Fatti questo regalo!
In questo complesso e faticoso inizio 2021, "Prendila con filosofia" è un abbraccio caldo e incoraggiante.
Abituata alla profondità e alla concretezza delle filosofie e delle religioni orientali, nutro sempre una certa antipatia verso le seghe mentali della filosofia occidentale. A meno che... non si adotti una prospettiva come quella di Hadot (infatti citato nel libro), il quale ritrova nei greci la coltivazione non solo di teorie, ma anche e soprattutto di prassi quotidiane finalizzate al ben-essere. Questa scelta, ritengo, assume una rilevanza assoluta dal momento in cui l'intero target di lettori si trova nel pieno di una crisi pandemica. Dà al libro un valore compassionevole e generoso, anziché auto-incensatorio. E, al di là della pandemia, dobbiamo ammettere di avere un disperato bisogno di una filosofia contemporanea, che ci aiuti a rendere prima visibili e poi ad affrontare alcune enormi sfide, come il mondo dei social-network e la società della performance.
Il libro è divulgativo, universale, discorsivo, molto semplice, ma non banalizzante.
La formula del libro-game e gli esercizi stimolano ad assumere una postura attiva. E lo stesso fanno i concetti e gli stimoli via via presentati: la fioritura personale è un processo fatto di domande, di attenzione continuamente rinnovata, di ascolto sincero. Da quando ho letto questo libro, ho capito meglio che mai una cosa: voglio fiorire. Il resto è fuffa, perdita di tempo, umiliazione.
Una mancanza: la comunità. Vero che la trasformazione interiore è la partenza di tutto, ma nel libro non si parla quasi per niente della costruzione di un senso di comunità, non ci sono esercizi che invitano a relazionarsi, sembra che tutto il gioco si svolga esclusivamente nel rapporto di noi stessə con noi stessə. Sarebbe stato bello trovare almeno un invito a condividere concetti ed esercizi in gruppi, a rafforzare le nostre reti di supporto, per fiorire insieme. Forse, qualcosa del genere viene stimolato un po' di più attraverso altri eventi e iniziative Tlon.
Però, questo passaggio mi ha dato una vera e propria iniezione di speranza:
"Intendiamoci: non c'è mai stato nella storia dell'umanità un così grande numero di persone interessate a comprendere se stesse e a dare senso alla propria vita. Sono esistite diverse piccole comunità spirituali, soprattutto nell'antichità, ma non società globali, grandi come la nostra, in cui milioni di persone cercassero di vivere una vita autentica. In un tempo così critico e fragile, rischiamo davvero di creare il più grande prato fiorito della storia".
Il rischio c'è, sono daccordo. Ma le spinte opposte non sono da sottovalutare. E solo attraverso un continuo confronto e dialogo con altri esseri umani (preferibilmente in piccoli gruppi, cuore a cuore, magari dal vivo) queste filosofie possono diventare cultura.
Intanto, grazie Tlon. Mi avete fatto bene.