What do you think?


Motel Chronicles
Motel Chronicles reveals the fast-moving and sometimes surprising world of the man behind the plays that have made Sam Shepard a live legend in the theater. Shepard chronicles his own life birth in Illinois, childhood memories of Guam, Pasadena and rural Southern California, adventures as ranch hand, waiter, rock musician, dramatist, and film actor. Scenes from this book form the basis of his play Superstitions, and of the film (directed by Wim Wenders) Paris, Texas, winner of the Golden Palm Award at the 1984 Cannes Film Festival.
110 pages, Paperback
First published January 1, 1982
About the author
Sam Shepard
242 books705 followersSam Shepard was an American artist who worked as an award-winning playwright, writer and actor. His many written works are known for being frank and often absurd, as well as for having an authentic sense of the style and sensibility of the gritty modern American west. He was an actor of the stage and motion pictures; a director of stage and film; author of several books of short stories, essays, and memoirs; and a musician.
Ratings & Reviews
Friends & Following
Create a free account to discover what your friends think of this book!
Community Reviews
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
August 22, 2021
"Strana notte. Niente sirene. Strada silenziosa. Neanche un alito di vento. Una notte buona per rubare benzina.
No, non ho voglia di avventure. Troppo freddo. La pelle si attacca all'acciaio con un clima del genere.
Oggi ero in maglietta. Ero o non ero in maglietta? Non era oggi? In realtà oggi a un certo punto ero senza maglietta.
Strano. Clima atomico. Un terremoto probabilmente. Probabilmente annuncia un terremoto.
Solo che i cani dovrebbero impazzire. Correre in cerchio. Vomitare. Segnali del genere.
Forse s'è rotto qualcosa all'Impianto. Quella roba del Nucleo. Fissione nucleare o qualcosa del genere. Fissione o fusione. Qualcosa del genere. Quando si libera. Una cosa è il contrario dell'altra. Ho dimenticato quale.
A questo punto l'avrebbero detto alla radio. Salvo che non ho la radio. L'avrebbero detto alla radio di qualcun altro. E qualcun altro mi avrebbe telefonato. Salvo che non ho il telefono. E comunque non conosco nessun altro.
Non cambia niente. Tanto vale non saperlo se proprio vuoi la verità. Tanto vale prenderla come viene. Senza scaldarsi tanto. Se mi dissolvo mi dissolvo. Punto e basta. Tanto vale dissolversi in pace.
Solo che dicono che non succede tutto in un colpo. Pare che sia lento. Una tortura. Una bastonata. Un respiro mortale.
Carini come pensieri! E dire che ero uscito soltanto per gettare la spazzatura."
No, non ho voglia di avventure. Troppo freddo. La pelle si attacca all'acciaio con un clima del genere.
Oggi ero in maglietta. Ero o non ero in maglietta? Non era oggi? In realtà oggi a un certo punto ero senza maglietta.
Strano. Clima atomico. Un terremoto probabilmente. Probabilmente annuncia un terremoto.
Solo che i cani dovrebbero impazzire. Correre in cerchio. Vomitare. Segnali del genere.
Forse s'è rotto qualcosa all'Impianto. Quella roba del Nucleo. Fissione nucleare o qualcosa del genere. Fissione o fusione. Qualcosa del genere. Quando si libera. Una cosa è il contrario dell'altra. Ho dimenticato quale.
A questo punto l'avrebbero detto alla radio. Salvo che non ho la radio. L'avrebbero detto alla radio di qualcun altro. E qualcun altro mi avrebbe telefonato. Salvo che non ho il telefono. E comunque non conosco nessun altro.
Non cambia niente. Tanto vale non saperlo se proprio vuoi la verità. Tanto vale prenderla come viene. Senza scaldarsi tanto. Se mi dissolvo mi dissolvo. Punto e basta. Tanto vale dissolversi in pace.
Solo che dicono che non succede tutto in un colpo. Pare che sia lento. Una tortura. Una bastonata. Un respiro mortale.
Carini come pensieri! E dire che ero uscito soltanto per gettare la spazzatura."
July 20, 2022
Non è un libro che va letto tutto d’un fiato. Va lasciato in giro. Aprire una pagina e leggere un frammento. Sono tutti molto brevi, appunti di diario, poesie, immagini rubate su un treno o in un motel. Frammenti di infanzia, di vita adulta, tra Texas e California. Un unico tempo come è quello del ricordo. Sono i suoi ricordi o di qualcun altro? O è qualcosa che ha letto o visto in un film? Poco importa, la memoria e la scrittura ne fanno piccoli flash, immagini sfocate o troppo a fuoco, che si compongono in un collage di un America frammentata e oscura, ai margini e periferica. È l’America della strada e dei paesini, dei camionisti e della tv via cavo, del bestiame e della moquette. I frammenti si compongono e si scompongono, riaprite il libro e vi colpisce qualcosa che prima non avete notato. Tenetelo lì, in giro.
July 30, 2017
A star con lo zoppo s'impara a zoppicare. Tutto il tempo passato accanto a Dylan ha fatto un gran bene alla scrittura di Sam. Che siano le poesie dalle metriche liberissime o i frammenti sgangherati di una vita sempre on the road, il richiamo è fortissimo alla sensibilità dell'uomo di Duluth. L'occhio osserva con vista laterale, la mente rielabora acuta. L'America migliore è quella che non esiste.
August 24, 2017
Sono tanti flash, tanti "piccoli" momenti, ricordi, pensieri, appunti presi tra fine anni '70 e primissimi anni '8o, di una vita "on the road" tra il Texas e la California vissuta molto lontano dallo star system. Oltre che un bravo attore fu anche, o forse soprattutto, un ottimo scrittore che vale la pena di approfondire.
October 1, 2025
“mai la lontananza attaccò così da vicino”
César Vallejo
————————————————————————
“Non c’era nessuno in giro. Solo noi e i dinosauri”
————————————————————————
“La mia sorellina si rivoltò nel lettino a castello sopra il mio. Borbottò qualcosa nel sonno. Aveva appena imparato a parlare. Le dissi qualcosa di rimando ma lei non rispose. Quello della porta accanto azionò il suo innaffiatoio elettrico. Lo sentii cantare alle sue rose.”
————————————————————————
“Lavò la sua camicia rossa nel lavandino. Stese sul pavimento un asciugamano del motel. Stese la camicia sopra l’asciugamano. Mentre lisciava le maniche e le incrociava sul ventre della camicia pensò alla propria morte. A come avrebbe incrociato le sue braccia proprio come le maniche sul suo stesso ventre morto.”
————————————————————————
“[…]dato che questa era la sua città natale e lei sarebbe rimasta proprio qui mentre noi ce ne saremmo andati e la disperazione di non essere che una controfigura locale che veniva lasciata indietro in una città da cui moriva dalla voglia d'esser fuori adesso le pesava addosso con tutta la sua forza e questo all'improvviso mi fece vergognare ancora
totalmente
di essere l'attore di un film e suscitare illusioni tanto stupide così la portai nella mia stanza senza progetti sul suo corpo
neanche una
e lei rimase delusa fino alla disperazione
cercò di buttarsi dalla mia finestra le dissi senti non ne vale la pena
è solo uno stupido film
lei disse stupido sì, ma mai come la vita.”
————————————————————————
“I figli alla fine si convincevano che i loro nomi fossero i soprannomi che sentivano fluttuare attraverso questi campi e rispondevano a questi nomi facendosi un'idea su se stessi in base al loro suono senza sospettare neanche lontanamente che il loro vero nome legale li aspettasse al varco scritto su un documento a Chicago e che quello sarebbe stato il nome da far precedere da "Mr." e che quello sarebbe stato il nome con cui sarebbero morti.”
————————————————————————
“La sera, l'altro mi porta a casa e ho appena il tempo di dar da mangiare alla pecora prima che sia buio pesto. Una volta che ho finito non ho quasi mai voglia di andare su a casa per la cena. Talvolta resto là fuori a guardare la mia famiglia che si muove in giro per casa. Resto lì a lungo alle volte. Loro non sanno che io li osservo.”
————————————————————————
“Cercò di fregare dall'Hotel Chateau Marmont sul Sunset Boulevard una stampa assolutamente priva di valore raffigurante un albero di Pioppo arenato in un secco bacino deserto.
Lo sorpresero con la stampa nel parcheggio, mentre cercava di ficcarla sul fondo del suo furgoncino.
Quando gli chiesero perché, disse loro che non lo sapeva bene neanche lui. Disse loro che gli dava una certa sensazione.
Disse loro che si vedeva dentro a questo quadro sdraiato sul dorso sotto il Pioppo.
Disse che aveva riconosciuto l'albero da un vecchio sogno e che il sogno si basava su un albero vero che ricordava oscuramente dai tempi lontani dell'infanzia.
Ricordava che stava sdraiato sotto quest'albero e guardava in alto attraverso le foglie d'argento.
Ricordava delle voci che venivano da queste foglie ma non riusciva a ricordare cosa dicessero o a chi appartenessero.
Disse loro che sperava che il quadro avrebbe resuscitato tutto questo.”
————————————————————————
“Mi tuffai nel mondo di testa, e benché fossi coperto di sangue, il mio atteggiamento era molto amichevole.”
————————————————————————
“Continuavo a pensato che qualcuno giù alla stalla mi stesse a chiamare. Sentivo davvero le voci e mi girai a guardare. Non c'era nessuno laggiù.
Mi girai di nuovo verso i prati chiedendomi fin dove potevo spingermi. Esattamente la stessa domanda che mi facevo quando nuotavo al largo nell'oceano. Qual è il punto da cui diventa pericoloso spingersi oltre? E mi resi conto che il momento delle domande arriva quando pensi di esserti già spinto troppo in là.”
————————————————————————
“Mi sembrava strano che un uomo che amava tanto il cielo potesse amare anche la terra.”
————————————————————————
“Piangeva in silenzio, tutta la faccia distorta in una smorfia di dolore puro come se stesse piangendo la morte della sua stessa vita. Una vita che ricordava confusamente. Disse che non riusciva a ricordare com’era arrivata lì. Tutto il suo corpo piangeva e noi la tenevamo stretta finché non si addormentava”
César Vallejo
————————————————————————
“Non c’era nessuno in giro. Solo noi e i dinosauri”
————————————————————————
“La mia sorellina si rivoltò nel lettino a castello sopra il mio. Borbottò qualcosa nel sonno. Aveva appena imparato a parlare. Le dissi qualcosa di rimando ma lei non rispose. Quello della porta accanto azionò il suo innaffiatoio elettrico. Lo sentii cantare alle sue rose.”
————————————————————————
“Lavò la sua camicia rossa nel lavandino. Stese sul pavimento un asciugamano del motel. Stese la camicia sopra l’asciugamano. Mentre lisciava le maniche e le incrociava sul ventre della camicia pensò alla propria morte. A come avrebbe incrociato le sue braccia proprio come le maniche sul suo stesso ventre morto.”
————————————————————————
“[…]dato che questa era la sua città natale e lei sarebbe rimasta proprio qui mentre noi ce ne saremmo andati e la disperazione di non essere che una controfigura locale che veniva lasciata indietro in una città da cui moriva dalla voglia d'esser fuori adesso le pesava addosso con tutta la sua forza e questo all'improvviso mi fece vergognare ancora
totalmente
di essere l'attore di un film e suscitare illusioni tanto stupide così la portai nella mia stanza senza progetti sul suo corpo
neanche una
e lei rimase delusa fino alla disperazione
cercò di buttarsi dalla mia finestra le dissi senti non ne vale la pena
è solo uno stupido film
lei disse stupido sì, ma mai come la vita.”
————————————————————————
“I figli alla fine si convincevano che i loro nomi fossero i soprannomi che sentivano fluttuare attraverso questi campi e rispondevano a questi nomi facendosi un'idea su se stessi in base al loro suono senza sospettare neanche lontanamente che il loro vero nome legale li aspettasse al varco scritto su un documento a Chicago e che quello sarebbe stato il nome da far precedere da "Mr." e che quello sarebbe stato il nome con cui sarebbero morti.”
————————————————————————
“La sera, l'altro mi porta a casa e ho appena il tempo di dar da mangiare alla pecora prima che sia buio pesto. Una volta che ho finito non ho quasi mai voglia di andare su a casa per la cena. Talvolta resto là fuori a guardare la mia famiglia che si muove in giro per casa. Resto lì a lungo alle volte. Loro non sanno che io li osservo.”
————————————————————————
“Cercò di fregare dall'Hotel Chateau Marmont sul Sunset Boulevard una stampa assolutamente priva di valore raffigurante un albero di Pioppo arenato in un secco bacino deserto.
Lo sorpresero con la stampa nel parcheggio, mentre cercava di ficcarla sul fondo del suo furgoncino.
Quando gli chiesero perché, disse loro che non lo sapeva bene neanche lui. Disse loro che gli dava una certa sensazione.
Disse loro che si vedeva dentro a questo quadro sdraiato sul dorso sotto il Pioppo.
Disse che aveva riconosciuto l'albero da un vecchio sogno e che il sogno si basava su un albero vero che ricordava oscuramente dai tempi lontani dell'infanzia.
Ricordava che stava sdraiato sotto quest'albero e guardava in alto attraverso le foglie d'argento.
Ricordava delle voci che venivano da queste foglie ma non riusciva a ricordare cosa dicessero o a chi appartenessero.
Disse loro che sperava che il quadro avrebbe resuscitato tutto questo.”
————————————————————————
“Mi tuffai nel mondo di testa, e benché fossi coperto di sangue, il mio atteggiamento era molto amichevole.”
————————————————————————
“Continuavo a pensato che qualcuno giù alla stalla mi stesse a chiamare. Sentivo davvero le voci e mi girai a guardare. Non c'era nessuno laggiù.
Mi girai di nuovo verso i prati chiedendomi fin dove potevo spingermi. Esattamente la stessa domanda che mi facevo quando nuotavo al largo nell'oceano. Qual è il punto da cui diventa pericoloso spingersi oltre? E mi resi conto che il momento delle domande arriva quando pensi di esserti già spinto troppo in là.”
————————————————————————
“Mi sembrava strano che un uomo che amava tanto il cielo potesse amare anche la terra.”
————————————————————————
“Piangeva in silenzio, tutta la faccia distorta in una smorfia di dolore puro come se stesse piangendo la morte della sua stessa vita. Una vita che ricordava confusamente. Disse che non riusciva a ricordare com’era arrivata lì. Tutto il suo corpo piangeva e noi la tenevamo stretta finché non si addormentava”
Displaying 1 - 5 of 5 reviews






