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Against Method

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Modern philosophy of science has paid great attention to the understanding of scientific ‘practice’, in contrast to concentration on scientific ‘method’. Paul Feyerabend’s acclaimed work, which has contributed greatly to this new emphasis, shows the deficiencies of some widespread ideas about the nature of knowledge. He argues that the only feasible explanations of scientific successes are historical explanations, and that anarchism must now replace rationalism in the theory of knowledge.

The third edition of this classic text contains a new preface and additional reflections at various points in which the author takes account both of recent debates on science and on the impact of scientific products and practices on the human community. While disavowing populism or relativism, Feyerabend continues to insist that the voice of the inexpert must be heard. Thus many environmental perils were first identified by non-experts against prevailing assumptions in the scientific community. Feyerabend’s challenging reassessment of scientific claims and understandings are as pungent and timely as ever.

296 pages, Paperback

First published January 1, 1975

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About the author

Paul Karl Feyerabend

93 books288 followers
Paul Karl Feyerabend was an Austrian-born philosopher of science best known for his work as a professor of philosophy at the University of California, Berkeley, where he worked for three decades (1958–1989).

His life was a peripatetic one, as he lived at various times in England, the United States, New Zealand, Italy, Germany, and finally Switzerland. His major works include Against Method (published in 1975), Science in a Free Society (published in 1978) and Farewell to Reason (a collection of papers published in 1987). Feyerabend became famous for his purportedly anarchistic view of science and his rejection of the existence of universal methodological rules. He is an influential figure in the philosophy of science, and also in the sociology of scientific knowledge.

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69 (1%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,031 reviews212 followers
December 18, 2014
Una critica sconclusionata al metodo scientifico fatta da uno che non ha la minima idea di cosa sia la scienza.
Purtroppo libro fortunato e citatissimo da fuffari vari :(
Profile Image for Federico.
19 reviews
February 23, 2022
Questo è uno di quei libri che, per me, sarebbero potuti essere sintetizzati in 20 pagine. Si inoltra in esempi (principalmente riferenti Galileo e le sue vicende) analizzandoli da tutti i punti di vista e richiamando concetti più e più volte. Sicuramente un matematico analitico con tanto tempo a disposizione potrebbe trovare piacevole questa precisione e prodigalità di particolari.

Sintetizzando, quello che mi interessa di questo libro, nonché quello che mi ha lasciato, è che la scienza deve essere vissuta come un sistema anarchico in cui ogni nuovo concetto e teoria, pur apparentemente non verosimile in termini metodologici, devono essere ritenuti sacrosanti, come un pungolo per partorire idee e teorie sempre migliori.

L'attuale metodo scientifico ha una quadratura esagerata, elitaria ed esercita un potere censorio troppo grande, limitando entro i suoi stessi dogmi il progresso scientifico. La ricerca non deve essere limitata dal suo passato, dal suo contesto storico, dai suoi dogmi e dalla sua cecità.


Anything goes, tutto può andare bene.
Profile Image for Jacopo Claudio Siffredi.
37 reviews
May 24, 2026
Galileo ha la voce di Giacobbe, ma le mani di Esaù.
E Paul (sì, ci chiamiamo per nome) ama chi ha le mani di Esaù.

Feyerabend intende smontare l’ipocrisia dei santoni del metodo e credo lo faccia bene, ma ho un limite politico: apprezzo l’anarchismo metodologico tanto quanto dubito di voler accettare le sue più particolari conseguenze.
Profile Image for Ennio Biagini.
5 reviews
January 28, 2022
Le ultime 12 pagine riescono a chiarire le precedenti 240. Libro consigliato per chi vuole imparare che la perseveranza porta alla conoscenza, quella vera e libera da dogmi.
Profile Image for Andrea.
143 reviews11 followers
September 2, 2023
Contro il metodo di Feyerabend è un testo che riposava da tanto tempo nella mia libreria e che, una volta aperto, si è rivelato essere profondamente deludente, nonostante la filosofia in esso racchiusa sia un momento necessario per lo sviluppo della filosofia della scienza.

La tesi di Feyerabend, infatti, è un punto focale in un secolo che, dal punto di vista dell'epistemologia, spazia tra le teorie di Carnap e dei neopositivisti del Circolo di Vienna, dal falsificazionismo di Popper, dal paradigma di Kuhn, e dalla dialettica delle dimostrazioni e confutazioni di Lakatos, nonché dei risultati dei vari fisici quali Einstein, Bohr e così via; in tale clima, così eterogeneo, Feyerabend, in puro atteggiamento dadaista, propone il suo anarchismo epistemologico retto dal solo principio secondo cui "tutto può andar bene", un'idea talmente pericolosa ed esagerata che si presta ad essere facilmente fraintesa (e quanti fraintendimenti nella storia della filosofia...).

Mi aspettavo di trovare una trattazione ben più interessante: praticamente tutto il contenuto del testo potrebbe essere riassunto dalle stesse righe ad introduzione di ciascun capitolo utilizzate da Feyerabend per delineare il filo conduttore della sua teoria, dopodiché ogni riga è principalmente la sintesi sviluppata con più parole e corredata da tantissime note e citazioni, nulla più o meno. Oltretutto, Feyerabend, anziché focalizzarsi principalmente sullo sviluppo della scienza odierna, sulla relatività e sulla meccanica quantistica, occupa quasi metà saggio per parlare di Galileo e del fatto che le sue teorie non si basarono esclusivamente su un metodo empirico, come invece potrebbe procedere una scienza soggetta a paradigmi come quella di Kuhn o a regole metodologiche come quella di Lakatos. Su quest'ultimo viene dedicata un intero capitolo di aperta polemica che, a causa della prematura morte del filosofo ungherese, non può avere una replica e resta fine a se stessa: Feyerabend ritiene che l'euristica di Lakatos sia un anarchismo camuffato, tuttavia dubito che quest'ultimo, influenzato com'era dalla dialettica hegeliana, potesse davvero elaborare una simile teoria.

Insomma, le tesi di Feyerabend, che dovevano confluire in un confronto a due voci realizzato proprio con Lakatos, vengono smontate già a partire da un'acuta replica del filosofo ungherese, che gli aveva detto che se tutto può andar bene e non vi sono certezze si poteva tranquillamente gettare dal tetto, tanto non era certo che sarebbe morto; a questo, Feyerabend rispose che non si sarebbe gettato perché è un vigliacco. Da qui l'atteggiamento dadaista che deve essere percepito dal suo lettore: è necessario leggere una posizione del genere, però a livello di contenuti, come già avevo detto, si potrebbero solo consultare le righe introduttive a ciascun capitolo e ricavare da lì tutto il sunto del discorso di Feyerabend.

Quando avrò approfondito ulteriormente il pensiero di Lakatos riconsidererò questo saggio, ma al momento ne esco molto insoddisfatto perché era un testo su cui riponevo molta fiducia e non mi aspettavo di rimanerne deluso a lettura ultimata.
Profile Image for Jacques le fataliste et son maître.
372 reviews58 followers
November 14, 2010
Lettura divertente. La storia della scienza vista da un punto di vista inconsueto. Gravido di conseguenze.
Scherzi a parte, è un’opera da leggere nel contesto del dibattito attorno alla conoscenza scientifica.
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