"Questo libro è dedicato alle nuove generazioni, perché siano consapevoli dei contributi scientifici fondamentali apportati dalle loro antenate già da prima dell'Era cristiana e fino al Novecento, lunghi secoli durante i quali l'appartenenza al genere femminile fu considerata un impedimento a qualsiasi tipo di sviluppo intellettuale. Le donne furono a lungo escluse da ambiti importanti della società, in alcuni periodi le più sapienti venivano addirittura accusale di stregoneria e mandate al rogo. L'apporto femminile, nella pluralità dei casi, non è stato mai riconosciuta. Semmai veniva comunque attribuito all'influenza dei padri, dei fratelli o dei mariti: di figure, cioè, appartenenti sempre al genere maschile. In realtà attraverso tutte le epoche, sino a quella attuale, la donna ha contribuito allo sviluppo scientifico in misura pari all'uomo, pur svolgendo anche il ruolo di moglie e di madre." Età di lettura: da 11 anni.
Rita Levi-Montalcini (Italian pronunciation: [ˈrita ˈlɛvi montalˈtʃini]; 22 April 1909 – 30 December 2012) was an Italian neurologist who, together with colleague Stanley Cohen, received the 1986 Nobel Prize in Physiology or Medicine for their discovery of nerve growth factor (NGF). Also, from 2001, until her death, she served in the Italian Senate as a Senator for Life.
Rita Levi-Montalcini had been the oldest living Nobel laureate and the first ever to reach a 100th birthday. On 22 April 2009, she was feted with a 100th birthday party at Rome's city hall.
Born on 22 April 1909 at Turin to a wealthy Italian family, she and her twin sister Paola were the youngest of four children. Her parents were Adamo Levi, an electrical engineer and mathematician, and Adele Montalcini, a painter.
In her teenage years, she considered becoming a writer and admired Swedish writer Selma Lagerlöf. Adamo discouraged his children from attending college as he feared it would disrupt their lives as wives and mothers but he eventually supported Levi-Montalcini's aspirations to become a doctor anyway. Levi-Montalcini decided to attend University of Turin Medical School after seeing a close family friend die of stomach cancer. While attending, she was taught by neurohistologist Giuseppe Levi who introduced her to the developing nervous system.
Rita Levi-Montalcini died in her home in Rome on 30 December 2012 at the age of 103.
Upon her death, the Mayor of Rome, Gianni Alemanno, stated it was a great loss "for all of humanity." He praised her as someone who represented "civic conscience, culture and the spirit of research of our time." Italian astrophysicist Margherita Hack told Sky TG24 TV in a tribute to her fellow scientist, "She is really someone to be admired." Italy's premier, Mario Monti, paid tribute to Levi-Montalcini's "charismatic and tenacious" character and for her lifelong endeavor to "defend the battles in which she believed."
In 1968, she became the tenth woman elected to the United States National Academy of Sciences.
In 1983, she was awarded the Louisa Gross Horwitz Prize from Columbia University.
In 1986, Levi-Montalcini and collaborator Stanley Cohen received the Nobel Prize in Medicine, as well as the Albert Lasker Award for Basic Medical Research.
In 1987, she received the National Medal of Science, the highest American scientific honor.
In 1991, she received the Laurea Honoris Causa in Medicine from the University of Trieste, Italy. On that occasion, she expressed her desire to formulate a Carta of Human Duties as necessary counterpart of the too much neglected Declaration of Human Rights. The vision of Rita Levi-Montalcini came true with the issuing of the Trieste Declaration of Human Duties and the foundation in 1993 of the International Council of Human Duties, ICHD, at the University of Trieste.
In 1999, Levi-Montalcini was nominated Goodwill Ambassador of the United Nations Food and Agriculture Organization (FAO) by FAO Director-General Jacques Diouf.
In 2001, she was nominated Senator-for-life by the Italian President Carlo Azeglio Ciampi.
In 2006, Levi-Montalcini received the degree Honoris Causa in Biomedical Engineering from the Polytechnic University of Turin, in her native city.
In 2008, she received the PhD Honoris Causa from the Complutense University of Madrid, Spain.
She was a founding member of Città della Scienza.
On her religious views, Rita was born into a Jewish family and later become a professed atheist.
Indubbiamente un libro interessante, ma non propriamente scorrevole. È la raccolta di 70 biografie di donne di scienza, in ordine cronologico. Un libro importante per mantenere la memoria e ricordarci il contributo femminile nella scienza, anche di quei periodi remoti e lontani da noi, in cui la memoria, spesso, arriva difficilmente. È importante, infatti, che in questo libro siano narrate le storie di donne che mai abbiamo sentito nominare, vissute dall'antichità al medioevo, dal rinascimento al seicento, fino ad arrivare al settecento, ottocento e novecento, dove iniziano ad apparire nomi che già conosciamo, compresa Rita Levi-Montalcini stessa. Suggerisco una lettura 'sparsa', ovvero scegliendo a caso, ogni giorno, una biografia diversa, piuttosto che leggere in fila tutte le biografie. In questo modo la lettura risulterà più interessante, significativa e divertente. È indicato dagli 11 anni in su, ma credo sia un libro adatto a tutte le età. Se sei una donna ricercatrice e stai perdendo la tua motivazione, immergiti nella lettura di questo libro, e di altre biografie di donne che ce l'hanno fatta, e ti sentirai subito ispirata e motivata. Se hai appena raggiunto un grande traguardo nella vita (a me, per esempio, questo libro è stato regalato in occasione della mia Laurea), usalo per celebrare le tue vittorie, e dedicale alle tue antenate, perché è anche grazie a loro che hai potuto raggiungere questo traguardo. Citando la descrizione della Montalcini, chi sono, dunque, "le tue antenate"? Sono donne che "hanno dovuto lottare contro i pregiudizi e il maschilismo per poter studiare e entrare nei laboratori. Hanno rischiato di vedersi strappare le loro scoperte fondamentali, spesso attribuite ai soli colleghi uomini. Sono state capaci di caricarsi dell'impegno doppio della famiglia e della ricerca. Le storie di 70 donne eccezionali, esempi di emancipazione, genio e perseveranza".
Es interesante porque te muestra una pequeña biografía de muchas mujeres científicas olvidadas y sin apenas reconocimiento por ser mujer. Pero al hablar tan poco de cada una de ellas apenas aprendes y tienes que investigar tú si quieres saber más de alguna.
Ipazia Trotula de Ruggiero Ildegarda di Bingen Sophie Brahe Virginia Galilei Maria Cunitz Margaret Cavendish Elena Cornaro Piscopia Elisabetha Koopman-Hevelius Anna Maria Sibylla Merian Maria Winkelmann Kirch Maria Clara Eimmart Maria Wortley Montagu Gabrielle émilie du Chatelet Laura Bassi Maria Gaetana Agnesi Nicole-Reine Lepaute Caroline Herschel Marie Paulze Lavoisier Sophie Germain Mary Fairfax Somerville Caterina Scalpellini Aida Augusta Byron Maria Mitchell Ellen Swallow Richards Mary Everest Boole Sofia (Sonia) Kovalevskaja Hertha Marks Ayrton Williamina Paton Fleming Alicia Boole Stott Nettie Marie Stevens Annie Jump Cannon Antonia C. Maury de Paiva Pereira Maria Sklodowska Curie Henrietta Swan Leavitt Maria Montessori Rosa Luxemburg Maria Bakunin Mileva Maric-Einstein Lese Meitner Maude Menten Emmy Amalie Noether Gerty Theresa Radnitz Irene Joliot-Curie Cecilia Payne Gaposchkin Barbara McClintock Joan Violet Maurice Robinson Maria Goeppert Mayer Dorothy Hill Ellen Dorrit Hoffleit Rita Levi-Montalcini Eugenia Sacerdote de Lustig Dorothy Crowfoot Hodgkin Chien-Shiung Wu Gertrude Belle Elion Eleanor Margaret Peachey Burbidge Rosalind Elsie Franklin Rosalyn Sussman Yalow Margherita Hack Vera Cooper Rubin Carolyn Spellman Shoemaker Jane Goodall Evelyn Fox Keller Christiane Nüsselein-Volhard Jocelyn Bell Burnell Margaret Geller Linda Buck Rebecca Cann Vandana Shiva
Prima di leggere questa bellissima raccolta conoscevo forse una manciata di queste donne splendide, corragiose, intraprendenti e innovatrici. Lettura consigliatissima. Anche se in breve (poche righe, meno di una facciata in alcuni casi) si vengono a conoscere le storie di queste straordinarie donne. Senza il loro contributo il mondo che conosciamo non sarebbe tale.
*** ATTENZIONE: RANT (e qualche parolaccia) *** Ora. Un libro come questo è evidentemente una fonte di ispirazione. Una carrellata di scienziate che hanno contribuito allo sviluppo della nostra società in maniera fondamentale. Ma io sono arrabbiata. Furiosa. Dall'antichità ai giorni nostri abbiamo: - donne il cui lavoro non è stato riconosciuto perché non possiamo distinguere il loro lavoro da quello del marito - donne il cui lavoro non è stato riconosciuto perché non venivano pagate per il lavoro che facevano - donne che non potevano frequentare l'università - donne che non potevano insegnare all'università - donne che frequentavano l'università MA non ufficialmente quindi si laureavano col massimo dei voti senza poter avere un riconoscimento - donne che insegnavano all'università MA non ufficialmente quindi rimanevano anonime "assistenti" - donne che non potevano accedere ai laboratori (ma si creavano i loro laboratori appositi per donne quindi fuck you) - donne che sono "premi Nobel mancati" (e allora riconosceteglieli postumi, stronz*) - donne il cui riconoscimento, se arrivava, arrivava sempre troppo tardi e potrei continuare. Ma mi fermo qui. Ho anche una lista di insulti coloriti, ma me la tengo. Comunque leggetelo, questo libro, è importante.
Inizio il mese di giugno da indignata, nel leggere una serie di donne vissute sin dall'antichità fino al Novecento, determinanti nell'arte, nella biologia, nella chimica, nell'astronomia ed in altri settori ma che sono, probabilmente sconosciute ai più. Questo perché, spesso, loro stesse erano costrette a celarsi dietro ad un'identità maschile fittizia o affiancarsi al padre/marito/fratello per poter anche solo accedere agli studi. Si trattava di donne necessariamente benestanti, cui era consentito di studiare. Fino all'Ottocento, in Europa eh non chissà dove, era impedito alle donne di potersi anche solo iscrivere ad un Politecnico. Insomma chi continua a sostenere che non è vero che non esista la parità tra donne e uomini e che la dignità di una donna, la sua autorevolezza, il suo valore nel mondo del lavoro non sia stata osteggiata dovrebbe leggersi attentamente questo libriccino che contiene molto, soprattutto la vita di queste donne che con il loro impegno sono riuscite a fronteggiare pregiudizi, convenzioni e limiti e hanno dato molto alle arti e alle scienze praticate, senza ricevere altrettanto!
Es una mini biografía de muchas mujeres que fueron Pioneras en su tiempo, científicas que fueron más allá (siempre en contra de la norma de ese momento) y que sentaron las bases de la ciencia moderna. Iniciamos con Hypatia, la primera mujer matemática de que se tenga registro, pasamos por astronomas, virologas, ambientalistas, educadoras revolucionarias, fotografas de ADN robadas (vergüenza para la vaca de Watson y Crick), físicas que llevaron una máquina portátil de Rx durante la guerra, vaya, hasta de descubridora de nuestra "Eva africana" buscando en las mitocondrias. Es un libro cortito, súper bonito y que deja un buen sabor de boca. Las que más me impactaron: Mary Wortley Montagu, Marie Paulze Lavoisier, María Montessori, Rosalind Franklin y Rebecca Cann. Un día... El género no importará para hacer lo que nos gusta y para considerar como válido un descubrimiento.
Este libro nos habla de las muchas mujeres que a lo largo de la historia tuvieron un importante impacto en la ciencia, la mayoría (si no todas) poco reconocidas. Se encarga de hacer un resumen muy breve de las casi 70 mujeres, tan breve que no le hace justicia a ninguna. Resulta triste y desalentador que personas como Hipatia, Marie Curie, Sophie Germain, Rosalind Franklin, entre otras, tengan con suerte una página de biografía. Toda la información puede sacarse básicamente de Wikipedia, si se sabe qué nombres buscar. Sin duda hubiera preferido un libro diez veces más grande pero con mucha más información o entusiasmo al contar sus logros, que parecían tener casi la misma relevancia que sus vidas personales.
Un illustre precursore della serie per "bambine ribelli" che tanto ha fatto scalpore in questi ultimi anni, prova dell'interesse di Rita Levi Montalcini, in generale e in particolare negli ultimi anni della sua vita, per le nuove generazioni e per la loro educazione, sia accademica sia e soprattutto morale. Mi ha fatto uno strano effetto conoscere, pur essendo una studentessa in biologia, solo una decina scarsa delle settanta donne qui presentate, soprattutto quando hanno apportato contributi fondamentali in campi da me studiati. Un bel sunto da tenere come riferimento per consultazione di tanto in tanto.
L'intenzione è ottima, ma ci sono numerosi errori che andrebbero sistemati. I principali sono la corretta coniugazione dei titoli delle scienziate e dottoresse (es: da "professore donna" a "professoressa", da "presidente" a "presidentessa" e così via) e il riferimento a queste donne di cultura con il loro cognome al posto che il loro nome, come si farebbe normalmente per un qualsiasi uomo citato per gli stessi meriti (es: non dire Marie ma Curie e senza l'articolo "la" davanti, perché nemmeno questa è una forma corretta e rispettosa)
Un libro necesario. Eso sí, me habría gustado que se enfocara más en los descubrimientos científicos, profundizando algo más en su importancia, y no tanto en los datos biográficos. Además, son demasiadas las mujeres científicas que se tratan. En un libro de tan corta extensión, esto lleva a que cada mujer tenga 1-3 páginas, cuando mucho, dedicadas a cada una. Un caso de "mucho abarca, poco aprieta"...
Un libro di Rita Levi Montalcini che raccoglie una carrellata di brevi biografie scientifiche di quelle donne che le nuove generazioni dovrebbero conoscere per essere coscienti del contributo che il genere femminile ha dato alla matematica, alla fisica, all’astronomia e in altri campi scientifici. https://www.voxreading.it/2019/11/08/...
Este libro recoge una enorme cantidad de biografías de mujeres científicas y ahí reside su punto fuerte y su punto débil. Habla de la vida de muchas mujeres relevantes, pero de manera muy general, tanto que a veces no queda del todo clara su relevancia en la ciencia moderna. Aún así es un libro muy recomendable para quienes desconozcan el tema
Bellissimo libro sulle scienziate, econome, letterate e molte altre figure femminili che hanno fatto la storia anche quando la storia si è dimenticata di loro (finora). Interessantissimo. Praticamente una piccola enciclopedia di biografie della scienza, economia e letteratura in 150 pagine.
Moooolto interessante, ma devo dire che leggendo il titolo e l’autrice mi sarei aspettata qualcosa di veramente eclatante . Infatti proprio come la lettura di un libro di poesie, l’ho abbandonato all’80esima pagina.
Un pequeño resumen biográfico de mujeres científicas en diferentes ramas a través de la historia; de como por ser mujeres es una complicación a la hora de hacer sus estudios.
Ha sido muy interesante descubrir a todas esas mujeres que los historiadores ocultaron. Astrólogas, sociólogas, histólogas, neurólogas... Comprometidas con lo que las rodeaba. Abandonadas o apoyadas por sus familias y/o amigos, ellas siguieron hacia adelante. El libro me ha despertado la curiosidad por lo que estas científicas hicieron.
Interesante como libro de consulta, aunque me parece un poco desigual: en algunas biografías da más datos que en otras, a veces utiliza términos científicos que no explica, otras veces sí los explica... No obstante, me ha parecido un libro inspirador.
Breves biografías de mujeres científicas que no han sido del todo reconocidas por sus aportes en campos dominados por los hombres. Gran libro para conocer un poco más de muchas mujeres que gracias a sus descubrimientos tenemos avances científicos.
Es un libro breve pero con muchos datos interesantes sobre las mujeres científicas que han permanecido en segundo plano cuando fueron protagonistas. Inspirador.