figlio e, non per ultimo, i continui riferimenti all'Amleto di Shakespeare cui McEwan rimanda.
Affronta anche in modo estremamente coinvolgente e pertinente gli scottanti temi di attualità quasi con spietatezza: "l'abbinata di guerra e povertà con la minaccia del mutamento climatico tenuta in panchina, snida milioni di esseri umani dalle loro case, antichi flussi epici in una forma nuova, immensi spostamenti di persone come fiumi ingorgati dalle piene in primavera. Danubi, Reni, Rodani di gente furibonda, disperata, speranzosa ammassata a confini, accalcata ai cancelli di filo spinato, gente che annega a migliaia per condividere le fortune dell'Occidente. Se, come vuole il nuovo cliché, il fenomeno è biblico, allora i mari questa volta non si aprano per loro, né l'Egeo, né il canale della Manica. La vecchia Europa si gioca a testa o a croce i propri sogni, incerta fra paura e compassione, fra accoglienza e rifiuto. Commossa e generosa questa settimana, ruvida e pragmatica la prossima, vorrebbe essere d'aiuto ma detesta condividere o rinunciare a ciò che ha".
La scrittura è molto più arzigogolata del solito, è vero, ma ponderata e l'ho sempre trovata perfetta come in altri precedenti romanzi. Come detto, il finale non mi è piaciuta più di tanto, abbastanza banale e non mi aggiunge niente in più, ma la prima parte è davvero eccellente. Tre stelle e mezzo.
Profile Image for Marica.
443 reviews238 followers
November 7, 2019
Strilli da lunapark
McEwan è più brillante che mai nel raccontarci la storia della famiglia del nascituro dal punto di ascolto del bebè: nel guscio, appunto. Nelle prime pagine si deve un po’ accettare che il piccolo parli di cose mai viste come i colori, ma dopo poco si assiste senza battere ciglio ai voli acrobatici della mente.
Non potendo più danzare negli spazi sottomarini perché ormai la gravidanza volge al termine, si annoia mortalmente e ascolta le conversazioni, cosa che, lo sanno anche i bambini, si fa sempre a proprio rischio e pericolo.
Il divertimento sta nell’assurdo del piccolino che capisce tutto senza aver visto niente, si esprime forbitamente, ragiona da uomo che conosce la vita (ma non si sa se sia maschio o femmina), viene ignorato da tutti come fosse un’imbottitura e invece parteggia, elucubra, minaccia il suicidio, ama, odia, tira calci in modo strategico.
Il bimbetto è cinico quanto gli altri e stupirebbe il contrario, se il carattere è un po’ ereditario e un po’ dovuto all’esempio. Quindi sa che il suo futuro dipende dall’amore che riuscirà a suscitare nella sua bella mamma. La bella mamma è un personaggio un po’ strano: addobbata da lolita ma ventottenne e alla fine della gravidanza, moglie di un raffinato poeta ed editore, lo tradisce col fratello dozzinale e ricco per motivi esclusivamente sessuali: nell’insieme suona impossibile, dato che la bella passa il tempo prendendo il sole ed ascoltando podcast culturali, concerti e altro che non mi paiono coerenti con l’amante grossolano. Un po’ troppo trash, mi pare. L’amore si sa è cieco, ma il sesso non ci vede bene?
Non mi sono sentita di dare 4 stelle per l’argomento ovviamente leggero, ma il divertimento è assicurato.
Una nota emozionante, ben nascosta, c’è. Quando infine il piccolo protagonista nasce e viene messo nelle braccia della madre, si riposano, poi si scambiano un lungo sguardo, il primo: “Aveva ragione mio padre, è una faccia incantevole. I capelli, piú scuri di come immaginavo, gli occhi di un verde piú puro”. Nella sua assurdità, il piccolo confronta la madre con l’idea che se ne era fatta e la approva.
Ho imparato anche una parola nuova, “ruglio”, che significa rumore sordo e minaccioso: descriverebbe un vocalismo considerato indice di sofisticatezza e diffuso perlopiù fra le giovani donne colte (di lingua inglese). Mi ha divertita l’idea (ruggisco allo specchio) ma anche dal web non ho tratto grossi lumi.
Profile Image for Simona.
72 reviews97 followers
May 14, 2018
2018-05-12 09.45.55

Nel guscio è stato sicuramente uno dei libri più inquietanti del 2017: nella sua prima edizione Einaudi Supercoralli l'occhio di un neonato faceva capolino da una fessura di una copertina bianchissima. D'altronde, è McEwan: ho letto poco di suo, ma l'unica parola che userei per descriverlo è  inquietante .

Ian McEwan è un autore prolifico - Einaudi ha pubblicato più di quindici suoi libri e nelle librerie è bellissimo vedere le copertine affiancate l'una all'altra. Bellissimo, ma straziante per il portafogli - tant'è che ho procrastinato l'acquisto dei suoi libri fino a qualche mese fa. E inutile dire che, quando ho iniziato a leggerlo, mi sono sentita una stupida per non averlo fatto prima.

Ian McEwan racconta essenzialmente storie basate su un dilemma etico - su un delitto, su un evento, su una scelta, qualunque cosa. Al centro di queste storie ci sono i protagonisti, solitamente due, solitamente con due visioni opposte sulla vicenda. Il bello della scrittura di McEwan è che riesce a mostrarci le motivazioni dei personaggi con una leggerezza e un'empatia tale da renderci difficile condannare i colpevoli. Non riusciamo a non guardare con affetto ai bambini de  Il giardino di cemento , non riusciamo a non provare compassione per Adam Henry. E anche in Nel guscio, non riusciamo davvero a capire da che parte stare.

Di Nel guscio si è già detto tantissimo: è una trasposizione moderna di Amleto, in cui il protagonista assiste impotente all'assassinio del padre per mano della madre e dello zio. La genialità di questo romanzo sta nel fatto che il nostra Amleto stavolta non è un giovane principe, ma un feto a due settimane dal termine della gravidanza. Il feto, senza nome, assiste alla vicenda tramite la madre, ascolta i suoi trasmessi nel suo corpo e studiando le variazioni di posizione del ventre - e percepisce il mondo esterno tramite una coscienza tutta sua. È irrazionale che un feto abbia una tale coscienza e una tale capacità di comprensione - ma questo espediente ci permette di assistere alla vicenda tramite un osservatore coinvolto e esterno allo stesso tempo. La vicenda viene filtrata tramite le necessità del feto - che ha bisogno di cibo, di sicurezza, di una madre pronta a accudirlo dopo il parto.

Brillante, non c'è altro da dire: se avevo delle riserve riguardo i McEwan letti negli ultimi mesi, ho trovato questo suo ultimo romanzo allo stesso tempo avvincente e incalzante. E non sono certa di sapere chi tra gli attori di questa scena abbia davvero ragione - ma in fondo: "prima il dolore, poi la giustizia, e infine il senso. Tutto il resto è caos."


Se volete approfondire McEwan o Nel guscio, date un'occhiata a queso video di Ilenia Zodiaco

 

https://youtu.be/bS6quarmxxA?t=13m44s

 
Profile Image for MonicaEmme.
367 reviews154 followers
February 8, 2018
Sono disorientata.
È un libro molto interessante niente da ridire per l' idea originale di far ragionare un feto spettatore di un delitto.
Molto astuta la contrapposizione tra la mente acuta, iper-ricettiva e sensibile del bambino e l' atteggiamento incosciente della mamma e dell' amante. Sembra che le età siano invertite!
Le riflessioni del non-nato (come si definisce) sono di alto livello.
Il finale è interessante.
Gli avrei dato quattro stelle, ma se ne prende tre, perché, a volte, è noioso.
6 reviews
July 11, 2019
Un piccolo gioiello. Una vita ancora “non nata” combatte per vendicare una morte. E la vendetta si compie contro la madre.
Profile Image for Georgiana 1792.
2,575 reviews178 followers
July 3, 2018
Un particolarissimo retelling di Amleto non ambientato in Danimarca, ma a Londra, in una meravigliosa casa su Hamilton Terrace (allitterazione?) che ha la sventura di valere quattro milioni e mezzo di sterline. Per quell'appartamento la madre di "Amleto" e il fratello di suo padre, diventati amanti, decidono di compiere un delitto, e nel frattempo riempiono la bellissima casa di spazzatura (c'è del marcio in Danimarca?)
La trovata più geniale è far seguire da vicino i due cospiratori da "Amleto", che riesce ad ascoltare quasi tutto quello che esce dalla bocca di sua madre e di chi gli sta vicino perché è... un feto!
Naturalmente lo zio del nascituro si chiama Claude e la madre Trudy (diminutivo di Gertrude, no?). E a causa della gravidanza, la donna ha spesso voglie di cibi strani, ma, di recente, di cibi danesi...
Purtroppo la storia non regge troppo, perché questo "Amleto", per quanto ricettivo, e messo spesso in ascolto di podcast di trasmissioni culturali e politiche provenienti da ogni parte del mondo, sembra avere una cultura troppo vasta, da ultrasessantenne (come McEwan), una cultura che non avrebbe mai e poi mai potuto maturare in soli otto mesi nell'utero della madre. Se l'autore non si fosse compiaciuto troppo spesso di dare la sua opinione ai problemi del mondo tramite la voce del feto (richiamando quelli che sono i pensieri filosofici dell'Amleto shakespeariano, ma con una voce troppo adulta), questo libro sarebbe potuto essere un autentico capolavoro.
Profile Image for Maria Teresa.
783 reviews62 followers
May 12, 2021
Questo libro è banalmente la storia di due amanti che complottano per uccidere il marito di lei e intascare i soldi della vendita della casa.
La genialità sta nel fatto che la vicenda è raccontata dal feto che la protagonista porta nel ventre e che assiste impotente (ma poi neanche tanto) a quello che accade fuori dal suo "guscio".
La bravura di Mc Ewan è incontestabile e il suo talento nel maneggiare una sintassi così complessa è davvero invidiabile. Un'opera ambiziosa, una sorta di riscrittura dell’Amleto in cui il protagonista non è più un giovane principe danese, ma un feto al terzo trimestre in procinto di nascere nella Londra contemporanea e l’essere o non essere va qui inteso nel senso di essere o meno al mondo.
La copertina dell'edizione inglese che ho letto riporta la recensione "Hilarious... mordently entertaining and exhilaratingly intelligent". Non sono molto d'accordo sull'hilarious. Io l'ho trovato molto cupo nelle atmosfere, assimilabili ad alcune delle prime opere di McEwan, come Il giardino di cemento e Cortesie per gli ospiti.
L’ho letto avidamente per la genialità di McEwan nell'affidare il punto di vista ad un personaggio così difficile (che ha sicuramente comportato anche studi approfonditi di anatomia) e per la curiosità di sapere come avrebbe concluso la vicenda, per poi scoprire che infondo era l'unico finale possibile.
Profile Image for Come Musica.
2,198 reviews684 followers
April 28, 2017
È il racconto da parte del feto di una donna di ciò che accade al di fuori, a sua madre, suo padre e suo zio. Il bambino non nato è una sorta di telecamera nascosta che registra quello che accade all'esterno attraverso la placenta, gli occhi e il sentire stesso della madre. Il bambino non nato non è però uno spettatore distaccato, cerca di prendere parte agli eventi, parteggia ora per uno ora per l'altro dei tre personaggi principali. Questo libro è per alcuni aspetti anche un thriller dal finale non scontato. Davvero molto bravo McEwan. Poi dicono che si esaltano gli scrittori stranieri, denigrando quelli italiani: ma se è vero che hanno una marcia in più. Fatta eccezione per pochi scrittori italiani secondo me, che possono competere con quelli stranieri. Ok, sto zitta.

Ecco lo storify della lettura su Twitter

https://twitter.com/VentagliP/status/...
Profile Image for cristina c.
58 reviews101 followers
July 31, 2017
Un McEwan in stato di grazia si cimenta questa volta con un noir abitato da una sgangherata coppia di cattivi.
Lei è Trudi, una deliziosa bionda dagli occhi verdi, incinta, che è diventata l'amante del cognato, Claude, un po' tonto ma sessualmente appagante; insieme progettano l'uccisione di John, rispettivamente marito e fratello nonché padre del nascituro, un animo poetico colpevole solo di essere il proprietario di una casa del valore di ben 7 milioni di sterline che fa gola ai due .
Il tutto descritto attraverso gli occhi, o meglio le orecchie, del futuro nato che dal guscio in cui si trova ha sviluppato però una lucidità e una capacità di interpretare il mondo notevolissima. Il merito è un po' delle trasmissioni radio che Trudi ascolta nella sua insonnia gravidica, un po' della sua attenzione e immaginazione; fatto sta che il piccolo innominato è colto e raffinato, filosofeggia e fa citazioni in latino e quando non arriva a capire cosa sta succedendo si permette voli di fantasia per non scontentare il lettore che vuole sapere come procede l'azione anche a distanza dalla pancia di Trudi e dalle orecchie del futuro nato.
Tanta precoce consapevolezza porta con sé anche un senso etico, per cui il bimbetto in teoria condannerebbe i due perfidi complottisti, ma il problema è che la sua sorte è troppo legata a quella di Trudi e il nostro eroe quindi è a tratti costretto ad augurarsi che la coppia diabolica la faccia franca perché " Il mio solo interesse riguarda il post-partum...Io credo nella vita dopo la nascita".
Quello che rende il tutto ancora più intrigante è che la storia è una sorta di rivisitazione dell'Amleto di Shakespeare, con riferimenti abbastanza trasparenti anche nella scelta dei nomi ( Trudi e Claude = Geltrude e Claudio) e con il piccolo nascituro neo-Amleto posto precocemente davanti al solito vecchio quesito, se valga la pena essere o non essere.
Insomma, un McEwan in gran forma, un libro intelligente e fantasioso che riesce a divertire e appassionare; è un peccato perderlo.
PS. La considerazione finale più azzeccata è quella di un giornalista dell'Irish Times che ha sottolineato che se è vero che i bambini possono sentire dal ventre materno tutto quello che viene detto, questo finalmente spiegherebbe perché i neonati piangono così tanto...
Profile Image for Wu Shih.
233 reviews30 followers
August 9, 2017
Un noir shakespeariano eppure moderno, capace di passare con estrema nonchalanche da toni sarcastici e ironici (il feto che disquisisce sui problemi del medio oriente) a toni più lirici e sentimentali (la lettera del feto al padre). Sul fondo, sempre presente come un basso continuo, la triste consapevolezza dello squallore del mondo in cui il protagonista dovrà nascere. Egoismo e indifferenza, stupidità e crudeltà, debolezza e bieco materialismo: tutto è in scena in questo dramma-giallo familiare.

Ecco che allora l'essere e non essere si trasforma in: nascere o non nascere?

Tutto è quindi raccontato attraverso il feto, l'udito come senso predominante attraverso cui percepire il mondo, e l'immaginazione il mezzo attraverso cui dargli una rappresentazione. Scelta azzardata ma vinta: il viaggio, lucido e crudo, del feto alla scoperta della vita su questa terra, così avara di amore e poesia, è insieme sferzante e toccante. I personaggi sono resi magistralmente in linea con le cupe tinte del dramma cinquecentesco, eppure così banali nella loro malvagità.

"Saremo sempre angosciati dalla realtà circostante: è il prezzo da pagare per il complicato dono della coscienza".

"Gli amanti arrivano al primo bacio pieni di cicatrici, oltre che di voglie. Non sempre cercano il proprio tornaconto. Certi hanno bisogno di protezione, altri sono unicamente a caccia dell'iperrealtà dell'estasi per la quale sono disposti a raccontare formidabili bugie e a compiere sacrifici assurdi. Ma è raro che si domandino di che cosa hanno bisogno, che cosa vogliono. I ricordi hanno cattiva memoria dei fallimenti passati. L'infanzia è chiara e leggibile sotto la pelle dell'adulto, più o meno vantaggiosamente".
Profile Image for Simona.
998 reviews234 followers
October 23, 2018
Un romanzo di non facile lettura, un omaggio dello scrittore inglese a William Shakespeare, un suo modello dal quale attingere e da cui trarre ispirazione. "Nel guscio" è una rivisitazione dell'Amleto di Shakespeare, solo che qui a essere protagonista è l'udito di un bambino o meglio di un feto che, ancora nel guscio, origlia di un complotto che la madre e l'amante escogitano.

"Come è possibile che io, neppure giovane, neppure nato ieri, sappia già quanto basta per sbagliarmi su tante cose? Beh, ho le mie fonti, io ascolto".

Con un linguaggio aulico e moderno, ripercorriamo questa storia con un feto che funge da narratore onnisciente perché è proprio lui a raccontarci tutto quanto: dalla sua mamma, al padre sino all'amante di lei. Una trama raccontata da un geniale punto di vista che mette in luce molte delle tematiche di Shakespeare e dello stesso McEwan: l'amore, la tragedia, la vendetta, la fame di successo e di dominio, oltre all'esitazione, tipica dell'uomo di ieri e di oggi.
Profile Image for Lù.
103 reviews30 followers
January 29, 2019
Un’inedita e sfiziosa nuova versione dell’Amleto che in questo romanzo ci viene presentato come un saccente feto che tutto ascolta dal suo guscio di noce: il ventre di sua madre Trudy. È da qui dentro che il piccoletto scopre il terribile piano che intendono attuare madre e zio ai danni della vita e del patrimonio del rispettivamente padre/marito/fratello. C’è del marcio sì... ma il nostro io narrante, nonostante abbia chiaro cosa stia per avvenire e perché, non può far nulla per impedirlo e, anzi, quando accade quel che deve accadere è anche sopraffatto dai sentimenti contrastanti per sua madre, fedifraga e assassina.
Il padre-spettro non è che un sogno e la vendetta forse può arrivare per il piccolo orfano non ancora nato solo iniziando ad essere.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Eustachio.
708 reviews73 followers
January 8, 2018
I count myself an innocent, but it seems I'm party to a plot.
Ho già affrontato il discorso "come riscrivere un classico" in positivo commentando Boy Snow Bird e in negativo commentando Hag-Seed. In sintesi, apprezzo gli approcci originali, la fonte presa solo come spunto e il tocco personale, che è quello che fortunatamente ho trovato in Nutshell.

In questo adattamento Hamlet è in un feto e si ritrova ad assistere più o meno impotente al complotto di madre e zio ai danni del padre. Certo, Gertrude diventa Trudy e nelle prime pagine torna una versione aggiornata del celebre soliloquio, ma McEwan non si limita a un compitino che segua pedissequamente il citazionismo palese e ricalchi la struttura atto per atto, bensì dà alla storia la piega che vuole. In tal senso spinge l'acceleratore sulla voce narrante, che — una volta giustificata con l'ascolto dei podcast un'erudizione invidiabile — dà sfoggio senza vergogna di un inglese forbito e di una cultura vastissima.

Poteva essere un tentativo rischioso e ridicolo, invece l'Hamlet esitante e autore di soliloqui rimane intatto in una storia unica che valorizza l'originale sapendo come prenderne le distanze.
Profile Image for Gwen.
528 reviews12 followers
October 25, 2021
Finito di leggere da pochi minuti e scopro, consultando la newsletter, che è protagonista del GdL di luglio di Goodreads. Posso dire di aver apprezzato questo romanzo: un rielaborazione in chiave contemporanea di Amleto, in cui l'io narrante è il feto all'interno del grembo di una madre fedifraga e piena di odio nei confronti del legittimo consorte (spero che non sia considerato un spoiler, vista la trama universalmente conosciuta del dramma shakespeariano). Come sempre lo stile di McEwan è notevole: prosa curata ed espedienti narrativi originali. Io ho provato profonda empatia per il bimbo colto che conosce il mondo attraverso i podcast radiofonici e le riflessioni sull'attualità mi sono sembrate calzanti (dovrei rileggere l'Amleto, ma se non ricordo male accanto al dissidio interiore del protagonista c'è una riflessione sulla gestione del potere politico). Ho gradito molto anche il ruolo di poeta/editore del padre del bambino, John Cairncross. Il mio voto è tre stelle e mezzo, diciamo 4 nell'iconografia di Goodreads. Di McEwan ho adorato Espiazione e Miele, ma Nel Guscio occupa comunque un'ottima terza posizione dopo Sabato. Per fortuna che ho ancora da leggere diversi titoli di quest'autore...
Displaying 1 - 30 of 163 reviews