Add�o capitano Whalley, add�o "serang" C'� poco in questo libro, tolto il Mare, La Vita, Dio, il Ricordo, il Rispetto, la Malattia, l'Amicizia, il Tradimento, la Morte, la Vigliaccheria, la Pusillanimit�, la Fede, la Speranza, la Giovent� e la Vecchiaia, la Lotta, l'Occidente e l'Oriente, il Bianco e l'Indigeno, l'Onore... non rimane molto dal sacchetto delle maiuscole (la Gloria non c'�, Sesso neppure, pur essendo tutto il libro sensualissimo), se non la sensazione, per l'eventuale lettore di vampirla o draghi nani e ballerine che vi si accostasse, di aver buttato alle ortiche anni leggendo stronzate immani. In un afoso braccio di mare orientale (in Conrad spesso si svolge tutto sotto un afa opprimente) un uomo, pressato da motivazioni inevitabili, cerca un imbarco come capitano. Un disperato lo ingaggia, odiandolo per averlo salvato. Riscrivo qui un brano dal libro: La parola pilota suggeriva l'idea di fiducia, di dipendenza, l'idea dell'aiuto benvenuto e illuminato portato al navigante che brancola nel buio in direzione della terra, che avanza alla cieca nella nebbia, che cerca a tentoni la via nella densit� delle tempeste di vento che, riempiendo l'aria della foschia salina soffiata su dal mare, riducono da ogni lato la visibilit� a un ristretto orizzonte che sembra a portata di mano. Un pilota vede meglio di un forestiero, perch� la sua conoscenza dei luoghi, come una vista pi� acuta, completa le forme di cose adocchiate fugacemente; penetra i veli di bruma stesi sopra la terra dalle burrasche del mare; determina con sicurezza i contorni di una costa che si stende sotto la cappa di nebbia, le forme dei punti di riferimento semisepolti in una notte senza stelle come in una tomba poco profonda. Riconosce perch� conosce gi�. Non � al suo occhio lungimirante ma alla sua conoscenza pi� estesa che il pilota chiede certezze; la certezza sulla posizione della nave da cui pu� dipendere il buon nome di un uomo e la pace della sua coscienza, la giustificazione della fiducia riposta nelle sue mani, e anche la sua stessa vita, che di rado � interamente sua per gettarla via, e le umili vite di altri che forse stendono radici in affetti lontani, e sono altrettanto onerose delle vite dei re per il peso del mistero che le aspetta. Conrad stesso scrisse: Dubito molto che rilegger� mai "Al limite estremo". Non c'� bisogno che dica di pi�. Si concilia meglio con i miei sentimenti separarmi dal capitano Whalley in affettuoso silenzio.