Berlino, maggio 1945: è l’ora zero. Il vecchio mondo è finito. La città è ridotta a un cumulo di macerie, così come le anime dei suoi abitanti. La villa dei Thalheim, agiata famiglia di commercianti, è stata requisita e il loro negozio di abiti è stato bombardato. Le donne di casa, rimaste sole dopo che gli uomini sono scomparsi in guerra, devono ricominciare tutto da capo. Le tre sorelle Rike, Silvie e Florentine, trascinate dalla determinazione della maggiore, imprenditrice nata, decidono di provare a realizzare un sogno: riaprire l’attività di famiglia, riportare colore nella tetra Berlino del dopoguerra con tessuti sofisticati e abiti alla moda, riuscire a far sì che le berlinesi tornino a sentirsi donne. Riesumate le Singer, le forbici da sarta, i vecchi cartamodelli e le preziose stoffe che Rike aveva saggiamente nascosto insieme al padre, le ragazze si rimboccano le maniche e nel giro di poco le loro creazioni sono sulla bocca di tutti. Ma i tempi nuovi portano nuovi problemi: oscuri segreti inaspettatamente rivelati gettano una luce ingloriosa sull’attività e sulla famiglia, mettendo tutte a dura prova. Gelosie fra donne, amori, storie torbide del passato che riemergono a sparigliare le carte, il lontano scintillio della Berlino capitale della moda che torna a risplendere… Tutto questo, ma anche molto altro, nel primo capitolo della nuova trilogia bestseller Le sorelle del Ku’damm.
Brigitte Riebe is a German author of crime and feminist fiction. She writes thrillers under the pseudonym Lara Stern and lives with her husband in Munich.
After high school Brigitte Riebe studied at the University of Munich. She received a PhD based on a thesis on the development of the bourgeois woman paradigm at the turn of 18 to 19 Century. She then worked as a museum educator and later as an editor for several German publishers. In 1991 she gave up her job as a senior editor at Bertelsmann to become a writer. Since then, she has written many books books in various genres.
In 1992, Riebe published her first book, the crime novel Nix Dolci, which introduced the lawyer Sina Teufel, who became regular figure in her later works. One of the Sina Teufel-based novels was released as a movie: 'Inzest - Ein Fall für Sina Teufel (Incest - A Case for Sina Teufel) in 1996.
In addition to her detective novels Brigitte Riebe has also published several novels about modern society.
Ambienti una storia nella Germania post Seconda Guerra Mondiale e non inserisci un briciolo di contesto storico. I personaggi hanno lo spessore della carta velina. Le protagoniste si salvano continuamente grazie ad una serie di coincidenze e botte di fortuna incredibili (= zero voglia di fare fatica e inventare qualcosa di più sensato). Problemi che nascono all'inizio di una pagina e che si risolvono due righe dopo (= come NON tenere sulle spine un lettore). Svolte incredibbbbili che si vedono arrivare da chilometri.
Per me poco credibile, superficiale e banale.
Ok l'intrattenimento, capisco benissimo, però così è troppo.
Lettura moderatamente piacevole, come intrattenimento in sé e per sé lo si può considerare di livello sufficiente; tuttavia il giudizio finale non può andare oltre le due stelline e mezza in quanto non si può non tenere conto del fatto che, come romanzo storico, è marcatamente out of focus: in alcune situazioni ma soprattutto nei dialoghi e nei pensieri dei personaggi (mi rifiuto di pensare che negli anni quaranta la gente esclamasse "dannazione!" o "col cavolo!" con tanta facilità, e per di più in una famiglia di borghesi benestanti e benpensanti e istruiti. Questi sono i danni prodotti dalla cinematografia americana. Oltre a essere fuori target, siffatti dialoghi risultano particolarmente fiacchi). Altro errore fastidioso nei romanzi storici: spesso e volentieri i personaggi parlano e ragionano con il senno del poi, fino a sembrare dei mezzi veggenti.
La scrittura è grossolana e la traduzione si intuisce essere viepiù approssimativa (alcuni esempi: all'inizio le macchine da cucire sono nascoste in un capanno degli attrezzi, ma dopo poche pagine non sono più nel capanno attrezzi bensì nella casetta del giardiniere; Silvie posa sul sedile della macchina la borsetta contenente il lauto compenso per la sua esibizione canora, allora uno si immagina una pochette con dentro una mazzetta di banconote, e invece dopo poco si scopre che il compenso erano ben dieci stecche di Chesterfield: ma non sarebbe stato più corretto menzionare un borsone anziché una borsetta?; e ancora: Rike arriva a Milano ed entrando nell'appartamento dell'amica lo trova "fresco ed ombreggiato"... ma se la scena si sta svolgendo in pieno inverno?!?). Altra sciocchezza: quando muore il nonno materno, insieme all'eredità Rike riceve un taccuino con il diario della madre: lo ficca in fondo ad un cassetto e si decide a leggerlo solo dopo parecchi anni. Ciò è funzionale alle esigenze dell'autrice che vuole svelare le sorprese alla fine del romanzo, ma è una trovata così grossolana da parere persino demenziale... Un altro trucchetto tipicamente cinematografico che si usa per svelare la sorpresa solo alla fine, stile Marnie: Rike da bambina (ma poi, undici anni, neanche troppo bambina) aveva assistito alla scena dell'incidente in cui è morta la madre, quindi ha sempre saputo tutto sin dall'inizio, eppure la memoria le si sbloccherà solo dieci e passa anni dopo... Boh, non credo che avrò voglia di leggere il seguito di una storia imbastita con così tanta approssimazione.
La parte più pensata e strutturata del racconto è la ricostruzione della storia di Berlino: la fine della guerra, la vita tra le macerie, il Blocco, le difficoltà per risollevarsi... le vicende della famiglia Thalheim sono solo un pallido pretesto per esporre l'evolversi degli eventi a Berlino. I personaggi sono fatti ognuno con la sua caratteristica, giusto sul confine tra il classico e lo stereotipo, peccato che l'autrice non sappia dar loro lo spessore che meriterebbero e che restituirebbe la verve mancante a tutta la lettura. Se si guarda la cosa dal punto di vista della storicità, allora il racconto avrebbe dovuto (e potuto) essere caratterizzato da ben altra e ben maggiore coralità. Da qualunque parte lo si prenda, non tornano del tutto i conti.
Simo_Mica - per RFS . Brigitte Riebe, con Una vita da ricostruire, porta il lettore nella Berlino degli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale e propone uno spaccato della situazione socio-politica del ceto della media borghesia tedesca.
Questo periodo storico mi ha sempre intrigata e ho letto tantissimi libri in merito, dai romanzi rosa alle vere e proprie ricerche storiche, tanto che la mia tesi di laurea l’ho incentrata sull’Armata Rossa e sull’impatto che essa ha avuto nell’Europa ante e post-bellica. Mentre scrivevo il mio studio, inoltre, ho avuto la possibilità di accedere ad archivi di stato e approfondire tanti documenti a riguardo.
Non si trovano molto spesso dei romanzi ambientati in questo periodo storico che riportano il punto di vista del cittadino tedesco medio ed è stata per me una bella sorpresa scoprire questa lettura. Penso che a volte si tenda a dimenticare che non tutti i tedeschi erano nazisti e che, per colpa di Hitler, anche la Germania ha sofferto. Come si dimentica, del resto, che l’Armata Rossa ha portato, nei territori liberati, tanta sofferenza e repressione.
Ma adesso torniamo alla storia di questo bellissimo romanzo. Nel prologo, troviamo la famiglia Thalheim a Berlino nel 1932, alle prese con l’apertura del loro nuovo grande magazzino. L’autrice, con questo incipit, permette al lettore di poter sbirciare per un attimo nella vita dei personaggi per capire come fosse la realtà nella Germania dell’epoca. I Thalheim sembrano una famiglia felice come altre, forse un po’ più ricca, ed è composta dalla madre Alma, il papà Fritz, la figlia maggiore Rike e i gemellini Oskar e Silvie. Questi sono a stretto contatto e in compagnia dei loro amici ebrei i Weisgerber, che si occupano anche dell’attività di famiglia, tanto che i Grandi Magazzini si chiamano Thalheim & Weisgerber.
La storia comincia nel maggio del 1945, dove i Thalheim si ritrovano barricati nella cantina della loro villa, per sfuggire ai bombardamenti. E questa volta ci sono Rike, sua sorella Silvie, Claire Thalheim, la seconda moglie del padre, e sua figlia Florentine, la piccola dodicenne della famiglia. Oskar è ormai disperso da tantissimi mesi in Russia e il padre Friedrich è stato mandato con l’ultima leva a difendere un ponte di Berlino insieme ad altri soldati anziani, ma di loro le donne non hanno più notizie, nonostante la Germania avesse capitolato.
Il filo conduttore della trama è Rike, la più grande delle sorelle Thalheim, e il suo racconto fa scoprire una Berlino in rovina, affamata, con tanti sfollati, sotto occupazione. Ma, nonostante tutti i problemi che incontra, l’ottimismo e la forza la portano a poter ricostruire la sua vita e l’esistenza della sua famiglia. La loro vicenda è il simbolo della ricostruzione di un’intera nazione, almeno così l’ho percepita io.
Il parallelismo fra la situazione della famiglia e la realtà della città dove abitano è molto interessante da leggere. Per esempio, Rike, nonostante entri in possesso di una grande eredità, subisce e patisce le restrizioni come tutti gli abitanti di Berlino. A volte mi sono chiesta: perché non abbandona la sua città natale per andare ad abitare in Svizzera? Così non sarebbe stata costretta a lavorare come donna delle macerie, non avrebbe patito la fame e il freddo. Ma lei rimane vicina alla famiglia, insieme a tutti gli altri suoi cari, vive senza elettricità, senza riscaldamento, senza viveri e quando decide che il momento è arrivato, che c’è certezza oltre alla speranza, fa di tutto per ricostruire la loro quotidianità.
Penso che lo spirito di questo libro sia concentrato su questa riflessione di Rike:
“Il terzo Reich è finito, ma noi siamo vive. Tutto può tornare a essere bello come prima. Dobbiamo solo avere fiducia.”
La storia è ricca di personaggi: parenti, amici, fidanzati, inglesi, russi, polacchi, italiani, ebrei, comunisti, socialdemocratici, artisti. Con l’aiuto di questa moltitudine di persone la scrittrice riesce a intrecciare la vita di Rike e della sua famiglia ai principali eventi della Berlino post-bellica: la resa della Germania, le donne delle macerie che diventano un simbolo della ricostruzione, la divisione di Berlino, le tessere annonarie, i processi di Norimberga, la formazione dei vari partiti tedeschi, le ore di luce – due al giorno -, il freddo glaciale del 1946, il primo ballo in costume del 1947 che finì in tragedia, il mercato nero, la creazione dello stato di Israele, la nuova riforma monetaria, il blocco di Berlino da parte dei russi del 1948, il ponte aereo dei rifornimenti, la fondazione delle due Repubbliche Tedesche, il primo festival del cinema internazionale di Berlino del 1952 e molto altro ancora. Secondo me, questo è il grande punto di forza del romanzo.
Sullo sfondo di tanti importanti eventi storici non mancano le vicende sentimentali: amori illusori, cuori spezzati, grandi passioni, segreti famigliari, dubbi e speranze; il tutto concentrato in una scrittura scorrevole e lineare.
Non c’è stato neanche un momento in cui questa lettura mi abbia delusa. Quindi non posso che dire: consigliato!
Una vita da ricostruire è il primo libro della trilogia Le sorelle del Ku’damm, saga familiare al femminile che inizia nel 1945, a Berlino. Vi do un minimo di contesto: la guerra è finita, ma prima di tornare a una vita normale deve passare ancora un bel po’ di tempo. La famiglia Thalheim però non si dà per vinta. Il loro nome è molto noto grazie ai loro grandi magazzini di vestiti che sono però andati distrutti dai bombardamenti. Rike, la sorella maggiore, è però determinata a riaprire l’attività di famiglia. Se avete letto la trilogia di Carmen Korn – che inizia con Figlie di una nuova era – questa saga vi risulterà parecchio famigliare. Il contesto geografico, storico, politico, sociale è praticamente identico e per di più entrambe le saghe hanno donne come protagoniste principali. Sebbene questo libro scorra molto bene, c’è una differenza sostanziale con la saga di Carmen Korn: la profondità. In primis i personaggi hanno più spessore nella saga della Korn, sono più tridimensionali, caratterizzati meglio. Non che queste protagoniste non lo siano, ma il livello non è lo stesso. E anche a livello di emozioni non c’è paragone tra le due saghe. Questo primo libro è stato anche prevedibilissimo – e forse pure questo ha compromesso il livello emotivo – dall’inizio alla fine. E quando dico “dall’inizio” dovete proprio prendermi alla lettera. Perché fin dalle primissime pagine si può prevedere QUALSIASI COSA. Rimane una lettura assolutamente godibile e che si fa leggere in brevissimo tempo. Per me è impossibile non fare un paragone con la saga di Carmen Korn per i svariati punti in comune e di conseguenza quello che ho letto non è, per quanto mi riguarda, nulla di nuovo (anche se è interessante il focus sull’industria dell’abbigliamento). E non dubbi su quale sia la saga migliore tra le due, ma se vi piace il genere è una lettura che vi consiglio.
2.75 Este libro no me gustó tanto como pensé que podría. Lo más interesante es la perspectiva alemana y el contexto que nos muestra. Sin embargo, los personajes y la trama son demasiado débiles, hay conflictos que son una constante a lo largo de las páginas, pero al final le dan un cierre que deja las cosas en un punto inicial. Si bien este libro es el primero de la trilogía, los otros dos están contados desde el punto de vista de las otras hermanas y en el caso de Rike -la protagonista de este libro y la hermana mayor- el camino que tomará su vida sólo se enuncia y el resto se deduce, pero al final introduce a un personaje que supondrá un gran cambio y creo que, en ese sentido, es necesario seguir leyendo la trilogía.
Un romanzo storico tutto al femminile che emoziona e fa riflettere molto, la moda è un elemento importante ma in queste pagine si legge anche tanto altro, la vita vissuta, quella vita difficile del dopo guerra, ricominciare una nuova vita dopo la distruzione di tutto, tra segreti, gelosie, nuovi amori sbocciati, tra storie del passato e nuovi momenti da cogliere e non fargli sfuggire. Ma quando tutto sembra andare per il verso giusto, ecco che Rike è travolta da uno oscuro segreto, mettendo l’intera famiglia e la sartoria a dura prova. E’ bastato questo primo volume per farmi innamorare di questa saga. La storia è molto originale e mi è piaciuta davvero tantissimo, l’ambientazione è ben descritta ed è tra le mie preferite, i protagonisti sono ben delineati.
Una vita da ricostruire di Brigitte Riebe 2018 (Fazi Editore 2021)
👨👩👧👧 Le saghe familiari vi appassionano? ♀️ Amate le storie al femminile? 👗 Il mondo della moda vi affascina? 📖 Allora questo romanzo, da ieri in libreria, fa al caso vostro.
🧵Una vita da ricostruire è il primo volume della trilogia "Le sorelle del Ku'damm". Le vicende sono ambientate nella Berlino del dopoguerra, una città devastata e desiderosa di riscatto e di rinascita.
🧵 Protagoniste sono le sorelle Tallheim: la volitiva Rike, la volubile Silvie e la creativa Florentine. Insieme riprenderanno le fila dell'attività di famiglia, nel tentativo, non solo di riportare i Magazzini Tallheim allo splendore degli anni Trenta, ma anche di donare, attraverso la moda, speranza e luce a una città e a una generazione.
🧵La moda come ritorno alla normalità, in un periodo che di normale non ha più nulla, l'arte di creare con il poco di cui si dispone, gli albori di un'imprenditoria al femminile, ma anche gli amori sbagliati, gli intrighi familiari e qualche colpo di scena vi faranno compagnia in un romanzo leggero, ma ben costruito.
🧵 Penso che non farete fatica ad affezionarvi alle protagoniste, mentre trovo che i personaggi maschili siano meno caratterizzati e decisamente di minor spessore.
🧵 La ricostruzione storica mi è sembrata accurata, la scrittura scorrevole e molto "visiva". Non ho invece gradito qualche risvolto della trama, un po' troppo inverosimile per i miei gusti.
🧵Se non l'avete vista, vi consiglio di recuperare la diretta di @rossellamigliaccio_ e @marta_perego in cui si parla di questo libro, ma anche della moda degli anni Quaranta, con uno sguardo al cinema e molti aneddoti curiosi e interessanti.
Un ringraziamento a Cristina di @fazieditore per la copia digitale.
Questo libro è il vincitore del @therealpremioacerbi 2021 che ha come tema la Germania. Sono felicissima che abbia vinto perché tra i tre libri proposti è stato il mio preferito e di conseguenza ha avuto il mio voto.
Il 9 settembre è uscito sempre per @fazieditore “Giorni felici”, secondo volume della saga. Non vedo l’ora di leggerlo.
Berlino, 1945. Prima della guerra i Talheim, famiglia benestante proprietaria di un noto negozio d’abbigliamento, vivevano nel lusso proponendo alle donne collezioni raffinate e sempre alla moda. Dopo la guerra si ritrovano senza più nulla: la loro casa è stata confiscata, il negozio è stato bombardato e gli uomini non sono ancora tornati dalla guerra. Rike, la figlia maggiore, insieme alle sorelle Silvie e Florentine, decisa a ripartire da capo, tenta di riportare un po’ di felicità confezionando abiti con i materiali e le stoffe che riescono a reperire a basso prezzo, in una Berlino devastata e ancora ricoperta di macerie.
Quanto mi è piaciuto questo libro! Ha saputo coinvolgermi dall’inizio alla fine. Se siete appassionati di saghe famigliari storiche non potete perdervi questa lettura. Ho amato l’ambientazione e l’aria di rinascita è così forte che si percepisce in ogni frase, nonostante non sia un periodo storico così spensierato. I personaggi sono ben caratterizzati: ho ammirato tanto Rike, per la forza che ha avuto e per le decisioni importanti che ha preso, spesso all’oscuro da tutti, per proteggere la sua famiglia. Merita di esser letto e credetemi che non ve ne pentirete.
Die Idee des Buches finde ich sehr gut und hat durchaus Potential. Allerdings fehlt dem Buch das gewisse etwas. Es scheint wirklich so als hätte die Autorin nur historische Fakten recherchiert und dann daraus die Geschichte geschrieben, die vielleicht historisch korekt ist, aber nicht berührt, wie man das von einem Roman erwartet. Die Figuren bleiben einem fremd und gehen einem nach einiger Zeit sogar eher auf die Nerven. Schade eigentlich.
3.5/5 : dopo i Cazalet, per ora è la mia saga Fazi preferita. Ambientato in una Berlino del dopo guerra, si legge che è una meraviglia ed è una piacevolissima lettura d'evasione.
Es la historia de una familia (centrada en la hija mayor, Rike) que lucha y busca reconstruir los grandes almacenes Thalheim am Ku'damm, galerías de moda en Berlín, tras el fin de la Segunda Guerra Mundial.
Leí este libro porque fue el regalo de cumpleaños de mi hermana y lo eligió conociendo otras historias parecidas que me han gustado. La idea del libro es buena pero a su desarrollo le falta consistencia. La historia tiene muchas puntas: los conflictos existentes en las relaciones (son tres hermanas, un hermano desaparecido pero presente en la memoria, padres, tíos, primos, amigos, novios...); los conflictos no resueltos con los que ya murieron; la reconstrucción de los almacenes y el propio contexto, Berlín de la posguerra, con su ocupación soviética, su bloqueo, etc. Me parece demasiado para un libro que toca con liviandad todo lo que trata. Ninguna relación me pareció interesante. Los personajes se me hicieron como fantasmas, espectros, que no terminé de definir ni en mi imaginación. Algunos diálogos son poco creíbles en algunas expresiones. La autora intenta agregar romance, pero queda en clichés y no me inspiró ningún sentimiento.
Lo que valoro de este libro es el aspecto histórico. Los acontecimientos van marcando el día a día de la familia y la resiliencia que se intenta transmitir contribuyó a mi curiosidad de entender cómo el pueblo alemán, a pesar de la destrucción y del horror vivido en la guerra, logró levantarse, reconstruirse y ser la potencia que es hoy en día. Son las ganas de vivir, de tener una vida normal y digna.
Per chi ha amato "Figlie di una nuova era" di Carmen Korn, il primo romanzo di questa trilogia ambientata nella Berlino dell'immediato secondo dopoguerra è imperdibile. I protagonisti si ritrovano a dover ricostruire tutto: le amicizie, le relazioni famigliari, i grandi magazzini appartenenti alla famiglia distrutti dalle bombe nel 1943. Nulla è semplice, soprattutto perché con gli anni la divisione fra Berlino est e ovest si fa sempre più netta. Il tocco di Italia, con la protagonista che fa un viaggio a Milano, rende tutto più interessante. Una saga che inizia bene.
2,5 ✨ me gustó leer un libro en donde nos demuestran la perspectiva alemana después de la Segunda Guerra Mundial. Sin embargo, el ritmo de la lectura es lento y algo pesado. Me gustaron ciertos personajes y otros para nada. Aunque el final fue bueno, de igual forma quedo con la duda de seguir o no con la saga
“Una vita da ricostruire” è il brillante inizio di una storia che ci accompagnerà attraverso diversi volumi, seguendo le peripezie della famiglia tedesca Thalheim. Protagoniste indiscusse, tre donne: la razionale Rike - la mia preferita - la passionale Silvie ed infine la dolce e determinata Miriam, di origine ebraica.
Il romanzo scorre veloce attraverso i cruciali anni tra il 45 e il 51. Tra conti in sospeso, povertà, colpi di fortuna e idee geniali, la famiglia Thalheim cercherà di recuperare i fasti di un tempo, imparando a lottare per la propria normalità. Perché tutte le sfide ed i sogni all’inizio sembrano impossibili, ma forse non tutti lo sono.
Personalmente ho apprezzato lo stile leggero ed invitante, ma avrei preferito capitoli leggermente più corti. Alcuni personaggi inoltre sono davvero solo abbozzati, motivo per cui avrei preferito che fossero meno ma più caratterizzati. Solo Rike e Silvie ne escono come regine indiscusse del romanzo. La mia speranza è di vedere Miriam più strutturata e analizzata nel secondo volume.
Inutile dire che aspetto il seguito con ansia, perché “Una vita da ricostruire” è il perfetto romanzo da leggere in questo periodo, lasciandosi trasportare nella mente e nel cuore dei suoi straordinari personaggi.
Rike, Silvie e Flori: tre donne molto diverse tra loro, ma accomunate da una forte determinazione e voglia di rivalsa, sono le protagoniste del primo capitolo della trilogia di Brigitte Riebe, Una vita da ricostruire.
In seguito ai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, i grandi magazzini Thalheim & Weisgerber di Berlino vanno distrutti. L’abbigliamento prodotto dalla famiglia Thalheim sul Ku’damm era conosciuto in tutta la città, e vedere anni di duro lavoro ridotti in macerie costituisce motivo di grande scoraggiamento per le giovani donne.
Ma, nel 1945, la guerra non ha raso al suolo soltanto edifici e strade: ha distrutto famiglie, costrette a fuggire, deportate in chissà quale campo di lavoro o detenute in prigione...
La storia raccontataci da Brigitte Riebe è una storia di rinascita, una storia che ha per protagoniste tre donne che sanno dimostrare, ognuna a suo modo, la propria forza e, ancor di più, la propria nobiltà d’animo.
Come in ogni famiglia, anche in quella dei Thalheim si celano non pochi segreti, che porteranno poi a inaspettati colpi di scena e un lungo succedersi di bugie atte a non alterare quell’apparente e labile stabilità che si era finalmente creata.
Lo stile della Riebe è semplice, diretto: ogni evento della vita dei Thalheim si intreccia inesorabilmente con quelli di una capitale che, allo stremo delle forze, tenta di risorgere pagando per gli errori del suo oscuro passato.
Saga familiare, protagoniste femminili, intrighi, segreti e tanta tanta determinazione: direi che è un ottimo inizio per quella che sarà la trilogia de Le sorelle del Ku’damm pubblicata da Fazi editore.
Nonostante abbia trovato in alcuni punti delle coincidenze forse un po' troppo forzate, la mia impressione su questo romanzo è tutt'altro che negativa, anzi... Quanto c'è da aspettare per il seguito?
Questo libro è no. Non so se sia venuta prima la Riebe o la Carmen Korn e la sua Trilogia che inizia con "Figlie di una nuova era", ma sembrano l'una la copia dell'altra e purtroppo nessuna delle due mi ha convinto. Personaggi senza alcun spessore, coincidenze magggiche e situazioni che si risolvono in poche pagine. Sfondo storico, questa volta Berlino invece dell'Amburgo della Korn, che almeno da' un maggior spessore di quello inesistente della Korn. Comunque, noiosissimo.
„Man kann die Zeit leider nicht anhalten, sosehr man sich das vielleicht wünscht. Sie zwingt uns in ihren Schritt, und manchmal dürfen wir tanzen, manchmal aber lässt sie uns stolpern.“ (Zitat Seite 259)
Inhalt: Im Juni 1932 wird das neu und großzügig umgebaute Modehaus Thalheim und Weisgerber am Berliner Ku’damm wieder eröffnet – im Mai 1945 ist das Kaufhaus nur mehr ein Trümmerhaufen. Doch Rike, die älteste der drei Thalheim-Schwestern, gibt nicht auf. Sie weiß, dass sich die Frauen gerade in dieser Zeit der Entbehrungen nach dem Luxus eines neuen Kleides sehnen. Als sie durch Zufall Miriam „Miri“ Sternberg, die Tochter von Ruth Sternberg, vor dem Krieg Chefin der Maßschneiderei, wiedertrifft, hat sie eine Freundin und Verbündete. Denn Miriam hat die Begabung ihrer Mutter für Mode geerbt. Nun sind Ideen und Kreativität gefragt, auch bei der Lösung der Familienprobleme.
Thema und Genre: Der vorliegende Familien- und Generationenroman ist der erste Band einer Trilogie, in deren Mittelpunkt jeweils eine der drei Schwestern Thalberg steht. Ort der Handlung ist hauptsächlich Berlin und es wird die Zeit unmittelbar nach Kriegsende geschildert, die politische Situation, der Überlebenskampf der Frauen und die gesellschaftlichen Auswirkungen, aber auch die allgemeine Hoffnung und Aufbruchsstimmung. Die sich anbahnende Teilung der Stadt Berlin ist ebenfalls ein Thema.
Charaktere: In diesem ersten Band ist Rike die Hauptprotagonistin. Sie ist zielstrebig und ärgert sich, dass ihr Vater sie geschäftlich nicht ernst nimmt, da sie „nur“ eine Tochter ist. Trotz mancher Rückschläge gibt sie nicht auf. Auch Miriam, ihre Freundin, hat nicht nur kreative Ideen und eine Begabung für Mode, sondern arbeitet gemeinsam mit Rike an der Umsetzung. Auch Silvie, die lebenshungrige mittlere Schwester, wird mit langsam ernsthafter und unterstützt die ältere Schwester. Die unterschiedlichen Charaktere des Romans sind stimmig und realistisch geschildert.
Handlung und Schreibstil: Der Zeitrahmen reicht vom Mai 1945 bis zum Sommer 1951, mit einem Prolog, der im Juni 1932 spielt. Rückblenden erfolgen in Erinnerungen und Gesprächen der Protagonisten. In einer angenehm zu lesenden Sprache beschreibt die Autorin das Leben der Menschen im zerstörten, hungernden Deutschland nach dem Krieg. Vor allem die positive Aufbruchsstimmung, die Hoffnung auf bessere Zeiten, schildert sie sehr lebendig. Innerhalb der Familiengeschichte gibt es ein Geheimnis, wo Rike plötzlich unlogisch agiert und einige Wendungen zu konstruiert wirken.
Fazit: Ein Familien- und Generationenroman mit zeitgeschichtlichem Hintergrund. Am Beispiel der Familiendynastie Thalheim wird das Leben der Menschen in der zerstörten, geteilten Stadt Berlin nach Kriegsende gezeigt, gefolgt von Wiederaufbau und Aufschwung. Ein Frauenroman für entspannte Lesestunden.
Benvenuti miei cari lettori del blog, spero stiate tutti bene e che abbiate passato delle meravigliose feste pasquali, nonostante le restrizioni imposte. Poco fa ho terminato "Una vita da ricostruire" di Brigitte Riebe, di cui mi è stata gentilmente omaggiata la copia digitale dalla FaziEditore che ci tengo a ringraziare per l'opportunità. Il libro in questione è uscito il 18 Marzo in tutte le librerie d'Italia, ed è il primo libro di una trilogia che sembra già destinata ad un successo esilarante.
Premetto che leggere saghe familiari mi riporta sempre nella mia confort zone e son davvero contenta di essermi avvicinata sempre più a questo genere di lettura.
Inizio quindi col dire che le vicende vengono narrate nel dopo guerra, siamo circa nel 1945 e ci troviamo in una Berlino distrutta dai bombardamenti, dove ci son famiglie che non hanno più nulla di che vivere e che devono risollevarsi con le unghie e con i denti. Una di queste famiglie sono i Talheim, proprietari un tempo dei grandi magazzini di moda pregiatissima nella vecchia Berlino. Tra le protagoniste conosciamo: Rike, Florentine, Silvie. Tre sorelle, l'una l'opposto dell'altra che guidate dalla maggiore Rike cercano appunto di ricostruire la loro attività di famiglia devastata e distrutta dalla guerra, di cui purtroppo non rimangono che macerie.
Nonostante le difficoltà economiche, la carenza di cibo e beni primari per garantire una sopravvivenza adeguata, cercheranno con forza, determinazione e coraggio di superare qualsiasi ostacolo si frapponga tra loro. Ci riusciranno le nostre eroine? Potrete scoprirlo solo leggendo questa meraviglia, io intanto vi preannuncio che leggere questo libro mi ha suscitato varie emozioni contrastanti tra loro che son contenta di aver provato: gioia, dolore, paura, eccitazione un caos di emozioni in un'unica meravigliosa storia. Un libro scritto con un linguaggio fluido, semplice, in grado di tenerti incastrata alle pagine con trepidazione e voglia di proseguire senza staccarsi mai. Un linguaggio che ha reso anche i fatti storici narrati leggeri e mai pesanti come uno potrebbe aspettarsi. Uno stile di scrittura allegro e brioso, nonostante la drammaticità a tratti della storia.
Sono stati creati dall'autrice personaggi forti, con caratteri meravigliosi che li differenziano l'uno dall'altro. Mi è piaciuto moltissimo l'importanza data in questa storia alle donne, rendendole indipendenti ed emancipate. Come ogni vita quotidiana, nascono delle amicizie, degli amori, accadono conflitti che stravolgono la routine ma soprattutto si scoprono verità nascoste.
Ho adorato la protagonista principale Rike, per il suo coraggio e per la forza di non abbattersi mai. Una ragazza che da sola o in compagnia ha abbattuto tutti i muri posti dinanzi a lei. Una ragazza in grado di amare chiunque a modo suo chi più chi meno, una ragazza diventata donna che ha messo al primo posto il suo nucleo familiare prima di se stessa, la tradizione e la voglia di ricostruire ciò che c'era un tempo.
Sicuramente la protagonista è colei che ho potuto conoscer meglio, poiché i fatti son stati narrati secondo il suo punto di vista e la storia è stata incentrata prettamente su di lei. Spero che nel secondo e terzo volume si possa dar importanza anche alle altre due sorelle del Ku'damm. Ho potuto constatare che Silvie sicuramente è la classica persona insicura che si cela dietro un'apparenza finta. Sempre gioiosa, bella e spontanea agli occhi degli altri, ma che dentro se stessa nasconde tantissime fragilità. La piccola Flori l'ho apprezzata per la sua tenacia e follia. La voglia di ribellarsi contro tutto e tutti portando avanti i suoi ideali fregandosene delle regole.
Ho apprezzato meno il capofamiglia Friedrich padre delle ragazze, sempre descritto in modo cinico e burbero secondo un mio parere, e Claire, seconda moglie e madre della terzo genita Flori, che non è venuta fuori come avrei voluto. Trovo si sia nascosta spesso dietro le spalle degli altri personaggi, esponendosi molto poco. I personaggi sono ancora moltissimi, le vicende ed i fatti accaduti numerosi ma anche dei colpi di scena non ne parliamo, li ho trovati INCREDIBILI. Starei qui a parlarne per ore, ma rischierei di parlar troppo e spoilerarvi qualcosa.
Scoprirete tutti i fatti che non vi ho raccontato soltanto leggendo questo capolavoro, che mi ha rallegrato il cuore e l'anima, facendomi fremere ora al sol pensiero di dover attendere i seguiti di questa magnifica storia.
Un' ultima cosa che quasi dimenticavo ma che non posso tralasciare: l'ambientazione ci viene rappresentata con una Berlino in un primo momento devastata dalla guerra, col tempo in ripresa costante fino ad arrivare alla divisione che tutti noi conosciamo: la Berlino dell'Est e dell'Ovest. Ma i fatti vengono narrati anche in altre parti d'Europa come Milano e Zurigo poiché la nostra protagonista affronterà viaggi inaspettati. E potremo notare per come vengono descritte le città in questo libro, la devastazione causata dalla guerra e gli sforzi dovuti per una rapida ripresa. Notiamo come molti paesi siano stati più colpiti di altri e con che difficoltà molte persone siano andate avanti in quel periodo. Senza cibo, ne acqua, senza possibilità di comunicazione e patendo freddi terrificanti.
Concludo col dire che, il mio voto finale è di quattro stelle, perché tengo da parte le cinque per i restanti libri della trilogia ed ora vi saluto calorosamente e vi ricordo di correre in libreria perché "una vita da ricostruire" non può mancare nel vostro scaffale.
Sono leggermente delusa. La Korn per quanto riguarda saghe famigliari (nel mio progettino sempre in mutamento) resta all'apice e rimane imbattuta. Nonostante questo libro di Riebe si legga certamente meglio rispetto al precedente approccio che ho compiuto con Company Parade, non vale molto la candela. Ed è un enorme peccato. Alcuni plot twist telefonati fin dalle prime pagine (ed io non sono per niente una lettrice sveglia, a sorprendermi davvero basta poco, eppure eccoci qua), alcuni personaggi davvero poco approfonditi, ho continuato per amor di storia (post ww II a Berlino, una manna per me) ma anche questo aspetto non l'ho trovato curato come credevo. Sono scocciata perchè alla fine ha una prosa molto godibile ma è come se non si applicasse: certi eventi, che avrebbero creato pathos, emozioni e veri plot twist di sorta, vengono gestiti fuori scena e sono un fastidio indecente soprattutto quando vengono per lo più liquidati in massimo due righe. Perchè mai, è una famiglia, ognuno ha i suoi incidenti, mostrameli che qui vogliamo soffrir bene e come si deve. Di sicuro è un risultato anche dovuto alla scelta di dedicare ogni volume a una sorella diversa, per tanto comprendo pure che in questo ci si focalizzi su un problema specifico della protagonista con pov principale, mentre per il resto te lo fai andar bene. E qui casca l'asino. Tolta la terza sorellina di cui si sa ancora poco, se non l'aspetto da adolescente ribelle, le due più grandi sono poco intriganti, a volte troppo infantili e senza che se ne venga a capo, di certi loro atteggiamenti e fa sorridere perchè quella che meno sopporto, dovrebbe esser protagonista del secondo volume. Nah, ci manca solo di rovinarmi una buona prosa con un personaggio per me detestabile, mi dispiace passo. Sarà per la prossima saga famigliare.
Me pareció buena idea comprar este libro cuando leí la descripción. No me di cuenta en ese instante que era el primero de una trilogía, justo lo que he estado evitando últimamente: las sagas. Para colmo cuando intenté averigüar por los siguientes descubrí que no están editados ni en español ni en inglés por lo que, al parecer, me quedaré solo con la primera parte.
El libro cuenta la historia de una familia alemana brevemente durante los años anteriores a la guerra y se desarrolla por completo en los años posteriores en que cada cual debía usar su inventiva y resiliencia para crearse una vida nueva. Consta de un prólogo que muestra ciertos eventos familiares en el año 1932, meses antes de que Hitler fuera nombrado canciller, y continúa en doce capítulos que van desde el año 1945 a 1951. La historia se aborda contextualizando los eventos con los hechos históricos que ocurrieron en Alemania en esos primeros siete años de la post guerra.
La narración tiene un hilo coherente que sigue un desarrollo lineal, aunque con ciertos defectos; algunos nudos se resuelven con casualidades, algunas difíciles de creer. El foco de la narración está en las vicisitudes que pasan en el ámbito familiar sin profundizar demasiado en el momento histórico que vive el país. Desde luego, los eventos históricos son determinantes en los sucesos que se narran, pero queda la sensación de que se usan más como un elemento narrativo para dar un marco temporal y contextual que en su verdadera dimensión de incidencia que determina los eventos.
Al finalizar quedan nudos no resueltos que obviamente sugieren el paso a la siguiente entrega de la trilogía.
No me pareció una historia sobresaliente, aunque logra mantener el interés.
Penguin Random House Grupo Editorial, S.A.U. 384 páginas 20/02/2024 — 25/02/2024
Hola lectores 🥰 Hoy les dejo reseña de "LAS HIJAS DE LA GUERRA" DE BRIGITTE RIEBE ( 2020)
📚NOVELA FICCIÓN HISTORICA. Una lectura agradable, ambientada en la Alemania post segunda guerra mundial. Dónde los Berlíneses deseaban ponerse de pie. Esta historia retrata lo difícil que fue pasar por una guerra con todo lo que ello sigifica, hambre, frío, duelo, necesidades, y el proceso de desnazificación.
📚Esta familia dedicada a la industria de la moda, sus integrantes separados por la guerra, ya se empiezan a reunir. Las hermanas Thalheim nos narran sus desventuras y sus proyectos para salir a flote en medio de la adversidad.
📚SINOPSIS: Berlín, mayo de 1945: es la hora cero, la ciudad está en ruinas, así como las almas de sus gentes. Los grandes almacenes Thalheim am Ku'damm también han quedado completamente destruidos. Rike, Silvie y Florentine, las tres hermanas herederas del negocio, contemplan aterradas y petrificadas las ruinas del orgullo familiar. Pero Rike no está dispuesta a que su vida transcurra entre los escombros. Ella tiene un proyecto y está dispuesta a dejarse la piel para llevarlo adelante: reconstruir los grandes almacenes y darle color al triste Berlín de la posguerra con telas refinadas, colores pastel y las últimas creaciones de moda.
📚Si bien me gustó mucho la lectura, la temática ya la había leído en "La villa de las telas" saga de Anne Jacobs y otro como "La casa de modas: Hijas de la libertad" Libro de Julia Kröhn. Igualmente siempre es bueno saber de la guerra desde otra perspectiva.
📚Con 416 páginas y 12 capítulos, este libro entretiene para quien le gusta la novela histórica. Un libro que habla de familia, de amigos, de adversidades, de secretos, y obviamente de moda.
Die Autorin Brigitte Riebe hat mit "Jahre des Aufbaus" den Auftakt zur Trilogie "Die Schwestern vom Ku'damm" eröffnet. Die Schwestern Rike, Silvie und Florentine stehen im Mai 1945 in Berlin vor den Trümmern des Kaufhauses Thalheim. Der Vater Friedrich Thalheim ist verschwunden. Der Bruder Oskar wird vermißt. Rike versucht, die Familie zusammenzuhalten. Zu der Familie gehört auch Claire, die 2. Ehefrau Friedrichs mit dem Nesthäkchen Florentine. Als die Villa von Russen besetzt wird, ziehen sie in die Wohnung der Großmutter, und versuchen, mit ihrer harten Arbeit als Trümmerfrauen, bessere Lebensmittelkarten zu bekommen. Trotz allen Entbehrungen träumt Rike davon, das Kaufhaus wieder aufzubauen. Wird ihr dieser Traum gelingen?
Die Autorin erzählt von der entbehrungsreichen Nachkriegszeit und den Anfängen des Wiederaufbaus, sie erläutert wirtschaftliche und politische Entwicklungen wie die Währungsreform, und webt all dieses in eine Familiengeschichte ein. Als Leser wird man auf eine Zeitreise mitgenommen und erlebt eine Zeit, die wir nie vergessen dürfen.
Wir lernen Rike, die älteste Schwester, kennen. In ihr ist schon früh die Liebe zu dem Kaufhaus Thalheim erwacht. Sie ist eine mutige und selbstbewußte Frau.
Silvie, die jüngere Schwester, möchte das Leben in vollen Zügen genießen. Mit dem Kaufhaus hat sie nicht viel am Hut. Ihre Liebe gehört dem Radio.
Florentine oder Flori, wie sie genannt wird, ist die jüngste Tochter. Sie hat einen eigenen, rebellischen Kopf. Ihre Liebe gilt dem Malen.
Die Autorin läßt den Leser teilhaben am Leben der Thalheims, einem Kampf um ein besseres und schöneres Leben.
Mir hat dieser gefühlvolle Roman sehr gefallen. Ich werde auf jeden Fall weiterlesen, wie es mit den Thalheims weitergeht.
Eigentlich eine gute Story, aber es kommt nicht wirklich Spannung auf, die Spannung die am Ende von den Kapiteln kommt wird abrupt unterbrochen und dann muss man wieder von vorne ins neue Kapitel kommen.. zu viel Erzählung und historisches.. zieht sich, das Ende fühlt sich an als wäre man mitten im Buch
Non è un brutto libro, ha uno stile scorrevole e lo sfondo storico è molto interessante. Mette in prospettiva le cose, ma tutto è estremamente prevedibile e le ragazze Tuhleim non mi hanno conquistata come avrei voluto. Rike è la più centrata, ma troppo cervellotica. Sylvie è troppo, in tutto. Flori appena una comparsa. Si poteva fare di più, soprattutto sull'aspetto moda.
Ich hing ziemlich lange an dem Buch. An sich fand ich die Geschichte ganz gut umd das Setting interessant, aber mir hat die Spannung gefehlt und am Ende waren es mir doch zu viele politische Details. Ich denke nicht, dass ich die Fortsetzungen lesen werde.
Překvapivě zajímavý pohled na kus poválečné historii, který mě fakt bavil. Vítězné mocnosti versus obyčejní lidé ve zničeném Berlíně. Osud rodiny, která je rozdělena ideologií, ale přesto se snaží držet pospolu a plnit si své sny a touhy. Fakt se těším na pokračování!