Dopo tanto tempo dall'ultima volta in cui l'ho fatto, rimane un piacere leggere per la seconda volta una duologia, che già avevo amato. "La principessa di Ys", mi lasciò uno splendido ricordo e l'incontrollabile desiderio di leggere il seguito. Nel momento in cui acquistai l'e-book del Guardiano seppi che avrei amato questo sequel ancor più del primo. Complice la favolosa copertina del trono di cristallo, la sinossi e il modo spettacolare con cui era terminato il primo capitolo della saga, divorai questo sequel in due giorni. Ciò che mi lasciò fu un'accozzaglia indefinita di emozioni, che non seppi spiegarmi.
Oggi, matura di qualche anno e fresca di seconda lettura posso dire di aver fatto chiarezza nella mia testa e nel mio cuore. Quello che mi ha lasciato questo libro è un grande insegnamento, lo stesso che Morrigan apprende con il tempo: non si può temere la morte, bisogna accettarla per quella che è. Ricordando i propri cari e vivendo anche per loro. Sembra la classica frasetta da dire a tutti, ma questo che è il tema cardine nel libro è stato espresso con una tale potenza di contenuti che viene da rifletterci con più attenzione.
Le vicende di Mor mi hanno permesso di immedesimarmi, nel bene e nel male, in un personaggio che teme la morte nonostante il suo stesso legame con essa e che non riesce ad accettare di lasciare andare le persone a cui tiene. Insomma, Mor rappresenta un pò tutti noi e il nostro attaccamento morboso alla vita e al desiderio di tenerci accanto coloro che amiamo. Dahut stessa è l'altra faccia di questa medaglia, colei che con il suo potere ha mantenuto in vita la persona che più amava e che ha compiuto tutti quei misfatti senza rendersi conto che non sarebbe mai stata veramente libera, senza prima comprendere e accettare la sua reale paura.
Sia lei, sia Mor sono due personaggi complessi, ambiziosi, legati alle persone e alla morte, di cui entrambe hanno il terrore e a cui non si rassegnano fino alla fine.
Ciò che viene mostrato in questo fantasy è un lungo percorso di maturazione e crescita personale, attraverso una strada che si impregna del sangue, del dolore e dalla fatica che la protagonista deve sopportare e di cui l'antagonista è l'artefice.
Potente oltre ogni altro aspetto, nel Guardiano, è la caratterizzazione dei personaggi. Mi ero lamentata del primo volume sostenendo che le vicende nel mondo di superficie erano state troppo veloci e che a pagarne il prezzo erano stati proprio i personaggi. Beh, qui tutto quello che mancava nel primo viene inserito e accentuato fornendo quella completezza alla saga e allo stile dell'autrice, cresciuto notevolmente rispetto al primo libro.
I personaggi del gruppo e quelli nuovi che compaiono nel corso dell'opera sono il meglio: crescono, soffrono, gioiscono, imparano, falliscono e commettono errori su errori, con le dovute conseguenze.
Enid, matura e comprende il proprio errore. Capisce di non essere più solo uno strumento nelle mani di suo padre e decide di rimanere al fianco di Vega e vivere in un mondo distrutto, ma che l'accetta per quello che è.
Ailen, purtroppo perde la strada, ma riconosco che tra i secondari è stato quello il cui cambiamento di fronte, mi ha colpita di più. Ho sperato fino all'ultimo si fermasse ed iniziasse il suo percorso di redenzione, ma non è andata così.
Eliandros, è certamente il personaggio di supporto più complesso ed introverso di tutti. Con gesti, poche parole, uno scontro stupendo e un'onda anomala è riuscito a conquistarmi e recuperare la mia stima che dopo l'abbandono di Nuova Lutetia aveva perduto.
Alec, nonostante la sua tarda introduzione si è riservato uno spazio nel mio cuore e sono felice che dopo la rivolta abbia ottenuto quel che desiderava.
I migliori, però, rimangono Mor e Cormac, costretti a combattersi con il rischio di uccidersi ad ogni incontro non hanno gettato la spugna, hanno continuato a lottare e con uno sforzo finale tremendo hanno sconfitto i loro nemici riuscendo perfino a salvarli da loro stessi.
Morrigan, ovviamente ha avuto il percorso di crescita maggiore. Dopo aver perso Cormac e aver abbandonato Nova Lutetia, è costretta a trovare un modo per tornare a casa, portandosi dietro un re, che scoprirà assomigliargli molto. Ma sarà costretta a guardarlo combattere contro l'amore della sua vita. Tutto questo, mentre l'oscurità e l'egoismo rischiano di divorarla.
Come anni prima, non posso fare a meno di lodare lo stile e la capacità magistrale di Sara Simoni nel descrivere con minuzia e particolari vividi le vicende e i luoghi, al punto che ci si sente immersi fino in fondo nel mondo da lei creato.
Una rilettura stupenda e avvincente.