Premetto che questo commento sarà pieno di SPOILER (anche se, in realtà, la storia è così semplice e prevedibile che c’è ben poco da spoilerare…) e, probabilmente, pieno di parolacce, perché a me certe cose scatenano “il piccolo camionista” interiore, non posso farci nulla. Perché, ok che un romance generalmente ha la struttura semplice di una fiaba, ma quando la semplicità sconfina troppo nel nulla condito da idiozia cominciano a girarmi gli zebedei.
Dunque, se siete allergiche agli spoiler di ogni tipo e siete donnine a modo e il turpiloquio vi infastidisce, fermatevi pure.
Allora, credo che l’intreccio si possa riassumere in poche righe: lei (giovane donna appartenente ad una famiglia dell’aristocrazia decaduta: per intenderci, il villone di famiglia è stato trasformato in un B&B) è da sempre infatuata di lui (ricchissimo, rampante e spregiudicato consulente di noti personaggi politici), che la conosce da sempre e da sempre la tratta con indifferenza, ma che dopo averla vista tuffarsi nel lago in bikini è praticamente rimasto folgorato. I due si incontrano in diverse situazioni e sono perennemente infoiati. Lei, che si diletta con taglio e cucito, viene invitata a NY da un’amica di lui, che si propone di lanciarla nel mondo della moda. Lui lavora tra NY e Washington e, come è facile intuire, visto l’infoiamento di cui sopra, ad un certo punto ci scappa la frittata. Ma, dal momento che lui si sente in colpa per averla deflorata (!!!), il brodino si allunga grazie ad una serie di assurdi tira e molla fino al vomitevole happy ending finale, con tanto di pubblica proposta di matrimonio in ginocchio. Scusate, sto cercando di controllare un conato.
Ora, sono convinta che, di per sé, una trama semplice non sempre e non necessariamente costituisca il fattore predittivo di una ca*ata. Ci vuole altro e qui la Bird/Ward ci offre un ingrediente fondamentale: un protagonista che per come si comporta e come parla ti fa rimpiangere gli uomini della vita reale. Ma tanto. Un evento quasi eccezionale per una lettrice di romance.
L’autrice ce lo presenta come uno spregiudicato, uno sciupafemmine, freddo, cinico e calcolatore, indurito dalle traumatiche esperienze del suo passato. Ma lo volete sapere in che cosa consistono queste esperienze che lo hanno reso così gelido e incapace di amare? Da bambino ha beccato più volte la mamma a zozzoleggiare con vari uomini e ha imparato a “coprirla” in modo che il paparino non la lasciasse e, quindi, si è convinto che tutte le donne sono zoccole come mammà. Tutto qui. Sul serio. Tutto qui.
Ma quello che mi ha scatenato la bestia è stato il suo atteggiamento nel momento in cui scopre che lei, alla veneranda età di 26 anni, è ancora illibata.
Ora, noi lettrici di romance sappiamo che questo della “inaspettata deflorazione” è un topic abbastanza classico nel genere. Ma, francamente, non mi era mai capitato di vederlo reso in questo modo.
Lui la porta a letto, va sparato come treno ad alta velocità…per poi ritrarsi di scatto – che neanche glielo avesse morso un gatto – schizzare via e giacere tutta la notte vicino a lei, senza toccarla, tremante e sotto shock. Lui. Non lei. Lui. Non so, forse il problema è che io sono una di quelle lettrici che tendono ad immedesimarsi nella protagonista, quindi, è facile indovinare quali istinti violenti mi si siano scatenati. A parte il fatto che se una donna di 26 anni decide consapevolmente di dartela, per favore, evita di trattarla come una ragazzina di 15 anni, incapace di intendere e di volere…ma, soprattutto, almeno impegnati per soddisfarla, larva umana, brutto idiota parassita che non sei altro! E invece no, lui se ne sta lì a cospargersi il capo di cenere e a piangersi addosso. E qui la povera lettrice si ritrova a pensare: adesso gli passa e inizia a comportarsi da uomo. Noooooo!!! Si attacca a lei come una cozza (appuntamenti, cene, telefonate etc.), MA SEMPRE SENZA SFIORARLA, perché si sente in colpa. Addirittura la porta da Tiffany (mica nella bottega di Gigetto!) per farle scegliere un anello, chiedendole di sposarlo per “riparare”. Stiamo parlando di un romanzo contemporaneo pubblicato nel 2006. Dico, 2006! E queste sceneggiate continuano fino alla fine, anche dopo che quella povera disgraziata di Joy, la protagonista, riesce a portarlo a letto…e a farcelo restare, perdinci!
E poi, non so voi, ma io un uomo che se ne esce con frasi come “Non meritavo il dono della tua innocenza” o “Creatura dolcissima, sarai la mia rovina” mi verrebbe solo di riempirlo di sberle. Arghhhhh!!! Datemi subito un romanzo della Stuart o, ancora meglio, di Anna Chillon!!! Quelli sì che sono uomini “come si deve”, eccheccacchio!
Tre stelline scarse, ma giusto perché non è scritto male e sono riuscita ad arrivare alla fine.