Haven è sospesa nello spazio. Una vasta città stellare, priva di vita. Vita organica, cioè.
Dalla loro alta guglia, affacciati su strade silenziose e piazze vuote, gli Assemblatori aspettano il giorno in cui arriveranno gli umani. In attesa. In attesa. In attesa...
Quando il TARDIS porta il Dottore e Lucie ad Haven, sembra che la lunga attesa degli Assemblatori sia finita. Esseri viventi! Senza batterie! Il Protocollo sia lodato!
Però... sono diretti verso i livelli inferiori. Non dovrebbero farlo. Lì è dove vivono i Cannibalisti. E se i Cannibalisti li catturano - beh, non saranno esseri viventi ancora per molto...
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Il titolo sembra più inquietante di quanto non sia in realtà, perché a dire il vero questa è una storia abbastanza leggera. In una stazione spaziale, due distinti gruppi di robot sono presenti: gli Assemblatori che restano fedeli al loro Protocollo e attendono con impazienza l'arrivo degli umani per poter ricevere ordini, e i Cannibalisti (passatemi questa traduzione) che sono impazziti e hanno iniziato ad attaccare gli altri robot per rubarne componenti per i propri upgrade. Lungi da essere i tipici androidi meccanici e privi di emozioni, il primo gruppo ricorda una massa di fanatici in attesa di una profezia, mentre i secondi una gang di strada sadica e senza scrupoli; tuttavia, nessuno di loro è particolarmente intelligente, tanto che faticano a distingue i robot dalle creature organiche andando a creare più una situazione comica piuttosto che di suspance.
Con Lucie separata dal Dottore per un breve periodo, quest'ultimo è affiancato da un robot abbastanza adorabile che scrive poesie in linguaggio esadecimale. La trama è piuttosto lineare senza troppe complicazioni e la risoluzione abbastanza semplice, anche se riserva qualche sorpresa. Direi che è una storia carina e senza pretese.