Storia degli Stati Uniti d’America è una vasta e per molti aspetti innovativa ricostruzione delle vicende storiche e politiche americane, dallo stabilirsi delle prime colonie inglesi nel Seicento fino alla nostra epoca. Scritto da uno storico inglese che ha studiato e insegnato su entrambe le sponde dell’Atlantico, il libro traccia lo sviluppo politico, sociale, economico e culturale di una società per certi versi estremamente originale (american way of life nel senso più proprio dell’espressione) e per altri continuamente e saldamente ancorata alle sue radici europee. Ingigantita da un ininterrotto flusso migratorio, la popolazione degli Stati Uniti si diffuse con straordinaria rapidità su un vastissimo continente dando luogo a un nuovo sistema di governo e sviluppando un eccezionale benessere economico. Nel descrivere questi temi l’autore si avvale degli indirizzi storici più recenti e presenta un quadro delle principali tappe evolutive e delle figure più note del pantheon americano. La sua narrazione diviene progressivamente più dettagliata, analizza il completo costituirsi della nazione statunitense e svela le tensioni e i limiti della moderna società americana che si celano dietro i suoi ideali.
Lettura densa e meritevole: una storia generale degli USA, completa e ben esposta in tutto il suo corso. La scrittura è fluida, lucida, equilibrata nell'esposizione dei fatti e nei commenti a posteriori, riassuntivi, questi ultimi, di tutti gli aspetti onorevoli, deplorevoli e mediocri. L'impegno a tenersi al di sopra dei luoghi comuni e dei pregiudizi passati alla storia è sempre vivido. Ogni epoca politica ed economica è accompagnata, nella sua descrizione, da un capitolo sulla società corrente descritta nelle sue tendenze dominanti senza tralasciare quelle minoritarie e le eccezioni significative. Ogni presidente, con la sua personalità e il suo sistema di valori politici, economici, militari e sociali, viene raccontato nei suoi rapporti con il congresso, con la corte suprema, con il partito di provenienza, con l'alta finanza e le eminenti società private, con i paesi esteri, con l'opinione pubblica. I più importanti fenomeni culturali - artistici, letterari, sportivi e di intrattenimento generale - sono citati alla luce dei temi sociali caratterizzanti. Si fa riferimento a dati e numeri - demografici e non solo - senza appesantire o raffreddare la lettura. Ne esce un panorama ampio, completo, lucido e particolareggiato. Una ricca bibliografia, fitta anche dei commenti dell'autore, è offerta a chi volesse approfondire ulteriormente aspetti generali o circoscritti della storia americana.
As a single, one-volume history of the United States, from it's colonial foundations in the 17th century up-through the election of Ronald Reagan in 1980, I don't think there's a better book of it's kind (Lepore mayb?). Jones has an encyclopedic knowledge of American history, covering everything from demography, cultural innovations, economic transformations, history of American ideas, congressional disputes, environmental degradation, and foreign diplomacy.
Given it's breadth, the information can be overwhelming at certain points; all of the reams of information being thrown at you one paragraph at a time. Jones is an ardent practitioner of history as particularities -- or all detail, specificity, and difference without causality. Essentially, history as "one-damn-thing" after another. If you're able to handle all of that truckload of information, you'll really enjoy this book. However, having been written in the early 80s, many of Maldwyn's judgements don't hold up to contemporary scholarship (eg. his belief that slavery's impact on early 19th century American capitalist development and industrialization was relatively negligible). So be wary with some of those arguments, and always supplement this book's major claims with other -- newer -- sources.
If you know very little about American history I think this book, if read along side Howard Zinn's A People's History of the U.S, would give you the best overall picture of the country's historical development from as many possible angles.
An impressively chunky book - the kind that routinely gets dubbed 'magisterial' by reviewers. At times a little dismissive of social movements for my liking, but still very informative.
A robust and readable account of American history up to the election of Reagan but one which does not offer anything new to those who already possess a decent grasp of the period.
In realtà l'edizione che ho io (RCS) ha 813 pagine oltre agli allegati, ma va bene lo stesso. Questo testo è irrinunciabile per chi abbia voglia di dare un ordine esatto a tutto ciò che ha sentito dire degli Stati Uniti. Frammenti di storia, luoghi comuni, qualche volta anche dicerie: nulla è tralasciato. Dagli episodi che portarono alla guerra dei Padri Fondatori i quali si votarono a un governo di galantuomini in una fattoria e non nei consueti Palazzi del potere, ai vizi dei Presidenti, la cui azione è descritta senza timori riverenziali, ai cambiamenti nel costume, nulla è tralasciato. Fu la votazione del 2 luglio 1776 a decretare la nascita degli Stati Uniti e non la sua pubblicazione il successivo 4 luglio (ragion per cui gli americani festeggiano il giorno più importante della loro storia nella data sbagliata!): l'unico atto costitutivo al mondo che preveda il diritto del popolo di rovesciare il Governo quando questo vari delle leggi inique. Episodi controversi come il caso Iran-Contras, le cause e le difficoltà politiche della Guerra di Secessione, la politica isolazionista solo come vocazione, il Destino Palese,, le motivazioni dell'entrata nella I e II Guerra Mondiale, sono narrati con puntualità e suscitano casomai nel lettore la curiosità di andare ad approndire nella sterminata bibliografia riportata alla fine del testo. Non posso ripetere ogni cosa che ho letto, ma citare qua e là quelli che ritengo tratti fondamentali nella nascita di questa nazione: nel 1776, più della metà della popolazione aveva meno di 16 anni. Un popolo straordinariamente giovane con una visione verso il futuro invece che al passato come dalle nostre parti. Emergono il grande pragmatismo di questo popolo, il dibattito democratico accesissimo fin dalle prime colonie, la volontà di non sottomettersi a nessuno se non alla legge condivisa, uno dei motivi della Guerra di Secessione. Il presidente Grant ebbe il suo daffare nella ricostruzione e si circondò ingenuamente di affaristi senza scrupoli, tanto che la sua giunta è passata alla Storia come la più corrotta. Ma non è la corruzione che fa notizia da queste parti, ché l'uomo è corruttibile e lo sappiamo, ma la capacità di mettere dentro chiunque incappi nella Legge e non solo i portaborse e la manovalanza. L'innovazione tecnologica è stata sempre all'avanguardia tanto che il numero di brevetti, già nel 1800, superava quello di tutto il resto del mondo sommato. A metà del 1800, un contadino di nome John Deer fondò un'industria di macchine agricole producendone più di 13.000 all'anno. Il totale della spesa per la II Guerra Mondiale fu il doppio di tutta la spesa pubblica sommata dall'anno della Fondazione, e 10.000 aerei B-52 furono abbattuti nei cieli della Germania. Tutto ciò è conseguenza e non causa del primato ancora attuale, che ha visto gli Stati Uniti affrontare crisi gravissime e uscire da ognuna sempre più forti di come c'erano entrati. Si comprendono molto meglio gli atteggiamenti degli odierni presidenti dopo aver letto questo libro se si considera che persino Nixon, il simbolo di ogni misfatto nell'aneddotica comune, è trattato senza pudore ma senza condizionamenti negativi. È un bel tomo, ma sintetico nei contenuti e non è stato affatto faticoso leggerlo e apprezzarlo fino alla fine.
A must read for any student studying American History. it has so much information that my book looks more like a colouring book than a text book because I highlighted sections. This is especially a book to own if you are a student at the University of the West Indies Cave Hill Campus and are undertaking any American history books.
Un autore con la passione dei nomi. Anche se lo nomina una sola volta deve dirti nome e cognome di ogni persona di cui parla, fosse anche solo un accenno. Tolti i nomi il libro perderebbe la metà delle pagine.