"II libro non è forse un capolavoro ed è pieno di difetti... Eppure c'è qualcosa di forse è davvero il libro della nuova generazione, ma certo c'è qualcosa che non si è ancora visto in altri libri nuovi. Il senso della vanità, dello scombinamento, della sconnessione di questa nuova generazione alla James sporchi, poveri, avidi di emozioni, ignari di leggi morali e così via. Può darsi che questo scrittore trentacinquenne diventi proprio il simbolo della nuova generazione." Era il 1957 e Fernanda Pivano, giovane come è sempre stata, in un giudizio di lettura caldeggiava con forza e passione la pubblicazione di On the road, scritto da uno sconosciuto Jack Kerouac. Da allora la mitica Nanda non ha mai smesso di combattere per promuovere l'amore per la letteratura e la libertà. Prima facendo scoprire all'Italia le meraviglie ruvide della Beat Generation, poi appoggiando e caldeggiando i nuovi autori con spirito libero e ribelle. Questo libro, che contiene fra l'altro molti suoi giudizi di lettura ancora inediti, arriva a un anno dalla sua scomparsa come un testamento, un lascito alle nuove generazioni, una biblioteca ideale di cento titoli per farsi contagiare dalla passione per la lettura e per la libertà.
Fernanda Pivano was an Italian writer, journalist, translator and critic.
Pivano was born in Genoa in 1917. When she was a teenager she moved with her family to Turin where she attended the Massimo D'Azeglio Lyceum. There she met Cesare Pavese, who introduced her and her classmate Primo Levi to American literature. In 1941 she received a laurea (doctoral degree) with a thesis on Herman Melville's Moby-Dick, which earned her a prize from the Center for American Studies in Rome. In 1943 she obtained a second degree in philosophy. In the same year she completed her first translation, the Italian edition of the Spoon River Anthology by Edgar Lee Masters for Einaudi.
In 1948, Pivano met Ernest Hemingway. It turned out to be the beginning of an intense professional relationship and friendship that would last until Hemingway's death in 1961. In 1949 Pivano married designer and architect Ettore Sottsass and moved to Milan, where she would live for the rest of her life. Pivano made her first trip to the United States in 1956 and throughout her professional life she contributed to the diffusion of the most significant American writers in Italy,
Ma che meravigliosa scoperta questo libro della Pivano che parla di 100 stupendi altri libri. La mia ultima passione, consiste infatti nel leggere libri che parlano di altri libri, o anche di loro stessi che va bene uguale. La nostra traduttrice piú famosa dedica circa tre paginette ai libri statunitensi che hanno "cambiato" il nostro mondo, da intendersi come quello della letteratura italiana. Mai noiosa, mai prolissa e mai saccente, l'autrice ci guida a fare la scoperta di testi poco conosciuti di autori famosi o di scrittori a loro volta non troppo conosciuti e fa venire tantissima voglia di leggere per tutto il resto del tempo.
Ecco, funziona così: ti siedi e "ascolti" 100 dichiarazioni d'amore di Fernanda. Alcuni di quei nomi li hai amati e provi un sottile desiderio di sfogliarli ancora. Certi li hai amati meno; ti senti un po' colpevole e prometti di riprovarci. Altri non li hai ancora incontrati, prendi carta e penna e annoti. La lista degli amanti si fa sempre più lunga. Grazie Fernanda! :-)
L'aspetto che più ho apprezzato di questa raccolta non è tanto la citazione dei libri ma è il focus dato alle persone che li hanno scritti, alle loro esperienze e ai contesti storico-sociali in cui sono vissuti. Contestualizzare ogni scritto nell'epoca e nella vita di chi l'ha prodotto è fondamentale per avere una chiave di lettura più coerente, in grado, in alcuni casi, di ribaltare il giudizio che ci si può essere fatti di un libro ad una prima lettura. O almeno così è stato per me. Come nota a margine, confesso di aver provato un po' di invidia per Fernanda Pivano. Poter raccontare cose tipo l'aver ricevuto un abbraccio stritola ossa da Hemingway è un privilegio riservato davvero a pochi!
Era il titolo di un aritcolo pubblicato, tanto tempo fa, su Linus, la nota rivista di cultura e di fumetti. Data la mia pressoché nulla conoscenza dell’inglese all’epoca, l’avevo inteso come “tu serbatoio, Nandissima”. Essendo l’articolo palesemente elogiativo, la cosa poteva avere un senso: serbatoio di conoscenza, di intelligenza, o qualcosa del genere? Poi lessi le introduzioni e le traduzioni della Pivano dei libri di Bob Dylan, e dell’antologia di Spoon River di Lee Masters, e cominciai ad apprezzare anch’io la straordinaria lucidità ed intelligenza di colei che “Hemingway chiamava per vezzeggiativo”, come dice Enrico Brizzi, e che è penetrata dentro la cultura e la letteratura nordamericana come nessun altro in Italia, aprendole le porte del nostro Paese oltre tutto in tempi in cui questo tipo di operazioni poteva portare direttamente in prigione (e infatti in prigione ci è finita, sia pure per poco). In effetti questo libro - un elenco di cento testi di letteratura nordamericana assolutamente da non perdere - mi è grandemente servito per riempire una serie di vuoti nella mia conoscenza letteraria di quel Paese e sapere qualcosa di più su molti autori ed opere che conoscevo solo superficialmente o per sentito dire. E’ scritto in modo molto piano, lineare, chiaro, sfuggendo intellettualismi e contorsioni linguistiche. Inoltre la Pivano dimostra apertura ed attenzione a tutte le fasi della storia letteraria nordamericana, trattando con lo stesso interesse autori ottocenteschi, del Novecento o del contemporaneo più attuale, senza “fissarsi” su un genere o un periodo storico specifico. Devo dire che mancano due scrittori per me importantissimi, Richard Powers e Douglas Coupland (che peraltro è canadese), ma è un peccato assolutamente veniale, visto che questa non è una storia della letteratura ma una testimonianza delle personali preferenze dell’autrice che, come dicevo, del loro rivestono già uno spettro alquanto ampio. Il pensiero che sottosta al libro è comunque l’insegnamento di libertà che questi autori hanno saputo dare al mondo: esso infatti è suddiviso in tre sezioni: libertà dalla morale, libertà sessuale, libertà dalla violenza. Non a caso l’introduzione si chiude con queste significative parole: “Tutte le volte che fate l’amore con un ragazzo che non è vostro marito o con una ragazza che non è vostra moglie, dite grazie ad Ernest Hemingway, a Jack Kerouack, a Gregory Corso. Dite grazie ai miei amici scrittori. E per farlo leggete i loro libri che sostengono la non corruzione, la non paura, la non violenza: che sostengono la libertà” Grazie, Nandissima.
Tramite quattro forme di libertà - dalla morale, sessuale, di parola, dalla violenza - Fernanda Pivano analizza sinteticamente i libri dei suoi autori e autrici americani preferiti. Mi ha aiutato ad approfondire libri e autori che già ho letto in passato, ma ho trovato l'analisi troppo sintetica per scoprire davvero nuovi titoli. Può essere tuttavia un buon modo per stimolare la curiosità. Ho trovato interessantissimi gli aneddoti sulla vita dell'autrice e la sua attività come traduttrice.
"Oggi, molti, troppi anni dopo, ringrazio tutti gli autori americani che ho amato e dico anche a voi di ringraziarli, uno ad uno. Tutte le volte che fate l'amore con un ragazzo che non è vostro marito o con una ragazza che non è costra moglie, dite grazie a Ernest Hemingway, a Jack Kerouac, a Gregory Corso. Ditte grazie ai miei amici scrittori. E per farlo leggete i loro libri che sostengono la non corruzione, la non paura, la non violenza: che sostengono la liberta."
...son tutti americiani!!!! Ok, vediamo quanti me ne mancano... Dei primi sei, i tre che non ho letto sono tutti libri di poesia. E non è un caso. Il settimo, le ore, letto ma di cui non ho un grande ricordo, mi dalo spunto per la prossima lettura. Forse. Il "liberalibro" n.8 invece è un enigma ritornante. Osannato dai più e una cacata illeggibile per me, the great gatsby. Thurber ovvero l'autocritica come via per l'immortalità. Steinbeck che aveva iniziato a scrivere per la gente che lavora. Ma la gente che lavora non legge romanzi. alla fine una piacevole lettura, ve', con buoni spunti per i prossimi libri da scegliere. forse.
Un libro sui libri in cui i romanzi vengono presentati in parallelo con le vite dei propri autori. Il volume è organizzato prendendo spunto dalle quattro libertà citate in un suo discorso del 1941 dal Presidente degli Stati Uniti d'America Franklin Delano Roosevelt: Libertà dalla morale, Libertà sessuale, Libertà di parola e Libertà dalla violenza. Un viaggio nella Grande Letteratura Americana di ogni tempo.
la pivano postuma sugli autori americani mi ha indotta a mettere parecchi libri nella mia lista dei desideri. bene, si è riscattata ai miei occhi dalla cocente delusione che mi aveva procurato il sui libro sui cantautori. questo non significa che stavolta sia tutto perfetto, no: non perde quel vizio di buttare tutto sull'aneddoto e sul rapporto personale. a qualcuno sicuramente piace, a me no. ma dei tanti brevissimi saggi - non più di tre pagine ciascuno - sono più numerosi quelli che mi sono goduta rispetto a quelli che mi hanno lasciata con un pugno di mosche. in vari casi sapevo di cosa si parlava, in altri - soprattutto nella terza sezione, libertà di parola - andavo al meglio per sentito dire. ecco, la libertà. gli scrittori sono divisi in quattro gruppi, quattro libertà diverse. qualcuno appare in più di un gruppo. solo se alla fine di ogni saggio ci si pensa, si capisce perché proprio lì, perché con quell'opera: la libertà è un sottomotivo che non si impone ma tiene insieme il tutto, quasi impercettibile. se ne poteva anche fare senza, ma se gli si presta attenzione ha senso. insomma ho letto volentieri questo catalogo di libertà diverse, dall'inizio alla fine e senza saltare nessuno.
“Tutti i miei testi sono soltanto lettere d’amore; se scuotono dall’indifferenza qualcuno e lo inducono ad interessarsi ad almeno uno dei libri descritti e al loro autore hanno raggiunto il loro scopo”.
La Pivano elenca, con brevi spiegazioni e commenti, i cento libri della sua biblioteca ideale, quella formata dai suoi amati scrittori americani. I libri sono raccolti in quattro categorie, ispirate dal discorso di Roosevelt sulla libertà: libertà dalla morale, sessuale, di parola, della violenza. Una guida alla lettura consigliatissima, che intreccia sunti della vita degli autori ed altri loro libri con aneddoti personali della Nanda, che molto spesso ha incontrato questi fantastici narratori. Inutile dire che ho aggiunto un sacco di nuovi titoli alla mia wish list!
"Un libro sui libri, una biblioteca ideale" recita il risvolto. Le schede introduttive di Fernanda Pivano descrivono ogni libro in una maniera unica: per ogni libro da lei qui descritto mi sono imposta di registrare un mio interesse o meno alla sua lettura o rilettura. Ne deriva già una bella lista di opere da aggiungere al "to read bookshelf". Lo consiglio a tutti coloro che vogliano avvicinarsi alla letteratura americana: è un punto di partenza per avere una lista di autori e per scegliere quali fra le opere descritte si avvicina di più al nostro gusto o alla voglia di scoprire nuovi punti di vista.
Di Fernanda Pivano ricordo vagamente la voce dolce da anziana ascoltata in qualche documentario sulla beat generation e un video di un vecchio Premio Tenco in cui, accanto a De Andrè, c'era lei che aggrappandosi al microfono diceva che bisogna smetterla di considerare De Andrè il Bob Dylan italiano ma bisogna iniziare a considerare quest'ultimo come il De Andrè americano; sembrava molto emozionata e la sua voce andò a posarsi sul mio immaginario da diciottenne. Continua su http://www.liberdocet.it
Un viaggio attraverso la letteratura americana giudati dalla passione per essa di questa fantastica donna che provava un amore incondizionato per i capolavori del suo e del nostro tempo e che, con altrettanta passione, ci descrive e ci faconoscere. La lettura è libertà, la letteratura è libertà. Dunque, libero chi legge.