Zecharia Sitchin’s autobiographical recounting of a half century of investigative expeditions to unravel the enigmas of ancient civilizations and their gods
• Includes vivid accounts of explorations in Greece, Thera, Crete, Egypt, the Sinai, Israel, Jordan, and Mesoamerica
• Reveals behind-the-scenes findings in museums and archaeological sites
• Contains 60 color and 159 black-and-white images from the author’s personal archive, including previously unpublished photographic evidence of UFOs in biblical times
For the first time, Zecharia Sitchin, author of the bestselling The Earth Chronicles series, reveals the foundational research and adventurous expeditions that resulted in the concrete evidence for his conclusions that ancient myths were recollections of factual events, that the gods of ancient peoples were visitors to Earth from another planet, and that we are not alone in our own solar system. In the course of his investigations Sitchin also became convinced of the veracity of the Bible.
Sitchin’s expeditions take readers from the Yucatan peninsula to the isle of Crete to ancient Egypt and the lands of the Bible as he explores the links between the Old World and the New World. His adventurous exploits reveal archaeological cover-ups concerning Olmec origins in Mexico and ancient UFO artifacts in Turkey. Other quests send him through the holy sites of Jerusalem, Jordan, Syria, and Lebanon in search of evidence of extraterrestrial gods in the artifacts and murals of these ancient civilizations. The Earth Chronicles Expeditions is a masterful historical and archaeological adventure into the origins of mankind and a “must” guidebook for all who wish to visit the numerous sites and museums covered in this book.
Sitchin was born in Baku, Azerbaijan, and was raised in Palestine. He acquired knowledge of modern and ancient Hebrew, other Semitic and European languages, the Torah, and the history and archeology of the Near East. He was one of the few scholars able to read and interpret ancient Sumerian and Akkadian clay tablets.
Sitchin graduated from the London School of Economics, University of London, majoring in economic history.
A journalist and editor in Israel for many years. His books have been widely translated, converted to braille for the blind, and featured on radio and television.
E se gli extraterrestri fossero già venuti in passato? Il testo di Sitchin è abbastanza curioso. Ne ho lette di teorie su Atlantide. Le chiacchiere di Bauval, Hancock, eccetera. C'è sempre un particolare che non combacia (anzi ce ne sono molti a dire il vero) con la storiografia moderna. Quindi "per forza" (a detta di questi autori), deve essere esistita Atlantide, ne parla anche Platone ... ! Quindi si va a collocare la civiltà fantastica un po' ovunque. Chi dice in mezzo all'Atlantico, chi dice che era Cuba, chi dice Santorini, e via dicendo. Ce ne sarebbe da discutere. Sitchin invece introduce un'altra teoria, di cui del resto ha già parlato in altri suoi libri: gli extraterrestri sono venuti sul pianeta in tempi antichi. Anche qui ce ne sarebbe parecchio da discutere. Non sono affermazioni nuove; Viracocha/Quetzalcoàtl, il maestro leggendario che insegna le arti agli antichi; la lastra di Pacal che a detta di certi elementi raffigura un astronauta che pilota un razzo (nessuno di questi argomenti contenuto in questo libro comunque). E via discorrendo. Di tutt'altra foggia invece è la prima parte del testo. Parla della Piana di Giza. E' un mistero su chi ha edificato le piramidi? Per gli egittologi, no. Per altri sì. Il primo testo parla per l'appunto del mistero della datazione delle piramidi (nella Grande Piramide, l'autore porta addirittura all'attenzione, quello che lui definisce un documento storico: una persona gli ha inviato il resoconto del suo bisnonno, che lavorava come giovane capomastro, il quale riferisce del giorno del 1837 circa in cui il colonnello Vyse fu visto entrare nella Grande Piramide - e allontanare tutti i lavoratori - con il pigmento rosso che a sui dire serviva per "ripassare alcuni segni antichi ormai consunti"). La storiografia ufficiale deve, per forza di cose, dire che la piana di Giza è stata edificata da determinati faraoni, in un determinato periodo: pena la perdita dell'identità culturale egiziana. Quello che si sa invece è noto: nella Grande Piramide si trovano strani geroglifici, che sembrano una falsificazione; situati nella camera di compensazione. Qui il nome "Khufu" - Cheope - viene scritto come "Ra-u-fu" (ossia il primo simbolo del nome è scritto in maniera errata). Una cosa che all'inesperto può sembrare una banalità, ma non lo è. Gli egiziani antichi davano al nome una sacralità religiosa. Il nascituro possedeva un nome segreto, oltre al nome con il quale si appellava nella comunità, che soltanto a lui era noto ed era riservato alla magia. Dopo la morte il suo nome veniva modificato, cosicché non potesse essere vittima di sortilegi nell'aldilà o tornare dalla morte. Quindi è un po' strano che nel monumento che Gantenbrink ha dimostrato essere un'opera suprema di ingegneria antica ancora più imponente delle opere romane (http://cheops.org/), si trovi non solo la blasfemia al dio Ra ( Ra-u-fu - così si traduce il maldestro geroglifico lì disegnato ), in tal maniera nominato invano nei secoli, ma pure si scriva male il nome di un faraone... Al di là di quello, comunque nel corso di questi anni di misteri che hanno avvolto quelle piramidi si sono infittiti come in un episodio di Beautiful. L'episodio di Gantenbrink è il più significativo. Sitchin parla di camere "segrete", a cui qualcuno nel 2006 o 2005, stava ancora lavorando. Di strana sabbia rinvenuta dietro pareti di tamponamento (a me sembra un po' strano, sinceramente, che qualcuno ci infili la sabbia "tipica del Sinai", visto che puta caso è lo stesso Sitchin a parlare di spazioporto extraterrestre nel Sinai, ma tant'è). Nella sostanza la Grande Piramide è presa tra due fuochi. Si è già discusso di Gantenbrink, un po' ovunque; credo nella sostanza che il governo egiziano o comunque sommi esponenti di egittologia, tra cui l'onnipotente Zahi Hawass, vogliano tenersi ben stretti i segreti che la piramide custodisce. L'allontanamento dell'ingegnere tedesco probabilmente coincide con un piano ambizioso riguardande le scoperte potenziali che la piramide ancora poteva rivelare. Che ci sia comunque qualcosa di anomalo nel complesso di Giza, è assodato: la tecnica costruttiva delle tre piramidi rimane ineguagliata, sia prima, sia dopo. Il resto del libro poi spazia su altri misteri. Tra i più rilevanti c'è il meccanismo di Antikythera. Opera di ingegneria così sofisticata, da risultare impossibile per l'epoca in cui è stato datato. (Per altro la sua costruzione è frutto di progetto ingegneristico veramente complesso, le lamine di bronzo che costituiscono gli ingranaggi sono così sottili e hanno tagli nella dentatura così precisi, che persino nel riprodurlo oggi chi ci ha provato ha avuto notevoli difficoltà). E infine le linee di Nazca. Lì, in mezzo al deserto peruviano. Inspiegabili. Inspiegabile la tecnica e le motivazioni. Anche se effettivamente a pochi passi dalla "civilizzazione" (Nazca dista 8 km circa dalle linee), così come Il Cairo, che si può ipotizzare insediamento antichissimo fino al II millennio avanti Cristo, è a pochi passi dalla piana di Giza.
Breve compendio delle esplorazioni di Sitchin, corredato da interessanti chicche su alcuni paradossi archeologici. Non è il libro adatto per chi non ha mai letto nulla dell'autore, in quanto è pieno di costanti riferimenti alle opere precedenti e dà per scontata la conoscenza pregressa delle sue teorie. Per chi ha già letto altre sue opere, invece, presenta un simpatico racconto del dietro le quinte dei suoi viaggi, che aiuta a capire le difficoltà incontrate da Sitchin durante le sue ricerche (per quanto ha già potuto vedere molte più cose di qualsiasi normale turista).
PS. L'ennesimo titolo che fa da specchietto per le allodole e non presenta alcuna analogia con il contenuto del libro. Capisco le esigenze di marketing, ma a me un titolo fuorviante fa solo irritare e basta.
Appassionante lettura che vi conduce con l'autore lungo il cammino delle scoperte che hanno dato l'humus per lo sviluppo delle sue teorie. Scoperte affascinanti ed amare delusioni si alternano nel percorso di un uomo terribilmente ostinato nella ricerca della verità sul nostro passato. Più che dallo studio paleografico il libro nasce da una raccolta di memorie di numerosi viaggi svolti in varie parti del mondo.ottimo nelle descrizioni Z.S. è ormai da 40 anni l'autore che con piu' rigore e logica stringente affascina un pubblico cresciuto con lui
It was an excellent book about the trials that Zecharia and his group went through when it came to visiting holy and sacred places. Very well done book. Some journeys are humorous as they tried to adjust to certain customs. I hope this would become a documentary on the History or Discovery Channel in the future. Well written.
Molto interessante. Dal 2007 ad oggi, dopo la morte di Sitchin, alcune cose sono cambiate. Per esempio adesso il tunnel dietro la nicchia nella camera della regina nella Grande Piramide non e' più tenuto segreto, ma si può vedere illuminato dietro una grata. Sitchin e' stato un pioniere, penso che gli Annunaki siano fieri di lui!
Absolutely love this book to go along with reading Sitchin’s work. It is really helpful to refresh on who is who or remember a place. I appreciate how names and places keep coming back while reading his work. This book is organized and has quick notes on relevant, important information. Highly recommend this book if you are reading The Earth Chronicles.
Place equal parts questionable archeology, conspiracy theories, and self aggrandizement into a blender and press "puree." Of interest to serious students only because it highlights what some of the nutjobs are thinking.
Absolutely love Sitchin! He has uncovered secrets that have been lost to time and hidden by man. Spot on in his theories and presented in a scholarly format. R.I.P. Sitchin, you are correct sir! May we all strive to pick up your torch and carry on the work you have begun to uncover.