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"Per vivere un po' bene bisogna vendere l'anima. Non c'è altra via."
È il secondo romanzo di Ignazio Silone, scritto in esilio nel 1936-37, in un momento cruciale della vita italiana, qualche anno dopo il successo internazionale arriso a Fontamara. Ed è il libro in cui viene definendosi quella linea più decisamente moralistica, di «interrogatore» appassionato della coscienza, che caratterizza tutte le opere successive dello scrittore. Accanto alle numerose figure di rivoluzionari del nostro tempo fissate nella recente narrativa italiana, quella di Pietro Spina, protagonista di Vino e pane, rimane inconfondibile, appunto per il tipo di tensione spirituale che incarna ed esprime. Il medesimo impulso morale che lo aveva indotto a rivoltarsi contro una società odiosa e le sue istituzioni, e ad accettare la disciplina e i rischi dell'azione cospirativa, lo pone a un certo momento in difficoltà con in suoi stessi compagni. Con Vino e pane inizia un discorso serrato, che Silone continua a condurre.
388 pages, Mass Market Paperback
First published January 1, 1937



