Due donne si parlano con gli occhi. Conoscono il linguaggio del corpo e per loro la verità è scritta sulle facce degli altri. Entrambe hanno imparato a non sottovalutare le conseguenze dell'amore. Sara Morozzi l'ha capito molto presto, Teresa Pandolfi troppo tardi. Diverse come il giorno e la notte, sono cresciute colleghe, amiche, avversarie leali presso una delle più segrete unità dei Servizi. Per amore, Sara ha rinunciato a tutto, abbandonando un marito e un figlio che ha rivisto soltanto sul tavolo di un obitorio. Per non privarsi di nulla, Teresa ha rinunciato all'amore. Trent'anni dopo, Sara prova a uscire dalla solitudine in cui è sprofondata dalla scomparsa del suo compagno, mentre Teresa ha conquistato i vertici dell'unità. Ma questa volta ha commesso un si è fatta ammaliare dagli occhi di Sergio, un giovane e fascinoso ricercatore. Così, quando il ragazzo sparisce senza lasciare traccia, non le resta che chiedere aiuto all'amica di un tempo. E Sara, la donna invisibile, torna sul campo. Insieme a lei ci sono il goffo ispettore Davide Pardo e Viola, ultima compagna del figlio, che da poco l'ha resa nonna, regalandole una nuova speranza. Maurizio de Giovanni esplora le profondità del silenzio e celebra il coraggio della rinascita, perché niente è davvero perduto finché si riescono a pronunciare parole d'amore.
Maurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano, autore perlopiù di romanzi gialli.
Maurizio de Giovanni is best known for his prize-winning series set in 1930s Naples featuring Commissario Ricciardi, a loner with the paranormal ability to see and hear the murdered dead. A banker by profession, de Giovanni also writes short stories and books about historic matches of the Neapolitan soccer team.
Al momento è la serie in cui i vezzi di De Giovanni mi irritano meno. Magari togliesse gli sdolcinati monologhi del morto e col morto, però. Sono da carie.
Non ho ancora capito se mi è piaciuto o meno, e comunque ho la vaga impressione che già stia scivolando via dalla mia memoria (vale a dire: non è una lettura memorabile). Troppi cliché maschilisti. E comunque non so se l'evoluzione della storia d'amore tra Viola e Pardo - perché è lì che andremo a parare, no? Anche quella puzza di cliché da un chilometro di distanza - sia sufficiente per continuare a leggere la serie. Io provo con il prossimo, poi, nel caso, mi ritiro.
Secondo volume della nuova serie ideata da Maurizio De Giovanni, mi ha nuovamente ammaliata e convinta. Il giovane amante di Teresa Pandolfi, la Bionda, amica e collega storica di Sara, scompare e la donna chiede aiuto alla nostra eroina per scoprirne il destino. De Giovanni ci fa immergere all'interno della storia, senza fronzoli e senza sconti. Immediatamente le atmosfere del racconto si fanno buie e ci viene rivelato subito tutto il marciume nascosto dietro una vicenda apparentemente semplice. In questo nuovo capitolo conosciamo ancora meglio Sara Morozzi, il suo carattere, il suo essere schiva, le sue potenzialità, il suo essere "invisibile". La conosciamo da giovane all'inizio della sua carriera e la ritroviamo donna in pensione, sola e malinconica. Ma, in questo romanzo, De Giovanni dà spazio ad un'altra figura femminile, l'antitesi di Sara, Teresa Pandolfi e ce la descrive perfettamente. Tanto sfrontata, energica e sicura di se ci è stata mostrata nel primo romanzo, tanto in questo da mostra delle sue insicurezze e fragilità, di donna di mezza età ancora bella che, però, non accetta il passare degli anni e cerca continuamente conferma in amanti giovani che non le riescono a dare quello che lei vorrebbe. Due figure di donne opposte, ma che si completano a vicenda, così come lo facevano da ragazze quando lavoravano insieme. De Giovanni dà ampio spazio anche agli altri due protagonisti, Viola e Pardo e ancora una volta, i teatrini che inscenano sono esilaranti. Grande assente, o poco presente, è il Bovaro del Barnese, Boris, di cui io mi sono pazzamente innamorata. In questo nuovo episodio ritroviamo la solita atmosfera cupa e angosciante che De Giovanni è un mago a creare, ma esse vengono stemperate dalla presenza di Viola e Pardo che strappano spesso una risata. Nonostante le apparenze, il tema principale del romanzo è l'amore. Quello di Teresa per il suo giovane amante; quello di Sara per Massimiliano e per Giorgio, il figlio abbandonato ma mai dimenticato e ora per il piccolo Massimiliano, il figlio di Giorgio e Viola; l'amore di Pardo per Viola, ancora lasciato intendere, ancora non svelato e soprattutto non ancora pienamente compreso dai protagonisti ma perfettamente chiaro agli occhi di Sara. Inutile dire che ancora una volta ho adorato la lettura di questo romanzo e che De Giovanni si è confermato essere uno dei miei autori preferiti. Come al solito, le parole di questo romanzo mi hanno stretto il cuore e provocato nodi alla gola. E come al solito, l'autore è riuscito a stupirmi creando un finale shockante, che mi ha lasciata senza parole.
Sara Morozzi, la donna invisibile che interpreta il linguaggio non verbale, torna per aiutare la storica collega, amica e antagonista Teresa Pandolfi, nel caso di scomparsa di un uomo a lei molto vicino
A differenza del precedente Sara Al Tramonto, c'è scarsa investigazione e seppur abbia apprezzato l'introspezione dei personaggi, questo a mio avviso non ha compensato la poca tensione e la scarsa ambientazione. Non il miglior libro ,finora letto, di Maurizio De Giovanni
3.5 - Voto . Bea65 - per RFS . Maurizio di Giovanni, è un autore che ho imparato ad amare leggendo la serie del commissario Ricciardi. Questo libro mi ha lasciato perplessa. La storia è bella ed interessante, però ogni volta che iniziavo un nuovo capitolo non mi era subito chiaro di chi e cosa stesse parlando.
All’inizio del libro l’autore ci segnala che se non si conosce la storia di Sara dal principio, si può leggerla nelle ultime pagine, però chi come me usa gli Ebook si trova in difficoltà. Quando sono arrivata alla fine del libro, ho letto gli inizi della storia di Sara e ho seguito il consiglio dell’autore, ho ricominciato a leggere tutto dal principio. L’esposizione della storia nella prima parte e le sensazioni che mi ha fatto sentire, purtroppo sono rimaste, la seconda invece è più fluida, si comprende meglio e si riesce a seguire in modo più avvincente gli sviluppi della trama. Finalmente sono riuscita a ritrovare lo stile dell’autore che ho imparato a conoscere nei precedenti libri.
Peccato!! La storia è buona, come vi ho già detto. Alcune situazioni sono rimaste in sospeso, non ho idea se verranno approfondite in un altro libro, sicuramente potrei apprezzare una storia più corposa, a patto però, che lo sviluppo sia migliore.
Come (quasi) sempre, i libri di Maurizio de Giovanni sono una garanzia, e questo non è da meno. A differenza di Ricciardi o dei Bastardi di Pizzofalcone, la peculiarità di questa serie è sicuramente la figura di Sara, al punto che il giallo protagonista di ogni libro sembra perdere importanza. Personalmente, infatti, sono molto più attratta dalla figura enigmatica di Sara e sono semplicemente molto curiosa di sapere dettagli sulla sua vicenda personale; in questo secondo romanzo ho gradito moltissimo l’appendice a seguito della fine della racconto del giallo, altri particolari che si aggiungono per delineare la figura della donna... insomma, non vedo l’ora di leggere il prossimo!
"Allora ho deciso di non sottrarmi più, amore mio. Di smettere di guardare al domani per combattere il male che c'è qui, adesso. Perché se mai avrai un motivo per migliorare il futuro, be', amore, devi intervenire sul presente. Solo sul presente."
Un'altra vicenda complicata da sbrogliare per Sara, che torna con la sua improbabile squadra.
E, pagina dopo pagina, Sara prende consapevolezza che a volte certe cose vanno affrontate e fatte, in prima persona, con coraggio e determinazione, affinché i tasselli combacino e tutto sia compiuto.
Letto in quattro giorni, e questo è positivo. Avevo l’impressione che fosse un giallo ma non lo è, e non è nemmeno una detective story. Non c’è suspence e l’indagine principale sembra arenarsi ad un punto morto. Nonostante ciò, i personaggi della bionda e della mora fanno di questo romanzo degno di essere letto come una bella storia di affetti fra donne, scritta da un uomo.
De Giovanni mi piace, c'è poco da dire. Ha un bel modo di scrivere, di entrare nelle storie e nei personaggi, di oscillare sapientemente fra poesia e burla. Questa serie non è da meno, Sara è un personaggio particolare, con mille ombre, non particolarmente simpatica, ma a cui tuttavia ci si affeziona, e con lei a tutti quelli che la circondano. Ho apprezzato poco la parte gialla, però...
... le parole di Sara esistevano, e le urlava attraverso gli occhi. Lei che aveva combattuto per liberare la verità dalla maschera della reticenza, lei che da lontano riusciva a leggere sussurri, a distinguere passioni celate da un semplice gesto e sentimenti racchiusi in un’espressione sfuggente, lei non parlava mai. Le parole di Sara erano parole che abitavano nel silenzio.
Dopo due libri letti ancora non so se il personaggio di Sara mi piace o no. Le sue capacità nell’interpretare atteggiamenti ed espressioni per comprendere le persone con cui ha ha che fare, mi intrigano, ma mi sembra che vengano inserite in vicende e contesti poco coinvolgenti. Più interessanti invece sono le storie umane dei vari protagonisti, anche se non sempre condivisibili per alcuni di loro, condite a volte con un filo di ironia che fa sorridere ed alleggerisce la trama.
Questo romanzo è un po’ fra il giallo e la spy-story, per questo l’ho apprezzato fino ad un certo punto; il finale, poi, mi ha lasciata del tutto insoddisfatta. Staremo a vedere con il prossimo della serie (dovrebbe uscire a fine marzo, ma con il periodo che stiamo vivendo, chissà!).
Rimane sempre la bella scrittura di De Giovanni, ma un rimprovero glielo devo muovere a quest’uomo: Napoli, dov’è?
Complimenti vivissimi per la copertina. Stupenda.
Un consiglio: alla fine del romanzo c’è un racconto che vi farà conoscere Sara. Gustatevelo prima (c’è anche un piccolo avviso, ma, ahimè... io l’ho visto dopo!). Vale più di tutto il romanzo che poi andrete a leggere.
Quattro stelle al racconto, quindi, e tre al romanzo = media: 3,5.
📖 GRI - Parola del mese (mar/20): parola 📚 RC 2020 - TBR 4 ⛓ RC 2020 - Catena ✍️ M.d.G
A distanza di un anno, all'incirca, Maurizio De Giovanni torna in libreria con il secondo volume della serie avente come protagonista Sara Morozzi, conosciuta nell'ambiente dell'investigazione con lo pseudonimo di Mora. La prima differenza sostanziale tra i due volumi, che salta subito all'occhio del lettore, riguarda proprio la protagonista. Se il primo romanzo era improntato su una chiave di lettura tale da porre i giusti accenti sul background della figura di Sara, in quella che poteva essere considerata una sorta di presentazione del suo personaggio, ne Le parole di Sara, il lettore ha già ereditato tutti i tasselli necessari per andare a comporre quel mosaico che gli permetterà di approcciarsi nuovamente alla protagonista senza tralasciare nessun dettaglio del suo passato e del suo presente.
Bellissimo. Qui Bionda mostra qualche fragilità e la sua spalla, il suo bastone d'appoggio sarà proprio Sara, la Mora. Uno splendido intreccio tra mafia, destra estrema, sfruttamento degli immigrati, politica e servizi segreti. Nulla di troppo irreale, anzi. Qualcosa che potrebbe benissimo accadere anche ai giorni nostri..
Due donne che si capiscono al volo, che si parlano con gli occhi. Conoscono il linguaggio del corpo, riuscendo a capire che la verità è scritta sulle facce degli altri. Entrambe in epoche diverse hanno imparato a non sottovalutare le conseguenze del vero amore, dell'unico amore della vita. Sara Morozzi l’ha capito molto presto, Teresa Pandolfi troppo tardi. Due donne totalmente diverse, come il giorno e la notte, sono cresciute insieme: colleghe, amiche, avversarie leali presso una delle più segrete unità dei Servizi. Per amore, Sara ha rinunciato a tutto, abbandonando un marito e un figlio di appena sette anni che ha rivisto soltanto sul tavolo di un obitorio, mentre Teresa ha rinunciato all’amore. Trent’anni dopo, Sara prova a uscire dalla solitudine in cui è sprofondata dalla scomparsa del suo compagno, mentre Teresa ha conquistato i vertici dell’unità. Ma questa volta ha commesso un errore: si è innamorata di Sergio, un giovane e fascinoso ricercatore. Così, quando il ragazzo sparisce senza lasciare traccia, non le resta che chiedere aiuto all’amica di un tempo. E Sara, la donna invisibile, torna sul campo, insieme alla strana coppia, il goffo ispettore Davide Pardo e Viola, ultima compagna del figlio, che da poco l’ha resa nonna del piccolo Massimiliano, regalandole una nuova speranza. Ma il caso non è semplice come potrebbe sembrare...
A distanza di circa un anno, Maurizio De Giovanni torna in libreria con il secondo volume della serie con protagonista Sara Morozzi, meglio conosciuta nell'ambiente dell'investigazione con lo pseudonimo di Mora. Naturalmente nel primo capitolo "Sara al tramonto" abbiamo conosciuto una figura tanto complessa, quanto impareggiabile e molto particolare come quella di Sara, era stata come una sorta di presentazione del personaggio, che in questo libro troveremo più completo, lo capiremo meglio, sapremo perché è la donna invisibile. Anche in questa occasione Sara, che, come sappiamo, ha avuto un passato nell'unità speciale deputata alle intercettazioni non propriamente autorizzate, unità che ha abbandonato in seguito alla malattia del suo capo e compagno, viene contattata dalla ex collega, Teresa Pandolfi, la bionda, per investigare, non ufficialmente ma solo come favore personale, sulla recente scomparsa del giovane Sergio Minucci, un ricercatore universitario, nonché stagista presso l'unità diretta dalla stessa Teresa. La cosa insospettisce Sara perché non sono trascorse nemmeno 48 dalla scomparsa e perché Teresa non riesce a mascherare la preoccupazione per qualcuno che è più di un semplice sottoposto. Questo è amore, quel sentimento a cui la Pandolfi ha rinunciato per circa trent'anni, pur di fare carriera, pur di non privarsi di nulla. Un cambiamento repentino nel suo atteggiamento che non sfuggirà a Sara che, in nome della vecchia amicizia che le lega, scenderà nuovamente in campo affiancata dal goffo ma con un cuore d'oro ispettore Davide Pardo e da Viola, la ragazza rimasta solo dopo la morte del compagno nonché figlio di Sara, ma che le ha regalato una nuova speranza, rendendola nonna. Protagonista assoluta del libro è, ancora una volta, Sara e quella sua capacità innata di riuscire a leggere da lontano i sussurri a fior di labbra e i sentimenti racchiusi in espressioni sfuggenti. Perennemente chiusa nei suoi silenzi e ostaggio dei fantasmi che continuano a farle compagnia giorno e notte, Sara è in grado di cogliere centinaia di minuscoli segnali da mettere poi insieme, unendo i puntini numerati, per ottenere, così, quell'immagine che costituisce il quadro generale. È una donna testarda, anonima, praticamente invisibile, all'apparenza fragile e, invece, estremamente letale. In questo capitolo De Giovanni, ci racconta il cambiamento di Sara, arricchisce il suo personaggio con sfumature anche inaspettate. Quel senso di solitudine che aveva sempre caratterizzato la figura della protagonista è andato man mano affievolendosi grazie anche all'arrivo di Viola e del piccolo Massimiliano. Inoltre troveremo una Teresa meno calcolatrice e fredda, un personaggio triste e tormentato che ha conosciuto il sentimento dell'amore forse troppo tardi. In definitiva credo che De Giovanni ha fatto nuovamente centro, grazie ad una storia che ha ben poco di adrenalinico ma che conquista grazie alla semplicità della narrazione, e soprattutto alla grande bravura nel raccontare due sentimenti che caratterizzano gli esseri umani, l'amore e l'amicizia, quelli veri!! Consigliatissimo!!
4.5* Questo autore mi è piaciuto molto con il primo libro di questa serie, così ho voluto subito recuperare il seguente e direi che ho fatto benissimo, perché l’ho adorato!
Ne Le parole di Sara ritroviamo tutti i personaggi già conosciuti nel primo libro e l’autore ci racconta un pezzettino in più sul loro passato, soprattutto per quanto riguarda Sara e Teresa. Bionda e Mora, così sono state sempre chiamate le due donne, hanno un legame forte, che travalica, come spesso capita, il semplice essere state colleghe, anche perché la loro agenzia è qualcosa di fuori dall’ordinario. Così quando Bionda ha bisogno di aiuto ecco che Sara non si tira indietro e coinvolge anche la sua truppa: Viola e Davide.
Un caso tutto italiano dove la politica e la finanza sono collegate, dove l’illegalità per anni è stata nascosta dietro la rispettabilità, che però coinvolge di sponda anche i nostri protagonisti, che riusciranno a far luce su tutto quanto.
Mi è di nuovo piaciuto tantissimo lo stile di de Giovanni, nonostante la disillusione dei protagonisti, il sentimento di ineluttabilità che aleggia per tutta la storia. Anche perché in mezzo a tutto questo cinismo, c’è una luce, una speranza, che è negli occhioni di un neonato.
Mi è piaciuto molto l’aver approfondito il passato di Bionda e Mora, della loro squadra, delle loro vite private. Ha aiutato a capire ulteriormente i personaggi.
Il finale, anzi qui abbiamo ben due finali, una specie di appendice, sono di nuovo da bocca aperta. De Giovanni sa come concludere col botto i suoi libri, o almeno per me è stato così entrambe le volte.
Voglio continuare questa serie, mi appassiona moltissimo e mi fa uscire un po’ dai miei soliti generi; vorrei inoltre recuperare anche le altre serie di questo autore che con molta semplicità è riuscito a conquistarmi.
Le parole di Sara - Maurizio de Giovanni Questo secondo libro della serie con Sara Morozzi è secondo me migliore del primo. La scrittura di Maurizio è sempre ottima però trovo questa serie inferiore alle altre scritte da lui. C'è meno suspense e ci sono tratti troppo descrittivi dove rischi di perdere il filo.
Trama: Due donne si parlano con gli occhi. Conoscono il linguaggio del corpo e per loro la verità è scritta sulle facce degli altri. Entrambe hanno imparato a non sottovalutare le conseguenze dell'amore. Sara Morozzi l'ha capito molto presto, Teresa Pandolfi troppo tardi. Diverse come il giorno e la notte, sono cresciute insieme: colleghe, amiche, avversarie leali presso una delle più segrete unità dei Servizi. Per amore, Sara ha rinunciato a tutto, abbandonando un marito e un figlio che ha rivisto soltanto sul tavolo di un obitorio. Per non privarsi di nulla, Teresa ha rinunciato all'amore. Trent'anni dopo, Sara prova a uscire dalla solitudine in cui è sprofondata dalla scomparsa del suo compagno, mentre Teresa ha conquistato i vertici dell'unità. Ma questa volta ha commesso un errore: si è fatta ammaliare dagli occhi di Sergio, un giovane e fascinoso ricercatore. Così, quando il ragazzo sparisce senza lasciare traccia, non le resta che chiedere aiuto all'amica di un tempo. E Sara, la donna invisibile, torna sul campo. Insieme a lei ci sono il goffo ispettore Davide Pardo e Viola, ultima compagna del figlio, che da poco l'ha resa nonna, regalandole una nuova speranza.
Mi ha preso moltissimo. Innamorato di Andrea: avrei voluto vederlo di più (pun very much intended). Contento che in questo libro gli accenti siano in regola–il sospetto che si alternino scrittori diversi, germogliato per colpa delle teorie di mia madre, è cresciuto a dismisura dopo questa lettura. Il modo in cui DeG dipinge le donne non mi fa impazzire, ma ho letto di molto peggio. Mi rivedo molto in Sara, ma anche in Teresa–due facce della stessa medaglia, oserei dire. A proposito di Teresa: la descrive come silenziosa nelle ultime pagine e la cosa contrasta con l'immagine che aveva pittato fino a quel punto. Forse il mio preferito a livello di trama. Per quanto riguarda i personaggi, la storia è un testa a testa coi Bastardi (Mina Settembre non può neanche lontanamente competere con nessuno dei due).
3 1/2 mi è piaciuto di più rispetto al primo, i personaggi acquistano spessore, ritornani le digressione tipiche di De Giovanni che ampliano il respiro del libro. La trama non è proprio credibile, soprattutto per il finale, sembra un pò forzato. Comunque un giallo che si lascia leggere volentieri.
ogni volta mi ripeto e cito la solita bravura di Maurizio nell'approfondire e caratterizzare i personaggi, nel descrivere la città e le emozioni e nel rendere tutto realistico tramite essi e i dialoghi, ma anche che a ogni libro c'è il solito "spiegone" di mezz'ora del colpevole (o di qualcun altro, dipende) e tante, tante, tantissime chiacchiere e salti temporali in flashback che fanno perdere il filo. Il filo l'ho perso tanto che ho finito il libro e non ho capito una mazza del giallo iniziale e come e SE si è risolto ma ho capito solo del casino familiare di Sara visto che ne parla sempre. Sì ma il giallo? Ok l'ho ascoltato in audiolibro mentre lavoravo, ma faccio sempre così e tengo sempre il filo quando la narrazione è coerente e non si perde in mille infodump. Quando qualcuno mi spiegherà in poche parole la risoluzione del caso posso anche mettere una stella in più.. facendo conto che sia stata una mia mancanza.
Le spy-stories bisogna saperle costruire... ... e nemmeno la grande Agatha era molto abile, in questo, tant'è vero che i suoi libri più deboli sono proprio le spy-stories. Così è per de Giovanni, secondo me. Quando la trama si perde in troppi detto/non detto, personaggi che non si capisce chi siano e devi tornare indietro per non perdere il filo, ecco, se questo succede troppe volte, il lettore si stufa e non ci capisce più niente. E no, non vale dirmi: "Ma deGio non si legge per la trama, si legge perché scrive bene e ammalia con la sua scrittura." (cosa che mi è stata detta un milione di volte). No, indipendentemente dal fatto che sia lui o un altro, io un libro lo leggo anche per la trama e, se faccio fatica a seguirla, mi stufo. Va detto che comunque la bravura nello scrivere e i capitoli brevi fanno sì che il libro si legga velocemente, anche se temo che altrettanto velocemente lo dimenticherò. Non mi è piaciuto il finale, per nulla aperto come ha commentato qualcuno. Se gli uccelli si levano in volo, c'è un solo motivo:
Seconda puntata con Sara ed anche un breve racconto finale che apre un piccolo spiraglio sul passato di Sara. Questa ambientazione non mi convince del tutto, libro scritto molto bene ma qualche dubbio sulla credibilità della narrazione.
Degna continuazione del libro precedente. La storia è ben scritta e architettata alla perfezione. Questo è un libro appassionante come pochi altri, molto difficile da non leggere in un solo pomeriggio.
Sarà perché sono un fan di Maurizio de Giovanni, sarà perché sono di parte, ma ogni suo libro, è una splendida avventura. Scritture avvincenti, con un pizzico di humour che non guasta mai! Adorooo!
Ucciso il compagno doppiogiochista della bionda si cerca il motivo tra ex fascisti in affari e in procinto di candidarsi per la regione e la giovane compagna.
Il secondo capitolo di Sara è ancora più bello del primo, nel finale non riuscivo più a staccarmi!! Non so come faccia De Giovanni a descrivere personaggi ed emozioni in questo modo! Lo adoro!!!
Sara Morozzi, detta Mora, torna in questo secondo libro per aiutare l'amica ed ex collega Teresa Pandolfi detta Bionda che per la prima volta nella sua vita si trova alle prese con un sentimento totalizzante e destabilizzante come solo l'amore sa essere. Senza se, senza ma, senza pudore e senza difese. Quell'amore che è sconvolgimento e rivoluzione e che anni prima avevo spinto Sara a lasciare un marito e un figlio piccolo per stare con Massimiliano.
Teresa, così abituata a dominare, a divertirsi, a non mettere in mezzo il cuore, si trova spaesata e sconvolta quando il suo amore, quello per cui avrebbe rinunciato ad esser cacciatrice, quello a cui avrebbe dato l'anima, sparisce di punto in bianco. Quell'amore si chiama Sergio Minucci ed è un tirocinante presso l'agenzia di Teresa, (quella che interpreta le parole, i gesti, il corpo e che si nasconde sotto il nome di ditta "import - export", a cui si rivolgono politici e persone importanti nel campo della sicurezza nazionale e internazionale) .
E l'unica a cui può chieder aiuto è Sara. Lei è la migliore e, soprattutto, le garantirà la discrezione e "l'invisibilità" necessaria.
Chi ha letto il primo libro conosce già Sara: una donna poco appariscente, che non rimane impressa nella memoria. Eppure straordinaria, più abile di Teresa nel leggere e interpretare le persone, distaccata, ma autorevole e capace di lasciare senza parole quei pochi con cui decide di entrare in contatto. E sa che la Morozzi, di poche, pochissime parole, ha perso gli uomini della sua vita (Massimiliano-il compagno - e Giorgio - il figlio) e il vuoto lasciato, il dolore, le hanno tolto il sonno e le avrebbero tolto la voglia di vivere se non fosse stato per Viola, il piccolo Massimiliano e Davide Pardo e Boris il bovaro del bernese.
(Pardo, poliziotto che ha collaborato con Sara nel precedente romanzo, anche questa volta aiuta la Morozzi. Insieme indagano sulla scomparsa, che poi diventa omicidio, di Minucci e sui retroscena, sui mandanti, sulle motivazioni e sulle persone che stanno dietro a questa morte. È il mio preferito!)
Le parole di Sara sono quelle che dirà a Teresa quando dovrà spiegarle come è perché è morto Sergio e quando dovrà rispondere all'accorata domanda : " Sergio mi amava?". Le parole di Sara, però, sono anche quelle che interpreta e che tace a Teresa, per il suo bene, in un gesto di grande amicizia.
Le parole di Sara sono quelle che dice a Viola che per tutto il tempo tratta male Pardo e che saranno decisive per dar una svolta al rapporto tra la neo mamma fotografa e il poliziotto. ( che, ho la sensazione, troveremo descritta meglio e di più nel prossimo libro).
È un buon libro, dove la soluzione del caso non è il focus della storia, ma mi è sembrato più un pretesto per far luce sull'interiorità dei personaggi (cosa a cui De Giovanni ci ha abituato con I Bastardi di Pizzofalcone) e per capirli meglio. Come nel precedente, ci sono tanti flashback su Massimiliano. E viene ripetuto fino allo sfinimento quanto Sara soffre e/osi sente in colpa per la perdita dei suoi cari. E che un barlume di speranza è data dal nipotino e da Viola. E questo ribadirlo, ancora e ancora (per quanto siano poetici e pieni di pathos i dialoghi tra Sara e Massimiliano) ha tolto un po' di smalto a questa storia, l'ha appesantita, senza però togliermi la curiosità di leggere il terzo volume della serie di Sara. Per questo do 3 stelle e mezzo.
Ps. Mi è piaciuto molto Andrea, vecchio collega della Mora e della Bionda,tassello importante nella ricerca delle risposte cercate da Sara e Teresa.
E anche il racconto di Sara, che fa luce su com'è morto Giorgio, per chi come me se l'era chiesto alla fine del primo libro; un omaggio dell'autore, che ci fa capirr ancora meglio la Morozzi, il suo approccio alle cose, la gestione e la manifestazione delle sue emozioni e ce la fa sentire più umana.