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Nel suo diario degli anni 1835-1853 - American Notebooks -, Daniel Hawthorne racconta di aver pranzato con Thoreau il 1° settembre 1842, e così lo descrive: «Mr Thoreau è un osservatore della natura acuto e sensibile, un osservatore autentico... e la Natura, per contraccambiare il suo amore, ha fatto di lui un figlio adottivo tutto speciale, rivelandogli segreti di cui sono stati testimoni solo pochi tra gli esseri umani. È in grande familiarità con gli animali e ha molte storie bizzarre e avventurose da raccontare sui nostri fratelli minori con cui condividiamo il destino mortale. Lo stesso rapporto di amicizia lo lega peraltro a erbe e fiori, delle qualità coltivate in giardino come di quelle che crescono spontanee nei boschi. Ha anche sviluppato una relazione di profonda intimità con le nuvole, tanto da saper presagire le tempeste in arrivo».
È esattamente questo lo spirito con cui Thoreau ci conduce in questa passeggiata d'inverno. Ascoltando la sua voce poetica e appassionata, ritroviamo intatti i suoni, i colori e la vita di uomini e animali della campagna americana del suo tempo.
50 pages, Paperback
First published October 1, 1843
A lurid brazen light in the east proclaims the approach of day, while the western landscape is dim and spectral still, and clothed in a a sombre Tartarian light, like the shadowy realms.
...whatever we meet with in cold and bleak places, as the tops of mountains, we respect for a sort of sturdy innocence, a Puritan toughness.
The sun at length rises through the distant woods, as if with the faint clashing swinging sound of cymbals, melting the air with his beams, and with such rapid steps the morning travels, that already his rays are gilding the distant western mountains.
