19th century Italy. Bianca arrives at a beautiful villa in the countryside outside Milan. A gifted young watercolorist, she has been commissioned to illustrate the plants in the magnificent grounds. Bianca settles in, invited into the heart of the family by the eccentric poet Don Titta, his five children, his elegant and delicate wife and controlling mother. As the seasons pass, Bianca develops her art, and attracts many admirers. She develops a special affection for one housemaid, who, she is intrigued to learn, has mysterious origins. But as Bianca's determination to unlock the secrets of the villa grows, she little notices the dangers that lie all around her. Who is the mysterious woman she has glimpsed in the gardens? What could Don Titta and his friends be whispering about so furtively? And while Bianca watches so carefully for clues, who is watching her? In The Watercolourist , set against the intoxicating background of an Italy on the cusp of change, a young woman's naive curiosity will take her into the territory of hidden secrets, of untold truth and of love.
Beatrice Masini è una giornalista, traduttrice e scrittrice italiana.
Ha vinto il Premio Pippi con Signore e Signorine - Elsa Morante Ragazzi per La spada e il cuore - Donne della Bibbia e il Premio Andersen - Il mondo dell'infanzia come miglior autore.
È anche conosciuta per aver tradotto i libri della saga di Harry Potter della scrittrice britannica J. K. Rowling per la versione italiana distribuita dall' Adriano Salani.
Quattro stelline e mezzo, in realtà. Perchè, nonostante la vicenda non sia di quelle che ti tengono incollata alla pagine (ma voleva esserlo? Non credo) il gusto per le parole di Beatrice Masini è innegabile. Da leggere con calma, da gustare sillaba per sillaba.
I enjoyed the individual elements of this novel; the characters, settings and events but I don't feel like it was completely successful in the way it was woven together and concluded. Sometimes the events were a little vague or didn't really seem to lead anywhere and I felt like I was viewing through a slight fog. The characters are well depicted and I found the historical aspects very interesting. The translation was well written and overall this novel was a pleasure to read.
Questo libro, visto per la prima volta sul sito della casa editrice Bompiani, mi aveva subito respinto per il titolo per me ben poco accattivante: "Tentativi di botanica degli affetti" mi faceva pensare a una cosa o incomprensibile o di una noia mortale. Questo giudizio è stato completamente ribaltato quando, sul supplemento del Corriere della Sera "La Lettura" del 10 febbraio 2013*, ho scoperto che la vicenda del romanzo si svolge a casa Manzoni: casa Manzoni??? Lo compro subito!
In effetti è e non è casa Manzoni; alcuni nomi sono cambiati, ma in modo trasparente: c'è don Titta (Alessandro), poeta di fama che è al lavoro su un grande romanzo, personaggio complesso, a volte indecifrabile, che ha scoperto la fede dopo una gioventù scapestrata e lontano dalla madre, donna Clara (Giulia), anche lei ai suoi tempi stella dei salotti parigini e ora ingombrante e dispotica "matrona", c'è la dolce moglie Julie (Enrichetta), delicata e spesso malata, ci sono i bambini Giulietta, Pietro, Enrico (nomi rimasti invariati di tre dei figli di Manzoni), Franceschina e Matilde (vista la cronologia del romanzo, dovremmo essere all'incirca negli anni '20 dell'Ottocento, dovrebbero essere le alias di Cristina e Sofia, anche se la scelta del nome Matilde, come l'ultimogenita dello scrittore, è significativa; ma queste due bambine più piccole e meno tratteggiate sono probabilmente figure di pura fantasia). Tutti ora conducono una vita ritirata e fin troppo tranquilla nella villa di Brusuglio, nella campagna del milanese. Da questo scenario aderente alla realtà storica si muove l'autrice per aggiungere dettagli e sviluppi di sua invenzione, romanzeschi. Quindi ci sono anche un istitutore inglese, Innes, un giovane poeta amico di famiglia, Tommaso Reda (che forse è Tommaso Grossi), un antipatico esponente della vecchia nobiltà, il "contino" Bernocchi, quasi una parodia del damerino settecentesco (io "tifo" sempre per questi personaggi presentati in modo tale da risultare decisamente ed evidentemente sgradevoli al lettore: spero sempre che l'autore abbia un guizzo di originalità e che dietro l'aspetto fisico non avvenente e l'antipatia di superficie di queste figure riveli sorprese inaspettate; non dirò se è il caso di questo personaggio), e soprattutto una nuova arrivata, la giovane Bianca. Il pretesto che spiega la presenza di quest'ultima, il classico outsider attraverso i cui occhi il lettore esplora la scena, è un po' tenue (la ragazza è una pittrice in erba e il poeta, botanico e giardiniere dilettante, la ingaggia perché... disegni tutti i fiori del suo giardino; per fare questo deve rimanere ospite della famiglia per circa un anno. Mah! All'epoca si aveva proprio un senso dell'ospitalità smisurato!), ma è anche quello che dovrebbe rendere ragione del titolo: Bianca infatti, curiosa e intelligente, si mette a "studiare" non solo i fiori e le piante, ma anche le complesse dinamiche degli affetti e delle relazioni all'interno di questa famiglia così gelosa della propria privacy e impenetrabile agli sguardi degli estranei.
C'è anche un "mistero": della servitù fa parte anche una ragazzina quattordicenne, Pia, simpatica, solare e allegra, che in effetti gode di "privilegi" inusuali per una domestica e sembra quasi di famiglia. Bianca, probabilmente perché non ha molto da fare, non può esimersi dal ficcare il naso anche in questa faccenda, e arriva a una sconcertante conclusione (segue spoiler, evidenziare): e se quella ragazzina fosse una figlia illegittima del nostro buon don Titta, concepita negli anni di "libertinaggio" prima di raggiungere la madre a Parigi? La madre è niente meno che Costanza A[rconati]! Non è stata la fonte di ispirazione per questo romanzo (lo si apprende dall'Appendice), ma a me la vicenda ha richiamato alla mente un vecchio articolo letto sul Corriere della Sera, con quegli aneddoti di poca rilevanza ma gustosi su queste grandi figure della nostra letteratura. In realtà però non è che il libro si regga tutto su questa storia, che alla fine viene anche lasciata un po' cadere e che l'autrice stessa riconosce non essere del tutto verosimile, per come viene narrata. Molto spazio è dato anche alla crescita, artistica, professionale, sentimentale, di Bianca, ai suoi tentativi di farsi strada da sola nel mondo e nella vita, e mai abbastanza a questi piccoli quadretti di vita domestica, fragile e misteriosa. Mi aspettavo che si parlasse più del "romanzo", e invece a interessare è soprattutto l'aiuto discreto dato da don Titta/Manzoni e da Innes alla causa antiaustriaca, fra le preoccupazioni di donna Clara/Giulia, che vorrebbe tanto che il figlio si rimettesse a scrivere innocue e più remunerative poesie. Anche la questione della conversione, della fede di Manzoni è solo accennata; adesso che ci penso, la "fastidiosa" Bianca occupa fin troppo la scena, per i miei gusti! Curiosa critica da muovere alla protagonista di un romanzo! Ma, purtroppo per lei, doveva competere con figure ben più interessanti, ai miei occhi.
Peccato per la conclusione da romanzo d'appendice (mi piaceva l'inconfessabile attrazione che la giovane cominciava a provare per Titta/Manzoni, ma il "balletto" di uomini attorno alla protagonista e la gravidanza indesiderata non mi hanno convinto; e il teschio con cui giocano Pietro ed Enrico che diavolo significa?) e il finale un po' sdolcinato (della serie "una nuova vita, un nuovo inizio"), in cui in fretta e furia Bianca fa i bagagli e le porte della villa di Brusuglio si richiudono bruscamente senza averci dato modo di prendere congedo adeguatamente dal Poeta e dalla sua famiglia.
3,5/5
* Attenzione, non leggete quell'articolo (il primo, in quella pagina web), o almeno non leggetelo fino in fondo (fermatevi prima dell'inizio dell'ultima colonna), se vi interessa il romanzo: il giornalista rivela una parte importante del finale. Io me ne sono accorta proprio nello scrivere questo post! Tra l'altro, guardate anche il secondo pezzo, in cui, in mezzo ad altre inesattezze ("i colori dei fiori immortalati da Bianca, che anticipano ... quelli di Van Gogh", quando invece la ragazza disegnava a carboncino), incredibilmente don Titta viene definito "innegabile alter ego di Foscolo". Foscolo?? Foscolo??
Piacevole ma da come è iniziato mi aspettavo di più, perché mi stava molto piacendo, invece poi si è un po' perso, lo stile comincia a diventare involuto e pesante e la storia non ha una direzione ben precisa.
La storia è convincente e appassionante. Ciò che non convince è il finale. Su alcuni dettagli, l'autrice si sofferma ossessivamente per poi spendere poche parole sulle sorti dei protagonisti. La storia rimane aperta, senza dubbio, ma il problema non è quello. In circa 15 pagine il romanzo viene chiuso frettolosamente. Un vero peccato.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Read the English translation. The Water Colourist. The main character felt shallow. The story revolves around Bianca, a very young talented botanical artist who is commissioned to illustrate a journal of plants in the garden of an Italian family. She becomes involved in the family intrigue and seems extremely naive. She has no idea how to handle the admiration of the young men surrounding her and the young men do not seem to have much ambition. Maybe something got lost in the translation.
Dreadful. Turgid storyline and felt like the flowers were growing in real time. Drowning in botany aside it was hard to know who the villain actually was and the cause some of them seemed to be fighting for wasn’t at all clear. When someone finally died it was hard to recall who they actually were. Lost in translation? Umm worse than that in my opinion!
I read 48% of this ebook, then couldn't be bothered to read any more. The story is rambling, uneventful and doesn't flow particularly well, quite possibly because it has been translated from the Italian.
Una storia che, per me, non mantiene le promesse del titolo ambizioso e accattivante. Il tentativo di omaggiare il romanzo ottocentesco risulta confuso dal continuo rincorrersi tra il tema della pittura naturalistica e quello delle relazioni tra i personaggi e degli accadimenti. Difficile appassionarsi al legame coerente tra questi due momenti della narrazione; difficile perché il legame non si coglie. Belle le pagine dedicate agli acquarelli, ma suonano algide come tutto di questo romanzo che ho letto con fatica fino in fondo, in attesa di un coinvolgimento che è mancato.
Non è una storia che ti rimane impressa nella memoria (infatti, sono passati anni da quando l'ho letto e non ricordo granché della trama), ma l'autrice ha la capacità di dipingere un affresco in cui il lettore si immerge. Anzi, più che un affresco, sarebbe più appropriato dire un disegno a carboncino come quelli della protagonista, un piccolo ritratto a tinte tenui di attimi di vita quotidiana. Un libro adatto per una lettura lenta e rilassata.
Ben scritto, scrittura lirica ma misurata. Personaggi ben caratterizzati dietro cui si intuiscono i protagonisti della vita manzoniana: una Giulia Beccaria volitiva, moderna ed arcigna, la remissiva Enrichetta ed un Alessandro Manzoni persino simpatico e rivoluzionario. Bellissime le descrizioni dei paesaggi sia quello estivo di Brusuglio che quello invernale di Milano. Vien voglia di creare subito un giardino ed un manuale di botanica: botanica dei sentimenti.
This book is subtle (perhaps too much so), the narrative drifts rather than flows, the imagery is as light as the watercolours its main character paints. The story is about a spirited, independent young woman in the early 1800s who makes her living through her talent and becomes deeply and problematically involved with the people in and around the Italian family for whom she works.
Enjoyable although not quite my style and I found myself wanting to skip over passages of text. The different styles of voice was uncomfortable for me and at times it felt effortful to follow. I enjoyed the setting, the characters and general theme although the story ended and it was rather underwhelming and perhaps unresolved in my mind.
Al netto delle difficoltà di lettura a causa della quasi totale assenza di dialoghi, che, a mio parere, avrebbero reso la narrazione molto più godibile, indubbiamente interessante la figura di Bianca, la protagonista, che sfida tutte le convenzioni dell'epoca, per dedicarsi non alle Lettere, ma alla scienza e, in particolar modo alla Botanica. Già prima di Bianca, Jane Austen ha provato, attraverso le Lettere e la scrittura a ribaltare gli stereotipi sociali che volevano la donna solo come moglie e madre.
Prolisso, ricco di dettagli minuziosi come un romanzo ottocentesco, epoca in cui è ambientato. E per tale motivo si perde un po'. La figura di Bianca è in qualche modo rivoluzionaria per l'epoca. Finale sorprendente.
I thoroughly enjoyed reading this book. It is gentle, meandering, relaxed and pleasant. I read much of it in a warm sunny garden and felt much at one with the heroine. The characters are well defined and the book gave a helpful understanding of Italian life in the early 19th century.
Un libro che va letto piano, va quasi sorseggiato come si fa con una tisana bollente. Un libro da leggere seduti su una comoda poltrona, in un luogo tranquillo, per assaporare ogni parola, ogni emozione, ogni lacrima. Un libro che fa emozionare, arrabbiare, piangere e gioire.
Very interesting, really well written, complex story of a young woman’s journey to adulthood. Wonderful descriptions of plants and gardens. And the city of Milan.
That was very good, the descriptions of nature was in sync with the reappearance of the nice weather. Very poetic, and the characters were so interesting. I knew Innes was the shit.
I loved this book. The rich descriptions, the historical setting, the background intrigue. If I had a complaint it might be that I wanted to take pure innocent Bianca and give her a good talking to because I could see what was going to happen. It's like one of those matinee movies you used to watch and you'd call out "Look out behind you" but the heroine/hero never did. The book is set in Italy on the cusp of war, but this is just a backdrop to the real drama of Bianca's well-intentioned meddling in the affairs of her employer's family and one housemaid in particular. Understandable given Bianca's own loss of family and her relative closeness in age to the young girl. Weaving in the historical detail about adoption and founding practices of the time and you can't help but become intrigued, second guessing who the mysterious woman 'haunting' the estate might be, and who is really related to whom. It might move a little slowly for some but it has mystery and depth to the end.
I loved this book! I bought it at Shakespeare and Co in Paris, and finished it on our train ride to Verona. It was so interesting reading about Bianca's growth as a person with the Austrian occupation of Italy as the backdrop - it was an essential part of the plot, but mostly ran in the background, below Bianca's notice. An excellent book, and I love the parallels that were drawn (I won't say anything more to avoid spoilers!)
not to sure what to make of this one.originally published in Italian this English version is not great. slow and confusing and rambling in places. perhaps it's lost something in translation!!!
This book is a well researched historical novel on young love and equity. The book itself is full of art,literature and horticulture and travel A bit of everything all rolled into one