Richiamandosi ai fondamentali studi di Johan Huizinga sulla natura e sul significato del gioco, Goffman considera qui struttura e dinamica di questa ed altre interazioni quotidiane, così come il loro ancoraggio nelle regioni profonde dell'essere umano. E' tale ancoraggio a spiegare la capacità che hanno il gioco e gli altri momenti ludici della vita quotidiana di costruire universi limpidi, leggibili ed anche esaltanti, che sfuggono all'oppressione delle leggi di una società fredda e burocratizzata. Il gioco si appropria degli anfratti di realtà lasciati ingovernati dalla pervasiva organizzazione della vita sociale, diventando una sorta di terra di nessuno in cui si può prendere distanza dai ruoli abituali, talvolta imposti, e in cui si può esprimere la propria identità, soprattutto quella a più diretto contatto con le emozioni. Riproporre oggi al pubblico italiano questo piccolo classico significa anche rinnovare l'attenzione verso un autore che, per aver così finemente esplorato l'"assurda commedia della vita quotidiana", fu definito da Marshall Berman "un Kafka del nostro tempo".
Erving Goffman was a Canadian-born American sociologist, social psychologist, and writer, considered by some "the most influential American sociologist of the twentieth century". In 2007, The Times Higher Education Guide listed him as the sixth most-cited author of books in the humanities and social sciences. Goffman was the 73rd president of the American Sociological Association. His best-known contribution to social theory is his study of symbolic interaction. This took the form of dramaturgical analysis, beginning with his 1956 book The Presentation of Self in Everyday Life. Goffman's other major works include Asylums (1961), Stigma (1963), Interaction Ritual (1967), Frame Analysis (1974), and Forms of Talk (1981). His major areas of study included the sociology of everyday life, social interaction, the social construction of self, social organization (framing) of experience, and particular elements of social life such as total institutions and stigmas.