Ho centellinato la lettura di questo libro ed è giusto terminarlo oggi che ricorre l’anniversario della sua nascita: nacque infatti il 6 gennaio 1883, a Bisharri, un villaggio nel Nord del Libano. Il suo nome arabo era Gibran Khalil Gibran; la trascrizione consueta fu cambiata in «Kahlil» a causa di un errore di registrazione presso la prima scuola che frequentò negli Stati Uniti.
Questo libro è uno scrigno in cui sono nascoste tante perle di saggezza.
Ne riporto alcune
“Volti
Ho visto un volto con mille facce e un volto che era una sola faccia, quasi fosse contenuto in uno stampo.
Ho visto un volto di cui riuscivo a penetrare lo splendore per guardare la bruttezza sottostante, e un volto il cui splendore ho dovuto sollevare per vedere quant’era bello.
Ho visto un volto anziano molto segnato da nulla e un volto liscio su cui erano incise tutte le cose.
Conosco i volti, perché guardo al di là della stoffa tessuta dal mio stesso occhio e osservo la realtà sottostante.”
“Ogni singolo seme
Ogni singolo seme
che l’autunno fa cadere nella
polvere del suolo
ha il suo modo speciale
di estrarre il cuore
dal guscio
e di creare da quello
le foglie,
poi i fiori
e poi i frutti.
Eppure, per quanto differiscano tra loro,
la destinazione di tutti i semi
rimarrà unica,
e quella destinazione è
di ergersi in faccia al sole.”
“Da un’eternità all’altra
L’umanità è un fiume di luce
che scorre dall’ex eternità all’eternità.”
“Un muro fra due giardini
La tristezza è solo un muro fra due giardini.
Noi scegliamo le nostre gioie e i nostri dolori
molto prima di farne esperienza.
Quando la tua gioia o il tuo dolore diventano grandi,
il mondo diventa piccolo.”
“Una nave senza timone può non affondare
E uno degli anziani della città disse: «Parlaci del bene e del male». E Almustafa rispose:
Del bene che c’è in voi posso parlare, ma non del male.
Perché cos’è il male se non il bene torturato dalla propria fame e sete?
In verità, quando il bene ha fame, cerca il cibo anche nelle grotte buie, e quando ha sete beve anche da acque morte.
Voi siete buoni quando siete in armonia con voi stessi.
Ma quando non siete in armonia con voi stessi non siete cattivi.
Perché una casa divisa non è un covo di ladri. È solo una casa divisa.
E una nave senza timone può vagare senza meta fra isole perigliose anche senza andare a fondo.”
“Il canto più libero
Il canto più libero non passa
tra sbarre e fili metallici.
E quelli per cui la religione è una finestra,
da aprire ma anche da chiudere,
non hanno ancora visitato
la casa della loro anima,
le cui finestre sono aperte
dall’aurora all’aurora.”
“Linee e cerchi
Il profondo e l’alto
vanno alla profondità o all’altezza
in una linea retta.
Solo il vasto
può muoversi in cerchio.”
Concludo questa selezione con questo invito
“Il primo passo è scoprire il nostro desiderio
e quindi ascoltare la nostra interiorità.”