Il signore dei vampiri, titolo semisconosciuto del panorama vampiresco, è uscito per la prima volta nel 1924 a cura di Davidson, un americano appassionato alla letteratura fantastica.
Lo chiamerei un libro corto o un racconto lungo, perché nelle sue 153 pagine succedono molte cose, tutte molto velocemente, basti pensare che l’identità del misterioso vampiro che assedia la città viene svelato a pagina 50.
Impossibile non accorgersi della somiglianza con il più famoso Dracula di Stoker, nonostante i primi due capitoli siano in pieno stile Sherlock Holmes di Conan Doyle.
Il racconto inizia con il dottor Henderson preoccupato per la salute di una sua giovane paziente, che si reca in visita per un aiuto dal dottor Dale, famoso conoscitore del sovrannaturale. Il dottore, assieme al suo assistente, si recherà quindi nella cittadina dove un vampiro è tornato dopo 200 anni di assenza per dominare la razza umana e diventare il signore dei vampiri.
Se il dottor Dale è chiaramente Van Helsing sotto un altro nome, Henderson assomiglia a Seward, preoccupato per la salute della giovane Lucy, che qui si chiama Olivia, la vittima che viene assalita dal vampiro ogni notte, nonostante degli uomini montino la guardia. In breve si formerà un gruppetto pronto a stanare il Male, composto anche dal fidanzato di lei, un Lord Godalming sotto un altro nome.
Insomma, come avrete capito, assomiglia davvero moltissimo, forse troppo, al Dracula.
Va però detto che è molto meno pesante del suo cugino famoso, è una lettura molto più scorrevole, breve e leggera, ottima secondo me per passare una sera magari un po’ piovosa, oppure semplicemente per chi vuole approcciarsi al classico di Stoker ma magari lo trova troppo noioso o antiquato.
Sembra che Davidson si sia molto appassionato alla storia di Stoker, e abbia voluto riscriverla a modo suo, alleggerendola di alcuni aspetti e adattandola al suo periodo storico, più moderno di quello in cui uscì Dracula.
Davidson, nella brevità del suo libro riesce a inserire tutti gli aspetti classici del vampiro, come il ribrezzo dell’aglio o del sole, gli occhi rossi, la sete insaziabile; riesce a far trasparire l’orrore delle persone coinvolte nella faccenda senza trascurare l’azione, la caccia vera e propria del bene contro questa forza malvagia.
Una lettura quasi sconosciuta ma consigliata.