Dory - per RFS
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Ho sempre amato Susanna Tamaro, fin da quando ero piccola, e questo romanzo ha confermato la mia stima per questa scrittrice.
La grande storia d’amore narrata è quella tra Andrea e Patrizia, alias Edith, che si conoscono a Venezia da giovani e, poi, dopo varie peripezie, passano la loro vita insieme. In mezzo a tutti questi anni, c’è una figlia di Patrizia avuta da una precedente relazione, che Andrea amerà come se fosse sua, e un altro figlio morto dopo la nascita a causa di una grave malattia genetica.
Tra dolori, passioni, amore, gli anni passano fino a che il loro destino non li porterà all’isola d’Elba, dove trascorreranno gli ultimi giorni insieme, fino alla morte di Patrizia per aneurisma cerebrale.
Il romanzo racconta una storia d’amore bellissima e profonda e lo fa con maestria: non c’è una parola che sia di troppo, il ritmo della scrittura è scorrevole e delicato, lo stile della Tamaro è riconoscibile e ricercato anche se non c’è nessun tentativo di rendere difficile la comprensione degli eventi. Non è un esercizio di bravura ma solo il racconto lineare e introspettivo di un amore grande, che supera il tempo e anche la morte.
La Tamaro tocca le corde del cuore, con leggiadria ma, allo stesso tempo, fa riflettere su ciò che si è appena letto.
L’ambientazione è descritta in maniera approfondita e mirabile: si vede che Susanna Tamaro conosce bene Venezia e anche l’isola d’Elba. La Venezia raccontata è inedita: non solo quella carnevalesca e divertente ma anche quella più cupa, più uggiosa, con le persone che scivolano sui ponti e le strette calli in cui Andrea si perde volutamente mentre è immerso nei suoi pensieri.
Quello che davvero ho amato di questo romanzo è stata la volontà di narrare la storia dai due punti di vista, sia quello di Andrea, voce narrante, sia quello di Patrizia, trovandolo in una lunga lettera che racconta di nuovo la relazione e tutte le vicissitudini con nuovi risvolti.
La profondità dell’introspezione è davvero commovente: si capiscono i pensieri dei personaggi, le loro solitudini, il loro dolore di fronte alle avversità.
Sinceramente, sono proprio queste le sensazioni che ricerco in un libro: un romanticismo non stucchevole, degli amori reali che, magari, non sempre finiscono bene perché la vita non sempre ci porta al lieto fine.
Consiglio questo romanzo a coloro che vogliano indagare l’animo umano e anche a chi non si accontenta dell’happy ending, ma ami le storie reali, fatte di bellezza e sofferenza.