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La grande pandemia: Come la peste nera generò il mondo nuovo

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«Quegli eventi spaventosi, che comportarono un momentaneo imbarbarimento di tutti gli standard morali e un carico atroce di sofferenze, non si lasciarono dietro un mondo istupidito e in declino, bensì una società formicolante di energie e d'una ritrovata voglia di vivere». ALESSANDRO BARBERO

Nata nelle sconfinate steppe asiatiche e diffusasi attraverso la Cina, la peste nera che ha travolto il pianeta nella metà del Quattordicesimo Secolo è la più terribile pandemia che l’umanità ricordi. Un terzo della popolazione europea ne cadde vittima, un dato che equivarrebbe oggi a oltre 200 milioni di persone.
L’Italia fu il primo paese dell’Europa occidentale ad esserne colpito, e mentre le altre nazioni poterono affrontarla perlomeno con una minima esperienza, l’epidemia si abbatté sulle città che si affacciavano sul mare come una vera sciagura. Per cinque terribili anni, la morte proietto la sua sinistra ombra ovunque.
Ma alla fine di quel cupo incubo, tutta l’Europa, da Venezia e alla penisola iberica, da Messina a Milano, dai paesi di lingua tedesca a Londra, Parigi e Firenze, si sarebbe destata profondamente diversa: quella tragica epopea avrebbe rappresentato l’imprevisto crogiuolo di concepimento di tutta l’età moderna, liberando energie inespresse, modificando costumi, ridistribuendo ricchezze. Il Vecchio Mondo si accingeva al tramonto, e il rinascimento di nuova alba sorgeva su quello Nuovo.

366 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1994

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Klaus Bergdolt

35 books1 follower

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Ivan.
361 reviews52 followers
May 12, 2019
Fu un trauma emotivo, per me bambino, l'incontro con la peste nei "Promessi sposi" di Sandro Bolchi visti rigorosamente in bianco e nero sulla tivù di stato nel lontano 1967. Accidenti che sgomento... e che poi continuò in seguito con l'apprendere a scuola, e non solo, di quel terribile evento che fu la peste nera del 1347-48 che diede la stura a tutte le epidemie di peste bubbonica dei tre-quattro secoli successivi. Per non parlare dell'incontro nel proemio del Decamerone... Una continua inquietudine, uno smarrimento prolungatosi negli anni a venire con le visioni di Bruegel e company, appena appena attenuato dalle letture di Huizinga.
Sarà forse per questo la ricerca continua di saggi storiografici e scientifici, un tentativo di esorcizzare, razionalizzare(?) la paura e lo sbigottimento di quel bambino, allontanando nel tempo passato, nei secoli trascorsi per sempre il terrore folle che la pesta causava.
Un saggio molto interessante questo di Bergdolt, che dà la visione a 360° dell'epidemia che interessò tutto l'occidente cristiano, tutto il Mediterraneo e l'oriente islamico, l'Asia centrale, la Cina, l'India; tutto il mondo di allora. L'inizio? Fu là, nella regione del lago Bajkal negli anni trenta del XIV secolo. Dalla Transoxiana sotto il dominio mongolo e abitata allora da cristiani nestoriani, l'epidemia raggiunse l'Issyk-Kul e sulle rotte della "Via della Seta" si diffuse in Cina, in India, in Persia, sul Mar Nero e da lì un nave genovese la portò a Messina... Con tutto lo sfacelo e terrore a seguire.
Per alcuni fu la chiusura del Medioevo; certo che l'epidemia ebbe impatti notevoli sulla demografia, sull'economia, sull'arte, sulla religione. Per alcuni, le classi dei salariati fu una manna; così per molti piccoli coltivatori, grazie alla legge della domanda e dell'offerta.

Ho superato la paura? Non so...
Profile Image for uk.
225 reviews36 followers
April 25, 2020
‚Gelehrt‘ nannte man ein so informiertes, gut lesbares, übersichtlich aufbereitetes Kompendium wie das vorliegende wohl im 19. Jahrhundert.

Ein kluger, stilistisch schnörkelloser, präzise formulierter, inhaltlich höchst ergiebiger historischer Streifzug durch Medizin, Ökonomie, Politik, Gesellschaft, Religion, Literatur, Kunst- und Mentalitätsgeschichte während der Pestepidemie im Europa des 14. Jahrhunderts.

Ein Vademecum für den Vergleich vergangener mit aktuellen krisenhaften Ausnahmezeiten.

Ein Gewinn.
Profile Image for Auri90.
121 reviews6 followers
March 16, 2014
Gesamteindruck

Klaus Bergdolt zeichnet hier auf knapp 220 Seiten ein sehr umfassendes Bild von der Pest, die Europa im 14. Jahrhundert überrollte und ein schreckliches Massensterben hervorrief. Im Zeitalter einer Autoritätenmedizin, die nach wie vor der Antike verpflichtet war, wusste man nichts von Bakterien, oder gar ihren Übertragungswegen. Umso interessanter ist es zu lesen, wie die Menschen auf diese Seuche reagierten, welche Erklärungsmodelle sie hatten, wie ihr Alltag aussah etc. Wirklich sehr interessant und empfehlenswert. Ein tolles Überblickswerk, welches einem die wichtigsten thematischen Aspekte vermittelt!

Cover/ Gestaltung: 4/5 Pkt.

Tolles Format, interessantes Cover, sehr übersichtliche Gestaltung und Kapiteleinteilung. Man kann sich gut zurechtfinden, und die für sich jeweils interessanten Stellen schnell herausgreifen!

Inhalt: 5/5 Pkt.

Ein sehr umfassendes und vielschichtiges Bild wird vermitellt, und in meinen Augen werden alle wichtigen Aspekte angesprochen: Pest im Altertum, Pest im Mittelalter, ursachen und Infektionswege, Pesttheorien im Spätmittelalter, Pestregimina und consilia, Europa um 1348, der Ursrpung der Pest, Pest in Osteuropa, Pest in Italien, in Venedig, Florenz, Frankreich, Spanien, deutschsprachiger Raum, Skandinavien, Niederlande, England und der Schwarze Tod, ein Zeuge des Unglücks: Francesco de Petrarca, die Geißler, Judenverfolgungen, Beispiel Würzburg, Mentalitätskrise der 40er Jahre, verhalten des Klerus, ärztliche Ethik, Universitäten zur Zeit der Pest, Reaktionen der Behörden und Beispiele, wirtschaftliche und soziale Folgen, Pest und Bildende Kunst, Pest und Literatur

Schreibstil: 4/5 Pkt.

Lässt sich flüssig und verständlich lesen!

Fazit

Wer sich für die Thematik des Schwarzen Todes interessiert, sollte dieses Buch wirklich lesen. Es gibt einfach einen tollen Überblick zu allen wichtigen Themen. Mir hat es für meine Prüfungsvorbereitung sehr geholfen.

4 Sterne!

*Klaus Bergdolt: Der schwarze Tod in Europa. Die große Pest und das Ende des Mittelalter. München 2011. 272 S. 14,95 €*
Profile Image for Devero.
5,042 reviews
February 14, 2021
Rilettura di un gran saggio, completo, abbastanza esaustivo, su quello che fu la peste nera del 1347 e successivi. Ben spiegata, aiuta a rimettere in prospettiva diverse cose. Ad esempio il vero impatto sulle nostre vite di oggi di una pandemia molto blanda, che non uccide certamente una persona su tre o anche su una su due. E poi il seguito, ossia, per quelli che sopravvivono, tutte le possibilità che si aprono.
Ci sono, e Bergtold è abilissimo a presentarcele, le situazioni delle singole potenze della penisola italiana, come Firenze, Venezia, e poi del resto dell'Europa. C'è il ricordo di chi scappava, e di chi assisteva i malati, come il fratello del Petrarca. C'è il ricordo che questa prima grande ondata pandemica pone effettivamente fine al medio evo per iniziare il rinascimento, almeno nelle zone dell'Italia e dell'Europa occidentale.
Ci sono anche i dubbi.
Perché Milano e la Lombardia attuale furono risparmiati da questa prima ondata?
Che cosa avevano in comune con alcuni territori della Polonia ugualmente risparmiati dalla prima ondata?
Fu davvero a causa del diffondersi del Rattus norvegicus che, grazie a un sistema immunitario migliore, non amplificando la malattia, permise che per i secoli successivi la pandemia diventasse solo una epidemia periodica?
Ed altri ancora, sul vero luogo d'origine di questo batterio che infesta le pulci che infestano diverse specie di roditori che poi nel mondo infestano e contagiano gli uomini. Qual era davvero? India? Cina?
Non lo sapremo mai, probabilmente, e forse oggi non importa nemmeno più.
Quello che sarebbe importante è capire che di fronte a eventi di portata globale la cosa da fare è cambiare abitudini di vita e pensare e programmare a grandi linee il nostro futuro.
Profile Image for Zany.
363 reviews9 followers
May 2, 2020
Kniha o velké morové ráně poloviny 14. století je sama o sobě velmi zajímavé čtení. Kniha popisuje průběh samotné morové rány, její rozdílné dopady na různé zeměpisné oblasti, na různé skupiny obyvatelstva. Důležitá kapitola je také věnována dobovému pronásledování Židů. V druhé části autor rozebírá dlouhodobé dopady v sociální či hospodářské rovině, vliv moru na demografický vývoj, chování elit společnosti jako jsou lékaři, vzdělanci, katolický klérus, nezapomíná ani na odraz moru v umění. Nejde o žádné suchopárné čtení, kniha je plná citací z dobových pramenů s vylíčením konkrétních situací a osudů.
Knihu jsem měl nachystánu už delší dobu, zcela cíleně jsem se do čtení nakonec pustil během současné pandemie koronaviru, což její čtení přeneslo na docela jinou úroveň. V podstatě během celého čtení jsem nacházel paralely s naší současností, ať už jde o průběh epidemie, šíření moru, jeho bagatelizování, zatajování skutečného stavu, nejrůznější opatření, kterým se mu společnost snažila čelit, vzorce chování jednotlivců i společenských skupin. Často by stačilo jen zaměnit letopočet a jako bych četl titulky a články z dnešních novin.
Profile Image for Ozeki Federiko.
6 reviews
September 22, 2019
Extremely well written and researched account of the great plague epidemy in the XIV century.
It goes into well documented description of the causes and effects of one of the most traumatic events in European history.
One important chapter is dedicated to the arbitrarily persecution and lynching of Jewish communities in European cities. This chapter for me, is the most powerful and frightening. Until I read that I hadn´t realised, how the manufacture and spread of conspiracy theories could so easly happen in pre-globally connected, mass-mediatic times.
It should be taught in schools, as one more reference to the dark and psychotic times of our society´s past. I have a feeling that we often tend to dismiss the Holocaust as a "happened only once, impossible to repeat" mistake.
Profile Image for Michal.
161 reviews11 followers
June 26, 2011
Jedna z nejlepších knížek o problematice černé smrti, které byla prozatím napsána. Bergdolt nejenže precizně mapuje vznik a šíření moru do Evropy ale brilantně analyzuje její dopad na sociální vztahy ve společnosti, přičemž popisuje i ekonomický dopad moru na Evropu. Mohu doporučit i pro laiky
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