Credo di essermi innamorata di questo libro ancora prima di averlo aperto.
La storia e la mitologia greco/romana hanno sempre avuto su di me un fascino particolare, fin da quando ero bambina. Avrò letto decine, forse centinaia di racconti di questo genere, ne ero e ne sono tuttora incantata. Tuttavia non mi sono mai avventurata nella lettura dei grandi poemi epici al di fuori dell'ambito scolastico, anche se ho intenzione di farlo, prima o poi.
Quando venni a conoscenza di questo libro mi sembrò quasi un sogno. La storia di Odysseo, uno dei personaggi più complessi di tutta la mitologia, dalla sua infanzia alla caduta di Ilio, narrata in prima persona dall'eroe.
Devo dire che ho sempre avuto opinioni contrastanti su questo personaggio: credo di non avergli mai perdonato del tutto il fatto di aver vinto la guerra di Troia con l'astuzia invece che sul campo, ma d'altra parte mi ha sempre suscitato ammirazione proprio per la sua astuzia e la sua mente brillante.
"Io sono Odysseo dal pensiero complesso, così mi chiamano. Quella è la mia forza più grande: dove non è riuscito il braccio di Achille riuscirà la mia mente"
Odysseo racconta la sua storia partendo dalla sua infanzia, dal ritorno di suo padre, l'eroe Laerte, partito per l'impresa degli Argonauti quando lui era ancora un neonato; racconta della prima visita al nonno Autolykos, del primo incontro con la sua dea, Athena, del suo primo viaggio in compagnia di suo padre per tutto il continente, presso i re che erano stati compagni di avventura e amici Laerte.
Già da ragazzo Odysseo conquista la stima di molti per la sua saggezza e la sua acutezza. Persino suo nonno, uomo sprezzante e solitario, temuto e odiato da tutti, dimostra di avere una grande considerazione di suo nipote, tanto che gli dice che egli è "il figlio che avrebbe sempre voluto".
Tuttavia la prima grande impresa di Odysseo, in seguito alla quale suo padre decide di cedergli il trono, è quella di avere impedito che i principi achei si uccidessero tra loro per la mano di Elena, convincendoli a lasciare la scelta dello sposo a lei e vincolandoli tra loro con un giuramento di fedeltà.
È proprio questo giuramento che condurrà alla guerra quando Elena lascia suo marito Menelao e fugge con il principe troiano Paride.
Odysseo tenta in tutti i modi di evitare la guerra, ma il rifiuto dei troiani di restituire Elena a Menelao obbliga quest’ultimo a combattere per vendicare il suo onore e i principi greci a seguirlo in virtù del giuramento fatto.
Così l'immenso esercito greco, il più grande mai esistito, approda sulle coste di Ilio e assedia la città per dieci, lunghi anni, fino alla vittoria finale.
Tra i compagni e amici di Odysseo troviamo molti dei guerrieri più illustri della storia greca: Achille, Menelao, Agamemnon, Diomede, Aias gigante e Aias di Lokrys, Idomeneo. Valorosi combattenti, guerrieri quasi invincibili, ma anche e soprattutto esseri umani. Umani che commettono errori terribili, che soffrono, che si pentono, che provano sconforto o pietà o rabbia, ma anche capaci di amare, di rispettare.
Le lacrime di Achille per la perdita della sua amata Briseis, il suo rimorso per la morte di Patroclo, la paura della morte e la tristezza per il proprio destino. E ancora l'amore persistente di Menelao per Elena, nonostante lei lo abbia tradito e disonorato, la follia di Aias, il gigante dal cuore d'oro, la profonda stima che Odysseo prova per "l'eroe Laerte suo padre".
Odysseo è un personaggio multiforme, complesso, imperfetto e per questo unico. Inoltre, a fare da contorno alla sua esistenza, vi sono una serie di episodi illustri e di imprese gloriose della mitologia greca: la ricerca del vello d’oro degli Argonauti, lo sfortunato destino di Herakles, la tragedia di Medea e Giasone, la storia di Alcesti e Admeto e molte altre ancora.
Non credo di poter esprimere quanto abbia amato questo libro. Il mio entusiasmo era alle stelle già dalla lettura del prologo e non si è spento neanche per un attimo: è un’opera ricca di avventure, di sentimenti, di incontri formidabili, di passioni estreme. Ho assaporato ogni pagina fino in fondo, ho apprezzato enormemente lo stile narrativo di Manfredi, scorrevole ma ricco di poesia, dettagliato senza essere mai pesante, assolutamente perfetto per questo romanzo.
Ovviamente consiglio la lettura a tutti gli appassionati del genere, ma anche a chi non lo è: chissà, questa potrebbe essere l’occasione giusta per innamorarvene.