VALUTAZIONE PERSONALE: 3,4
How Mind Works é senza dubbio uno dei saggi più lunghi e corposi che mi sia capitato di leggere: ho impiegato moltissimo tempo a terminarlo, un po' a causa dei mille impegni che, purtroppo, riducono sempre più il tempo da dedicare alla lettura, un po' per la sua lunghezza e, perché no, per la noia che alcune sezioni del libro mi hanno trasmesso, in particolar modo i primi capitoli, sebbene, col senno di poi, é risultato evidente che siano quelli più importanti e significativi nell'esporre al lettore la teoria di base dell'autore circa il funzionamento della mente umana.
Per i suddetti motivi, giunto al termine di questo libro, mi ritrovo senza dubbio in difficoltà nel ricordare tutti i passaggi: posso tuttavia cogliere il nocciolo della questione e sintetizzare dicendo che alla base di tutte le considerazioni che l'autore espone al lettore vi é la teoria computazionale della mente. A cosa si riferisce, nella sostanza? Non mi resta che citare direttamente un passo del libro:
"Lo speciale status del cervello deriva dalla sua speciale funzione, che ci permette di vedere, pensare, provare sensazioni, scegliere e agire. Questa funzione speciale è l’elaborazione di informazioni, o computazione. Informazione e computazione risiedono in pattern, o configurazioni, di dati e in rapporti di logica che sono indipendenti dal medium fisico che li trasporta. Quando telefono a mia madre in un’altra città, il messaggio rimane lo stesso che va dalle mie labbra alle sue orecchie, anche se cambia forma fisica: da aria in vibrazione a elettricità in un filo, a cariche nel silicio, a luce guizzante in un cavo a fibre ottiche, a onde elettromagnetiche, e ritorno seguendo il percorso inverso. Analogamente, il messaggio rimane lo stesso quando, dopo aver cambiato forma nella sua testa diventando una cascata di neuroni che si attivano e di sostanze chimiche che si diffondono attraverso sinapsi, lei lo ripete a mio padre seduto sul lato opposto del divano. Allo stesso modo, un dato programma può correre su computer fatti di tubi a vuoto, commutatori elettromagnetici, transistor, circuiti integrati, o piccioni viaggiatori ben addestrati, e ottiene gli stessi risultati per le stesse ragioni. Tale intuizione, espressa per la prima volta dal matematico Alan Turing, dagli informatici Allen Newell, Herbert Simon e Marvin Minsky e dai filosofi Hilary Putnam e Jerry Fodor, è ora detta teoria computazionale della mente".
Altro punto fondamentale é il seguente: l'ingegneria inversa.
Ancora, per dirla con le sue stesse parole:
"...la mente è un sistema di organi di computazione designato per selezione naturale a risolvere i problemi posti ai nostri antenati dalla loro condizione di cacciatori-raccoglitori, in particolare come capire e sfruttare oggetti, animali, piante e altre persone. Tale sintesi è scomponibile in più affermazioni. La mente è ciò che il cervello fa; in particolare, il cervello elabora informazioni, e pensare è una sorta di computazione. La mente è organizzata in moduli, o organi mentali, dotati ognuno di una specializzazione che ne fa un esperto in un singolo terreno d’interazione con il mondo. La logica base dei moduli è specificata dal nostro programma genetico. Il loro funzionamento si è modellato per selezione naturale in modo da risolvere i problemi della vita di cacciatori e raccoglitori condotta dai nostri antenati durante la maggior parte della nostra storia evoluzionistica. I vari problemi dei nostri antenati erano sottocompiti di un unico grande problema dei loro geni: massimizzare il numero di copie capaci di giungere alla generazione successiva. In quest’ottica, la psicologia è ingegneria inversa. Nell’ingegneria normale si costruisce una macchina per un certo scopo; nell’ingegneria inversa si cerca di capire per quale scopo una macchina è stata costruita. "
Posso dunque concludere dicendo che tutti i più grandi aspetti della psicologia umana progressivamente esposti nei vari capitoli vengono affrontati ed elaborati tenendo conto dei due capisaldi precedentemente citati, e non vi sono dubbi che moltissimi passaggi sono estremamente stimolanti per il lettore e che, almeno personalmente, mi hanno "convinto" nella loro semplicità quanto efficacia propositiva.
Tuttavia, alcune considerazioni mi hanno indotto a mantenere un atteggiamento tiepido, entusiasta ma al contempo sufficientemente distaccato e critico nei confronti di ciò che leggevo:
1) How Mind Works é un libro estremamente datato (la prima edizione risale ai primi anni Novanta), soprattutto per i temi trattati: campi come la neurobiologia e la neuropsicologia sono in rapida evoluzione. Sebbene nella prefazione a questa edizione l' autore afferma che l'impianto generale del saggio continua ad essere valido, non sono sufficientemente edotto su queste materie e sui suoi più recenti sviluppi per poter credere acriticamente ad una affermazione simile;
2) l'efficacia divulgativa di Pinker, su temi così opinabili e controversi, mi é parsa piuttosto limitata: non perché non sia capace nell'esporli ai non addetti ai lavori (sebbene alcuni passaggi non sono semplicissimi da capire per chi non ha almeno delle conoscenze basilari in questo campi, mentre altri li ho trovati mortalmente noiosi proprio per il modo in cui erano esposti), ma perché ho avuto l' impressione che l'autore non avesse potuto fare a meno di polemizzare, talvolta anche inopportunamente, con i suoi oppositori, nonché di apparire politically uncorrect ogni qualvolta se ne presentasse l' occasione.
Insomma, non mi ha fatto impazzire il suo stile divulgativo, per dirla in breve.
In conclusione, vale davvero la pena cimentarsi nella lettura di questo librone? Le idee proposte sono estremamente interessanti,e vale la pena approfondirle e tenerle in buona considerazione; il lavoro bibliografico é enorme e di certo non si può dire che sia qualitativamente scadente, tutt'altro.
É "l'anzianità" del libro, nonché lo stile espositivo dell' autore ( sempre secondo il mio umilissimo parere) che fanno pendere la bilancia dal lato opposto: insomma, andrei sicuramente alla ricerca di un testo piú aggiornato e più efficace nell' esposizione di questi argomenti.