el Gildo, el magütt, el Balòss de Cinisèll
Libro abbastanza sorprendente, i racconti sono belli e parecchio eterogenei: irresistibile la prosa, che passa dall'italiano consueto al lemma milanese, si direbbe con un sorriso, o uno svolazzo, in particolare nei racconti “popolari”; senza tralasciare un racconto ambientato a Firenze e perfettamente intonato. A Milano è ambientata la saga degli Accoppiamenti Giudiziosi (quasi antesignana di Beautiful), espediente altoborghese per non dissipare il patrimonio: Accoppiamenti Giudiziosi che richiedono sacrifici notevoli in tema di sopportazione, ma il capitale è unico e inscindibile e deve essere perpetuato; qui il sarcasmo dell'autore è massimo e si fa cabaret. Sempre a Milano c'è L'incendio di via Keplero, dove Gadda è brillantissimo nell'infilare una macchietta dietro l'altra come fuochi d'artificio e di nuovo alterna prosa forbita e frasi raccolte dalla gente in fuga (el Gildo, el magütt, el Balòss de Cinisèll), perfettamente intonate al proletariato circolante nel palazzo che va a fuoco.
Incipit:”Se ne raccontavano di cotte e di crude sul fuoco del numero 14. Ma la verità è che neppur Sua Eccellenza Filippo Tommaso Marinetti avrebbe potuto simultanare quel che accadde, in tre minuti, dentro la ululante topaia, come subito invece gli riuscì fatto al fuoco”.
L'eterogeneità dei racconti si capisce dalla lettura dell'apparato critico, eccellente. I curatori raccontano l'autore dietro il sipario ed ecco che si percepiscono i racconti e lo stesso Gadda come la parte emersa di un iceberg, sommerso al 90%.
Gadda, signore assai distinto, ingegnere per accontentare la famiglia, ma letterato per piacere, aveva un rapporto peculiare con gli editori (Einaudi, Garzanti) : forse voleva accontentare anche loro, comunque non si destreggiava bene fra anticipi, promesse, revisioni delle bozze e dovendo onorare gli accordi produsse per esempio questa raccolta, nella quale compaiono racconti scritti nell'arco di trent'anni e parti di La cognizione del dolore (Gonzalo Pirobutirro e la sua mamma), alcuni racconti erano già stati pubblicati in Novelle del ducato in fiamme, dove il ducato in fiamme sarebbe l'Italia fascista allo sfascio.
Sarcastico, comico, critico del perbenismo e della religione vissuta come superstizione, comprensivo coi poveri che devono campare, sospettoso dell'inganno, artigiano e giocoliere della parola. L'anno prossimo lo rileggo, godimento assicurato.