Vanilla_91 - per RFS
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Si sa, in guerra a pagare il prezzo peggiore sono sempre gli innocenti e ciò non era certamente diverso nell’antichità.
Lady Cecily Fulford è rinchiusa in convento per volontà paterna, ma dopo la battaglia di Hastings, con la morte del genitore e del fratello, è diventata l’erede di un castello che il duca conquistatore ha concesso a sir Adam per essersi distinto in battaglia.
Cecily è costretta ad abbandonare il convento per sposare colui che considera un nemico della sua gente, un invasore, ma scoprirà in suo marito un uomo giusto e onorevole.
Il perno della storia non è sicuramente qualcosa di mai visto, ma l’autrice ha giocato davvero bene le sue carte creando due personaggi ben definiti e con qualità accattivanti.
Adam ha il fascino “dell’uomo misterioso”, che è sempre apprezzato, ma è anche un protagonista gentile, attento ai bisogni della donna che ha sposato. Cecily è un mix affascinante di innocenza e fierezza, audacia e fragilità. È una personalità che si apre al lettore lentamente, ma con numerose sfumature che me l’hanno fatta apprezzare particolarmente.
L’amore tra i due personaggi si evolve con lentezza, passando attraverso diverse fasi, dato che sarà necessario per entrambi superare la diffidenza e le paure.
La sposa sassone è una storia che mi è piaciuta proprio per l’esaltazione di sentimenti teneri e molto positivi, per il rispetto e la gentilezza che prevalgono su emozioni più ruvide e mitigano anche la parte erotica, che non manca ma è più evasiva e di contorno.
Il romanticismo è sicuramente il sentimento prevalente, l’emozione che più risalta di pagina in pagina, accompagnato anche da temi importanti e attuali, come l’importanza di non dare nulla per scontato, la necessità di saper perdonare e concedere nuove possibilità e la capacità di imparare a trarre il meglio anche dalle situazioni che possono sembrare le più avverse.
È stata una lettura piacevole, una carezza leggera e delicata, una storia non impegnativa ma che ha saputo regalarmi davvero delle belle sensazioni.