voto: 1
Se l’autrice da un’occhiata alla mia recensione scusami in anticipo se risulto rude o offensiva in qualche modo, la mia è una pura critica costruttiva e spero di riuscire ad articolarla il meglio possibile.
Allora, parto dalla trama.
Devo dire che sembrava ben pensata, presumevo si trattasse di una enemies-to-lovers, ma dopo un paio di capitoli mi sono dovuta ricredere.
Non dico che questo sia un male, per carità, però se scritta in quel modo potrebbe lasciar presupporre altro al lettore, ma nel complesso ammetto che sembrava essere veramente interessante.
Parlando invece della storia, abbiamo i nostri protagonisti Kinan e Isabella, quest’ultima chiamata anche Issa, poi il resto dei personaggi secondari che non analizzerò particolarmente, se non per qualche osservazione.
Issa è una ragazza un po’ spaccona, simpatica e non ha un filtro alla bocca mentre Kinan è il classico ragazzo affascinante, ma silenzioso.
Partendo dalla protagonista, spesso e volentieri mi dava l’idea di essere descritta sulla base dello stereotipo “non è come le altre ragazze” e non è una cosa che apprezzo nei libri. Questa comunque è una mia opinione personale, oltretutto non digerisco proprio l’espressione “lei è diversa dalle altre” in quanto lo trovo degradante rispetto a questo presunto “altre”. Del genere, che minchia mi significa scus????? Vogliamo pari diritti, ma siamo le prime a sputarci merda addosso?????
Ma ho comunque apprezzato il fatto che non fosse mai stato particolarmente esplicitato, anche se avrei preferito non averne neanche la minima percezione.
Inoltre ho trovato certe scene al di fuori dell’incredibile, cose che si vedono nei cartoni animati e sono infantili.
Per esempio, in una determinata scena del libro, quando si discuteva di ragazzi che chiedevano appuntamenti alla protagonista, si accenna ad Issa e di come ha appeso un ragazzo ad un palo della luce o qualcosa di simile perché lui le aveva chiesto di uscire. Io giuro, ho dovuto rileggere quella parte cinque volte perché, sorella, come cazzo hai fatto????? Secondo quale legge fisica esistente????? Lancio del giavellotto ma con corpi umani????
Posso comprendere i diversi problemi e traumi che sta vivendo la protagonista, ma trovo questi “sfoghi”, o meglio dire, “reazioni” molto poco realistiche.
So che è un fantasy o sci-fi con in mezzo una sorta di dark romance, ma credo nel dare un approccio più terra terra al romanzo perché di conseguenza per il lettore è più facile identificarsi, immedesimarsi e mettersi nei panni del personaggio sotto il piano sentimentale, e non solo, ma banalmente riconoscersi in una situazione quotidiana.
Insomma, smuove qualcosa e non è soltanto un “mondo immaginario”, ma diventa “un mondo immaginario in cui riesco a vivere”.
Tipo magia? Un po’ alla Harry Potter e l’ambientazione di Hogwarts? Non so se rendo l’idea, ma ciò che voglio dire è rendere “umano” il libro, i personaggi e non considerare il tutto soltanto qualcosa di intangibile.
Ah, sempre parlando di “comportamenti particolari”, vi è anche la gelosia di Kinan.
D’accordo, da bambino ne ha passate tante, sicuramente non sa quando il limite non deve essere superato considerando che la sua natura lo porta a mangiare carne umana per sopravvivere un po’ alla Kaneki Ken di Tokyo Ghoul, però 🅰️🅾️🅾️ che bisogno c’è di umiliare gente o buttarla a terra per un paio di cretinate dette da bulletti che possono essere smontati con qualche frase intelligente? Non c’è mica da ricorrere alla violenza o tantomeno a stronzate come “se la guardi o la tocchi ti ammazzo”.
Ma di che parliamo lol, così facendo sembra un libro scritto per un pubblico poco maturo e, a prescindere da questo, è proprio meglio evitare di promuovere scene del genere perché ne abbiamo abbastanza della violenza gratuita, non è affascinante manco per il cazzo. È soltanto inquietante.
I personaggi invece non sono esattamente scritti malissimo, ma hanno decisamente poco spessore e potevano essere “scavati” più a fondo, approfondire meglio la loro psiche e far sì che siano più intricati, ma districarli a loro volta (?).
Hanno molti traumi che non sono stati affrontati, a cui non sono stati dati il giusto peso nella storia, dunque almeno qualche accenno lo si poteva fare, ma ovviamente la lettura è soggettiva. È ovviamente una percezione personale e forse per altri i personaggi vanno bene così come sono.
Per le ship invece… nonostante gli scatti pluriomicidi alla Kira di Death Note di Kinan, lui ed Issa erano carini.
Ah, a proposito di morti lol, mi è rimasto un puntino su Issa, e cioè: non capisco perché abbia sti impulsi suicidi costanti.
Prima il nonno. Poi Kinan. A seguire il fratello. Ed infine i genitori.
Vi sono alcuni buchi di trama che mi lasciano con dei punti interrogativi, per quale motivo non abbiamo una risposta anche a questa situazione di Issa? Ad esempio, non mi sarebbe dispiaciuto leggere un finale in cui lei affronta tutto ciò che ha vissuto nei suoi anni adolescenziali attraverso un percorso di terapia, perché minchia, è un trauma che cammina.
Per quanto concerne la storia in generale invece… niente male però credo finisca troppo in fretta la vicenda con il virus B-22. Poteva esserci un’epica battaglia finale se fosse stato ben costruito lo sviluppo o per dire, si poteva arrivare a scrivere anche una saga e non fermarsi ad un solo libro.
Altro motivo che può spiegare il finale brusco è come la storia non fosse molto incentrata sulla lotta dei Red contro coloro che lavoravano nel laboratorio, ma bensì sulle relazioni interpersonali tra i personaggi, altra cosa che tra l’altro ho poco apprezzato.
Difatti il finale lo trovo poco soddisfacente, rimani ugualmente con dei punti di domanda e con l’amaro in bocca, situazione che invece sarebbe stata accettabile se vi fosse stata la promessa di un sequel o di un epilogo migliore.
Un’altra cosa che non ho per niente apprezzato erano i continui cambi di point of view, ad una certa mi mandavano completamente in trip.
Sarebbe stato meglio un narratore esterno -perché altrimenti con questo continuo cambiare si perde un po’ il filo della storia- ma a prescindere, per evitare che la lettura sia disconnessa e seghettata, a mio avviso è meglio seguire una story line alla volta affinché si abbia la possibilità di poter dedicare il giusto spazio ad ogni personaggio e seguire con più chiarezza le loro vicende.
Infine, per quanto riguarda lo stile di scrittura… beh qui ho un po’ tanto da dire.
Ho trovato diverse ripetizioni, è molto semplicistico, dialoghi poco articolati e le reazioni di conseguenza non ben sviluppate, per non parlare delle descrizioni praticamente inesistenti, cosa che invece in un fantasy devono assolutamente esserci. Parliamo di un mondo al di là del nostro, di un what-if e dunque le cose i lettori non le possono immaginare di sana pianta.
Alcuni modi di dire presenti nel libro erano troppo colloquiali, informali e certo, sono conscia del fatto che si narri di un gruppo di adolescenti nel 2022 e non della Regency Era quando si dava del voi pure alla madre, ma avrei decisamente preferito qualcosa di più “pensato”, si tratta comunque di un libro e non di conversazioni che si hanno con gli amici alle tre di notte.
Bene, ho finito di scrivere la Divina Commedia.
Ripeto, spero di non aver offeso nessuno (soprattutto l’autrice), la storia aveva molto potenziale e nel complesso era carina.