* Historia del endemoniado Pacheco (Histoire du démoniaque Pacheo, 1805), Jan Potocki * Sortilegio de otoño (Die zauberei im herbst, 1808-1809), Joseph von Eichendorff * El hombre de arena (Der sandmann, 1817), E.T.A. Hoffmann * La historia de Willie el vagabundo (Wandering Willie's tale, 1824), Walter Scott * El elixir de la larga vida (L'élixir de longue vie, 1830), Honoré de Balzac * El ojo sin párpado(L'oeil sons paupière, 1832), Philarète Chasles * La mano encantada (La main enchantée, 1832), Gérard de Nerval * El joven Goodman Brown (Young Goodman Brown, 1835), Nathaniel Hawthorne * La nariz (Nos, 1835), Nikolái Vasílevich Gógol * La muerte enamorada (La morte amoureuse, 1836), Théophile Gautier * La Venus de Ille (La Vénus d'Ille, 1837), Prosper Mérimée * El fantasma y el ensalmador (The ghost and the bonesetter, 1838), John Sheridan Le Fanu
Jan Potocki was born into the Potocki family, an aristocratic family, that owned vast estates in Poland. He was educated in Geneva and Lausanne, served twice in the Polish Army as a captain of engineers, and spent some time on a galley as a novice Knight of Malta. He was probably a Freemason and had a strong interest in the occult.
Potocki's colorful life took him across Europe, Asia and North Africa, where he embroiled himself in political intrigues, flirted with secret societies, contributed to the birth of ethnology — he was one of the first to study the precursors of the Slavic peoples from a linguistic and historical standpoint.
In 1790 he became the first person in Poland to fly in a hot air balloon when he made an ascent over Warsaw with the aeronaut Jean-Pierre Blanchard, an exploit that earned him great public acclaim. He also established in 1788 in Warsaw a publishing house named Drukarnia Wolna (Free Press) as well as the city's first free reading room.
Potocki's wealth enabled him to travel extensively about Europe, the Mediterranean and Asia, visiting Italy, Sicily, Malta, the Netherlands, Germany, France, England, Russia, Turkey, Spain, Tunisia, Morocco, Egypt, and even Mongolia. He was also one of the first travel writers of the modern era, penning lively accounts of many of his journeys, during which he also undertook extensive historical, linguistic and ethnographic studies. As well as his many scholarly and travel writings, he also wrote a play, a series of sketches and a novel.
Potocki married twice and had five children. His first marriage ended in divorce, and both marriages were the subject of scandalous rumors. In 1812, disillusioned and in poor health, he retired to his estate at Uladowka in Podolia, suffering from "melancholia" (which today would probably be diagnosed as depression), and during the last few years of his life he completed his novel.
Potocki committed suicide in December 1815 at the age of 54, though the exact date is uncertain — possibly November 20, December 2 or December 11. There are also several versions of the circumstances of his death; the best-known story is that he shot himself in the head with a silver bullet — fashioned from the strawberry-shaped knob of a sugar bowl given to him by his mother — which he first had blessed by his castle priest. One version of Potocki's suicide suggests that he gradually filed the knob off the lid, a little every morning.
Potocki's most famous work is The Manuscript Found in Saragossa. Originally written in French as Manuscrit trouvé à Saragosse, it is a frame tale which he wrote to entertain his wife. On account of its rich interlocking structure and telescoping story sequences, the novel has drawn comparisons to such celebrated works as the Decameron and the Arabian Nights.
Reseña sobre el cuento de Jan Potocki "Historia del endemoniado Pacheco"
Pertenece al libro de Potocki "Manuscrito encontrado en Zaragoza", dentro de las muchos microrelatos que contiene y que entra en la selección que hace Calvino para esta edición.
Le doy 3* por lo tuvo de innovadora esta publicación, nada menos que del año 1805. No creo que exista con fecha anterior un relato fantástico (un tanto gótico) de ese misterio que luego desarrollaron tantos otros, jugando con las situaciones, sobre sí la historia es sueño, sí es locura, etc. Se lee de una sentada es cortito.
Li ho letti e riletti. Li ho usati come Vademecum per trovare altre letture, altri autori che poi sono finiti tra i miei preferiti. In epoca pre-Google non sempre era facile, sopratutto quando si preferivano generi che sono sempre stati considerati sotto-generi.
Raramente i consigli di King, di Lovecraft, di Lippi e di Calvino mi hanno deluso!
Affronto sempre male le raccolte di racconti, mi fa sempre fatica finire di leggerle, ma questa volta é stato diverso. I primi racconti non mi hanno entusiasmato troppo, ma voglio credere che sia per colpa della mia solita avversione ai racconti..dalla será in poi é stato un crescendo e mi sono rotta le ultime 100 pagine quasi tutte d'un fiato. Calvino, come spiega meglio alla fine, non fa altro che scegliere dei racconti che racchiudono mistero, fantastico e folklore. Prima di ogni racconto c'è una piccola spiegazione sul tema, con la quale Calvino ci introduce all'opera. Sono davvero contenta di aver sfidato i miei dubbi e aver letto questa raccolta e sono anche felice che non abbia voluto includere opere da ogni parte del mondo (sono esclusi per esempio racconti di autori italiani e spagnoli), ma solamente quelle piú significative e degne di nota. Probabilmente leggeró anche il secondo volume.
No me ha gustado, la portada confunde al lector, en su mayoría son relatos con un toque de fantástico, no hay una monja asesina desviando la atención mediante un pezón.
Pero el relato “la nariz” es magistral, te hartas de reír con la repentina perdida de la nariz y aparece ella vestida creyendo ser un ser xD.
Il mio giudizio generale sulla raccolta purtroppo sarebbe di due stelle e mezzo. Il motivo è che non ho trovato l'antologia esauriente quanto mi aspettavo sul tema "racconti fantastici dell'ottocento", che è uno dei miei generi di narrativa preferiti. Nell'introduzione Calvino illustra i suoi criteri di scelta dei racconti e tutta una tesi unitaria con cui li ha raccolti e separati (fantastico visionario, fantastico quotidiano). Peccato che questi propositi non vengano portati avanti dall'inizio alla fine e Calvino finisca per giustificare la presenza di questo o quel racconto per il suo mero gusto personale. Posso solo constatare che i miei gusti divergono spesso da quelli di Calvino! Ho trovato inspiegabile la scelta di determinati titoli e autori e l'esclusione di altri, a mio avviso fondamentali nel genere, coff coff Conan Doyle coff. Le traduzioni, che Calvino tiene in gran conto, all'orecchio moderno non sono sempre gradevoli. La mini introduzione di Calvino all'inizio di ogni racconto offre una breve panoramica sull'opera e l'autore ma spoilera puntualmente il finale. Tuttavia la qualità media dei racconti in questo primo volume è alta e merita almeno tre stelle. Di seguito il mio giudizio sui singoli racconti:
Storia del demoniaco Pacheco (Manuscrit trouvé à Saragosse, 1958) DI Jan Potocki: e già Calvino viene meno a uno dei criteri che si era ripromesso nella prefazione, ovvero di includere solo racconti e non stralci di romanzi. Si giustifica poiché l'opera da cui è tratta la storia ha una struttura stile Mille e una Notte, che permette di prelevare singoli racconti. La storia del demoniaco Pacheco è realmente interessante e inquietante nel suo mix gotico di morbosità, sesso e gore. Tuttavia non è un racconto, e se fare un'eccezione per questo, perché non per il (citato) Frankenstein di Mary Shelley? 3 stelle
Sortilegio d'autunno (Die Zauberei im Herbst) DI Joseph Von Eichendorff: racconto sulla scia della Belle Dame Sans Merci, Thomas the Rhymer, ecc. Abbastanza emblematico ma non esaltante nell'intreccio o nello stile. 2 stelle
L'uomo della sabbia (Der Sandmann) DI E. T. A. Hoffmann: pietra miliare del fantastico ottocentesco, strano, onirico, inquietante...che dire se non 5 stelle
La novella di Willie il Vagabondo (Wandering Willie Tale) DI Walter Scott: novella curiosa e simpatica, ma se c'è già Sheridan Le Fanu nell'indice, diventa superflua. L'amore dichiarato di Calvino per Walter Scott ha influenzato fin troppo la scelta. 3 stelle
L'elisir di lunga vita (L'Elixir de longue vie) DI Honoré De Balzac: interpretazione del mito del Don Giovanni che non so descrivere se non come...strana. Ha un suo fascino, ma l'ho trovata troppo prolissa e involuta. L'elemento fantastico ha alla fine della fiera poco peso rispetto all'aspetto psicologico e filosofico nel racconto, salvo nel finale, lisergico e un po' fuori tono col resto. Ancora, Calvino vuole includere Balzac...pretestuosamente? Nel dubbio 2 stelle
L'occhio senza palpebra (L'Oeil sans paupière) DI Philarète Chasles: racconto stavolta sul topos della moglie "fatata", non molto originale se non per la morale che chi di gelosia ferisce, di gelosia perisce (e in questo caso il femminicida se la cava pure con poco). Non male, ma questo autore meritava la menzione? Per me merita 2 stelle
La mano incantata (La Main enchantée) DI Gérard De Nerval: una bella idea guastata da uno stile francamente insopportabile. L'autore si crede molto spiritoso, ma è solo molto francese. Se sopportate le frecciate satiriche che facevano ridere forse due secoli fa, nonché l'inutile prolissità del tutto, riuscirete a dargli 1 stella e mezzo
Il giovane signor Brown (Young Goodman Brown, 1835) DI Nathaniel Hawthorne: storiella bigotta in cui fanno più simpatia i satanisti che il giovane signor Brown. Non so se fosse questo l'intento dell'autore. Perché Calvino abbia voluto includere Hawthorne è un mistero. Doveva mettere proprio tutti gli autori preferiti, per quanto poco c'entrino col genere fantastico? 1 stella
Il naso (Nos) DI Nikolaj Gogol': Adoro Gogol' e adoro il naso. Lo definirei un racconto fantastico? Eeh. Sicuramente molto fuori tono col resto della raccolta del primo volume. Sarebbe stato preferibile uno dei bellissimi racconti, fantastici visionari da manuale, delle Veglie alla fattoria presso Dikan'ka. Lo ammette lo stesso Calvino nell'introduzione. Allora perché? Ahimè non si può dare a questo racconto meno di 5 stelle
La morta innamorata (La Mort amorouse, 1836) DI Théophile Gautier: uno dei pochi racconti che mi ha sorpreso, e in positivo. Nonostante il finale moralizzante obbligatorio, l'autore sembra suggerire una maggiore simpatia per la perfida vamp (nel senso più letterale del termine) che per i bigotti armati di croci e paletti. Una storia romantica che merita 3 stelle
La Venere d'Ille (La Vénus d'Ille, 1837) DI Prosper Merimee: finalmente un racconto in cui il "mostro" assume una forma originale e realmente sinistra. Lo spirito maligno non è etereo e inafferrabile, ma ha il peso massiccio di una statua di bronzo. Bella intuizione che paga un inizio lento e un finale frettoloso, ma merita 3 stelle
Lo spettro e il conciaossa (The Ghost and the Bone-setter, 1838) DI Joseph Sheridan Le Fanu: si poteva non includere Le Fanu? Ovvio che no, sarebbe stato un crimine peggiore dell'escludere (ahia) Conan Doyle. Si poteva scegliere un racconto più emblematico di Le Fanu? Io penso di sì. Non che questo non meriti, ma non vedo perché scegliere proprio il racconto più insolitamente cialtronesco (nel senso migliore del termine) nella produzione di Le Fanu, dove lo spirito presente è molto probabilmente alcolico e l'elemento fantastico non è più fantastico di una sbornia in compagnia. Nel mulino che vorrei si potrebbe sostituire il racconto di Scott con Il giudice Hardbottle o quello di Nerval con Il fantasma di una mano. Troppi ce ne sono di Le Fanu che meritano 5 stelle
J. Potocki - Storia del demoniaco Pacheco ⭐⭐⭐ "Cosa posso dire di quella notte fatale? Diedi fondo a ogni delizia e a ogni crimine. A lungo combattei contro il sonno e la natura per prolungare i miei infernali piaceri. Finalmente mi addormentai, e mi svegliai il giorno dopo sotto la forca dei fratelli Zoto, coricato tra i loro infami cadaveri".
Joseph von Eichendorff - Sortilegio d'Autunno ⭐⭐ 1\2
E.T.A Hoffmann - L'uomo della sabbia ⭐⭐⭐⭐⭐ "Forse, caro lettore, ti convincerai che non vi è nulla di più strano e di più folle che la vita reale e che, in fondo, il poeta può afferrare la vita solo come pallido riflesso di uno specchio opaco".
Walter Scott - La novella di Willie il vagabondo ⭐⭐⭐
Honorè de Balzac - L'elisir di lunga vita ⭐⭐⭐⭐ "Là, alle soglie della vecchiaia, sposò una giovane e bella andalusa. Ma, per calcolo, non fu né un padre né un buon marito. Aveva osservato che non si è mai amati tanto teneramente come si è amati dalle donne alle quali non si pensa mai".
Philarète Charles - L'occhio senza palpebra ⭐⭐⭐ 1\2 "All'inquietudine morale, che aveva fatto di lui il carnefice della sua prima moglie, si era sostituita l'ineluttabile interrogazione fisica di un occhio che lo seguiva costantemente: era sempre gelosia, ma trasformata in una immagine palpabile, nel prototipo dell'inquisizione".
Gèrard de Nerval - La mano incantata ⭐⭐⭐ 1\2
Nathaniel Hawthorne - Il giovane signor Brown ⭐⭐⭐
Nikolaj Gogol - Il naso ⭐⭐⭐⭐⭐
Thèophile Gautier - La morta innamorata ⭐⭐⭐⭐1\2 "Che occhi aveva! Con uno sguardo decidevano la sorte di un uomo; avevano una limpidezza, un ardore, una liquidità brillante che non avevo mai visto in occhi umani; ne sfuggivano raggi simili a frecce che vedevo distintamente giungermi al cuore. Ignoro se la fiamma che li accendeva venisse dal cielo o dall'inferno. Era un angelo e un demonio, forse tutti e due. "
Prosper Mérimée - La Venere d'Ille ⭐⭐⭐1\2 "Mi chiesi se la maggior bellezza che bisognava pur riconoscere nella statua non dipendesse, in gran parte, dal suo piglio tigresco. Infatti l'energia, anche nelle passioni malvagie, eccita sempre in noi lo stupore e una specie di ammirazione involontaria"
Como en toda antología es difícil establecer un puntaje para el conjunto. En este la selección de relatos es interesante, totalmente desconocida para mi, y es una ayuda como para conocer algo de ciertos autores. Algunos de renombre, otros algo más olvidados.
Hay relatos que me resultaron interesantes y atrapantes, otros que me costaron más. Lo único que reprocho de la edición es la introducción que Italo Calvino realiza antes de cada cuento, donde en un párrafo lo resumen todo, hasta el giro argumental, cosa que en mi caso me arruinó la sorpresa.
Anche se di antologie fantastiche d'antan ce ne saranno tante e probabilmente anche più ricche ed attuali, Calvino come curatore è una garanzia a suo modo. I racconti sono tutti validi esempi storici, alcuni famosissimi anche al di fuori della letteratura di genere (o tout court), anche se il gusto per il soprannaturale ha fatto molta strada da allora (se in meglio o in peggio decidetelo voi). Ho trovato curiosa l'impostazione editoriale: ogni racconto ha un'introduzione che lo contestualizza per sommi capi, insieme all'autore (e tutto ciò va benissimo) e però puntualmente spoilera di brutto. Trattandosi di racconti basati soprattutto sulla costruzione della tensione, sulla deviazione dall'atteso e sull'effetto sorpresa, mi pare una scelta piuttosto bizzarra. Ma va bene, ho imparato a leggerle alla fine.
Debo confesar que no terminé de leerlo así que tengo mis dudas de si debo calificarlo o no, pero habiendo leído poco más de un tercio sí puedo concluir que no es mi tipo de lectura y ese es el motivo para abandonarlo. Lo curioso es que me pareció que cada cuento estaba bien escrito y hasta podía ser entretenido, pero no encontré lo que el prefacio dice que hay, por un lado, y la temática en sí no me gustaba ni motivaba a seguir leyendo. Lo más honesto me resulto abandonarlo (cosa que rara vez hago con un libro) Estoy seguro, eso sí, que quien guste de este tipo de literatura (fantástica) apreciará este libro en su justa dimensión.
Excellent selection of stories from different authors of the nineteenth century of the literary genres of fantastic realism and horror.
Calvino introduces to each tale a brief description of the author and the stories - and be careful, because in some of them, his description even points to spoilers.
The precision of the choice, in my opinion, is more in the selection of the authors than in the stories themselves (there are better or as good stories by these authors as the ones chosen here), but practically all at least for me are sensational, some of them even the best I've read.
Perhaps, and most probably, some of these stories do not have the impact of fear or surprise on the reader today, perhaps because of the surplus of books, TV series, and movies available today - it is interesting to note how much these authors present in the book of Calvino and his tales are pioneers and influenced much of what came after them.
There is, for example, the psychological horror of Allan Poe's style and the fantastic reality of Wells that inspired so many science fiction productions.
Others like Hoffmann's and Andersen's present themselves in fables that point to deep psychological reflections.
The terror used as social criticism is present in Villiers de l'Isle-Adam and the metaphors of the relations between gods and men, faith and reason in a dip in Indian mythology in Kipling's text.
The book still rules a beautiful surprise, in a chapter reserved to Jan Potocki, with its succubus, ghosts and haunts.
This is a book for reading, re-reading, reflecting, scaring and entertaining.
Es una antología del cuentos mayormente del post romanticismo y son oscuramente deliciosos. Mis favoritos: El hombre de arena de Ernst Theodor Amadeus Hoffman El Joven Goodman Brown de Nathaniel Hawthorne La muerta enamorada de Théophile Gautier La mano encantada de Gérard de Nerval.
Planeo leer más cuentos de estos escritores y de esta época.