«Voglio essere ricordato come qualcuno che ha dato gioia a milioni di persone e che ha trascorso ore meravigliose nel farlo». Con queste parole, idealmente, Wilbur Smith salutava i suoi fan in tutto il mondo, lasciandoci in dono i suoi libri.
Scomparso la notte del 13 novembre scorso, ad 88 anni, il maestro dell’avventura da 150 milioni di copie, era nato a Broken Hill il 9 gennaio 1933 (nella Rhodesia del Nord, l’attuale Zambia) e un bestseller dopo l’altro, aveva dato vita a numerosi cicli di fiction, spaziando fra romanzi storici e marini – da Come il mare a Sulla rotta degli squali – ai numerosissimi titoli dedicati all’Africa, a partire da Il destino del leone, il romanzo che lo rese celebre nel 1964 giungendo sino al più recente, Il nuovo regno. Acclamato universalmente come un’icona, ha attraversato i decenni rinnovando il suo pubblico, anche grazie alla recentissima creazione di una serie per ragazzi decisamente ecofriendly – composta da Tempesta e Fulmine – scritti con Chris Wakling, con protagonista il 14enne Jack Courtney, toccando così quota cinquanta romanzi.
L’ultimo libro al quale ha lavorato è Eredità di guerra (scritto con David Churchill) che giungerà il 3 marzo (p.608 €23) sugli scaffali italiani, tradotto da Sara Caraffini. Un gran colpo messo a segno da HarperCollins Italia che pubblica il diciottesimo libro del ciclo dei Courtney (iniziata nel 1997 con Uccelli da preda). Si tratta del seguito de La guerra dei Courtney e al consueto tasso adrenalinico della trama, si affiancano tematiche decisamente attuali ovvero il peso delle ideologie sanguinarie e le conseguenze del colonialismo imperiale.
Il sipario si alza sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale: Adolf Hitler è morto suicida nel suo bunker e intanto, l’Europa è diventato un terreno di scontro ideologico fra il capitalismo americano e il comunismo sovietico, con Berlino divisa dal Muro. Per la gioia dei lettori, sulla pagina torna la bella e assai caparbia Saffron Courtney - di cui lo stesso scrittore disse, «lo so che un autore non deve avere favoriti tra i personaggi, ma Saffron è sempre stata nel mio cuore» - che ha scelto di sposare il suo amore, Gerhard Meerbach, sopravvissuto al campo di concentramento.
Ma l’ideologia nazista, lo sappiamo, è dura da estirpare e sarà proprio Konrad, il fratello dello sposino, ad ordire un tragico piano di rivincita, cercando di scatenare una nuova e ancor più feroce ondata di nazionalsocialismo nella propria terra natia. Dal vecchio continente, l’azione salta in Kenya, lì dove un movimento d’indipendenza, alla stregua di quello indiano, sta prendendo crescente consapevolezza deciso a sovvertire l’impero coloniale inglese, lottando per la libertà e del resto, la stima di Wilbur Smith per Nelson Mandela è sempre stata palese. Eredità di guerra ricostruisce la tensione che fa vibrare l’intero continente africano, in bilico fra la tribù dei Mau Mau che si sfoga con azioni brutali e chi vorrebbe una transizione più morbida – e così, i Courtney, dopo secoli di usufrutto di quelle terre, sono costretti a interrogarsi: nel prossimo futuro ci sarà ancora posto per la loro stirpe latifondista sotto la linea dell’equatore? Sarà proprio Saffron, giunta da Londra in soccorso del padre Leon, a prendersi la scena mentre il sanguinario Konrad sta tramando, deciso ad innescare una serie di disastrose conseguenze su scala mondiale.
Se la scrittura in tandem negli ultimi anni si è resa necessaria per mantenere i ritmi d’una produzione che potesse soddisfare i fan - «lavorare con dei coautori – disse Smith - mi permette di fare un passo indietro ed esplorare meglio le mie storie» - l’accoppiamento con David Churchill è foriero di una trama piena di colpi di scena, alternando capitoli brevi e di media lunghezza, spostando l’azione fra l’Europa e l’Africa, riuscendo a tenere sempre alta la tensione, sino alle ultime pagine. E non sarà un addio visto che l’uscita del prossimo libro della saga, Storm Tide è stata annunciata in America e Gran Bretagna nel mese di aprile, firmato con Tom Harper. Sì, Clive Cussler, Robert Ludlum (il creatore di Jason Bourne) e ovviamente, Wilbur Smith sono – ahinoi - passati a miglior vita eppure, ogni volta che un loro nuovo titolo approda sugli scaffali, i fan lo accolgono con gioia. Diciamolo chiaramente, i grandi autori non muoiono mai e beato chi non li ha ancora scoperti perché c’è tutto un mondo pieno di cattivoni ed eroi tutto da scoprire. Un bestseller dopo l’altro.