Ogni maledetto lunedì su due era la fotografia di un momento nella vita di un fumettista, ma ora è il ricordo di una maturazione intellettuale e umana all’insegna del rosico più spudorato.
Questo libro è stato la prima raccolta di storie del blog di Zerocalcare, ma negli anni è diventato molto di più, e ora è considerato una parte fondamentale del suo catalogo. La lunga storia a colori che punteggia i capitoli della raccolta è stata la prima presa di coscienza lunga sul percorso, umano, politico e artistico, dell'autore nella sua età adulta. Ogni maledetto lunedì su due era la fotografia di un momento nella vita di un fumettista, ma ora è il ricordo di una maturazione intellettuale e umana all'insegna del rosico più spudorato. La nuova edizione cartonata ha una prefazione degli editori e la copertina è stata ricolorata da Alberto Madrigal.
Zerocalcare sul finire del 2011 ha quasi 28 anni e per un sacco di tempo ha fatto soprattutto fumettacci sulle fanzine fotocopiate e locandine per concerti punk hardcore. Oltre ad un numero sterminato di autoproduzioni nel circuito dei centri sociali, ha collaborato anche con il quotidiano "Liberazione" (pagina delle illustrazioni, ormai chiusa), il settimanale "Carta" (chiuso), i mensili "XL" di Repubblica (spazio Italian underground, chiuso) e "Canemucco" (chiuso) e la divisione online della DC comics, Zuda.com (chiusa). Tra le collaborazioni che non è riuscito a far chiudere c’è il settimanale "Internazionale", l’annuale antologia del fumetto indipendente "Sherwood Comix", la "Smemoranda" e frescafresca pure la rivista "Mamma!".
Alla fine del 2011 ha dato alle stampe il suo primo libro, “La profezia dell’armadillo”, autoprodotto sì, ma da Makkox.
A ottobre 2012 è uscito il secondo, “Un polpo alla gola“, edito da Bao Publishing.
"Ogni maledetto lunedì su due", terzo lavoro di Zerocalcare dopo "La profezia dell'armadillo" e "Un polpo alla gola", è una raccolta delle strisce che il fumettista era solito pubblicare sul suo blog, prima ogni lunedì e poi, appunto, un lunedì su due. Strisce di ricordi della sua adolescenza, miti, fragilità e ossessioni della sua (e della mia) generazione, dall'ipocondria alla precarietà, ma anche, a livello più generale, vizi ed esasperazioni del nostro tempo. Rispetto agli altri volumi, vi ho trovato dei personaggi più caricaturali e uno Zerocalcare più umoristico e più verace, senza una minima patina di schermo...come se l'assenza di una trama (o di una tematica) specifica da seguire, lo abbia reso ancora maggiormente libero di esprimersi in in tutta la sua spontaneità. Mi sono scoperta molto spesso a ridere e a sorridere, ritrovando fra le sue strisce i personaggi, i miti, le paure e le tantissime "menate" dei miei anni, anche se la bella metafora, nelle pagine a colori, della zattera che cerca di stare a galla, mi ha riportato un po' di quella amara nostalgia che già avevo provato nei volumi precedenti dello stesso autore. E, come sempre, mi ha portato a riflettere....Ci vuole più forza per restare a galla o per lasciare andare ciò che ormai è affondato? Sono convinta che Zerocalcare sia un genio delle graphic novels del nostro tempo, e che meriti grande attenzione. Per quanto mi riguarda, per fortuna, di suoi volumi da leggere me ne mancano...quindi non finisce certo qua!
Zerocalcare come sempre è una garanzia, soprattutto per quando si sta attraversando un periodo burrascoso. Come sempre adoro il suo stile e il suo linguaggio ironico e pungente, capace di strapparti sempre un sorriso.
Sì, il titolo non c'entra niente con la valutazione di questa graphic novel ma, vabè, non sto qua a dire che con Zerocalcare non si può fare altro che sorridere e ridere durante tutti i suoi capitoli tratti dall'omonimo blog. In questa raccolta ho trovato un Calcare più irriverente, più divertente rispetto a ciò che ho letto finora di questo disegnatore che, chissà come, riesce a cogliere lo spirito dei nuovi giovani di oggi e riesce a trasmettere, attraverso i suoi disegni, tutte quelle piccole scene di quotidianità che rendono meno amara (o un po' più amara se si guardano i capitoli "Inverno 1", "I vecchi che usano il pc", "Trenitaja", "Bollette") l'evoluzione della propria vita. C'è sempre quella foga di voler essere indipendenti, di affermarsi, di voler spaccare il mondo quando invece ti ritrovi a combattere da solo delle battaglie "stupide ma con un significato profondo" con il forno che non si accende, la lavatrice, le bollette da pagare o cosa mangiare per cena. C'è sempre una parte dell'uomo che vuole crescere e un'altra che rimane aggrappato al passato, ai ricordi e Calcare ce lo dimostra proprio nell'ultima pagina evidenziando la morale di questa raccolta di disegni. Con Zerocalcare si va sempre sul sicuro, un'eccezionale lettura condita da risate e, alla fine, una piccola ma importante riflessione sulla propria vita passata e presente.
Zerocalcare è stanco: zompa i turni di scrittura sul blog, esce di mattina, torna il pomeriggio, trova centocinquanta mail non lette, trenta messaggi su facebook, gente che lo chiama, lo invoca, lo preme e lo pressa. ‘Un gliela fa più. Invidia una foca che sta per ore e ore con il bel pallone in equilibrio sul nasone, sotto i riflettori, con il pubblico intorno che la guarda, la preme, la pressa, ma lei… niente. Zerocalcare vorrebbe il suo aplomb, vorrebbe resistere alle pulsioni omicide che lo spingerebbero ad ammazzare tutti quelli che lo tormentano, e rosicano, e commentano facebook e blog e mail e così via. Un cerchio senza uscita. Perciò, Zerocalcare si scusa ma molla un po’. Solo un po’. Insomma, ‘sto disgraziato ci lascia orfani: prima ci toglie una storia ogni lunedì e passa a ogni lunedì (su due); ora ci dice pure che ‘una gliela fa e c’ha bisogno di un momento di pausa. Pare uno di quei fidanzati che ti guardano con gli occhioni tristi e ti dicono: ti voglio tanto bene, ma prendiamoci una pausa. Roba da ammazzarlo. Invece lo perdoni. Subito, senza incertezze. Lo perdoni perché alla fine pure la foca ha sbroccato e si è presa tre anni e sei mesi (e noi non vogliamo che Zerocalcare faccia la stessa fine, che c’ha pure Rebibbia a due passi da casa); lo perdoni perché intanto ti è arrivato in mano un librone di duecento e passa pagine con tutti gli articoli del blog, quelli che avevi faticosamente recuperato quando sei capitato per caso dalle sue parti, e quelli che ti erano sfuggiti scappati persi, e invece eccoli lì, pagine e pagine di vita vera e vissuta, bianca e nera, con Zerocalcare in carta e ossa, il suo pseudoarmadillo coscienzioso (nel senso che gli fa da pseudocoscienza e gli dà la sveglia), la sua coscienza a forma di fratello di Ken il guerriero, la su’ mamma nascosta sotto le vesti di Lady Cocca, la gallina di Robin Hood, il ragazzino delle ripetizioni sotto le vesti di Blanka, il selvaggio di Streetfighter con la pelle verde e allevato dalle bestie, e così via. Come fai a non perdonare uno che, quando parla con la mamma del ragazzino Blanka, che gli chiede ripetizioni accelerate a due giorni dagli esami, le fa dire: “Oh Calcare, mi hanno ibernata a marzo in questa cella criogenica e mi hanno scongelata solo mezz’ora fa, per questo non mi ero accorta che l’esame è tra due giorni! Puoi far recuperare tutto il programma a mio figlio?” Che voi ridete, ma io le mamme così le incontro ogni fine maggio… Insomma, pur che torni, lasciamo tutte le pause che vuole a Zerocalcare. Il libro intanto fa compagnia, e se c’è qualcuo che dorme lì vicino allontanatevi. A pagina 137 rischiate di ridere così forte da svegliarlo.
Intanto qualcuno riesce pure a costruirsi una zattera. Qualcun'altro rimedia addirittura un motoscafo. Altri cercano di scansare le onde. Poi ti volti e qualcuno non c'è più. Forse un'onda troppo forte, o una corrente fredda, chennesó. O forse non ce la faceva più a rimanere abbarbicato come un koala a un pezzo di legno fracico in mezzo al nulla. La verità è che non lo sai mai perché uno molla la presa. "Quello c'ha sempre avuto le mani di ricotta." "Quella non l'avrei mai detta, pareva aggrappata benissimo" E invece vanno giù. Quasi sempre in silenzio. O forse sei tu che sei troppo impegnato a stare a galla per accorgertene.
Ogni maledetto lunedì su due è costruito come La profezia dell’armadillo: c’è una maxi storia a colori (che racconta di un naufragio, metafora di qualcosa di più grande di cui parlerò poi) accompagnata e interrotta da mini storie in bianco e nero pubblicate nel corso degli anni sul blog di Zerocalcare (il titolo infatti si riferisce proprio alle storie che compaiono un lunedì sì e uno no sul blog dell’autore).
Seppure la storia principale venga interrotta da mini sketch, c’è sempre un filo logico, un filo conduttore che unisce il tutto, nulla viene lasciato al caso. Questo indiscutibilmente è possibile solo grazie alla capacità narrativa del fumettista romano.
Anche in Ogni maledetto lunedì su due si possono riscontrare le caratteristiche tipiche di Zerocalcare che ormai, con questo terzo fumetto, sono riconoscibili da tutti: umorismo e sarcasmo, eventi quotidiani da lui vissuti e riferimenti alla cultura pop e nerd (in questo specifico fumetto incontriamo – l’odioso/noioso – Dawson di Dawson’s Creek, Ken il guerriero e L’uomo tigre – cartoni che popolavano la mia infanzia nel dopo cena, Star War – ovviamente, Dylan di Beverly Hills – ma solo io lo amavo alla follia?, e per finire in bellezza Esplorando il corpo umano – cartone super che mi teneva compagnia la domenica mattina e che tuttora mi fa raffigurare i miei globuli bianchi in divisa da poliziotto, rigorosamente bianca, ovviamente).
Come vi accennavo sopra, la maxi storia a colori e il naufragio da essa raffigurato è in realtà metafora di qualcosa di più grande: il lavoro precario e la disoccupazione, le responsabilità che sopraggiungono e che a volte (quasi sempre) tendiamo ad evitare e raggirare, conflitti tra generazioni differenti, insomma, il mondo dei trentenni di ieri e di oggi, e probabilmente di domani.
Con Zerocalcare si ride e si sorride, ma si ricevono pugni nello stomaco non appena si abbassa la guardia (particolarmente significative, in questo volume, le tavole dedicate alle violenze perpetrate durate il G8 tenuto a Genova e l’omicidio di Stefano Cucchi).
Zerocalcare si ama per questo, non solo per la sua capacità nel disegno e nella narrazione, ma anche e soprattutto perché permette di riconoscerci nei suoi personaggi, nelle sue pagine, nelle sue vignette, nelle sue parole e perché offre risate che lasciano l’amaro in bocca, portandoti alla riflessione, alla rabbia, all’amarezza… alla sopravvivenza su una zattera di fortuna in mezzo all’oceano.
Questo fumetto mi ha fatto sbellicare dalle risate, perché è narrato con le parole di un ragazzo romano, di oggi, come di dieci anni fa. Nelle risposte sento lo slang di mia figlia, dei ragazzi di Roma, anche se il nostro quartiere non è Rebibbia.
Detto ciò, il libro è una raccolta delle strisce pubblicate sul blog dell’autore da novembre 2011 a febbraio 2013, inizialmente ogni lunedì, e poi ogni due lunedì, da qui il titolo del libro stesso.
Le strisce, in bianco e nero, e fitte fitte di parole, messaggi, pensieri e sfottò, sono incastrate in una cornice a colori, che fornisce la chiave di lettura dell’opera e chiarisce qual è il filo conduttore che unisce le varie storie, ossia la metafora della vita dove tutti ci sentiamo un po’ alla deriva, costretti a galleggiare su ogni cosa che ci può aiutare a non affondare. Anche se sono più grande dell’autore e non ho vissuto la precarietà di cui parla Zerocalcare, lo leggo volentieri, perché è lo specchio dell’animo giovanile; mi piace l’onestà e la semplicità con cui fa parlare i suoi personaggi, che dicono cose scomode, drammatiche, che nn si nascondono dietro la simpatia che ogni volta riescono a suscitare…. ecco, Zerocalcare dice le cose come stanno, brutalmente, anche se lo fa in maniera umoristica!
Ultima chicca: adoro le sue citazioni!!! Di canzoni, cartoni animati, film, libri….
Zerocalcare je lik koji se ne sreće dva puta. I u čije delo sam zaljubljena (a i u njega, moram priznati, zbog prst debelih obrva i setnog pogleda) još od prvog susreta sa njegovim "Kobane calling" pre mnogo godina. Zbog njega ću ako ikad budem otišla u Rim prvo posetiti Rebbibiju (geto na severoistoku Rima iz koga potiče - gde je i ozloglašeni zatvor - i koristim reč geto sa onoliko ljubavi koliko to može osoba odrasla devedesetih na Novom Beogradu i koja bez istog ne može), jebeš fontanu di Trevi.
Ovo je kolekcija njegovih stripova o životu skoro-pa-tridesetogodišnjaka, i nesanici dok prevrćemo egzistancijalna pitanja po glavi šta-zaboga-radimo-na-ovoj-zemlji, pa pritrči dobronamerni prijatelj koji dreči "samo treba više da j#beš, će sve da se sredi samo od sebe!", o zapaćenom hroničnom 'grickalizmu' (jer zaboga, ko ima volje da kuva tri nutritina obroka dnevno pored supermarketa prepunih rafiniranih proizvoda), o nestabilnim prihodima, o prijateljima koji spojluju TeVe serije, o pokušaju da nekako bezbedno plovimo odraslim životom, a ako ne - makar da plutamo.
I možda se ovde nalazi jedini strip na svetu u kome su cele tri table posvećene tantalovoj muci trpanja jorgana u navlaku.
Sembrava il titolo perfetto per iniziare l'anno...
Zero a 28 anni. Alla mia età attuale. Devo dire che incarna bene i dubbi, le ansie e i patemi che percepisco pure io, e le esterna su carta in maniera molto più plateale e tragica di quanto io non riesca a fare... ma forse sta meglio lui, chissà.
Comunque, Zerocalcare è sempre una lettura piacevole. Ne venivo dalla lettura di Macerie prime, dove si trova un po' a un "a che punto siamo con questa vita del cavolo", quindi è un po' un percorso all'indietro... Si legge sempre bene. Certe uscite del blog mi fanno sempre morire (come il piumino maledetto e la mamma che chiede aiuto col computer, mi ci ritrovo troppo).
Questo terzo volume di Zerocalcare è in realtà una raccolta di strisce pubblicate sul suo blog. Il blog dove un tempo pubblicava settimanalmente, e dove poi è passato alla pubblicazione ogni due lunedì (da cui il titolo). Meriterebbe anche solo così, il volume, ma c’è del l’altro.
C’è una sorta di storia, a unire le strisce. Un filo conduttore. Una metafora della vita, della gioventù che sfocia nell’età adulta scoprendo di essere stata bellamente fregata. Una metafora dell’Italia e del mondo.
Esistenze alla deriva, spesso senza saperlo. Finché non si scopre la verità. Il capitano della nave non è Achab, la nave non ha rotta, e tutto quello che si può fare quando il naufragio arriva è cercare di rimanere a galla per più tempo possibile, aggrappati a qualunque cosa ci faccia galleggiare.
E poi scopriamo zattere più o meno solide, più o meno rassicuranti. Intessute da chi ci sta vicino, da chi ci vuole bene. Amici, famiglia, affetti.
Davvero molto bella questa storia tra le storie. Volume da prendere assolutamente.
Ho ufficialmente sviluppato una passione per i lavori di Zerocalcare!
Questo volume è strutturato come una raccolta delle strisce in bianco e nero precedentemente pubblicate sul blog dell’autore - tutte storie autoconclusive - e intervallate da una storia inedita a colori che fa da trait d’union, esplorando temi profondi e di riflessione, e offrendo uno sguardo più profondo su Zerocalcare.
Il tono della storia inedita è leggermente diverso rispetto alle strisce umoristiche del blog. Qui, Zerocalcare adotta un approccio più serio e introspettivo, pur mantenendo il suo caratteristico stile visivo e narrativo, rappresentando un momento di crescita personale e artistico.
Il libro, quindi, non segue una trama lineare ma presenta spezzoni di vita quotidiana con un punto di vista umoristico e surreale, che è la cifra stilistica di Rech.
I temi trattati sono sempre molto profondi: l’ansia, le relazioni interpersonali, le difficoltà della vita moderna; non mancano le tante citazioni dalla cultura pop, dai manga ai film di fantascienza, che arricchiscono ulteriormente l’insieme perché riescono sia ad alleggerire il tono che ad approfondire la connessione con l’attualità.
Il linguaggio è diretto e colloquiale, e rende le storie accessibili e coinvolgenti. Lo stile di disegno è semplice ma espressivo, e questo insieme rende il libro non solo divertente da leggere, ma anche visivamente accattivante.
Zerocalcare riesce a trasformare situazioni comuni in racconti straordinari, offrendo uno spaccato generazionale che fa ridere, pensare e commuovere. La capacità di Zerocalcare di connettersi emotivamente con i lettori e di affrontare temi complessi con leggerezza e profondità rende “Ogni maledetto lunedì su due” una lettura imperdibile.
Un po’ romanzo di formazione, un po’ fumetto comico, un po’ riflessione dolceamara sulla nostra società: Ogni maledetto lunedì su due è una raccolta di strisce pubblicate lungo un paio d’anni, ma che riunite sapientemente insieme raccontano un’unica storia fatta di quotidiane serie tv, lavoro saltuario, difficoltà, soddisfazioni, incertezze, insomma un po’ le solite cose, ma viste dagli occhi di Zerocalcare ci sembra finalmente di capirle un po’ meglio e di essere capaci di riderci sopra, anche di quelle cose che ci fanno stare male. In mezzo a queste vignette divertenti c’è la cornice con la metafora della vita che sta naufragando, molto malinconica, veramente triste a volte, ma che alla fine si conclude comunque con una nota positiva. Una bellissima lettura!
[anobii, Feb 2014] Il demone dello spoiler … Armadillo davanti al computer: «Uh guarda! Su anobii c’è la recensione del libro che stai leggendo, Il potere del cane!» Zero sbircia da sopra la sua spalla «Uh? vedere …» Lo schermo del monitor mostra tre stelle e l’inizio della recensione “Bello ma alla fine …”. Un post it di zero oscura il resto: “Censura per evitarvi lo shock da me subito, se non avete letto il libro (comunque fatelo) ZC”. La reazione di Zero … «MACOSACAZZO SCRIVICOME FINISCEUNLIBRO ALLINIZIODIUNA RECENSIONE MALEDETTO PEZZODIMMERDA!!» tap tap tap tap> (Zero digita con violenza sulla tastiera …) «IO TjI AMnMazzo DIMMjkI dov EABITI CHGE TI VENGNO AP REnDERE SOTOT CAwSA PuEZOZ DIM ………….» «L’IP! trovami il suo IP!» «sedatelo!» «Mio cugino c’ha un amico hacker che dall’IP gli può far scoppiare il peacemaker!» «Secerne bile dalle orecchie!» ………… DsA LEGGrERE ORsA. CHrECCASTyATE ASPETyTANDO?!?!?!
Zerocalcare riesce a scrivere storie divertenti, ma anche intelligenti. Questa graphic novel raccoglie le storie originariamente pubblicate sul suo blog e che gli hanno consentito di farsi conoscere e apprezzare. Alcune idee sono semplicemente geniali così come le citazioni da cinema e tv anni '80 e 90
"Ogni maledetto lunedì su due" è il terzo lavoro di Zerocalcare e consiste, sostanzialmente, in una raccolta delle strisce che il fumettista era solito pubblicare sul suo blog, prima ogni lunedì e poi, appunto, ogni lunedì su due.
“Zerocalcare è diventato nel corso del tempo un “fenomeno” sia su internet che in libreria: i suoi racconti vengono letti, condivisi e consigliati da migliaia di lettori. Uno dei motivi di questo successo è perché creano un senso di complicità, se non addirittura di identità, all'interno dell'indistinta e frammentata categoria degli attuali "giovani". I temi della quotidianità, la sincerità e i riferimenti culturali pop, profondamente radicati nell'immaginario dei lettori, rendono le brillanti storie ancora più preziose per un pubblico che sente il bisogno di una voce che la identifichi.”
Queste sono le belle parole che ho letto in una presentazione su di lui. E, in effetti, ho sentito così tanto parlare di lui, che mi ero quasi convinta fosse vero. Vedo ovunque gente entusiasta di aver letto i suoi libri ed urlare a tutti di correre in libreria a prenderli. Beh, io, molto ingenuamente, da adoratrice di graphic novel quale sono, mi sono affidata a queste voci di corridoio e mi sono precipitata in libreria. Eppure, molto francamente, io non ci ho trovato nulla di così speciale in queste storie che ti fanno provare di tutto, men che meno la voglia di continuare a leggerle. Solitamente non impiego più di un’ora, o due, a finire un romanzo a fumetti che davvero m’ispiri ma adesso sto qui, a fissare “Ogni maledetto lunedì su due” da una parte e “Macerie prime” dall’altra e non so davvero se leggere il secondo, oppure no.
Questa raccolta dei fumetti del blog di ZC contiene alcuni pezzi davvero memorabili (La maledizione del castoro di giada, Il demone dello spoiler, Piumino, Perché non possiamo dirci trentenni) che già da soli valgono l'intero volume. Un po' meno incisiva la storia che fa da cornice, seppure in perfetto stile e nella poetica dell'autore. Ottimo per conoscere lo ZC blogger e la sua evoluzione, per farsi due belle risate ed emozionarsi allo stesso tempo. Il consiglio è quello di ascoltare prima qualche video o intervista e poi leggere il tutto avendo a mente la voce di Michele. E' una roba pazzesca XD
La puzza di morte con il culo sprofondato nel divano
"Mi inchino al tuo dominio, possente lumaca ninja! Possa il tuo regno portare prosperità in quest'epoca di dissoluzione! Finalmente il mondo animale torna a esprimere una leadership mondiale, dopo il T-Rex! Tramonta, umanità!"
Calca', ma te la vuoi fare 'na partita a "Knigths of the round", "Altered Beast", "Caddilac and dinosaurs" e magari "The Punisher"? Vabbuono che "Metal slug" ci accomuna, ma i picchiaduro 1vs1 fanno piuttosto cagare: schiacci i tasti e non colpisce mai dove dovrebbe colpire; sempre che il movimento del lottatore recepisca il tasto premuto, cosa non così troppo ovvia. I picchiaduro sono troppo sopravvalutati, sempre detto; a meno che non siano a scorrimento. Quelli sono bellissimi e abbegogna a chi non è d'accordo. (E non parliamo delle pizze che mi sono preso quest'anno a "Cuphead", che però, stando alla terminologia specifica degli addetti ai lavori, quale io non sono, dovrebbe essere un run 'n' gun.)
Zerocalcare, nella sua terza pubblicazione, prende di peso le strisce pubblicate a cadenza bisettimanale sul suo blog e le appiccica con nonchalance dentro un vero e proprio progetto di recupero, quasi fossimo su una zattera e dovessimo salvare il salvabile prima che affondi (la metafora di raccordo per giustificare il ripescaggio è bella). Qualche striscia risente di un umorismo caricaturale e più invecchiato perché legato alla meme precisa o il luogo comune passato moda; va molto meglio, invece, nel momento in cui a esser presi di mira sono le paturnie più universali che costituiscono la vita del quasi-trentenne-in-erba. Trattasi di un lavoro non molto organico per ovvi motivi - cadenza temporale, varietà di tematiche -, ma uno sguardo sul complesso non impedirà di apprezzare la verve umoristica di questo bravo ragazzaccio di Rebibbia.
Per me Zerocalcare è un toccasana in ogni momento. In questo libro mi ha fatto ridere più di ogni volta. All’inizio le parti “colorate” ovvero quelle che “vogliono” trasmettere il messaggio dell’autore non mi erano molto chiare, rileggendole alla fine e collegando il tutto trovo la metafora dell’abbandono della nave molto interessante e anche molto triste sotto certi aspetti. In breve l’autore figura la sua giovinezza al sicuro su una nave, ma crescendo egli è costretto ad abbandonarla e si ritrova in mare aperto; tutte le sue aspettative e i suoi sogni vengono risucchiati dal mondo e Zero si trova solo e disorientato, costretto ad aggrapparsi ad un pezzo di legno galleggiante. Non spoilerando Il protagonista continua a galleggiare, e incita tutti i lettori a farlo, anche se non è facile scontrarsi con la vita e tantomeno facile scontrarsi con il passato. “Chissà se poi serve più forza a rimanere a galla… o per ricordare quello che è andato a fondo”. Grazie Zero anche se non sei molto rassicurante
È una raccolta delle uscite sul blog di ZeroCalcare, con una micro cornice non troppo convincente (un Calcare ancora un po' acerbo e si vede). Ovviamente io credevo fosse una storia unica. Questo mi insegna che dovrei iniziare a informarmi meglio dei libri prima di iniziarli? Assolutamente sì. È la prima volta che mi succede? Certo che no. Imparerò qualcosa da questa esperienza ulteriore? Ovvio che no. Comunque è divertente, mini sketch, pura comicità alla Zero Calcare, ma per me non è paragonabile ai suoi fumetti più maturi.
Niente da fare, non smetterò mai di dirlo: se non avete mai letto Zerocalcare, fatelo! Vi assicuro che ne vale la pena. Non ci si stanca mai di vedere il mondo e la sua vita attraverso i suoi occhi e quelli del suo amico armadillo. Se potessi gli darei 6 stelle solo per questo.
Meraviglioso. Una raccolta di storie dal blog. Ognuna mi ha spaccato in due dal ridere. Tutto verissimo, però, ciò che affronta. E riesce a farlo in un modo che boh, mi sorprende ogni volta. Anche il senso della zattera è proprio vero. Ma caro Zero, ti meriti proprio tutto il successo che hai avuto, che hai e che continuerai ad avere.
Ho apprezzato molto lo stile narrativo e dei disegni. I vari episodi tratti dal blog sono infatti inframmezzati da un'unica storia che fa da filo conduttore per tutte le altre e che consegna al lettore un messaggio finale su cui poter riflettere.