Con rapidità bruciante questi racconti attraversano tutto il mondo di Jack London, illuminandone la mappa segreta. La miccia si accende nella baia di San Francisco, dove lo scrittore poco più che ventenne ingaggia col fantasma del Padre una vera e propria psicomachia; attraversa i territori del Grande Nord, quel Klondike dove, giovane avventuriero, London non troverà l'oro ma se stesso, e lo sfondo di racconti come Perdifaccia e Allestire un fuoco, fra i più celebri e perfetti; per giungere infine al deflagrante esito di Il Dio Rosso, scritto sotto il segno di Freud e di Jung negli ultimi mesi di vita e ambientato in Polinesia, paradiso invano agognato. E come sempre si impone la presenza animale, che in Bâtard, dove uomo e cane lupo lottano all'ultimo sangue e con le stesse armi, tocca vertici inauditi di ferocia. Abbiamo così sotto gli occhi tutte le ossessioni di London: la natura primitiva, anzi preistorica, dell'uomo; il conflitto tra gli istinti ferini del corpo e i folli sogni della mente; e, vero mito fondante dell'uomo e dello scrittore London, il presagio di una fine violenta, che giungerà inevitabile.
John Griffith Chaney, better known as Jack London, was an American novelist, journalist and activist. A pioneer of commercial fiction and American magazines, he was one of the first American authors to become an international celebrity and earn a large fortune from writing. He was also an innovator in the genre that would later become known as science fiction.
London was part of the radical literary group "The Crowd" in San Francisco and a passionate advocate of animal rights, workers’ rights and socialism. London wrote several works dealing with these topics, such as his dystopian novel The Iron Heel, his non-fiction exposé The People of the Abyss, War of the Classes, and Before Adam.
His most famous works include The Call of the Wild and White Fang, both set in Alaska and the Yukon during the Klondike Gold Rush, as well as the short stories "To Build a Fire", "An Odyssey of the North", and "Love of Life". He also wrote about the South Pacific in stories such as "The Pearls of Parlay" and "The Heathen".
Un paio di racconti li avevo già letti in altre raccolte ma li ho riletti con piacere, gli altri sempre di alto livello come ormai sono abituato con Jack London. Il mio voto: 4 stelle.
“Le mille e una morte”, scritto nel 1899, si presenta come una magnifica raccolta di micro racconti che vedono al centro degli stessi morte, vita e spiritismo. Con una scrittura ispirata e vibrante, in poche pagine ogni racconto riesce a creare emozioni e a coinvolgere il lettore nel profondo. Una raccolta, questa, meritevole di essere letta per gli amanti di London che possono così scoprire un lato meno conosciuto e più intimo sotto questo aspetto “mistico”.
- "Chi ci crede ai fantasmi?": Tre giovani, uno credente, uno agnostico e uno scettico, si confrontano sull’esistenza dei fantasmi, il primo per dargliene prova invita gli altri due a passare la notte in una casa che si dice stregata. Cosa accadrà in quel lasso di tempo? E quella scacchiera impolverata cosa celerà?
- "Le mille e una morte": Un giovane, discendente da una ricca famiglia ma ora diseredato, viene ripescato dall’Oceano ormai morto, sarà il comandante della nave a farlo tornare in vita attraverso un portentoso macchinario, ma quella sarà solo la sua prima, di tante, esperienze con la morte, infatti un’isola lo sta attendendo e lì il misterioso capitano ha già idee ben chiare sul da farsi.
-"Il ringiovanimento del maggiore Rathbone": E se esistesse un metodo semplice ed efficace per ringiovanire? È quello che due giovani studiosi vedranno avverarsi davanti ai loro occhi, sperimentando la loro scoperta su l’anziano zio di uno dei due. Ma questa invenzione miracolosa porterà con se anche situazioni e risvolti di cui non si era tenuto conto.
- "Fino alla morte": Due innamorati si promettono amore eterno ma i casi (scelti e subiti) della vita parranno decidere altro per loro, giungerà peró il fato a ristabilire ció che era stato giurato solennemente.
- "L’ombra e il baleno": Due aitanti ed intelligenti giovani sono, sin dall’infanzia, in perenne bagarre per risultare uno migliore dell’altro e questa voglia di prevalere arriverà a livelli talmente incredibili da risultare infine disastrosi.
-"I morti non risorgono": Un diciassettenne alla sua prima esperienza, si arruola su una nave per la caccia alle foce, lì si guadagnerà il rispetto degli altri membri dell’equipaggio ben più esperti di lui, il rispetto di tutti tranne quello di un violento, rozzo, incapace e odioso uomo, non apprezzato da nessuno, la morte lo coglierà e con essa parrà dissolversi la cappa d’odio aleggiante sull’intera imbarcazione ma una notte il giovane scoprirà che forse i morti possono risorgere, o forse no?!
- "L’eternità delle forme": Due fratelli, legatissimi e in totale sintonia, differiscono peró in una sola cosa, il primo crede all’esistenza anche dopo la morte, il secondo, credente meccanicista, no, la morte del primo peró farà, forse, ricredere il secondo e tutto attraverso una semplice...sedia.
- "Guerra": Un giovane ragazzo, ricognitore dell’esercito, incrocia casualmente un’altro ricognitore nemico, pur potendo ucciderlo deciderà, mosso da pietà, diversamente...
- "Il rosso": Un naturalista, impegnato nello studio della fauna di Guadalcanal, viene incuriosito da un suono celestiale che percorre tutta l’isola e spinto dalla voglia di conoscerne l’origine si addentra nel folto della foresta dove inizierà per lui la fine, i cacciatori di teste e la malaria lo attendono ma con sè anche la scoperta del sapere totale.
Dopo aver amato molto Martin Eden, decido di approfondire Jack London coi suoi racconti, e scelgo un volume un po' a caso. Dopo aver letto il primo racconto, quello che dà il titolo alla raccolta, mi dico: "Orcaloca, ho beccato un libro di avanzi!". Il primo appare infatti come un racconto goffo, quasi un soggetto, un riassunto, per un romanzo più ampio, con avvenimenti rapidissimi e un finale tronco. Scopro invece poi che è un racconto giovanile (secondo me un romanzo abortito), a cui segue roba molto migliore: i due racconti nello Yukon, "Bâtard" e "Allestire un fuoco", sono bellissimi, ma anche "Perdifaccia" è assai notevole, l'omaggio/imitazione di Poe è curioso anche se non riuscitissimo e la protofantascienza di "Il Dio Rosso" è affascinante (e spaventosamente razzista, va detto). In definitiva, non spaventatevi per il primo racconto, dopo arriva la ciccia buona, e Jack London non delude.
6,5/7- Ci sono alcuni racconti carini, tutti con qualcosa in comune ma ovviamente ognuno a sé stante. Personalmente il mio preferito é proprio il primo racconto, da cui prende appunto il nome il libro. I più conosciuti invece (cioè Batard e il Dio Rosso) sono quelli che ho apprezzato meno, soprattutto il primo l'ho trovato una brutta copia di Zanna Bianca o il Richiamo della foresta. C'è anche un altro racconto che segue la scia dei due romanzi più famosi, cioè Allestire un fuoco, racconto che invece ho apprezzato un po' di più e trovato rilassante e confortevole da leggere, tuttavia nulla di illuminante. Lettura tranquilla per spezzare tra romanzi più impegnativi
Onestamente dei racconti ne ho apprezzato il senso più filosofico e morale che in sé i racconti stessi, che non sempre ho capito a pieno. Comunque formativo
Un po’ inquietante ma estremamente particolare ed intrigante…il racconto che ho preferito è stato sicuramente “l’eternità delle forme” ma anche “il dio rosso” davvero bello!
I racconti sono quasi tutti interessanti. London sa scrivere molto bene e sa come coinvolgere il lettore. Uno stile sempre scorrevole e strutture ben congegnate, con ottime descrizioni sensoriali. Storie sempre originali, ma, per quanto mi riguarda, non indimenticabili. In definitiva un libro che mi è piaciuto, ma che non mi ha segnato in maniera particolare. "Allestire un fuoco" è il racconto migliore, a mio parere.
Raccolta di brevi racconti intrisi di ferocia, lotta per la sopravvivenza, avventura e scontri tra istinti animali. In alcuni gioca un ruolo importante una natura estrema, selvaggia, spietata e bellissima (sia esssa il territorio dello Yukon o delle isole della Polinesia).
Tre racconti spiccano su tutti: il geniale "Perdifaccia", il tormentato e angosciante "L'eternità delle forme" e il sorprendente "Il Dio Rosso" in cui London mostra uno stile più maturo e anticipa elementi della fantascienza delle future generazioni.
La morte è il filo conduttore di questa straordinaria raccolta di racconti, il finale di ogni storia, il destino di quasi tutti i personaggi e, soprattutto l'esito comune dell'esistenza di ogni essere umano. La morte non è però una mannaia oscura che cala sulla vita e la recide: è una lotta continua, determinata dalla Natura selvaggia, che non si trova soltanto nel cuore della giungla più intricata o sotto i quaranta gradi delle nevi eterne, ma che risiede nel punto più profondo dell'animo umano.