Sostanzialmente è un libro strutturato in quattro parti.
La prima è la descrizione di una "storia possibile" del pensiero (filosofico) femminista, dalle origini alla contemporaneità (contemporaneità nella quale in realtà il pensiero femminista si frammenta in temi, filoni e modelli discorsivi totalmente opposti, quindi sarebbe meglio parlare di 'alcuni esempi di contemporaneità'), scritta da Franco Restaino. E' un'ottima bussola per farsi una prima idea sui momenti e i movimenti fondamentali del pensiero femminista.
Segue un meraviglioso e illuminante saggio di Adriana Cavarero, che si concentra specificatamente su alcuni nodi teorici fondamentali della riflessione femminista (particolarmente stimolante secondo me è tutta la riflessione sul "problema dell'uguaglianza" e sulla questione del "soggetto").
Vi è poi l'effettiva raccolta antologica, che paradossalmente ho trovato un po' insoddisfacente. Il fatto, secondo me, è che lo spazio lasciato per ciascuna delle autrici (che sono tante - potenzialmente un punto di forza - e ben contestualizzate) è pochino. Prendere un'opera corposa e stratificata come Il secondo sesso e ricavarne tre-quattro pagine di estratti, con anche un po' di omissioni in mezzo, vuol dire per forza di cose spegnere almeno in parte l'opera in sé, cioè annullarne buona parte della profondità testuale. Certo, è un'antologia, quindi questo processo di selezione e 'indebolimento' del testo (se speculativo, poi) è intrinseco; si poteva però fare di meglio secondo me, ad esempio ponendo gli estratti in un rapporto "più dialogico" invece di limitarsi a un semplice ordine cronologico, così da tracciare un percorso o quanto meno un fil rouge più soddisfacente. Detto ciò, se è vero che quindi alcuni testi non mi hanno lasciato granché, rimane che alcune pagine sono comunque molto coinvolgenti (ad es. Brownmiller, Irigaray, Butler) e che l'antologia è sempre abbastanza godibile.
Le ultime pagine del libro sono nuovamente occupate da Restaino, che approfondisce un tema inaspettatamente interessante, cioè il rapporto fra pensiero femminista e tradizione filosofica (l'"inaspettatamente" è per me, che di filosofia tradizionale mi interesso poco). Descrive in modo limpido luci e ombre di questo tentato avvicinamento, presentando dei "ripensamenti in chiave femminista" di alcuni campi di speculazione filosofica tradizionale come l'ontologia e l'epistemologia, ma anche le difficoltà che le filosofie femministe trovano a inserirsi in accademia e a essere usate, come stimolo, da certi.