Un volume molto meno piacevole rispetto a Dalla Terra alla Luna, di cui pure prosegue il racconto.
In questo volume RBA abbiamo Intorno alla luna e il racconto Un inverno tra i ghiacci.
La prima parte, che sarebbe dovuta essere il piatto forte, è abbastanza deludente purtroppo.
Riprende la storia del proiettile sparato verso la luna, che avevamo lasciato con la scoperta dell'errore della traiettoria e la sua condanna a orbitare intorno al nostro satellite.
Qui ripercorriamo gli eventi a partire dal lancio, ma dal punto di vista dei tre passeggeri: cosa facevano, a cosa pensavano e cosa speravano durante il lancio e il viaggio.
L'incontro col bolide che gli fa deviare la traiettoria quel tanto che basta per non farli arrivare sulla Luna. E poi, la scoperta del fato cui sono condannati, e la decisione di fare qualcosa per rompere questo equilibrio.
Il tutto, però, condito da capitoli su capitoli di descrizioni della morfologia lunare, di elenchi di studiosi e di studi relativi alla luna, di ipotesi sul suo passato e su cosa possa esserci adesso.
Capitoli. Su. Capitoli.
La tentazione di saltarli del tutto a un certo punto era enorme.
E poi, solo ora ai tre viene in mente che si, arrivare sulla luna, ma poi come si farà a tornare indietro? E capisco il taglio ironico e spaccone dei personaggi, ma archiviare il tutto con un "non si parla del ritorno finchè si è ancora in viaggio, perdinci!" è un po' troppo anche per loro...
Meglio invece il racconto, una storia di marinai francesi che, tornati a Dunquerque senza più il loro capitano disperso in mare durante un tentato salvataggio, ripartono assieme al proprietario della nave (e padre del capitano) per cercarlo.
Con loro anche la promessa sposa del capitano (e nipote del proprietario. Si, esatto), e un secondo che fin dalle prime pagine si capisce cosa stia orchestrando e a cosa miri.
Malgrado l'ovvietà del secondo olandese, la storia non è male, un'avventura tra i ghiacci del nord, mi ha ricordato la parte di Ventimila leghe sotto i mari al polo sud per i rischi affrontati.
Anche se qui, in superficie tra acque glaciali, ci sono anche altri problemi oltre alla natura: bufere, orsi polari, e gli uomini.
Ecco, l'unica parte sottotono di questo racconto sono i norvegesi: ma come, questo poveraccio cerca di salvarvi dal maelstrom, alla fine condivide il vostro fato, vi tiene in vita in mezzo ai ghiacci assieme ai suoi compagni coi quali era giunto in vostro soccorso, e voi lo prendete in odio e anzi lo attaccate? Penso sia la prima volta che trovo Verne descrivere in maniera così incattivita una popolazione, chissà che brutta esperienza aveva avuto con un qualche abitante della Norvegia...