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L'ottava vibrazione

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Massaua, 1896. Nel catino rovente di una città sensuale e cosmopolita tutti i destini si intrecciano. Mentre un detective non autorizzato è ossessionato dalla ricerca di un assassino di bambini, uomini, donne e soldati precipitano, senza saperlo, verso il proprio destino. Verso la più colossale disfatta che il colonialismo europeo abbia subito. La battaglia di Adua.
Un grande romanzo di guerra e d'amore. E di delitti.

Una storia epica rinasce dall'ombra del passato e irrompe in una luce cupa e visionaria, splendida e dannata. Tutte le voci, i dialetti e le lingue, sono il tessuto di un romanzo corale dove inferno e salvezza abitano insieme. Gli amori i tradimenti i deliri e le perversioni piú folli si intrecciano all'innocenza piú pura, l'arroganza dei potenti vive accanto alla comunità degli umili, la magia e il quotidiano si fondono. Lo scrittore che ha rinnovato il noir italiano porta la propria indagine della «metà oscura» dell'anima in un nuovo, inesplorato terreno.
Dove una pagina oscura della nostra storia diventa leggenda.

Si sentiva.
Si sentiva nell'aria che schiacciava la città.
C'era qualcosa di diverso in quell'aria immobile e pesante, calda come in un forno, un odore aspro di metallo e fumo bagnato, un brivido elettrico, che sapeva di bruciato e faceva rizzare i peli sulle braccia.
Era già stagione di piogge, ma non è aria di temporale quella che possono sentire tutti, da Massaua e lungo la costa, oltre Archico, Zula, Assab, e dentro, fino a Cheren, e su per l'altopiano, fino ad Asmara, Agordat e oltre, oltre i confini della Colonia, nelle terre del negus.
È aria di guerra.

456 pages, Paperback

First published January 1, 2008

4 people are currently reading
152 people want to read

About the author

Carlo Lucarelli

195 books280 followers
Carlo Lucarelli was born at Parma, the son of a physician. He was interested in literature and theatre when he was young, and studied Literature and History. Nowadays he lives in Mordano near Bologna.

Already in his years of study, during his research for his thesis subject he got in touch with the material for his first two books, which take place during the time of fascism and the years immediately after the war. In Italy he became well known quite soon because of these two books, and it was only a matter of time before he quit his academic activities and turned to his career as an author and all other sorts of activities, such as writing plays, film scenarios, radio-plays and, moreover, singing in a Post-Punk-Band called "Progetto K".

He is a frequently invited moderator on an Italian television programme about crime (Blu notte misteri d'Italia). As a journalist he works for several newspapers and magazines, such as il manifesto, Il Messaggero and L'Europeo. He has written more than twenty novels, including Almost Blue, (City Lights, 2001) and numerous short stories. Together with Marcello Fois and Loriano Macchiavelli he founded "Gruppo 13", a collective of crime-writers in the region Emilia-Romagna.

Retrieved from "http://en.wikipedia.org/wiki/Carlo_Lu..."

Series:
* Commissario De Luca
* Inspector Collandro
* Inspector Grazia Negro

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128 (37%)
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107 (31%)
2 stars
38 (11%)
1 star
19 (5%)
Displaying 1 - 30 of 36 reviews
Profile Image for Speranza.
10 reviews4 followers
August 5, 2017
non siamo "brava gente"


Lucarelli non è il Lucarelli al quale siamo abituati,
il romanzo si svolge a Massaua nel periodo precedente alla grande sconfitta subita dall’esercito italiano ad Adua da parte l’esercito del Negus abissino Menelik II.
(“credevamo di imporci a quattro beduini da comprare con le perline e invece siamo andati a rompere i coglioni all’unica grande potenza africana… Ci siamo andati impreparati, fidando nella nostra fortuna, nell’arte di arrangiarsi e nella nostra bella faccia. Lo abbiamo fatto… perché il presidente del Consiglio deve far dimenticare scandali bancari e agitazioni di piazza. Ma perché le facciamo sempre così, le cose, noi italiani?”)
Lucarelli nello svolgimento della storia distrugge il mito degli “italiani brava gente”, rendendo visibile gli orrori del colonialismo italiano, l’indolenza di funzionari, episodi di furberie nostrane, il tutto avvolto da un clima di presunta di superiorità , un atteggiamento razzista che considera una normalità il disprezzo per gli Eritrei e le relazioni sessuali con ragazzine poco più che bambine.

“Prestigio nazionale,» disse Cristoforo, «a parte la Svizzera, eravamo l'unica nazione civile a non avere una colonia oltremare. Missione morale, dobbiamo insegnare a questi selvaggi a portare le scarpe e a non andare in giro con gli attributi all'aria… oddio, Crissi, tesoro, scusami.»”

Lucarelli mostra la guerre in Eritrea senza censure, il nostro passato coloniale spesso dimenticato e spesso assente nelle pagine di storia scolastica.
Nella calda città eritrea si muovono i protagonisti del romanzo, relazioni sentimentali e relazioni sessuali, desideri di possesso e piaceri fisici intrecciati con il male.
Il romanzo ha il pregio di mostrarti diversi protagonisti che percorrono strade diversi in una calda Massaua in cui tutto pare immobile fino alla grande sconfitta.
La storia presentata e la grande battaglia è molto affascinante ma soprattutto ben ddocumentata. Lucarelli ringrazia “i grandi Angelo Del Boca e Nicola Labanca, che hanno avuto la pazienza di leggere il mio romanzo prima che venisse pubblicato e correggermi le inesattezze storiche con un entusiasmo di cui gli sono immensamente grato.”
Profile Image for Federico Mattioli.
9 reviews
March 17, 2022
L’Ottavo Vibratore. Consigliato a chi vuole soddisfazioni letterarie indotte male e a casaccio. Per gli altri, meglio Tinder o le scommesse sui cavalli.
Profile Image for Franti.
46 reviews25 followers
August 27, 2018
All'inizio di quest'anno finivo irrimediabilmente intrappolato nelle suggestioni de "I fantasmi dell'Impero", che avevo letto con molto gusto prima di imbattermi in questo utilissimo articolo dell'ottima Igiaba Sciego (https://www.internazionale.it/opinion...) che fornisce una bibliografia “operativa” sul genere emergente dei romanzi ad ambientazione africana che riflettono sulla cialtroneria dell’avventura coloniale italiana in Abissinia. Per ritrovare le atmosfere de “i fantasmi dell’impero” ho letto “L’ottava vibrazione” di Carlo Lucarelli. Premesso che avevo letto in precedenza solo “Almost Blue” e che conosco l’autore più per le sceneggiature televisive e programmi di approfondimento (giù la maschera, in verità lo conosco di più per l’imitazione di Fabio de Luigi), non avevo iniziato la lettura con aspettative particolari. Quello che ho trovato è stato un libro studiatissimo nei dettagli storici, antropologici e linguistici. Questi ultimi trasferiti con sapienza in uno stile schizofrenico che mischia dialetti italiani e lingue africane, l’effetto è quello di aggiungere confusione sensoriale al riferimento martellante al caldo di Massaua. La soddisfazione maggiore viene dall’aver preso in mano un libro per ritrovare una certa suggestione e ritrovarsi quasi dentro un prequel. Lucarelli non indugia troppo sugli schemi del giallo, gli intrighi ci sono, ma solo perché gli italiani in Africa (e altrove) sono maneggioni, disonesti, depravati e perfino criminali, ma il quadro d’insieme ha più valore delle singole trame. Condivido la diffidenza espressa nelle recensioni qui su GR nei confronti dell’uso “cinematografico” di presente e passato remoto (Lucarelli sostiene di aver sperimentato coi verbi come con lo sguardo di una macchina da presa), mi dispiace vedere come molti suoi fan non abbiano apprezzato il libro per la mancanza di giallo.
Per me è una valida lettura, l’inizio perfetto per gettarsi nel percorso tratteggiato dalla Sciego, con il valore aggiunto di voler mischiare romanzo storico e d’avventura un po’ alla Salgari con la consapevolezza dello scempio compiuto dal regio esercito in Africa.
Profile Image for J.
93 reviews4 followers
January 9, 2011
Carlo Lucarelli torna dopo anni alla narrazione pura e lo fa con il romanzo storico L’ottava vibrazione (Einaudi, 19 euro, 456 pp.) già in libreria.

Panorama.it ha incontrato lo scrittore emiliano per chiedere lumi sul polifonico, torrido, a tratti sperimentale romanzo L’ottava vibrazione.



Sono anni che i lettori aspettano un nuovo libro, come è tornare sugli scaffali con un romanzo?



Ho provato una soddisfazione da esordiente perché a tutti gli effetti L’ottava vibrazione è stato un nuovo esordio dopo molto tempo e con un romanzo diverso dagli altri, reinventadomi un modo di scrivere, facendo esperimenti stilistici e narrativi che per me erano nuovi. Tutto è nato dall’idea di non negarmi niente, ho cercato di raccontare la storia che avevo in mente senza pensare questo no perché non è noir o questo no perché così si intoppa. Ho cercato un respiro interno al romanzo, un filo conduttore.



Il Leitmotiv del caldo soffocante…



Esatto. Il caldo diventa una condizione esistenziale interna la romanzo che permette un ritmo di narrazione anche lento, molto riflessivo, con la possibilità di fermarsi e iniziare a percorrere un’altra strada senza timore. Ci sono storie d’amore, di sesso, di guerra, delitti…



La scelta dell’ambientazione, L’Eritrea del 1896, è casuale o è influenzata da tutto ciò che ha fatto in questi anni come Misteri d’Italia?



La scelta del posto è stata casuale, anche se dal 2001 avevo in mente un’ambientazione coloniale. La scoperta di aver affinato alcuni metodi narrativi e investigativi è stata però fondamentale. Quando osservo un luogo, anche in riferimento a un periodo storico diverso, mi viene da chiedermi quali siano gli angoli bui… E nelle colonie italiane ce n’erano molti, per cui mi vi è venuto facile… La sorpresa è stata scoprire che come periodo era perfetto per raccontare certe cose.



È un periodo che può fare da specchio per l’Italia di oggi?



Sicuramente. Ci sono connessioni molto nette. Negli studi che ho fatto per documentarmi ho letto di un ambasciatore straniero dell’epoca che dice: ‘voi italiani siete venuti qui senza sapere bene cosa fare e comunque non avreste i soldi per farlo’. Un parere che trasportato nel tempo potrebbe evocare molte avventure, anche economiche italiane, per esempio Malpensa. È anche uno sguardo sul modo di fare degli italiani: arrivi in un posto e non sai bene come è fatto, chissà cosa credi di fare, confidi nell’aiuto degli altri. Allora, c’era già tutto il carattere italiano di oggi, nel bene e nel male.



Ci sono vari accenni a diversi dialetti italiani tra le pagine del libro, come si è documentato?



Mi sono guardato in giro. Alle volte mi bastava un accenno di suono, altre volte avevo bisogno di vere e proprie espressioni dialettali. Una volta per esempio dovevo scrivere in genovese, erano le due di notte, non potevo chiamare i miei amici genovesi a quell’ora e così sono entrato in una chat, “genova chat”, e spiegando il motivo della mia curiosità mi sono fatto spiegare… Mi sono documentato, ho chiesto, ho “rubato” e ho usato gli amici…



Pane per i denti degli editor…



Gli editor in Einaudi hanno fatto un gran lavoro, Severino Cesari e Valentina Pattavina si sono messi a controllare e verificare tutte le parole in dialetto e nelle altre lingue. È stato un gran lavoro anche per loro, poveretti.



Gianfranco Manfredi ha scritto la miniserie a fumetti per la Bonelli, Volto Nascosto, ambientata nello stesso periodo e con lo stesso scenario de L’Ottava Vibrazione. Sembra quasi che si stia sviluppando un interesse narrativo inedito per il primo periodo coloniale italiano…



Ho letto i primi numeri di Volto Nascosto durante la fase finale della scrittura del libro. Né io, né Manfredi sapevamo quello che stava facendo l’altro. A un certo punto, dopo il secondo, terzo numero, Manfredi mi ha scritto, dicendo di aver letto una mia intervista in cui anticipavo i temi del romanzo… Entrambi stavamo scrivendo qualcosa, di diverso, eppure di simile indipendentemente l’uno dall’altro. Deve essere nell’aria. Questo argomento deve avere una nuova presa sul nostro immaginario. È un periodo di cui si è occupati poco a livello letterario. Se vuoi sapere qualcosa a livello storico materiale ce n’è molto ma narrativamente è stato raccontato di più il secondo periodo coloniale, quello fascista…



Eppure potremmo considerarlo il nostro “far west”…



Sì. Ma non ci viene in mente, a me è venuta l’idea grazie a incontri e vicissitudini casuali. È un periodo storico di cui non ho visto film, non ho letto libri e a scuola non l’ho quasi studiato. È il nostro far west ma non ha mai fatto breccia nell’immaginario. Pensare a una storia coloniale esotica, prima delle casualità che mi hanno fatto venire in mente la trama del libro, mi avrebbe fatto venire in mente il far west americano, Little Big Horn…



L’ottava vibrazione dell’arcobaleno è il nero. Il noir sembra essere di fronte a una nuova stagione, un momento in cui deve uscire da determinati canoni per rinnovarsi e non mostrare la corda spegnendosi lentamente tra cliché…



Sì è vero, ma siamo sempre noiristi in fin dei conti. Per quanto mi riguarda nel momento in cui ho deciso di rimettermi a scrivere romanzi non mi sono sentito di scrivere un altro noir, il che non esclude che non torni presto da quelle parti. In fin dei conti per L’ottava vibrazione ho usato le tecniche del noir: all’inizio del romanzo c’è una bambina, non sai chi è, forse è il diavolo…



http://kingdomofink.wordpress.com/
Profile Image for Hex75.
986 reviews60 followers
August 20, 2017
lucarelli intreccia storie di uomini e donne che agiscono spinti da ossessioni (sentimentali oppure criminali, di giustizia oppure di guerra, politiche oppure escapiste), ossessioni che spesso non possono che portare verso finali tragici. e, sullo sfondo, l'ossessione più grossa, tragica, sbagliata e insensata: quella che ebbe l'italia nel voler conquistare una colonia (perchè -dice un personaggio del libro- solo l'italia e la svizzera non ne avevano), e -chissà- forse è proprio il contesto "sbagliato" (che non sarebbe dovuto esistere) a spingere a scelte nefaste o a vanificare le poche scelte positive. bellissimo libro, impreziosito da una ricostruzione storica precisa e da un geniale uso della lingua, con i dialetti italiani e le varie lingue del corno d'africa che riecheggiano per tutto il romanzo.
Profile Image for Maurizio Codogno.
Author 75 books147 followers
Read
November 4, 2014
Uno dei diritti di un lettore è quello di lasciare a metà un libro, come probabilmente sapete. Erano anni che non lo esercitavo più, ma a pagina 80 dell'Ottava Vibrazione di Carlo Lucarelli ho detto basta. Lucarelli parla sicuramente bene quando fa Blu Notte; sono anche sicuro che abbia studiato più che bene quanto è capitato a fine '800 giù in Etiopia. Però non ce la faccio proprio. Sarà la troppa frammentarietà della storia, sarà lo stile di scrittura che si è scelto - se in una frase passa dal passato remoto al presente, io non penso che sia un modo per rappresentare il parlato: rabbrividisco. Fatto sta che lo sento troppo lontano da me per perderci del tempo su, soprattutto considerando che non è esattamente che mi manchi la roba da leggere.
Profile Image for Simonetta.
239 reviews15 followers
August 30, 2012
Non è il solito Lucarelli, ma questo già lo sapevamo. Non è che proprio non mi sia piaciuto, ma non posso equipararlo agli altri suoi a cui ho dato tre stelle. Perchè ho faticato un pò a farmi prendere dalla storia, perchè mi ha irritato il continuo passare dal passato al presente e viceversa.
Resta il fatto che lui è bravo, e che è sempre utile ricordare la nostra storia. Anche quando è così brutta.
Fa rabbia. Fa tanta rabbia vedere che il sacrificio degli uomini non serve mai a migliorare le cose. Perché oggi come ieri c'è gente che si fa bella sulla pelle degli altri, che si arricchisce sugli ideali, che si prende il potere sfruttando l'ingenuità. E di solito sono quelli che non rischiano mai niente.
Profile Image for Elena Traduzioni Oceano Mare.
578 reviews44 followers
May 7, 2011
Se vi siete innamorati di 54 di Wu Ming e di Ti prendo e ti porto via di Ammanniti, con L'Ottava vibrazione andate a colpo sicuro. Per me questo libro è un capolavoro. Temi pesanti, inquietanti, e al contempo personaggi talmente umani (e disumani) da non poter rimanere indifferenti alle loro sorti, fino all'ultima riga dell'ultima pagina. Un linguaggio spettacolare, centrato fino all'ultimo dettaglio. Che altro devo dire, per me è un capolavoro. Provare per credere. Io non sono riuscita a metterlo giù una volta preso in mano dopo averlo lasciato due anni sullo scaffale, e non sapendo nemmeno perché avevo deciso di comprarlo... A volte serve seguire l'istinto!!
Profile Image for Maria Chiara Maestri.
893 reviews10 followers
April 8, 2020
Un romanzo fantastico, avvincente, che ben descrive la condizione dei militari italiani in Eritrea.
Profile Image for Chomsky.
196 reviews35 followers
December 17, 2017
"L'ottava vibrazione", ultimo lavoro di Carlo Lucarelli, contiene alcuni temi cari allo scrittore parmense, come lo sfondo storico e alcuni spunti tipici dei romanzi polizieschi ma è ambientato in un luogo e un periodo inusuale, poco presente nella letteratura italiana, cioè la colonia Eritrea all'immediata vigilia della disfatta di Adua. Il romanzo è focalizzato sull'ossessione, ossessione di un maggiore per l'esercito per il sangue, che lo porterà a far massacrare tutti i suoi soldati, l'ossessione di un carabiniere per la cattura di un mostro pedofilo che lo condurrà alla morte beffarda in quanto il suo indiziato era completamente innocente, l'ossessione coloniale dell'Italietta umbertina che cercava disperatamente un posto al sole, l'ossessione sessuale degli invasori italiani nei confronti delle africane. Nel libro si nota la particolare attenzione di Lucarelli per i dettagli e per la perfetta ricostruzione storica. La pista poliziesca poi ricorda il grande romanzo di Durrenmatt "La promessa" che ha l'eloquente titolo alternativo di "Un requiem per il romanzo giallo". Infatti come dice il commissario Matthäi "I fatti non tornano come torna un conto" e il povero carabiniere Serra si trova a seguire il presunto colpevole sin dentro la terribile battaglia contro gli etiopi condotti da Menelik e dall'imperatrice Taitu. Un altro romanzo ambientato durante il periodo coloniale è "Debra Libanos" di Lorenzo Marrocu, in cui il funzionario dei servizi segreti Eufremio Carruezzo si trova ad investigare sull'omicidio di un doppiogiochista fascista dopo l'attentato al maresciallo Graziani e il successivo eccidio di circa trecento monaci copti nel monastero etiope di Debra Libanos. Anche questo è un romanzo in cui storia e finzione si fondono perfettamente.
Profile Image for Stefania.
33 reviews5 followers
August 1, 2017
"credevamo di imporci a quattro beduini da comprare con le perline e invece siamo andati a rompere i coglioni all'unica grande potenza africana, cristiana, imperialista e moderna...Ci siamo andati impreparati, mal comandati e indecisi e quel che e' peggio senza soldi." Interessante, intenso resoconto di una pagina di storia italiana di cui poco si sa. Bellissime e ben documentate le descrizioni di Massaoua, della sua gente, delle sue lingue - e dei dialetti degli italiani che vi arrivano , dell'aria e del caldo. In una pagina di storia, si intrecciano i destini di soldati e civili giunti qui per vari motivi, chi per diventare eroe, chi per fare soldi, chi per trovare un misterioso assassinio di bambini.
Profile Image for Lucia lulu1538.
277 reviews6 followers
August 1, 2018
Appena iniziato ho fatto fatica ad andare avanti fino a pag. 105 “La storia del brigadiere Serra”: da lì ho capito che valeva la pena continuare a leggerlo e così è stato. È un romanzo storico e si vede la difficoltà dell’autore di “costruirlo” rendendolo fluido e noir q.b. Mi è piaciuto molto l’ultimo capitolo “La fortuna degli scrittori” in cui descrive come è nato il libro e come si è sviluppato.
Profile Image for Juri.
59 reviews2 followers
October 11, 2020
Ci siamo andati impreparati, mal comandati e indecisi e quel che è peggio senza soldi. Fidando nella nostra fortuna, nell'arte di arrangiarsi e nella nostra bella faccia. Lo abbiamo fatto per dare un deserto alle plebi diseredate del Meridione, uno sfogo al mal d'Africa dei sognatori, per la megalomania di un re e perché il presidente del Consiglio deve far dimenticare scandali bancari e agitazioni di piazza. Ma perché le facciamo sempre cosí, le cose, noi italiani? (cap. Fotografia, p. 439)
141 reviews3 followers
April 7, 2021
Bellissimo romanzo storico, tra i migliori che raccontano il periodo del colonialismo italiano. E, per quello che so dai racconti di nonno e padre che le hanno vissute, molto realistico nel dipingere le atmosfere di quella parte d'Africa e delle genti che hanno saputo/voluto/dovuto conviverci. Forse il miglior lavoro di Lucarelli.
Profile Image for Carlo.
241 reviews1 follower
January 7, 2026
Un romanzo che racconta della grande sconfitta dell'esercito italiano in terra d'Africa verso la fine del 1800, la battaglia di Adua. Non è solo questo che l'autore ci comunica, c'è altro: perchè qualcuno è disposto ad investire in questa terra o perchè qualcuno si trova, suo malgrado, a viverci.
Un buon romanzo da leggere.
Profile Image for Giulia Sicuro.
373 reviews12 followers
July 26, 2024
Mi è piaciuto veramente moltissimo. Avrei voluto continuasse quasi all' inifinito
Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews111 followers
January 27, 2014
Carlo Lucarelli bestsellerizza Non � un giallo ma un romanzo d'avventura nel senso che pur essendoci una indagine, questa non � il centro del romanzo. - Dunque, dopo accurata ricerca storica, ideazione dello scenario, miscelazione di avvenimenti reali e dettagli immaginati, creazione di un manipolo di personaggi quasi tutti con la loro pi� che discreta caratterizzazione Lucarelli combina un bel romanzo storico. In compenso ha qualcosa del noir perch� i personaggi in fondo sono tutti dannatamente soli. - La trama ve la cercate tanto � facile, trattasi comunque del convergere di vite, morti, traffici speranze, amori e orrori verso il disastro di Adua. - Non metto lo spoiler perch� se non sapete che Adua fu una battaglia disastrosamente perduta con cialtrona passione dall'Italietta coloniale ve lo meritate. Dovete sapere invece che � un argomento pochissimo frequentato dalla letteratura leggera e non. Col suo Lucarelli colma un vuoto, le frecciatine al potere che compaiono qua e la non sono licenze dell'autore ma memo doverosi, ai nostri giorni nemmeno lo storico pi� prono e sciovinista oserebbe affermare - come va di moda oggi - che Adua "fu un complotto" (in realt� lo fu, e dei pi� raffinati, il solito complotto degli italiani contro se stessi; attivit� nella quale siamo di leggendaria efficienza) - Al termine, nei dovuti ringraziamenti Lucarelli cita tutte le licenze che si � preso e qualche trucco. Siamo d'accordo con lui e approviamo incondizionatamente. - La quarta stella non la prende perch� Lucarelli le trova tutte per non scrivere altri tre DeLuca e mi fa girar le scatole. Invece no. Non la prende perch� l'impianto generale � talvolta alla wilbursmith (eccellente modo per scalare le classifiche ma stucchevole) e con tutta quella carne al fuoco forse pi� pagine sarebbero state necessarie, inoltre qualche trucco narrativo come quello della bambina demone mi � risultato scontato, inutile, obsoleto e anche un po' cialtrone. - Per farsi ammazzare da una fucilata in una battaglia le bambine demoni non servono, per crepare con la gola tagliata nemmeno, tampoco con la dissenteria o la malaria. La guerra � il serialkiller pi� efficente che ci sia mai stato e per essere terribile non ha bisogno d'altro. - Autori! Mettete i demoni, i folletti, gli spiriti e altri gizmo nell'armadio aggeggi della fantasy e lasciateli li. Apra poi chi vuole ma un po' d'ordine perbacco! Infine saltellando qua e la sia su anobii che in altre raccolte di recensioni ho trovato un non trascurabile numero di pescioloni che stigmatizzano la scelta (di Lucarelli) di far fare una azione enorme a un certo personaggio qualificandola come assurda e improbabile. Persone simili non hanno mai costituito la maggioranza degli eserciti, non � questo che Lucarelli sostiene implicitamente, ma � appena ovvio che gli eserciti costituissero per loro un vero e proprio magnete irresistibile.
Profile Image for charta.
306 reviews5 followers
July 11, 2012
Libro apparentemente caotico, dove nessun personaggio è secondario.
Trait d'union delle varie figure, delineate con rapide pennellate, sono le descrizioni delle fotografie d'epoca.
Attraverso le storie di ciascun protagonista Lucarelli oltre a dirci, come suo solito, della "metà oscura" dell'uomo, ci parla dell'umano tout court.
Sempre presente il diverso, il folle, che affascina questo scrittore. Anche qui non manca lo schizoide, calato nei panni di un raffinatissimo rampollo di buona famiglia, dalle dubbie inclinazioni sessuali, capace di raggiungere l'orgasmo solo vedendo sgorgare sangue da ferite mortali.
Non è un cattivo. Nemmeno un perverso, bensì solo irrazionale malato...
Conformemente ai criteri della verosimiglianza sarà uno dei tre scampati alla carneficina di Adua e verrà premiato con un'alta carica.
In realtà qui non ci sono nè vinti nè vincitori. Il bene non trionfa sul cosiddetto male, e nemmeno il contrario.
Si descrive semplicemente la vita. A costo di sacrificare figure a cui ci si affeziona, come il brigadiere dei carabinieri reali, Serra, giunto secondo al corso di specializzazione perchè vi partecipava il figlio di un generale.
E' acuto Serra, ha coraggio, senso del dovere, pulizia morale, ma non sfugge al proprio fanatismo, all'eccesso di zelo. E troverà la morte, in una fine stupida ed inutile, proprio per questo.
Solo il capitano Branciamore, uomo che ha visto tante cose e sa, con saggezza ma senza rassegnazione, quali sono i tempi ed i modi della ruota del mondo, solo lui tornerà indietro, da moglie e figlia.
E pure uno dei personaggi femminili più autentici, in cui molte donne potrebbero riconoscersi, assaggerà il sapore della sconfitta.
Inutile la sua ricerca di una identità svincolata dall'essere prima figlia e poi moglie di qualcuno. Il riconoscimento per come realmente è non si compirà mai, nonostante il suo gesto di coraggio, forse perchè basato sull'annullamento fisico di un essere umano. Sceglierà male il proprio compagno, che si rivelerà pavido, e si troverà sola e vedova di.
Anche in quest'opera è magnifica l'ambientazione, certosina la ricostruzione linguistica.
Sembra quasi di ritrovarsi sotto la caligine di Massaua e di aspirarne gli afrori, di vederne i colori, netti, senza mezzi toni o sfumature.
Il presente, il nostro presente, ritorna narrando un pezzo d'Africa che appartiene al nostro passato, con la maestria che in Lucarelli è abituale.
Naturalmente pure qui il giallo è pretesto per dire altro e, diversamente da Camilleri i cui fini ed intenti son differenti, la verità si intuisce solo giunti alla pagina conclusiva, e chi cerca un colpevole da inchiodare ( o una catarsi) rimarrà deluso...

Profile Image for Tom LA.
686 reviews287 followers
October 21, 2012
Ora, e' facile fare i recensori, molto difficile scrivere un libro. Pero' visto che Lucarelli ne ha scritti gia' tanti di libri, mi sarei aspettato una scrittura notevolmente superiore! Comunque, ecco qui un paio di commenti, che riprendono note di altri lettori: 1) questo non e' un romanzo storico. Questa e' al massimo una sceneggiatura. 2) ammiro molto il lavoro di ricerca e i preparativi che qualcuno ha fatto per lo scrittore. Pero' Lucarelli si dimentica che al lettore non importa niente del linguaggio locale. Una o due note sarebbero bastate, invece di cento. 3) questo libro e' sostanzialmente un'occasione mancata. Nelle mani di uno scrittore piu' esperto e profondo, poteva diventare un fantastico affresco di un periodo interessantissimo della nostra storia. Invece Lucarelli adotta uno stile per lo piu' superficiale, sensazionalistico, dove ogni frase sembra debba essere letta da Vittorio Gassman: "nella stanza, c'e' un bambino!". I salti di tempi dei verbi, dal passato al presente nello stesso paragrafo, sono semplicemente orrendi: un'arroganza che neanche scrittori di ben altro rango come Maurensig o la Mazzucco si sognerebbero mai di avere. 4) la storia passa in secondo piano, in favore di episodietti che forse nelle intenzioni dell'autore erano mirati a costituire un grande affresco del periodo. In realta', la struttura di tutto il libro e' troppo frammentaria e i dettagli storici che si apprendono sono quelli meno importanti, mentre mancano descrizioni di politica o diplomazia che sarebbero state (per lo meno per me) molto piu' interessanti degli intrighi d'amore dei vari personaggi, i quali invece prendono il sopravvento. Mi e' piaciuto leggerlo. Ma ancora un vero, solido romanzo storico sull'Italia nel corno d'Africa non l'ha scritto nessuno.
Profile Image for Natalia Pì.
233 reviews44 followers
December 31, 2010
che delusione! lucarelli ha scritto un libro che non sono riuscita a leggere.
vuole essere sensuale, e risulta ridicolo, esagerato.
la descrizione e la resa dell'atmosfera di massaua sono piene di stereotipi sugli africani, sulle africane, che forse vogliono metterci nei panni di come la poteva vedere un europeo dell'epoca, ma dopo dieci pagine diventa veramente fastidioso.
la storia 'gialla' è piuttosto banale, e comunque viene sommersa dai dettagli didascalici di cui sopra, e non ti acchiappa abbastanza da dire, vabbè, l'intorno non mi piace, ma voglio sapere come finisce la storia: non mi interessa!
non mi sono appassionata alla storia di questa Cristina, giovane donna peraltro piuttosto fastidiosa, almeno per quanto ho potuto leggere.

unico lato che trovo positivo: il tentativo di immergere il lettore nel disorientamento dei soldati della colonia italiana in Etiopia, soprattutto di quelli poveri, finiti lì per caso e che a malapena parlano italiano; nonché la diversità tra gli italiani delle varie zone. anch'essa resa in modo a tratti fastidioso, ma almeno è più interessante di una sequela di stereotipi del cavolo sulle ragazze africane.

raramente interrompo i libri, soprattutto se ho fiducia nell'autore, che so, si spera sempre che a pagina x ci sarà un brusco miglioramento... ma ho l'impressione che qui non sarà così. non rimarrò in italia per molto, con tutte queste biblioteche straricche di libri in italiano a disposizione. quindi, ho deciso di impiegare meglio il tempo che ho per leggere qualcosa che non mi innervosisca!

Profile Image for Sergio Frosini.
247 reviews17 followers
January 7, 2011
Notevole. Anche per le corpose ricerche, che per quanto "vigliaccamente" facilitate, come confessa Lucarelli in una sorta di postfazione, hanno dato ottimi frutti.

Capitoli brevi e veloci; con una punta di malizia si potrebbe pensare che Lucarelli ha già scritto una sceneggiatura per un film, hai visto mai servisse? :)

La trama in fondo non c'è o quasi: siamo nel 1896 in Eritrea, e le vite incrociate di un piccolo mondo coloniale de noartri scorrono o meglio corrono verso il disastro finale di Adua (oops vuoi vedere che ho rivelato il finale? :D) fra coloniali, ascari e autoctoni che parlano tutti i dialetti d'Italia e alcune delle lingue del corno d'Africa, con un paio di sottotrame dall'aroma giallo e forse anche un po' nero (che sono in fondo i colori predominanti della torrida colonia africana)

Bello, senz'altro. A voler ben vedere, anche se supera le 400 pagine, il Lucarelli poteva dilungarsi un pochino di più nei capitoli finali, dove è ben vero che ormai il lettore sa già abbastanza bene come si concluderanno le storie (e non parlo solo della disfatta di Adua) ma non gli sarebbe dispiaciuto sentirselo raccontare un po' meglio. Peccato, altrimenti la quarta stella gliela avrei pure data.

Profile Image for Ilmatte.
365 reviews20 followers
March 21, 2014

da ragazzino mi incazzavo quando la prof di latino mi dava un'insufficienza, non perché la meritassi, ma perché "il ragazzo ha le capacità per fare meglio". ecco, lucarelli ha le capacità per fare meglio. dopo sette anni ha scritto un romanzo "di grande respiro" (parole sue), ma il risultato è un polpettone che non è un romanzo storico, a parte i capitoli finali sulla battaglia di adua, che sono notevoli. il resto saltella tra esperimenti letterari (il cambio dei tempi funziona, ma è usato troppo spesso e troppo a lungo, dopo un po' non si avverte nemmeno più), personaggi e storie da feuilleton, e trovate stilistiche azzeccate sfruttate tante volte da diventare scontate o fastidiose (la ripetizione del pensiero fisso ricorre in almeno cinque capitoli).
peccato, perché è vero che la prima campagna d'africa meriterebbe di essere ripescata dalla storia.

il lettore ha il diritto al bovarismo, ma lo scrittore no.

per capire i capitoli sulla battaglia di adua:
http://it.wikipedia.org/wiki/Battagli...
http://www.warfare.it/storie/adua.html

Profile Image for Mary.
51 reviews
August 5, 2016
Il problema non è di certo il libro, sono io. Spinta dall'essere un libro di Lucarelli ho voluto leggerlo, ma l'ho trovato fortemente diverso da tutto ciò che di questo autore avevo letto precedentemente. La tematica, così storica, e il ritmo, così descrittivo e poco 'd'azione', non rientrano certo tra ciò che preferisco in quanto a letture, motivo per cui non riesco a dare una votazione alta al libro. Lo salvano sicuramente lo stile e la scrittura di Lucarelli che sono riuscite a tenermi comunque sul libro e a farmi apprezzare, in particolare, il mescolarsi di pensieri e, soprattutto, lingue differenti dei personaggi, il tutto orchestrato in maniera impeccabile.
Profile Image for Francesco.
Author 34 books41 followers
September 3, 2015
Indeciso...
Il romanzo, come il mio voto. Catturano indubbiamente l'ambiente e la ricostruzione storica (elevato il valore educazionale, il romanzo dovrebbe essere letto fra gli altri dai militari italiani di oggi), e alcuni episodi molto ben dipinti. Indimenticabile e poetico il breve capitolo sull'amore di una giovane eritrea per un soldato italiano. D'altra parte, le varie storie sono (volutamente?) di fatto inconcludenti, e alcuni episodi cruenti si rivelano piuttosto pesanti da digerire. Fastidiosa alla scorrevolezza la scelta (consapevolemente ambigua) di affiancare la narrazione al passato e in diretta, al presente, nella descrizione delle vicende.
59 reviews2 followers
November 13, 2021
Avevo aspettative altissime per questo libro, dopo averlo visto citato su un articolo di Igiaba Scego. Ne sono purtroppo rimasta delusa: mi aspettavo una storia truce, l'omicida di bambini... e invece resta un po' lì, sconclusionata. Peccato perché l'ambientazione e la cura nei dettagli, così come la ricerca che c'è dietro, sono notevoli. Lucarelli non mi entusiasma di suo, ma qui la scrittura mi è piaciuta. Peccato perché poteva essere un libro meraviglioso, ma ha il sapore di un lavoro venuto bene a metà. Specialmente su alcuni personaggi.
Profile Image for Stefania.
200 reviews
October 25, 2012
Bello. un libro ben scritto anche se a volte un pò pesante. racconta una parte della storia italiana che conosco poco.
Mi ha colpito che alla fine i problemi che l'Italia ha sono sempre gli stessi:
- cattiva organizzazione
- mancanza di unità nazionale
- faciloneria
- poca attitudine alla guerra 8e questo non è un problema ma allora perchè vai a colonizzare?)
- capi e potenti corrotti
Profile Image for Stefano Luzzatto.
11 reviews2 followers
August 30, 2015
Si legge bene, un intreccio di varie storie, tutte abbastanza interessanti, ma alla fine non soddisfa completamente. La battaglia di Adua alla fine avrebbe dovuto rappresentare il "climax" di tutto ma non credo che funzioni tanto bene. Forse avrebbe dovuto finire in altro modo. Lucarelli mi piace molto ma questo non e' il suo libro migliore.
6 reviews1 follower
September 6, 2011
Bella l'ambientazione e belle le storie raccontate. E' invece fastidioso il salto grammaticale tra tempi presenti e passati, e anche l'eccessiva insistenza sulle parole africane e sulla relativa pronuncia.
Displaying 1 - 30 of 36 reviews

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