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Either/Or: A Fragment of Life
'What if everything in the world were a misunderstanding, what if laughter were really tears?'
Either/Or is the earliest of the major works of Søren Kierkegaard, one of the most startlingly original thinkers and writers of the nineteenth century, and the first which he wrote under a pseudonym, as he would for his greatest philosophical writings. Adopting the viewpoints of two distinct figures with radically different beliefs--the aesthetic young man of Part One, called simply 'A', and the ethical Judge Vilhelm of the second section--Kierkegaard reflects upon the search for a meaningful existence, contemplating subjects as diverse as Mozart, drama, boredom, and, in the famous Seducer's Diary, the cynical seduction and ultimate rejection of a young, beautiful woman. A masterpiece of duality, Either/Or is an exploration of the conflict between the aesthetic and the ethical--both meditating ironically and seductively upon Epicurean pleasures, and eloquently expounding the noble virtues of a morally upstanding life.
This lightly abridged edition fully conveys the vigour and eloquence of the original. Alastair Hannay's introduction explains the philosophical background to the work and places it in the context of its times.
Either/Or is the earliest of the major works of Søren Kierkegaard, one of the most startlingly original thinkers and writers of the nineteenth century, and the first which he wrote under a pseudonym, as he would for his greatest philosophical writings. Adopting the viewpoints of two distinct figures with radically different beliefs--the aesthetic young man of Part One, called simply 'A', and the ethical Judge Vilhelm of the second section--Kierkegaard reflects upon the search for a meaningful existence, contemplating subjects as diverse as Mozart, drama, boredom, and, in the famous Seducer's Diary, the cynical seduction and ultimate rejection of a young, beautiful woman. A masterpiece of duality, Either/Or is an exploration of the conflict between the aesthetic and the ethical--both meditating ironically and seductively upon Epicurean pleasures, and eloquently expounding the noble virtues of a morally upstanding life.
This lightly abridged edition fully conveys the vigour and eloquence of the original. Alastair Hannay's introduction explains the philosophical background to the work and places it in the context of its times.
633 pages, Paperback
First published February 20, 1843
About the author
Søren Kierkegaard
1,165 books6,802 followersSøren Aabye Kierkegaard was a prolific 19th century Danish philosopher and theologian. Kierkegaard strongly criticised both the Hegelianism of his time and what he saw as the empty formalities of the Church of Denmark. Much of his work deals with religious themes such as faith in God, the institution of the Christian Church, Christian ethics and theology, and the emotions and feelings of individuals when faced with life choices. His early work was written under various pseudonyms who present their own distinctive viewpoints in a complex dialogue.
Kierkegaard left the task of discovering the meaning of his works to the reader, because "the task must be made difficult, for only the difficult inspires the noble-hearted". Scholars have interpreted Kierkegaard variously as an existentialist, neo-orthodoxist, postmodernist, humanist, and individualist.
Crossing the boundaries of philosophy, theology, psychology, and literature, he is an influential figure in contemporary thought.
Kierkegaard left the task of discovering the meaning of his works to the reader, because "the task must be made difficult, for only the difficult inspires the noble-hearted". Scholars have interpreted Kierkegaard variously as an existentialist, neo-orthodoxist, postmodernist, humanist, and individualist.
Crossing the boundaries of philosophy, theology, psychology, and literature, he is an influential figure in contemporary thought.
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 36 reviews
February 27, 2021
Ommodio è il mio libro di filosofia prefe
Lo amo, io e kirky una cosa sola
Lo amo, io e kirky una cosa sola
January 21, 2024
L'accordo della convenzione di vita è ciò che costituisce l'amicizia. Se questo è presente essa sussiste anfhe se l'amico muore, perché l'amico trasfigurato continua a vivere nell'altro, se questk cessa, l'amicizia è finita, anche se l'amico continua a vivere.
Kierkegaard ha fattk un bellissimo lavoro e adoro anche il suo pensiero. L'unico problema di questo libro è che è veramente troppo poco scorrevole (200 pagine tutte sottoforma di lettera senza interruzioni e capitoli). Ho assistito a 200 pagine intere di kirke che mi ripete più e più volte che mi devo sposare come fosse mio zio veramente🥲🥲.
Kierkegaard ha fattk un bellissimo lavoro e adoro anche il suo pensiero. L'unico problema di questo libro è che è veramente troppo poco scorrevole (200 pagine tutte sottoforma di lettera senza interruzioni e capitoli). Ho assistito a 200 pagine intere di kirke che mi ripete più e più volte che mi devo sposare come fosse mio zio veramente🥲🥲.
February 28, 2022
La vita etica è una vita in prosa. Se definita così, sono chiare molte più cose.
June 12, 2021
«La grandezza non consiste nell'essere questo o quello, ma nell'essere se stesso, e questo ciascuno lo può se lo vuole»
Aut-Aut è il rapporto esistenziale tra lo stadio estetico e quello etico di ogni singolare individualità esistente. Si tratta di vivere scegliendo tra la vita estetica e quella etica, ma è una scelta che si impone in modo risolutivo e che potrebbe cambiare radicalmente il corso dell’esistenza di ogni essere umano.
Il tema dell’opera è quello della personalità umana nella sua coesione morale. L’uomo etico mostra che non si può vivere senza accettare le proprie responsabilità, senza sentire l’importanza della scelta che si è fatta perché vivere è scegliere, scandagliare le possibilità e, con l’ausilio della riflessione, precipitare nel concreto della realtà. Ogni scelta deve essere una scelta etica. Chi ha il coraggio di scegliere vive eticamente, mentre chi vive esteticamente non potrà mai farlo perché vive nell’indifferenza.
Per arrivare a tale conversione della personalità, bisogna ‘disperare’, disperare tremendamente. Una disperazione che richiede serietà, forza e concentrazione; una disperazione che si fa con tutto il cuore, con tutta l’anima. Chi sceglie la disperazione sceglie se stesso, non nella propria fugace immediatezza come naturale essere animale, ma nel significato profondo, eterno e non del tutto comprensibile della personalità umana.
Un testo complesso che richiede una lettura attenta e dettagliata, ma che al tempo stesso contiene messaggi tremendamente profondi e numerosi spunti di riflessione. Quello che più mi è rimasto da questa lettura è che nella vita bisogna saper scegliere, ma soprattutto bisogna avere il coraggio di affrontare il peso di questa disperazione che sta dietro ad ogni scelta.
Aut-Aut è il rapporto esistenziale tra lo stadio estetico e quello etico di ogni singolare individualità esistente. Si tratta di vivere scegliendo tra la vita estetica e quella etica, ma è una scelta che si impone in modo risolutivo e che potrebbe cambiare radicalmente il corso dell’esistenza di ogni essere umano.
Il tema dell’opera è quello della personalità umana nella sua coesione morale. L’uomo etico mostra che non si può vivere senza accettare le proprie responsabilità, senza sentire l’importanza della scelta che si è fatta perché vivere è scegliere, scandagliare le possibilità e, con l’ausilio della riflessione, precipitare nel concreto della realtà. Ogni scelta deve essere una scelta etica. Chi ha il coraggio di scegliere vive eticamente, mentre chi vive esteticamente non potrà mai farlo perché vive nell’indifferenza.
Per arrivare a tale conversione della personalità, bisogna ‘disperare’, disperare tremendamente. Una disperazione che richiede serietà, forza e concentrazione; una disperazione che si fa con tutto il cuore, con tutta l’anima. Chi sceglie la disperazione sceglie se stesso, non nella propria fugace immediatezza come naturale essere animale, ma nel significato profondo, eterno e non del tutto comprensibile della personalità umana.
Un testo complesso che richiede una lettura attenta e dettagliata, ma che al tempo stesso contiene messaggi tremendamente profondi e numerosi spunti di riflessione. Quello che più mi è rimasto da questa lettura è che nella vita bisogna saper scegliere, ma soprattutto bisogna avere il coraggio di affrontare il peso di questa disperazione che sta dietro ad ogni scelta.
January 8, 2025
Un po’ deludente. Inizio incoraggiante, poi diventa troppo ripetitivo, lo stesso concetto è ripetuto più volte variando semplicemente parole e punti di vista. Ma soprattutto ogni cosa va a parare, bene o male, sul cristianesimo. :(((
August 22, 2023
Pensavo molto peggio
August 23, 2024
Curioso ma sono contraria a tantissime sue idee. Però scritto bene e super comprensibile
September 2, 2024
Uno dei più bei libri che abbia mai letto. Consiglio per i periodi di transizione e di cambiamento!
July 22, 2020
Il tema di questo classico del pensiero esistenzialistico, uscito nel 1843, è la scelta di fondo che la persona concreta deve compiere riguardo alla propria esperienza, alla propria direzione di vita. La scelta non è tra bene e male, ma tra la visione etica ed estetica della vita. Scelta molto concreta che riguarda il nostro modo di organizzare esperienze e sensazioni, al nostro modo di amare e di dar senso al nostro amore. La scelta etica è la scelta della continuità, del significato, della presenza riconoscibile del bene e del male. La scelta estetica costringe alla discontinuità, ad una vita senza significato perchè incapace di organizzarsi in valori assoluti. Il salto di qualità, dal quale deriva la necessità eroica dello scegliere, sarà la disperazione: una disperazione attiva, che nasce dalla constatata assoluta esigenza di valori eterni nei quali la effimera presenza dell'uomo acquista un senso definitivo. L'esteta difende la sua estrema precarietà sottraendosi, prima che alla scelta, a questa illuminante disperazione. La filosofia conosce pochi libri più felici di questo, scritto con estro dialettico e affascinante fervore morale, impetuoso e severo, ma anche affettuoso e cordiale.
May 31, 2023
L'idea centrale di questo libro è il matrimonio.
Per parte mia, la ritengo l'idea più interessante tra i tre misteri, dove l'accompagnano le idee di nascita e morte.
In genere la filosofia consiste in giri convoluti di idee sbagliate, o derive assurde di idee giuste, e di rado è, da un punto di vista letterario, più che un brutto canovaccio troppo lungo e significante una esitazione ormai inerzialmente produttrice di pensieri noiosi che sarebbero potuti essere belle storie.
Ma bisogna essere senza cuore per non essere attratti da un libro che inizia così:
"Amico mio! Quello che ti ho già detto tante volte, te lo ripeto, anzi te lo grido: o questo o quello! L'importanza dell'argomento giustifica l'uso delle parole. Ci sono circostanze in cui sarebbe ridicolo e quasi pazzesco volere porre un aut-aut, ma ci sono anche persone la cui anima è troppo dissoluta per cogliere il significato di questo dilemma, alla cui personalità manca l'energia per potere dire con passione: o questo o quello." [p.3 edizione mondadori 1993].
Kierkegaard talvolta è pesante, ma mai disonesto nella ricerca. Indulge in qualche digressione, alcuni argomenti e obiezioni sono forzati, ci sono ripetizioni e passaggi farraginosi, lutulenti, ma ci sono anche delle bellissime scene e dei pensieri potenti.
Faccio qualche esempio, citando, per invogliare un eventuale lettore, la cui libera scelta, mi sento di prevedere, non incorrerà in qualcosa di inutile né di traditore del proprio tempo qualora scegliesse di leggere questo libro, sezione dell'opera Enten Eller.
Ecco un bel passaggio:
"La vita è una mascherata- tu dici- e questo per te è fonte inesauribile di divertimento: sei così abile che nessuno è ancora riuscito a smascherarti. Ogni tua manifestazione è un inganno, perché solo così puoi respirare, fare sì che la gente non si serri intorno a te e ostacoli il tuo respiro.
In questo sta la tua attività: mantenere il tuo nascondiglio; e questo ti riesce, perché la tua maschera è la più misteriosa di tutte: infatti sei un nulla, sei sempre solo in relazione ad altro, e ciò che sei lo sei per questa relazione. All'amorosa pastorella porgi languido la mano, tradisci con un bacio fraterno il venerando padre della chiesa. Tu stesso sei una figura misteriosa, sulla cui fronte sta scritto: aut aut. "poiché questo è il mio motto, e queste parole non sono, come credono i grammatici, congiunzioni disgiuntive...
Non sai che giungerà l'ora della mezzanotte in cui ognuno dovrà smascherarsi? Credi si possa sempre scherzare con la vita? Credi si possa sgattaiolare via un po' prima di mezzanotte per sfuggirle? Non inorridisci a questo pensiero?
Nella vita ho visto persone che tradirono tanto a lungo gli altri che alla fine il loro vero essere non poteva più manifestarsi; ho visto persone che tanto a lungo giocarono a nascondersi, che alla fine in essi la pazzia, ributtantemente, mostrava agli altri quei segreti pensieri che essi, fino ad allora, avevano orgogliosamente tenuti celati." pp.5-6
Ed ecco della fuffa:
" Quando un individuo considera se stesso esteticamente, diventa cosciente di questo sé come di una molteplice concretezza determinata in sé in vari modi."[p.72 ibid] Cioé: ognuno sente qualcosa.
Da 91 e seguenti si legga il bel commento di Kierkegaard contro il misticismo (a cui, per ironia, approderà egli stesso più tardi nella sua vita).
Tutto il discorso sull'universale di Kierkegaard è molto interessante, più per la sua lucidità che per la originalità, del resto sopravvalutata ovunque.
Kierkegaard, per come capisco, dichiara che sebbene sia normale la vita del matrimonio, normale raggiungere il matrimonio come esigenza, come base di una famiglia, cioé dell'amore a propria misura, non è facile.
Si dirà: banale.
Non molto, a quanto pare, siccome tutte le religioni hanno fatto accoliti facendo fuggire dal concetto di matrimonio come fine naturale, mentre la società laica, fondata sul rendere le condizioni tali che il matrimonio fosse più facilmente raggiungibile come condizione di fine naturale, è incorsa nella critica di avere mostrato la convenzionalità dell'istituzione e la artificialità del fine matrimoniale.
Kierkegaard, a mio avviso giustamente, rivendica insieme la normalità e la difficoltà del matrimonio quale fine NATURALE, dovuto alla finitezza delle risorse dell'amore, e al significato della libertà come esercizio della consapevolezza di quella stessa finitezza.
Un'ottima lettura, sarebbe stato anche un migliore racconto, se non fosse stato un saggio poetico, cioè un sermone, comunque appassionato e degno di lettura.
Cosa manca? Una chiara consapevolezza della cronarchia, cioè del quadro di riferimento che correla le età della vita umana e le loro esperienze fondamentali, unite alle loro predominanti facoltà e coppie concettuali di volta in volta sbloccate.
Kierkegaard parte e resta confinato, eccetto alcune derive accidentali, al confronto fra due persone nell'età della maturità (29-42 anni), e non deriva né considera il quadro completo delle 9 età.
0-3 natalità ,3-6 infanzia, 7-13 fanciullezza, 14-20 adolescenza, 21-28 giovinezza, 29-42 maturità, 43-56 età adulta, 57-70 senescenza, 71-84 anzianità
Per parte mia, la ritengo l'idea più interessante tra i tre misteri, dove l'accompagnano le idee di nascita e morte.
In genere la filosofia consiste in giri convoluti di idee sbagliate, o derive assurde di idee giuste, e di rado è, da un punto di vista letterario, più che un brutto canovaccio troppo lungo e significante una esitazione ormai inerzialmente produttrice di pensieri noiosi che sarebbero potuti essere belle storie.
Ma bisogna essere senza cuore per non essere attratti da un libro che inizia così:
"Amico mio! Quello che ti ho già detto tante volte, te lo ripeto, anzi te lo grido: o questo o quello! L'importanza dell'argomento giustifica l'uso delle parole. Ci sono circostanze in cui sarebbe ridicolo e quasi pazzesco volere porre un aut-aut, ma ci sono anche persone la cui anima è troppo dissoluta per cogliere il significato di questo dilemma, alla cui personalità manca l'energia per potere dire con passione: o questo o quello." [p.3 edizione mondadori 1993].
Kierkegaard talvolta è pesante, ma mai disonesto nella ricerca. Indulge in qualche digressione, alcuni argomenti e obiezioni sono forzati, ci sono ripetizioni e passaggi farraginosi, lutulenti, ma ci sono anche delle bellissime scene e dei pensieri potenti.
Faccio qualche esempio, citando, per invogliare un eventuale lettore, la cui libera scelta, mi sento di prevedere, non incorrerà in qualcosa di inutile né di traditore del proprio tempo qualora scegliesse di leggere questo libro, sezione dell'opera Enten Eller.
Ecco un bel passaggio:
"La vita è una mascherata- tu dici- e questo per te è fonte inesauribile di divertimento: sei così abile che nessuno è ancora riuscito a smascherarti. Ogni tua manifestazione è un inganno, perché solo così puoi respirare, fare sì che la gente non si serri intorno a te e ostacoli il tuo respiro.
In questo sta la tua attività: mantenere il tuo nascondiglio; e questo ti riesce, perché la tua maschera è la più misteriosa di tutte: infatti sei un nulla, sei sempre solo in relazione ad altro, e ciò che sei lo sei per questa relazione. All'amorosa pastorella porgi languido la mano, tradisci con un bacio fraterno il venerando padre della chiesa. Tu stesso sei una figura misteriosa, sulla cui fronte sta scritto: aut aut. "poiché questo è il mio motto, e queste parole non sono, come credono i grammatici, congiunzioni disgiuntive...
Non sai che giungerà l'ora della mezzanotte in cui ognuno dovrà smascherarsi? Credi si possa sempre scherzare con la vita? Credi si possa sgattaiolare via un po' prima di mezzanotte per sfuggirle? Non inorridisci a questo pensiero?
Nella vita ho visto persone che tradirono tanto a lungo gli altri che alla fine il loro vero essere non poteva più manifestarsi; ho visto persone che tanto a lungo giocarono a nascondersi, che alla fine in essi la pazzia, ributtantemente, mostrava agli altri quei segreti pensieri che essi, fino ad allora, avevano orgogliosamente tenuti celati." pp.5-6
Ed ecco della fuffa:
" Quando un individuo considera se stesso esteticamente, diventa cosciente di questo sé come di una molteplice concretezza determinata in sé in vari modi."[p.72 ibid] Cioé: ognuno sente qualcosa.
Da 91 e seguenti si legga il bel commento di Kierkegaard contro il misticismo (a cui, per ironia, approderà egli stesso più tardi nella sua vita).
Tutto il discorso sull'universale di Kierkegaard è molto interessante, più per la sua lucidità che per la originalità, del resto sopravvalutata ovunque.
Kierkegaard, per come capisco, dichiara che sebbene sia normale la vita del matrimonio, normale raggiungere il matrimonio come esigenza, come base di una famiglia, cioé dell'amore a propria misura, non è facile.
Si dirà: banale.
Non molto, a quanto pare, siccome tutte le religioni hanno fatto accoliti facendo fuggire dal concetto di matrimonio come fine naturale, mentre la società laica, fondata sul rendere le condizioni tali che il matrimonio fosse più facilmente raggiungibile come condizione di fine naturale, è incorsa nella critica di avere mostrato la convenzionalità dell'istituzione e la artificialità del fine matrimoniale.
Kierkegaard, a mio avviso giustamente, rivendica insieme la normalità e la difficoltà del matrimonio quale fine NATURALE, dovuto alla finitezza delle risorse dell'amore, e al significato della libertà come esercizio della consapevolezza di quella stessa finitezza.
Un'ottima lettura, sarebbe stato anche un migliore racconto, se non fosse stato un saggio poetico, cioè un sermone, comunque appassionato e degno di lettura.
Cosa manca? Una chiara consapevolezza della cronarchia, cioè del quadro di riferimento che correla le età della vita umana e le loro esperienze fondamentali, unite alle loro predominanti facoltà e coppie concettuali di volta in volta sbloccate.
Kierkegaard parte e resta confinato, eccetto alcune derive accidentali, al confronto fra due persone nell'età della maturità (29-42 anni), e non deriva né considera il quadro completo delle 9 età.
0-3 natalità ,3-6 infanzia, 7-13 fanciullezza, 14-20 adolescenza, 21-28 giovinezza, 29-42 maturità, 43-56 età adulta, 57-70 senescenza, 71-84 anzianità
April 17, 2025
Aut-Aut è senza dubbio un testo affascinante: le idee che Kierkegaard propone sono interessanti e in buona parte veritiere. L’alternativa tra vita estetica e vita etica è una riflessione profonda sull’esistenza, ma c’è qualcosa che non mi convince del tutto nel modo in cui viene presentata.
In particolare, la critica alla vita estetica — che potremmo tranquillamente associare alla dimensione dionisiaca della vita, quella fatta di piacere, arte, emozioni, godimento del momento — mi sembra troppo dura, quasi burocratica. Kierkegaard sembra voler ridurre tutto a un sistema binario: o vivi esteticamente (e quindi male), o ti assumi responsabilità e passi alla vita etica (che è quella giusta) che poi dovrebbe sfociare nella vita religiosa( quella giusta più giusta). Ma in questo c’è poco spazio per la complessità dell’esistenza reale. È come se il messaggio fosse: “Smetti di divertirti e diventa serio, punto.” E questa rigidità, a lungo andare, stanca.
Rispetto a Sartre, per esempio, la differenza si sente. Sartre non ti dice di rinnegare il piacere o il divertimento; ti dice semplicemente: scegli di essere ciò che sei, ma fallo con consapevolezza e libertà. C’è una gioia anche nell’autenticità, mentre qui sembra che il percorso etico sia un dovere grigio e noioso. Quasi una via moralista per giustificare le scelte convenzionali.
Infatti, Aut-Aut mi dà l’impressione del libro che l’uomo di mezza età, dopo aver sprecato la vita rincorrendo un’idea di felicità basata su matrimonio, lavoro, routine, legge per convincersi che quella vita lì avesse davvero un senso. Sì, il matrimonio può avere una sua funzione nell’esperienza umana, ma elevarlo a fine ultimo della vita… non so. È una visione troppo chiusa, troppo piegata su un certo tipo di ordine sociale e morale che mal si adatta a un ragazzo o una ragazza giovane
E poi, conoscendo anche gli sviluppi successivi del pensiero kierkegaardiano, si intuisce già qui la deriva verso la vita religiosa, e con essa quel determinismo un po’ nichilista che non lascia molto spazio alla libertà umana. Già in questo libro si intravedono quei tratti.
In definitiva? Sì, è un libro che vale la pena leggere, anche solo per riflettere e confrontarsi. Ma se devo scegliere un filosofo da portarmi dietro per affrontare la vita, meglio Sartre o ancora meglio, Epitteto.
In particolare, la critica alla vita estetica — che potremmo tranquillamente associare alla dimensione dionisiaca della vita, quella fatta di piacere, arte, emozioni, godimento del momento — mi sembra troppo dura, quasi burocratica. Kierkegaard sembra voler ridurre tutto a un sistema binario: o vivi esteticamente (e quindi male), o ti assumi responsabilità e passi alla vita etica (che è quella giusta) che poi dovrebbe sfociare nella vita religiosa( quella giusta più giusta). Ma in questo c’è poco spazio per la complessità dell’esistenza reale. È come se il messaggio fosse: “Smetti di divertirti e diventa serio, punto.” E questa rigidità, a lungo andare, stanca.
Rispetto a Sartre, per esempio, la differenza si sente. Sartre non ti dice di rinnegare il piacere o il divertimento; ti dice semplicemente: scegli di essere ciò che sei, ma fallo con consapevolezza e libertà. C’è una gioia anche nell’autenticità, mentre qui sembra che il percorso etico sia un dovere grigio e noioso. Quasi una via moralista per giustificare le scelte convenzionali.
Infatti, Aut-Aut mi dà l’impressione del libro che l’uomo di mezza età, dopo aver sprecato la vita rincorrendo un’idea di felicità basata su matrimonio, lavoro, routine, legge per convincersi che quella vita lì avesse davvero un senso. Sì, il matrimonio può avere una sua funzione nell’esperienza umana, ma elevarlo a fine ultimo della vita… non so. È una visione troppo chiusa, troppo piegata su un certo tipo di ordine sociale e morale che mal si adatta a un ragazzo o una ragazza giovane
E poi, conoscendo anche gli sviluppi successivi del pensiero kierkegaardiano, si intuisce già qui la deriva verso la vita religiosa, e con essa quel determinismo un po’ nichilista che non lascia molto spazio alla libertà umana. Già in questo libro si intravedono quei tratti.
In definitiva? Sì, è un libro che vale la pena leggere, anche solo per riflettere e confrontarsi. Ma se devo scegliere un filosofo da portarmi dietro per affrontare la vita, meglio Sartre o ancora meglio, Epitteto.
August 10, 2024
Non so quanto senso abbia assegnare un punteggio ai classici. In ogni caso, Aut-Aut è sicuramente un libro che impone profonde riflessioni. Il tema è l’angoscia e il fardello esistenziale di fronte alla scelta: l’uomo è libero e al tempo stesso limitato dalla sua natura e non disponendo di un schema di vita universale e prestabilito è quindi paralizzato di fronte all’ignoto. Come si dovrebbe vivere, dunque?
Kierkegaard pone una scelta fra una vita estetica, che però si esaurisce nell’istante, senza definire una personalità e l’impegno di una vita etica, simboleggiato dal matrimonio.
Scelta, che si manifesta come mutualmente esclusiva e le cui alternative non si risolvono hegelianamente in una sintesi dialettica, e che vede la prospettiva etica come quella in grado di offrire un’identità e una vita autentica.
È una soluzione accettabile per noi? Difficile dirlo, ma sono in ogni caso considerazioni provocanti e stimolanti per la nostra epoca edonista.
In tale edizione non è presente tutta l’opera ma solo la sezione del secondo volume intitolata “L'equilibrio tra l'estetico e l'etico nell'elaborazione della personalità”, oltre a un’ottima prefazione di Remo Cantoni.
Lettura che richiede concentrazione e raccoglimento, non ha alcuna divisione in capitoli e alterna un linguaggio talvolta complesso e talvolta immediato, talvolta ironico, cinico, moralista e talvolta struggentemente poetico.
Kierkegaard pone una scelta fra una vita estetica, che però si esaurisce nell’istante, senza definire una personalità e l’impegno di una vita etica, simboleggiato dal matrimonio.
Scelta, che si manifesta come mutualmente esclusiva e le cui alternative non si risolvono hegelianamente in una sintesi dialettica, e che vede la prospettiva etica come quella in grado di offrire un’identità e una vita autentica.
È una soluzione accettabile per noi? Difficile dirlo, ma sono in ogni caso considerazioni provocanti e stimolanti per la nostra epoca edonista.
In tale edizione non è presente tutta l’opera ma solo la sezione del secondo volume intitolata “L'equilibrio tra l'estetico e l'etico nell'elaborazione della personalità”, oltre a un’ottima prefazione di Remo Cantoni.
Lettura che richiede concentrazione e raccoglimento, non ha alcuna divisione in capitoli e alterna un linguaggio talvolta complesso e talvolta immediato, talvolta ironico, cinico, moralista e talvolta struggentemente poetico.
July 17, 2023
Primo approccio a Kierkegaard dopo lo studio testuale liceale, rispetto al quale il messaggio arrivatomi era stato quello di un filosofo dal messaggio quasi semplicistico, incentrato sull’angoscia della scelta.
Sono felice di aver preso in mano il libro e aver conosciuto tutt’altro.
La scelta non come banale momento di angoscia ma come momento solenne, alto, quasi artistico; permeato da una grande responsabilità poiché determinante nella creazione di un certo sè.
Di un sé che viene ad essere, ad esistere proprio grazie alla “tal scelta”.
Ho apprezzato poi la semplicità e l’umiltà del filosofo, che non si erge mai a dispensatore di massimi sistemi, ma riconosce il suo come un punto di vista valido per se stesso senza pretesa di imposizione su alcuno.
Ho amato infine, le dolci e candide parole usate nel parlare della moglie e della donna in genere, le quali denotano una profonda comprensione dei compiti e delle qualità complementari dei due sessi. Kierkegaard assume la propria responsabilità come uomo e come marito nella coppia e nel matrimonio, riconoscendo la sacralità e il dono che è la donna per lui.
Leggerò sicuramente altro!
Intanto 5 stelle⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Sono felice di aver preso in mano il libro e aver conosciuto tutt’altro.
La scelta non come banale momento di angoscia ma come momento solenne, alto, quasi artistico; permeato da una grande responsabilità poiché determinante nella creazione di un certo sè.
Di un sé che viene ad essere, ad esistere proprio grazie alla “tal scelta”.
Ho apprezzato poi la semplicità e l’umiltà del filosofo, che non si erge mai a dispensatore di massimi sistemi, ma riconosce il suo come un punto di vista valido per se stesso senza pretesa di imposizione su alcuno.
Ho amato infine, le dolci e candide parole usate nel parlare della moglie e della donna in genere, le quali denotano una profonda comprensione dei compiti e delle qualità complementari dei due sessi. Kierkegaard assume la propria responsabilità come uomo e come marito nella coppia e nel matrimonio, riconoscendo la sacralità e il dono che è la donna per lui.
Leggerò sicuramente altro!
Intanto 5 stelle⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
August 31, 2026
Un'opera magistrale in cui Kierkegaard indaga le due modalità con cui ogni essere umano si relaziona durante la sua esistenza: la vita etica e la vita estetica.
Il filosofo danese, padre dell'esistenzialismo, offre a ogni lettore sin da subito il dovere di scegliere, prediligendo da cristiano com'è, la vita etica, non tralasciando i piaceri mondani ma trattandoli in un modo rivoluzionario per la sua epoca.
Il testo indaga anche il rapporto dell'uomo con la donna riuniti nell'ambito coniugale, di quanto il lavoro e il matrimonio nobilitino e diano un significato all'esistenza terrena dell'individuo e con riferimenti dotti sparsi per tutto il libro, parla anche della realizzazione e dell'amicizia.
Una lettura piacevole e contemporanea, così bella che sembra essere scritta proprio nell'apice del pensiero di Kierkegaard stesso.
Sento di aver imparato tanto da questa lettura, ma una cosa più di tutte mi è rimasta impressa, ovvero che nella vita bisogna scegliere e non scegliere è una brutta scelta.
Il filosofo danese, padre dell'esistenzialismo, offre a ogni lettore sin da subito il dovere di scegliere, prediligendo da cristiano com'è, la vita etica, non tralasciando i piaceri mondani ma trattandoli in un modo rivoluzionario per la sua epoca.
Il testo indaga anche il rapporto dell'uomo con la donna riuniti nell'ambito coniugale, di quanto il lavoro e il matrimonio nobilitino e diano un significato all'esistenza terrena dell'individuo e con riferimenti dotti sparsi per tutto il libro, parla anche della realizzazione e dell'amicizia.
Una lettura piacevole e contemporanea, così bella che sembra essere scritta proprio nell'apice del pensiero di Kierkegaard stesso.
Sento di aver imparato tanto da questa lettura, ma una cosa più di tutte mi è rimasta impressa, ovvero che nella vita bisogna scegliere e non scegliere è una brutta scelta.
Read
May 31, 2024Indubbiamente stimolante e denso di affermazioni d'impatto; peccato che, per quanto sia venduto con il titolo complessivo di Aut-Aut (che traduce l'originale danese Enten Eller), questo volume contenga, nel concreto, solo una parte dell'opera complessiva (che, oggettivamente, è molto lunga), vale a dire le lettere dell'assessore Guglielmo che, nella finzione in cui Kierkegaard ambienta la sua riflessione, cerca di spiegare a un amico vicino all'estetica le sue idee sulla vita etica.
Chi è interessato all'architettura complessiva dell'opera deve forzatamente orientarsi sulla ciclopica edizione Adelphi in cinque volumi che, oltre a tradurla nella sua interezza, reintroduce il titolo originale.
Chi è interessato all'architettura complessiva dell'opera deve forzatamente orientarsi sulla ciclopica edizione Adelphi in cinque volumi che, oltre a tradurla nella sua interezza, reintroduce il titolo originale.
December 29, 2024
Considero questo Libro fondamentale per la costruzione del pensiero dell’uomo .
Tanto intenso da confondermi . Da emozionarmi per la descrizione del sentire dell’uomo .
Ritrovare il nodo dei propri pensieri disteso, sciolto dalle riflessioni annesse a quest’opera , ha un valore esistenziale massimo.
Può distrarci dalla vita, ma se proviamo a viverla in riferimento a pochi, ma fondamentale principi, può veramente rasentare l’assenza del tempo. L’immortalità . L’essere ovunque e non trovarci da nessuna parte.
Emozionato dal concetto di Amicizia in questo testo esplorato.
Per un attimo ho vissuto l’immortalità dell’infinito.
Ho scelto di esserci.
Di essere qui.
Stasera e , forse , per sempre.
Un’opera da curare e proteggere.
Ho provato Amore.
Tanto intenso da confondermi . Da emozionarmi per la descrizione del sentire dell’uomo .
Ritrovare il nodo dei propri pensieri disteso, sciolto dalle riflessioni annesse a quest’opera , ha un valore esistenziale massimo.
Può distrarci dalla vita, ma se proviamo a viverla in riferimento a pochi, ma fondamentale principi, può veramente rasentare l’assenza del tempo. L’immortalità . L’essere ovunque e non trovarci da nessuna parte.
Emozionato dal concetto di Amicizia in questo testo esplorato.
Per un attimo ho vissuto l’immortalità dell’infinito.
Ho scelto di esserci.
Di essere qui.
Stasera e , forse , per sempre.
Un’opera da curare e proteggere.
Ho provato Amore.
February 5, 2021
Un libro che penetra nella tua personalità, in moltissimi punti sembra parlare esattamente di te. Sembra che l’autore conosca ogni singolo anfratto della tua anima e faccia in modo da far emergere lati di te che in genere si tengono nascosti di cui, molto spesso, ne proviamo vergogna. “La scelta” è il filo conduttore del discorso, ciò che dovrebbe caratterizzare la nostra vita; la scelta consapevole della nostra personalità e del nostro vero essere.
October 14, 2021
In questo periodo della mia vita, in cui mi sto determinando coscientemente, questo libro mi ha aiutato a comprendere il valore della personalità e mi ha dato delle buone chiavi di lettura per l'esistenza umana. Spettacolare come Kierkegaard mette al centro l'individuo e interessante come considera le donne, darebbe alcuni buoni spunti di riflessione ai giovani che anziché scavare dentro di sé si battono per battaglie sociali moralistiche e eticamente discutibili
September 24, 2024
"In ogni uomo vi sono degli ostacoli che, in un certo senso, non gli permettono di diventare completamente trasparente a sé stesso; la cosa può raggiungere tali proporzioni, egli può, a sua insaputa, venir talmente coinvolto in circostanze di vita che stanno al di fuori di lui, che egli perde la capacità di manifestarsi; ma chi non si può manifestare non può amare, e chi non può amare è l'essere più infelice. E tu, per divertimento, ti eserciti nell'arte di diventare misterioso per tutti."
July 13, 2022
Uno dei punti più alti della filosofia di tutti i tempi. Kierkegaard raccoglie l'eredità del Socrate morale che Platone aveva lasciato intonsa per dedicarsi alle teorie pitagoriche del Timeo, e la gioca sul livello dell'ironia come simbolo della contraddizione tanto cara al maestro greco. Il risultato è un capolavoro senza tempo. La cosa tremenda è che Timore e Tremore è altrettanto potente.
April 10, 2024
Ho trovato in “Aut aut” numerosissimi spunti di riflessione che sarebbe bene rivedere periodicamente, attualissimo sebbene si tratti di un’opera di più di un secolo fa. Non mi sento di dargli pieni voti in quanto ho trovato la lettura leggermente difficoltosa, per il semplice fatto che non vi sono capitoli o paragrafi ma si tratta di una lettera senza interruzioni. Comunque stupendo !!!
March 9, 2021
letto per la tesi, illuminante
May 5, 2025
Esistenzialismo puro, ogni pagina da incorniciare.
August 17, 2025
Kierkegaard sei l'espansione della mia anima
September 3, 2025
ho genuinamente pianto
October 21, 2025
Stupendo saggio. Mi ha cambiato la vita. Ho apprezzato la critica al sistema hegeliano anche se non la condivido completamente.
January 18, 2026
Spunti carini, non esattamente la mia filosofia
January 22, 2026
Proprio bello👏🏻👏🏻
August 13, 2026
Più della metà del libro non sapevo di cosa parlasse, ma quello che ho capito è stato stra interessante
August 13, 2026
Per nulla sistematico, per nulla analitico, eppure arriva. Cazzo, se arriva. Sembra parlarci direttamente dal futuro, altro che ‘800.
Peccato che l’autore non faccia un passo oltre nello spiegare cosa significhi davvero “scegliersi assolutamente”, ne tantomeno se il senso della continuità delle cose ne sia condizione di possibilità necessaria e secondo quale criterio.
Peccato che l’autore non faccia un passo oltre nello spiegare cosa significhi davvero “scegliersi assolutamente”, ne tantomeno se il senso della continuità delle cose ne sia condizione di possibilità necessaria e secondo quale criterio.
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