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Tutti i racconti 1955-1963

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Con i ventisette racconti di questo terzo volume si entra nella fase più affascinante della narrativa di Philip K. Dick, quella collocabile alla fine degli anni Cinquanta, durante la quale l'autore cominciò a delineare con precisione la tematica della realtà vista come un gigantesco inganno in cui per l'uomo diviene sempre più difficile distinguere le persone 'vere' dai simulacri e dalle contraffazioni prodotte in serie. Una magistrale raffigurazione di una società del futuro ogni giorno più schizofrenica e divisa, in cui l'umanità sente imperiosamente il bisogno di prendere le distanze da se stessa, dedicandosi ad assimilare rappresentazioni fittizie invece di esperienze genuine. È in questi scritti che Philip K. Dick si rivela più che mai come anticipatore delle tematiche della fantascienza, nelle sue visioni folgoranti e ancora incredibilmente attuali.

628 pages, Paperback

First published January 1, 2012

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About the author

Philip K. Dick

2,001 books22.6k followers
Philip Kindred Dick was a prolific American science fiction author whose work has had a lasting impact on literature, cinema, and popular culture. Known for his imaginative narratives and profound philosophical themes, Dick explored the nature of reality, the boundaries of human identity, and the impact of technology and authoritarianism on society. His stories often blurred the line between the real and the artificial, challenging readers to question their perceptions and beliefs.
Raised in California, Dick began writing professionally in the early 1950s, publishing short stories in various science fiction magazines. He quickly developed a distinctive voice within the genre, marked by a fusion of science fiction concepts with deep existential and psychological inquiry. Over his career, he authored 44 novels and more than 100 short stories, many of which have become classics in the field.
Recurring themes in Dick's work include alternate realities, simulations, corporate and government control, mental illness, and the nature of consciousness. His protagonists are frequently everyday individuals—often paranoid, uncertain, or troubled—caught in surreal and often dangerous circumstances that force them to question their environment and themselves. Works such as Ubik, The Three Stigmata of Palmer Eldritch, and A Scanner Darkly reflect his fascination with perception and altered states of consciousness, often drawing from his own experiences with mental health struggles and drug use.
One of Dick’s most influential novels is Do Androids Dream of Electric Sheep?, which served as the basis for Ridley Scott’s iconic film Blade Runner. The novel deals with the distinction between humans and artificial beings and asks profound questions about empathy, identity, and what it means to be alive. Other adaptations of his work include Total Recall, Minority Report, A Scanner Darkly, and The Man in the High Castle, each reflecting key elements of his storytelling—uncertain realities, oppressive systems, and the search for truth. These adaptations have introduced his complex ideas to audiences well beyond the traditional readership of science fiction.
In the 1970s, Dick underwent a series of visionary and mystical experiences that had a significant influence on his later writings. He described receiving profound knowledge from an external, possibly divine, source and documented these events extensively in what became known as The Exegesis, a massive and often fragmented journal. These experiences inspired his later novels, most notably the VALIS trilogy, which mixes autobiography, theology, and metaphysics in a narrative that defies conventional structure and genre boundaries.
Throughout his life, Dick faced financial instability, health issues, and periods of personal turmoil, yet he remained a dedicated and relentless writer. Despite limited commercial success during his lifetime, his reputation grew steadily, and he came to be regarded as one of the most original voices in speculative fiction. His work has been celebrated for its ability to fuse philosophical depth with gripping storytelling and has influenced not only science fiction writers but also philosophers, filmmakers, and futurists.
Dick’s legacy continues to thrive in both literary and cinematic spheres. The themes he explored remain urgently relevant in the modern world, particularly as technology increasingly intersects with human identity and governance. The Philip K. Dick Award, named in his honor, is presented annually to distinguished works of science fiction published in paperback original form in the United States. His writings have also inspired television series, academic studies, and countless homages across media.
Through his vivid imagination and unflinching inquiry into the nature of existence, Philip K. Dick redefined what science fiction could achieve. His work continues to challenge and inspire, offering timeless insights into the human condition a

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Ajeje Brazov.
961 reviews
May 3, 2018
Cosa ci riserva il futuro?
PKD ce lo racconta sotto forma di racconti, qui sono raccolti i racconti del periodo clou della sua narrativa.
Sul retro della copertina Harlan Ellison dice: "Se esistesse qualcosa che potesse essere definita 'black science fiction', Philip K. Dick ne sarebbe il capostipite". Affermazione, per me, azzeccata!
PKD delinea un futuro dove l'umanità dovrà combattere ed adattarsi ad un mondo che ha distrutto, le ambientazioni sono quanto di più apocalittico possiamo trovare, le bombe atomiche "hanno distrutto" tutto, distese di polvere, macerie, distruzione, morte. Il "Nulla" de "La storia infinita" qui è il vero protagonista, ma oltre alla devastazione dell'ecosistema, della natura, c'è una devastazione interiore, un "Nulla" che ha invaso l'essenza dell'essere umano, disumanizzandolo, facendolo diventare: niente, l'apatia è dilagante, un torpore interiore che non fa capire che la distruzione totale è vicina. Ma ce ne accorgeremo, mai?

Sono raccolti qui 27 racconti, alcuni belli, altri un po' meno, altri ancora stupendi, ma comunque tutti degni di nota!

Citazioni sparse:
- da Veterano di guerra
Uno di questi giorni ci muoveremo verso le stelle. Verso altri sistemi. Ci imbatteremo in altre razze... e intendo altre "vere" razze. Non umane nel vero senso della parola. Allora la gente si accorgerà che siamo tutti dello stesso ceppo. Sarà evidente, quando avremo qualcosa a cui paragonarci.

- da Nanny
"In realtà voi non volete riparare le vecchie, no? Voi volete vendere i nuovi modelli, quando queste si rompono." E fissò intensamente il meccanico. "Quando si rompono, o 'vengono rotte'."
L'uomo si strinse nelle spalle. "E' una perdita di tempo ripararla. Prima o poi andrà comunque definitivamente distrutta." Diede un calcio al guscio verde deformato. "Questo modello ha ormai quasi tre anni. E' superato, caro signore."


- da Servizio assistenza
Non ci saranno più conflitti, perchè non ci sono più ideologie contrarie. Come dimostrò Wright, non conta molto l'ideologia che abbiamo; non importa se si tratti di comunismo, o di liberalismo economico, o socialismo, o fascismo, o schiavismo. Quello che importa è che ognuno di noi sia perfettamente d'accordo, che siamo tutti assolutamente leali. E finchè avremo i nostri svibbli...

- da Yancy
Era sempre la stessa storia. In una frase, Yancy affermava una cosa; con la seguente il contrario. Il totale equivaleva a zero; un risultato accuratamente programmato. Ma allo spettatore restava l'impressione di avere partecipato a un ricco banchetto intellettuale. Era straordinario. Ed era evidentemente lavoro di professionisti: il meccanismo era troppo perfetto per essere frutto del caso. [...]
La tortura e i campi di sterminio servono solo quando la persuasione fallisce. Lì invece la persuasione funzionava perfettamente. Uno stato di polizia, basato sul terrore, si giustificava quando l'apparato totalitario cominciava a sfaldarsi. Le antiche società totalitarie erano state imperfette: le autorità non erano riuscite a penetrare in ogni sfera della vita. Ma le tecniche di comunicazione erano migliorate.
102 reviews
January 19, 2015
Il migliore della serie, segnalo in particolare:
- Saltare il fosso: su come questioni banali diventino essenziali e sia obbligatorio avere un'opinione su di esse
- Yancy: un personaggio televisivo "mediocre" appiattisce le persone che lo guardano (scritto nel 1960!)
- Foster, sei morto: sul consumismo per i beni necessari e sulla necessità consumistica di imporre una necessità (di acquisto)
- Rapporto di minoranza
- Modello Due: Battlestar Galactica dice qualcosa?
Profile Image for Dennis.
31 reviews2 followers
September 20, 2018
Ho iniziato a leggere Dick un paio di anni fa perchè consigliatomi da un'amica che ha avuto la fortuna di frequentare un corso universitario tenuto da Carlo Pagetti, docente di Letteratura Inglese Contemporanea nonchè uno dei massimi esperti italiani dell'autore, spesso (leggasi sempre) chiamato a contribuire a raccolte, romanzi, racconti brevi dell'autore americano con le sue introduzioni (che per coloro che, come me, non studiano lettere, risultano spesso difficilmente decifrabili). In ogni caso, dicevo, ho iniziato a leggere Dick un paio di anni fa: non ho ancora preso una pausa.

"La svastica sul sole" (infelice traduzione di The Man In The High Castle), "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?", "Un oscuro scrutare", "Ubik", la raccolta (omonima) che ha portato alla realizzazione della serie TV Electric Dreams (Channel 4/Amazon) e, per ultima, questa raccolta di ventisette racconti.
La conclusione? Temo non esista un suo singolo racconto breve, racconto lungo o romanzo incapace di tenermi incollato alle pagine per ore e, peggio, di farmi venir voglia di leggere qualsiasi cosa d'altro sia uscito dalla sua penna.

Per me, Dick, è un genio assoluto. La sua fantascienza non è nè quella degli altri autori che adoro (e mi hanno portato ad appassionarmi al genere), primo su tutti Asimov, nè quella più "sociale" di Bradbury, nè quella più fantasiosa di Herbert.
Piuttosto, in ogni singolo racconto Dick riesce a proiettare le paure, i pregiudizi, il pensiero (politico e non) di svariate generazioni in varie ambientazioni e situazioni che si rivelano perfetti nel loro compito di aiutare l'autore a muovere una certa critica o a far riflettere il lettore su determinate tematiche, spesso ricorrenti nelle sue opere, quali la società, il significato di umanità e i diritti di ciò che umano non è, il concetto di intelligenza e di coscienza: spesso e volentieri, le questioni sollevate sessant'anni or sono iniziano ad essere di cruciale importanza ai giorni nostri, dato l'avvento di tecnologie destinate a cambiare il nostro modo di vivere e pensare negli anni avvenire.

Non c'erano prigionieri politici, nè campi di concentramento, nè lavori forzati. Non ce ne era bisogno. La tortura e i campi di sterminio servono solo quando la persuasione fallisce. Lì invece la persuasione funzionava perfettamente. Uno stato di polizia, basato sul terrore, si giustificava quando l'apparato totalitario cominciava a sfaldarsi. Le antiche società totalitarie erano state imperfette: le autorità non erano riuscite a penetrare in ogni sfera della vita. Ma le tecniche di comunicazione erano migliorate. Davanti ai suoi occhi, aveva l'esempio del primo stato totalitario realmente riuscito: innocuo e banale.


Nel 1955, solo sette anni dopo la pubblicazione di 1984, Dick aveva già capito che il pericolo non sarebbe stato un regime distopico, violento, proibitivo come quello descritto da Orwell, ma al contrario un regime in cui l'esercizio del controllo avviene attraverso la manipolazione della percezione che la gente ha delle cose. Se è vero che il Winston Smith di Orwell lavora proprio sulla manipolazione delle informazioni ("we've always been at war with Eastasia", <>"he who controls the past controls the present"), lo stato distopico Orwelliano si basa sulla violenza, sulla tortura, sulla soppressione violenta di qualsiasi tentativo di rivolta. Ciò a cui fa riferimento Dick, al contrario, è molto più vicino a quel che succede ai giorni nostri.

Se toccasse a me decidere, si chiese Wilks, cosa farei? Cercherei di scoprire cosa vogliono? [...] Se qualcosa si comporta in modo così umano, deve sentirsi umano... E se queste creature, qualunque cosa siano, si sentono umane, non potrebbero diventarlo, col tempo?


Il lettore appassionato di serie TV avrà sicuramente già colto i parallelismi con una delle serie di punta di Netflix (attualmente, prima di Channel 4), vale a dire Black Mirror.
Ce ne sono alcuni, di certo. Anzi, ce ne sono parecchi. Ma se i temi trattati in Black Mirror vi hanno colpito e la serie vi ha appassionato, DOVETE concedere ad una delle opere di Dick una possibilità, perchè quest'ultime sono molto di più di quanto non lo sia la scioccante serie.
La raccolta contiene 27 racconti: alcuni molto famosi, da cui sono stati tratti film, serie TV, videogiochi (anche se non lo sapevate)("Rapporto di minoranza", "Modello due", "Un'incursione in superficie"...), altri meno noti, ma a dir poco splendidi (due su tutti "Saltare il fosso" e "Se non ci fosse Benny Cemoli").
Spesso i racconti sono piuttosto brevi, l'ideale per chi legge in brevi pause o in maniera discontinua, o vuole (come me) leggere anche altro contemporaneamente: il mio e-reader dice che in tutto ho impiegato 13 ore, il che fa (in media) meno di mezzora a racconto.

Straconsigliato a tutti.
Profile Image for Dario Delfino.
287 reviews20 followers
January 13, 2021
I could finally read Minority Report! A lot of good short stories, as always...
Profile Image for Tex-49.
750 reviews60 followers
November 3, 2019
Alcuni racconti sono interessanti, altri li ho trovati banali.
Quelli che mi sono piaciuti di più sono: Rapporto di minoranza, veterano di guerra, Modello Due, Se non ci fosse Benny Cemoli.
Non male anche Foster, sei morto, Cosa ne facciamo di Ragland Park?, I giorni di Perky Pat.
Profile Image for Alberto Avanzi.
468 reviews8 followers
March 25, 2024
Come forse sapete da qualche anno ho deciso di leggere tutti i racconti di Dick, che sono stati pubblicati in quattro volumi.
Il terzo volume è una raccolta affascinante, dove si nota un ulteriore miglioramento rispetto alle prime (già ottime) due. Sono tantissimi i racconti che meritano una citazione, fra cui quelli che, come Rapporto di minoranza, hanno ispirato film di successo.
Personalmente, ho amato in modo particolare i due racconti Veterano e Commercio temporale, entrambi basati su viaggiatori nel tempo, e molto simili per il modo in cui affrontano il tema del pacifismo, tanto caro a Dick e di drammatica attualità per noi con le guerre in Ucraina e in Israele.
Il primo, ambientato in un lontano futuro nel quale c’è una forte tensione fra i terrestri e gli uomini delle colonie spaziali, vede la presenza di un uomo venuto dal futuro, un reduce di sanguinose guerre.
Il secondo invece è ambientato in un futuro più vicino al narratore (e che si trova quindi nel nostro passato) e descrive una donna che riesce a viaggiare nel tempo e ne trae vantaggio fornendo agli scampati a una guerra ciò di cui hanno bisogno
Entrambe le storie hanno un modo particolare, e diverso l’una dall’altra, di risolvere il paradosso temporale creato dal viaggio nel tempo
Molto belli e attuali anche i temi dell’intelligenza artificiale e della demagogia in politica, che traspaiono in particolare nel racconto Presidente di riserva. Qui, il ruolo del presidente americano è in mano a un’intelligenza artificiale, e il presidente “umano” ne è un backup. Che però deve tornare a prendere decisioni, in seguito a un attacco alieno che distrugge il server su cui “gira” il presidente robotico…
Un tema simile è affrontato in Yancy, potente e attuale satira politica su demagogia e populismo, quasi profetica.
Segnalo poi il bellissimo Modello 2, che racconta una guerra futura fra Nato e Patto di Varsavia, che ha distrutto e spopolato la terra, ma che ha una svolta quando la fazione americana inventa de robot da guerra apparentemente capaci di ribaltare la guerra, che sembrava inizialmente volgere a favore dei sovietici. Il racconto si apre con quella che sembra la richiesta di un incontro nel quale i sovietici chiederebbero la resa, ma non tutto è come appare, e nel seguito scopriremo tutto tramite una serie di colpi di scena, ognuno dei quali magistralmente raccontato sia per il contenuto sia per il modo in cui viene presentato, con uno stile degno dei maestri del mistery.
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