Partiamo dai pregi: è un libro thriller standalone, senza seguiti, non inserito in una serie poliziesca.
Quindi se volete leggerlo non vi troverete invischiati nelle indagini del detective “tal dei tali” che poi si protrarranno per altri 30 libri.
Altro pregio: il ritmo è (abbastanza) dinamico, i capitoli sono mediamente brevi e avvicendano il punto di vista (in terza persona) di più di un personaggio.
Devo dire che inizialmente la storia è molto molto intrigante e interessante, sebbene nelle prime 150 pagine non si capisca quasi niente di ciò che sta succedendo, però la curiosità di andare avanti e scoprirlo è davvero tanta!
Poi dopo le 150 pagine si inizia a capire qualcosa ma molto poco e anche qui c’è una curiosità infinita di scoprire gli eventi.
Dicevo prima che la lettura è abbastanza dinamica, ma a volte (non sempre) appare un po’ rallentata, soprattutto dalle descrizioni del background dei vari personaggi, perché i personaggi sono molti e c’è la tendenza di spiegare un po’ troppo il loro passato.
La seconda parte del libro, quella in cui finalmente si iniziano a capire i vari intrighi, avrebbe dovuto essere la parte migliore, purtroppo invece ha sortito su di me l’effetto contrario.
I misteri in questo libro sono molti (troppi!), la storia è ingarbugliata eccessivamente e lo sbroglio della matassa è stato di conseguenza eccessivo. Ho infatti trovato tutte le rivelazioni finali esagerate, troppo esagerate.
Se vi piacciono i libri che sul finale vi tengono con gli occhi incollati alle pagine questo libro farà sicuramente al caso vostro, nel mio caso però non mi ha soddisfatta, preferisco pochi colpi di scena e ben piazzati piuttosto che un’accozzaglia di rivelazioni una più incredibile dell’altra.