Voci che risuonano nell'oscurità di vagoni semivuoti, lampi che scaturiscono da frammenti di conversazione, profumi nascosti negli anfratti della memoria. I titoli di questa singolare raccolta - trenta scritti di tre pagine ciascuno - rappresentano di volta in volta un genere diverso, in un susseguirsi di aneddoti, brevi saggi, racconti fulminei. Li popolano soprattutto figure femminili sfuggenti e indimenticabili, mentre a vicende drammatiche, o amare, si alternano situazioni comiche, sempre in un gioco di specchi tra realtà e finzione. A tenere tutto insieme, come in un mosaico, è una scrittura tersa quanto l'aria notturna, capace di svelare le verità celate nei dettagli dell'esistenza con una magistrale economia di parole.
«Un monaco incontrò un giorno un maestro zen e, volendo metterlo in imbarazzo, gli domandò: "Senza parole e senza silenzio, sai dirmi che cos'è la realtà?" Il maestro gli diede un pugno in faccia».
Gianrico Carofiglio (born 1961) is a novelist and former anti-Mafia judge in the Italian city of Bari. His debut novel, Involuntary Witness, was published in 2002 and translated into English in 2005 by Patrick Creagh and published by the Bitter Lemon Press, and has been adapted as the basis for a popular television series in Italy. The subsequent novels were translated by Howard Curtis.
Carofiglio won the 2005 Premio Bancarella award for his novel "Il passato è una terra straniera". He is also Honorary President of The Edinburgh Gadda Prize which celebrates the work of Carlo Emilio Gadda. The Past is a Foreign Country is the English language title of the 2004 novel Il passato è una terra straniera. It won the 2005 Premio Bancarella literary award. It has been translated into English.
Usually I don't like books written in the form of short stories, I think they are too easy, with little difficulty for the writer to combine several stories that intertwine to form a single one. And this book in fact does not fully convince me, in the sense that the stories are really short (three pages each) and they just pass messages without worrying too much about the pleasure of reading that the reader might derive from them. There are so many stories and each of them has nothing to do with the others; they cover everything, both in terms of time and in terms of the topics covered. They really look like notes collected by the author over the years and then put in the form of a book, perhaps to say something, perhaps to make money. It is not very clear to me. However, the book can be read and if you have the foresight not to read more than 2-3 stories at a time, then you can also prevent all the messages from getting mixed up in your head and in the end there is nothing left. Three stars, without infamy and without praise.
Come quando a scuola ti interrogavano subito dopo il primo della classe…
Sarà anche perché mi è capitato di leggerlo subito dopo “Cuore di tenebra”, ma mi è sembrato il libro più inutile da diversi anni a questa parte. La brevità e la struttura a “pensierini” consentono almeno di arrivare alla fine.
Raccolta di brevi narrazioni che sono riflessioni e illuminano parti o aspetti della realtà. A volte acute intuizioni, altre volte scorci di situazioni drammatiche o comicamente amare. Tutte, come si legge nella presentazione del libro, possono definirsi come “folgoranti incidenti del pensiero”.
In uno degli aneddoti più toccanti, “Un addio”, appare questa meravigliosa poesia di Angelo Maria Ripellino: Vivere è stare svegli/ e concedersi agli altri, / dare di sé sempre il meglio,/e non essere scaltri. Vivere è amare la vita/ con i suoi funerali e suoi balli,/ trovare favole e miti/ nelle vicende più squallide. Vivere è attendere il sole/ nei giorni di nera tempesta,/ schivare le gonfie parole,/ vestite con frange di festa. Vivere è scegliere le umili/ melodie senza strepiti e spari, /scendere verso l’autunno e non stancarsi d’ amare.
Un altro esempio (Tahiti): Si racconta che un giorno un giovane discepolo gli fece questa domanda: “Maestro, se vi fosse affidato un regno da governare secondo i vostri principi, che fareste per prima cosa?“. Confucio rispose: “per prima cosa rettificherei i nomi“. A questa risposta il discepolo rimase molto perplesso: “ Rettificare i nomi? Con tante cose gravi e urgenti che toccano a un governante voi vorreste sprecare il vostro tempo con una sciocchezza del genere? È uno scherzo?”. Confucio dovette spiegare:” Se i nomi non sono corretti, cioè se non corrispondono alla realtà, il linguaggio è privo di oggetto. Se il linguaggio è privo di oggetto, agire diventa complicato, tutte le faccende umane vanno a rotoli e gestirle e diventa impossibile e senza senso. Per questo il primo compito di un vero uomo di Stato è rettificare i nomi”.
Ma il mio racconto preferito è l’ultimo. Si intitola “Stanze” e si conclude così: “La morte non è niente. Io sono solo andato nella stanza accanto.”
Non è una raccolta di racconti. Si tratta, piuttosto, di un insieme di aneddoti, fatterelli, sturiellet che Carofiglio o Einaudi, fa lo stesso, hanno pensato bene di guarnire con una bella copertina (bella davvero), infiocchettare con un titolo giusto e distribuire in commercio (Stile libero Big, 98 p., € 12,50), stranamente – e di questo non riesco a darmi spiegazioni – ben oltre il Natale.
A lettura ultimata mi vengono in mente solo tre possibili utilizzi che avresti potuto fare, caro Carofiglio, di 'sti scampoletti qua (“un almanacco di soluzioni inattese, di rivelazioni ironiche, di folgoranti incidenti del pensiero”, ah ah ah! questa dei 'folgoranti incidenti del pensiero' di sicuro me la rigioco alla prima occasione!) e sono i seguenti: ipotesi a): farne dono ai fan a mezzo invio di ebook gratuito, previa registrazione sul sito www.gianricocarofiglio.com; ipotesi b): estrarli di volta in volta dal file “appunti da usare nei prossimi libri” – che ogni previdente e ordinato scrittore conserva sull'hard disk – per dispensarli equanimamente nei romanzi a venire: un pezzo a Einaudi, uno a Rizzoli, uno a Laterza, uno a Sellerio (ma forse Sellerio è ormai fuori dai giochi, non saprei)...; ipotesi c): dimenticarli nel file “appunti etc.”, in attesa che i tuoi eredi, a tempo debito, li riscoprano e li rivendano al miglior offerente, magari proprio a Einaudi che li pubblicherà con una bella copertina, un titolo giusto e tanto di fascetta gialla con su scritto: “L'INEDITO POSTUMO DI CAROFIGLIO. Un almanacco di soluzioni inattese etc. etc.”. L'ipotesi d), quella in cui all'ipotesi c) aderisca direttamente il de cuius-non morto, non dovrebbe essere contemplata.
Un'interessante raccolta di aneddoti, pensieri folgoranti che colpiscono tra la stazione del treno e una buona cena in compagnia di amici, e spunti che sembrano indirizzati sia al lettore che allo scrittore stesso. Lo stile di Carofiglio è inconfondibile, e non delude mai. Particolarmente affascinanti le riflessioni sull'importanza della parola, e il rapporto inscindibile tra linguaggio e realtà (con un apprezzatissimo riferimento allo studio di Levy sull'ipocognizione.) E, come sempre, Carofiglio dipinge a tratti svelti e vivaci una lunga galleria di ritratti e persone-personaggi, un po' fittizi e un po' reali.
Poco più che brevi pensierini, che spesso alla ricerca del finale a sorpresa a tutti i costi si rivelano essere davvero banali. Peccato perché in genere apprezzo particolarmente la scrittura di Carofiglio.
Sono trenta racconti che sono realmente accaduti all’autore o comunque nella sua storia vissuta. Alcuni molto molto belli altri senza ne capo ne coda. 3 ⭐️ dai
«Il vero viaggio di scoperta non è cercare posti nuovi ma avere occhi nuovi». Con cui guardare prima di tutto se stessi.
Una raccolta leggera, fresca, colloquiale. I brevi aneddoti - tutti di tre facciate - invogliano a continuare, a scoprire un altro pezzetto di quella che è la scrittura e l'esperienza vissuta di Carofiglio.
Un autore che in passato non mi aveva deluso, che adesso mi ha genuinamente intrattenuto, e che presto tornerò a leggere, sicuramente.
Praticamente Carofiglio ci tiene a sottolineare che tutto ciò è stato scritto mentre scriveva perché se non si fosse capito lui scrive. Un mix di morali scontate e luoghi comuni che a brevi capitoli si legge senza pensieri tra una fermata della metro e l'altra.
3★ Temes molt interessants però sense arribar a desenvolupar. Es tracta d’un llibre de, microrelats? Ho poso en dubte perquè no es tracta només de relats, sinó també de reflexions, curiositats, anècdotes, temes filosòfics, històrics o socials. Tots tenen una longitud de no gaire més de dues pàgines i tracten de coses totalment diferents, tant en contingut com en gènere o forma. Inclús alguns d’aquests microrelats els podríem considerar no-ficció.
Sens dubte es plantegen temes interessants en molts d’ells, alguns més i alguns menys. Inclús alguns m’han fet reflexionar sobre temes i conceptes que no m’havia detingut a pensar mai, i molts d’altres, plantegen o deixen intuir una història que podria funcionar molt bé si s'arribés a desenvolupar… precisament, aquest és el problema.
Em fa la sensació que res s’arriba a desenvolupar. Sembla tot una successió de premisses, idees, punts de partida, situacions, escenes i temes que es plantegen, però no va més enllà. És com si l’autor hagués passat a net aquella llibreta que tenim sobre la tauleta de nit amb tot d’idees, conceptes, premisses, personatges i dades o anècdotes que hem llegit, ens han explicat o hem viscut.
Tot i no arribar a desenvolupar, alguns d’aquests relats m’han semblat originals i, com he dit abans, m’han fet rumiar. Però d’altres eren com: “meh”. Una cosa bona del llibre és que, com ser capítols tan curtets, si un no et feia el pes, s’acabava ràpidament i anaves a un altre tema en dues pàgines. Cosa que el fa un llibre ideal per omplir petits moments de descans entre una cosa i una altra. (Tot i ja no ser fumador des de fa més d’un any, seria un llibre ideal per llegir un capítol durant la pausa de la cigarreta).
Finalment, cal dir que també ha complert satisfactòriament l’objectiu que pretenia en voler llegir-lo: practicar el meu italià. Com que no és un relat llarg i seguit, m’ha estat molt fàcil poder centrar-me en cada relat de manera aïllada i poder fer un millor exercici de comprensió lectora.
Avrei dovuto scrivere questa recensione in italiano per esercitarmi…
Raccolta di scritti senza infamia e senza lode, certo alcuni racconti prendono spunto dall'esperienza dello scrittore e sono anche molti interessanti, altri sono semplicemente messi li senza un senso logico; è conclamato che la penna di Carofiglio sia una delle migliori sul panorama italiano, tuttavia mi duole dirlo ma mi sarei aspettato qualcosa dipiù, questo assomiglia ad un esercizio di scrittura che se fosse stato pubblicato da un qualsiasi signor "Nessuno" non avrebbe certo avuto questa rilevanza nel panorama letterario italiano, secondo me averlo scritto sotto falso nome avrebbe dato quel tocco di classe in più.
Un libricino formato da brevi aneddoti dell'autore, da sue riflessioni e suoi pensieri; anche da notizie che gli sono piaciute in particolar modo. E sembrerebbe che si appunta tutto. Insomma decide di farci un libricino, il cui titolo inganna: di passeggeri notturni non se ne parla, o meglio, giusto in un racconto. Forse i passeggeri notturni siamo noi lettori, ai quali Carofiglio propone una serie di letture prima di andare a dormire o per tenerci impegnati durante un viaggio su un treno. Gli argomenti sono i più diversi e fanno parte della vita di tutti noi. Consigliato per passare una mezz'oretta.
Usually I do not love short stories and I think I never given them a 5 stars valutation, but there's always a first time! I loved this one, the story are really short (three pages each) but they are really intersting, I've learned a lot of thing and there are a lot of new point of view and ideas. It's an instructive book and I loved it from the first word.
It's also my first book of this author but I would read something else, and I hope to do it soon.
letteralmente scelto a caso tra una lista di audiolibri che nel passato ho salvato perché vagamente interessanti ed è stata una scelta fantastica. ho ADORATO la scrittura, le riflessioni, i contesti scelti in questa raccolta di storie, l'ironia di molte e l'emotività provocata di altre. mai letto niente di Carofiglio fino ad oggi ma sicuramente recupererò altri romanzi per vedere se mi fanno lo stesso effetto. sicuramente un libro che voglio avere fisicamente.
Una raccolta di aneddoti e storie di poche righe che mi hanno fatto riflettere molto su argomenti che riguardano varie sfere della propria vita, da quella sentimentale a quella sociale. Racconti che propongono soluzioni inattese e sorprendenti. Una lettura piacevole e veloce che porta, inoltre, a riflessioni profonde.
Nonostante solitamente non apprezzi le raccolte di racconti, in questo caso (magari proprio perché più che racconti si tratta di brevi aneddoti) mi è piaciuto.
In realtà questo libro non è un insieme di racconti come pensavo, ma semplicemente una racconta di una serie di fatterelli. Sinceramente non ne ho trovato un senso. A me piace molto Carofiglio, ma se dovessi basarmi su questo libro, sicuramente lo boccerei!
30 racconti di 3 pagine l'uno. Ci si trovano aneddoti,storie vere o simili alla realtà,qualcosa di nuovo e qualcosa di già conosciuto... Eppure sono belli. Qualcuno anche più degli altri. Sono racconti molto brevi,sì, che però non terminano in quelle tre pagine,ti lasciano una riflessione,un continuo che ti porti dentro per un po'(possono essere minuti o ore,dipende,magari anche giorni). Non lasciano indifferenti. Sicuramente andare alla presentazione del libro ed aver ascoltato Carofiglio che presentava il suo libricino ha influito un po' nella valutazione; quello che lui ha detto il giorno mi ha conquistata e l'ho ritrovato in queste pagine! Consigliato,sì. A chi Potrebbe piacere? Non saprei. Ognuno di noi potrebbe amarlo o odiarlo per motivi differenti. È ben scritto ma per molti potrebbe non essere abbastanza. Per me è stata una piacevole lettura. Ben scritto,riconiscibili lo stile impeccabile di Carofiglio e la sua velata ironia.
Da cosa trae spunto uno scrittore per personaggi, luoghi e situazioni? Ovviamente dalla realtà. E come fa? Annotandosi quello che gli accade intorno, che sia una conversazione assurda origliata in treno o un salace scambio di battute che coinvolge un politico in vista. E che farne se, per un motivo o per l’altro, non trovano spazio in un romanzo? Ecco passeggeri notturni: una raccolta di aneddoti, riflessioni, episodi, palesemente estratti dal taccuino degli appunti di Carofiglio e pertanto scritti magistralmente. Tre stelle perché, ovviamente, rispetto a un romanzo di Guerrieri mancano di organicità.
Molto carino. Mi sono imbattuta in lui grazie ad un gruppo di lettura. Il libro è strutturato per racconti, per la precisione 30 di poche pagine ognuno. Gli argomenti sono molto variegati, si tratta di aneddoti, riflessioni ad alta voce su un determinato argomento, episodi inventati praticamente un potpourri di parole. Tutto molto scorrevole e di semplice intuizione da cui possono scaturire anche delle riflessioni. Alcuni episodi sono anche divertenti. Lo consiglio
Si scrive "cringe" ma si pronuncia "Gianrico Carofiglio". Sì, questa volta c'è una recensione dell'originale, che si improvvisa salumiere e prepara per tutti noi lettori una specie di insaccato con tutti gli scarti del maiale... cioè della sua produzione letteraria. Ma devo dire che serve un digestivo per riprendersi dall'assaggio di "Passeggeri notturni"...
Un libro dalla pessima premessa: una collezione di pensieri, mini-racconti, episodi di vita vissuta da un paio di pagine ciascuno. Insomma un mezzo tentativo (peraltro più o meno dichiarato) di “non buttare via niente”, abitudine, a quanto dice Carofiglio, degli scrittori. Eppure -sorpresa- a tratti riesce ad essere interessante.
Racconti, mini saggi critici, pezzi di vita e aneddoti leggeri ma pieni di significato condensati in tre pagine ciascuno. La scrittura di Carofiglio è semplice e lavora per sottrazione, cosa decisamente da premiare. La lettura di quest’opera però non è di certo un must, ma può servire come “antipasto” per altri suoi scritti.