L’autobiografia di un uomo complesso e consapevole, un artista che ha dedicato l’intera esistenza alla musica, e l’ha condivisa con generosità attraverso lo spettacolo. Un libro per raccontare le storie e le verità di una delle popstar italiane più significative degli ultimi vent’anni. «Io non vivo infatti, io volo. Sono sempre in alta quota, leggero, costantemente in orbita, lanciato anche a piombo talvolta, è la sensazione che ho, quella di non avere i piedi per terra, ma sono ricompensato da una buona dose di senso pratico in quello che faccio. Il mio non avere i piedi per terra non è l’avere la testa fra le nuvole, tutt’altro. Sono concreto, pratico, forse cervellotico ma pratico, e se ci penso sono anche un romantico idealista». A cura di Roberta Castoldi.
Morgan, pseudonimo di Marco Castoldi (Milano, 23 dicembre 1972), è un cantautore, musicista, personaggio televisivo, compositore e scrittore italiano, fondatore e frontman dei Bluvertigo.
Rapsodico; dà la medesima idea della musica di Morgan, ovvero inconclusa e volubile. Morgan è un artista sottovalutato ed una persona intelligente che va presa per quel che è, però: un uomo che non ha ben capito dove vuole arrivare.
Raccolta di pensieri sparsi più che autobiografia, lascia esattamente come trova e non aiuta a capire di più un personaggio stravagante, discusso e a volte discutibile come Morgan. Alcune riflessioni sono interessanti e curiose, altre frutto dell'egocentrismo dell'autore. In sostanza in questo libro Morgan è fedele a se stesso, pure troppo.
Un’autobiografia di un artista eclettico che ama la musica più di ogni altra cosa al mondo e che è riuscito ad emergere dalla periferia Milanese. Il libro è un viaggio nella sua testa, un po’ complessa, cervellotica e folle ma mai noiosa o scontata.
Questa recensione non è fatta per strappare facili like, ma per omaggiare un Signor artista che, con la sua musica, mi è sempre stato vicino con i suoi testi, specie nei momenti più difficili. Vale quanto un forte e astratto abbraccio.
Primavera 1999. Ero un teenager difficile da capire e (vista l'età) la priorità era bighellonare in giro per il paese con il mio migliore amico d'infanzia. "Mirko, cazzo...spegni la TV muoviti!". Ricordo quel momento, stavo consumando la videocassetta dove avevo registrato il programma "Serenate". I Bluvertigo m'ipnotizzarono con il loro brano "Fuori dal tempo". La stessa vhs dove accumulavo, anno dopo anno, materiale televisivo della band (la presentazione di "Zero" sul canale Match Music...indimenticabile!) È stato facile comprendere i loro brani, in quanto entrambi i miei genitori ascoltano Battiato da sempre e si sa quanto il Maestro è un punto di riferimento per Morgan. Mia madre stessa 20 anni fa cedette alle loro lusinghe con il brano "sovrappensiero" .
Difficile anche solo esternare cosa provo quando ascolto "ebbrezza totale" o altri brani dal loro repertorio e/o quello solista. Ripenso a quella serata estiva a Lignano Sabbiadoro e di quanto ho maledetto la pioggia. A quel "vaffanculo" detto anni prima a Treviso all' Home Festival per introdurre cieli neri.
Ho un pianoforte a muro ormai scordato, un basso sommerso dalla polvere e so che mi merito insulti a random per l'inutilizzo dovuto a lievi traumi emotivi musicali. Ma da queste piccole cose si vede l'influenza musicale ricevuta con i suoi brani in heavy rotation nel corso della mia vita.
Tutto questo per dire che i fan dei Bluvertigo e di Morgan non resteranno affatto delusi da questa sua autobiografia. Racconti di un artista che si mette a nudo, capace d'essere compresa da chi come me è cresciuto con i loro brani e ha provato, nel bene e nel male, molta empatia nei confronti dell'autore e artista.
Mi piace Morgan, come musicista, come pensa, quello che dice, e non avevo dubbi che questo sarebbe stato un bel libro. Inizia parlando dei ricordi dell'adolescenza: una famiglia felice, purtroppo interrotta dal suicidio del padre quando lui aveva solo 16 anni. Parla della nascita dei Bluvertigo, di X Factor, di Asia Argento (anche se speravo raccontasse un po' di più su loro due assieme), ma c'è anche tanto altro: musica (parla molto della classica, la sua passione e quella con cui è cresciuto e ha studiato per poi formare le sue basi), filosofia, strumenti (ammetto che la parte sui sintetizzatori è un po' noiosa perchè va troppo sul tecnico!), amicizie famose (Battiato, suo maestro e mentore; Celentano, che gli è stato vicino nel periodo dello scandalo) e non, e anche tanti aneddoti. Ma Morgan parla anche tanto di amore:
Io trovo che l’amore sia voglia di conoscere. E curiosità. Non mi piacciono quelli che vivono l’amore come idolatria, perché l’idolo esclude a priori qualsiasi forma di dialogo e di scambio d’energie. Amare invece è innanzitutto voglia di conoscere. È andare nella-direzione-di. Poi, su un livello completamente diverso, c’è l’ossessione. L’ossessione è parente stretta del desiderio, ma c’entra poco o niente con l’amore. Desiderio è voglia di possedere, di incorporare e di distruggere. È il pensiero fisso del possesso, che diventa una gabbia mentale impiantata stabilmente nel tuo cervello. L’amore no. L’amore è lasciare libero. L’amore è volere che l’oggetto amato viva e possibilmente respiri insieme al tuo respiro. Non è costringerlo dentro una sovrastruttura ottusa di paranoie, gelosie, prevaricazioni. L’amore in qualche modo è il contrario del desiderio. Certo che poi quando ci sono amore e desiderio insieme le due cose finiscono per coincidere. Ma non c’è niente da fare: sono cose che durano poco. Perché sono fatte per durare poco.
La presentazione recita: "L’autobiografia di un uomo complesso e consapevole".
Confermo... ed il libro rispecchia un pò di quella complessità, traducendosi però purtroppo anche in un certo "disordine narrativo".
Detto ciò, Morgan, a mio parere, o si ama o si odia e io lo amo.
Amo la sua cultura (musicale e non), amo la sua capacità di trasmetterla facendotene incuriosire ed appassionare, amo la sua arroganza (peraltro piuttosto modesta, data la sua sapienza.... vorrei vedere voi) amo le sue lacerazioni interiori perchè la vita, grazie a Dio, non si inscatola amo la sua passione per la filosofia, per l'uomo, per la Verità amo il suo "senso religioso", tanto tormentato (e spesso sottaciuto dietro a un facile anticlericalismo) ma mai negato ... e amo pure Asia Argento.
Di solito non leggo libri di personaggi dello spettacolo, ma seguo Morgan da tempo e mi è sempre sembrato uno che ha qualcosa da dire. Qui ci racconta un po' di sé, con una serie di considerazioni e aneddoti, nei quali la musica è il filo conduttore. Non è un libro imperdibile, ma mi conferma che sì, Morgan ha qualcosa da dire, non fosse altro che per la sua grande cultura nell'ambito musicale (e non solo) e per le sue mille fragilità (che la gente preferisce giudicare senza provare nemmeno per un minuto a capire).