Tra i tanti scrittori vittoriani neanche Anthony Trollope poteva sottrarsi alla moda di scrivere racconti ambientati a Natale, una moda che imperversava nelle riviste letterarie dell'epoca. Come ben sanno i suoi lettori, Trollope fu un prolifico autore di romanzi (ne scrisse in totale 47 e sono per lo più tutti abbastanza corposi) ma anche nei racconti dimostra di saper sviluppare le sue tipiche qualità che ce lo fanno tanto amare, quali la sua attenzione alle dinamiche sociali, i rapporti tra i sessi, il ruolo della donna e la descrizione della società vittoriana nella sua quotidianità, riuscendo così a parlare anche a noi lettori di due secoli dopo.
I cinque racconti presenti in questa raccolta hanno tutti un elemento in comune: sono tutti ambientati a Natale. Il primo, Natale a Thompson Hall è quello che dà il titolo alla raccolta ed è sicuramente il migliore tra i cinque; è il più divertente ed è basato su un equivoco e scambio di persona. La signora Brown è in viaggio con il marito dalla Francia all'Inghilterra per trascorrere il Natale a Thompson Hall con i suoi familiari e per conoscere il fidanzato della sorella minore ma il viaggio verso casa sarà più complicato del previsto. Il giorno prima di imbracarsi per l'isola britannica alloggia per la notte con il consorte in un albergo. Durante la notte la signora è costretta a girare l'albergo per cercare un po' di senape per curare il mal di gola del marito; dopo averne rubata un po' di nascosto, senza saperlo entra nella stanza sbagliata e posa sulla gola di un altro uomo l'impacco di senape. Dopo essersi accorta dell'errore decide di fuggire dalla stanza facendo finta di nulla ma la mattina seguente le cose non andranno come lei aveva sperato.
Un racconto divertente e originale, e i dialoghi tra la coppia sono veramente magnifici.
Il secondo racconto dal titolo Natale a Kirby Cottage, è riuscito a coinvolgermi ed emozionarmi. Racconta la storia d'amore tra Maurice Archer e Isabel Lownd. Il giovane Maurice, che per Natale è ospite del reverendo Lownd che in passato è stato il suo precettore, afferma davanti alla giovane Isabel che “il Natale è una noia”. Questa affermazione porta Isabel, che ha una cotta per lui e adora il Natale, a dubitare dei suoi sentimenti per il giovane ma il Natale alle porte riuscirà a portare un chiarimento tra i due.
Il terzo racconto dal titolo Il ramo di vischio è molto simile al secondo. È anch'esso una storia d'amore e racconta tra la vicenda di due ex fidanzati costretti a trascorrere il Natale sotto lo stesso tetto. Lui è pentito di aver rotto il fidanzamento ma lei non sembra intenzionata a tornare indietro sulla sua decisione.
Il quarto racconto I due generali è l'unico racconto a non essere ambientato nella vecchia Inghilterra ma negli Stati Uniti nel periodo della Guerra di Secessione. Due fratelli si trovano a combattere su fronti opposti e a contendersi la stessa ragazza che però ha già scelto uno dei due.
Il quinto e ultimo racconto è quello più breve tra i cinque. Neanche per sogno racconta una lite tra due cognati riguardo un favore che uno ha negato all'altro senza sapere di cosa si trattasse ma supponendo potesse riguardare una questione economica. Lo spirito natalizio, anche in questo caso, ci mette lo zampino.
Tutti i racconti riescono a trasmetterci l'importanza di questo periodo dell'anno e farci percepire lo spirito del Natale dell'epoca, tra tacchini, pudding, tavole imbandite, semplici decorazioni fatte di vischio o altre piante, candele, camini accesi, piccoli villaggi o grandi dimore immerse nella campagna inglese, la messa la mattina di Natale, la visita e la beneficenza alle famiglie più bisognose.
Questo piccolo libriccino racconta tradizioni natalizie, malintesi, amori, dissapori e perdono; un'opera che si è rivelata una lettura piacevole e perfetta per il periodo pre – natalizio; lo stile è come sempre colloquiale, scorrevole, vivace e ricco di dettagli.
Trollope si dimostra ancora una volta un grande scrittore che con la sua scrittura vivace e brillante, la sua immancabile e solita ironia riesce a coinvolgere, appassionare ed emozionare il lettore nelle vicende che racconta. Anche qui, nonostante non abbia a disposizione la mole dei suoi romanzi più famosi, l'autore inglese riesce a dimostrare ancora una volta la sua bravura nel delineare i personaggi che animano questi racconti. Sono tutti ben descritti nella loro profondità e l'autore ne mette a nudo le loro debolezze e la loro forza in varie situazioni difficili. Come sempre lui è molto bravo (diciamo pure una spanna sopra gli altri scrittori dell'epoca) soprattutto nella descrizione dei personaggi femminili, infatti le donne sono le protagoniste di quasi tutti i racconti. Donne emancipate per l'epoca, esempi di devozione, pazienza e intraprendenza, che decidono autonomamente il loro destino.
Un libro che si legge con piacere, dove alcune situazioni descritte fanno sorridere mentre altre fanno riflettere il lettore su come sia cambiato il Natale nel ventunesimo secolo e su quanto abbiamo perduto nel tempo sul significato profondo del Natale e sul senso di famiglia.
Da quando si era sposata, ormai otto anni prima, la signora Brown non aveva mai trascorso un Natale in Inghilterra. Ne aveva spesso ventilato la possibilità, nel profondo agognava quelle festività fatte di agrifoglio e tortine natalizie. […] Più di una volta lei aveva espresso il desiderio di rivivere il Natale di un tempo nella vecchia casa tra le vecchie facce.