La signora perduta del romanzo è Marian, moglie dell’ integerrimo capitano Daniel Forrester un signore alla vecchia maniera che aveva cominciato la sua carriera dopo la guerra di secessione come vetturale di una ditta di spedizioni e successivamente aveva intuito le grandi possibilità di guadagno che si celavano nel progetto di costruzione di una ferrovia nella prateria e così era diventato un uomo ricco, stimato, in grado di realizzare il suo sogno di costruire sopra un colle attraversato da un torrente non distante dal paese Sweet Water, nel bel mezzo della prateria, la casa dei suoi sogni in cui, per dirla con le sue parole, “ …accogliere i miei amici con una moglie come Mrs Forrester che la rendesse attraente ai loro occhi”.
E la signora Forrester, Marian Ormsby, sposa ancora giovanissima, in circostanze romanzesche, il capitano Forrester, vedovo e più grande di lei di una ventina d’anni e si trasferisce con lui nel west, dividendo il loro vivere tra le città di Denver e Colorado Spring in inverno dove i due conducono vita di relazioni sociali dividendosi tra rappresentazioni teatrali, inviti a balli, pranzi e cene, in un lusso discreto mentre in estate si trasferiscono nell’accogliente e fresca casa sul torrente non lontana da Sweet Water finché una brutta caduta da cavallo ed anche un improvviso tracollo finanziario del capitano non costringe la coppia a rinunciare alla vita mondana invernale e a stabilirsi stabilmente nella prateria e continuando lì una vita apparentemente serena per entrambi con gli amici di lui che li vanno a trovare nei weekend.
Ma la protagonista principale del romanzo è lei, l' affascinante signora Marian, Maidy per il marito, descritta in maniera vivida dal giovanissimo Niel Herbert, nipote del Giudice Pommeroy grande amico e socio del capitano
“... Aveva occhi bellissimi, scuri e pieni di luce e un incarnato delizioso, del cristallino candore dei lillà bianchi” ma aldilà dell’avvenenza fisica, quando la si incontrava quello che colpiva immancabilmente di lei era che “...Bastava un cenno del capo, uno sguardo e subito si instaurava un rapporto….in lei c’era qualcosa che faceva presa sulle persone in un lampo: la sua fragilità e la sua grazia, la sua bocca che sapeva dire tante cose senza pronunciare una parola”
Tutti rimangono ammaliati dalla sua grazia, dalla sua gentilezza e amabilità, ospite affettuosa e cordiale, moglie apparentemente innamorata e fedele, pronta ad anticipare ogni necessità e desiderio del marito ormai invalido, amica solidale e partecipe…ma una donna così bella, così giovane e attraente nella solitudine dei giorni e delle notti serba un segreto che prima o poi sarà svelato…
Questo romanzo breve col quale ho iniziato la conoscenza letteraria di Willa Cather, senza essere un capolavoro, risulta un’opera letteraria non priva di grazia ed eleganza, scritta molto bene che regala una lettura spedita e coinvolgente in cui spicca una indimenticabile figura di donna affascinante e incantevole che pur ricordando nella trama le “gesta” dell’indimenticabile eroina del romanzo di Flaubert, ha una sua originalità che la distingue e la rende speciale
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