Come quasi tutti hanno capito, quando la trama di un mio libro funziona meglio del solito è perché non è mia. Così dice Malvaldi nei ringraziamenti e, in effetti, ho trovato questo forse uno dei migliori episodi del BarLume come trama, ma anche come scenette divertenti e battute esilaranti (e viene scomodato anche Manzini, con la scala delle rotture di Schiavone!).
Il caso su cui indaga il vicequestore di Pineta, Alice Martelli - ormai fidanzata di Massimo il barrista - e quindi tutti i vecchietti del BarLume, è quello della morte di una badante ucraina con un ex-marito violento, che neanche l'ordinanza restrittiva riesce a tenere lontano. Quando il caso sembra avere un solo colpevole e viene passato alla Questura di Pisa (mentre Alice e Massimo possono partire per una settimana di agognate ferie in Portogallo), però, accadono degli atti di vandalismo piuttosto sospetti, che sembrano essere collegati alla morte di Olga in qualche modo.
Un romanzo rotondo, che comprende il caso giallo, i vecchi amici del BarLume (con l'aggiunta del compagno Armando Maria Mastrapasqua. Tesserato del PCI fin dal diciottesimo compleanno, poi confluito in Rifondazione Comunista, poi nei Comunisti Italiani. Insomma, un illuso, che capisce l'ucraino e va con i compari di Ampelio ai giardinetti per origliare le conversazioni delle badanti ucraine), battute sempre spiritose, ma anche tematiche serie come la violenza sulle donne e il femminicidio, o l'adattamento di persone di valore, che al loro paese sono laureate in discipline difficili, che nei paesi che le ospitano sono costrette a svolgere lavori umilissimi; oltre alla matematica (e i titoli dei capitoli sono un'autentica meraviglia) e a Wisława Szymborska, che si riconosce fin dal primo verso, anche se Malvaldi non la cita, limitandosi a leggere una sua poesia, Scrivere il Curriculum
Che cos’è necessario?
È necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.
È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.
È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.