E' del 2006, ma è terribilmente attuale.. Consiglio per i temi trattati!
Se Lakhous non scrivesse così bene e se non ci fossi un po' affezionata, non credo che il libro arriverebbe a tre stelline!
Fondamentalmente, è stata una grande delusione: non so se più per il protagonista, per la storia principale o per la storiella che si accompagna alla prima e che dà il nome al libro.. Insomma, un disastro praticamente completo, apprezzo molto invece la parte dell'integrazione degli stranieri, dei pregiudizi e delle lotte quotidiane per non essere visto come il terrorista, terrone o criminale di turno: in tutti i suoi libri, per Amara Lakhous è un tema importante e quasi - oserei dire - colonna portante.
Anche qui ci sono delle belle riflessioni a riguardo, c'è tanto razzismo diffuso (l'ucraina che malvede le rumene, il comitato del quartiere contro i musulmani, il direttore di un giornale che si scaglia contro gli stranieri in Italia - si chiama Salvini, a me la cosa ha fatto un po' ridere.. :D), tanti pregiudizi e una sottile ironia nell'affrontare il tutto.
Più vado avanti e più mi convinco che il pregiudizio è una malattia incurabile. Non c’è alcuna medicina o prevenzione che tenga. Che ci possiamo fare? Forse ci tocca accettarla a malincuore, convivere con il pregiudizio. Non aveva torto quel simpatico genio di Albert Einstein: è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.
Cosa c'è che non va è, come dicevo, tutto il resto. Il protagonista Enzo mi è sembrato molto meschino, non riesco a vederci qualità positive; monta su un caso con una faccia tosta rara, non ha nessuna dote particolare né porta alla 'soluzione della faccenda'. Insomma, tanti tanti schiaffi da parte mia, nient'altro!
La storia principale è un po' fuffa e un po' fantasy: secondo me non sta in piedi ma nemmeno per sbaglio! L'epilogo.. dai, ma seriamente! :/
Avrei anche voluto che alla questione del maialino fosse stata dedicata più attenzione e che non fosse stata messa lì quasi per sbaglio, perché in realtà è importantissima: con questa l'autore denuncia il pregiudizio e l'odio razziale, perché quello che sembra essere poi non è così.. Insegna a guardare oltre alle apparenze, ma lo fa in modo sbrigativo e quasi annoiato e se non avessi letto prima "Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio" e "Divorzio all'islamica a Viale Marconi" (belli belli, consiglio! Poi forse sono anche di parte, visto che a Piazza Vittorio avevo l'università e Viale Marconi è praticamente casa mia :D), probabilmente avrei liquidato la storia del maialino come un nonsense messo lì per dare un titolo carino al libro.. E invece no!!
Amara, impegnati su, che la capacità ce l'hai!