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Il Creatore delle Ombre: e altri racconti macabri

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“Mi raccomando, fate ritorno prima di sera. Sai che questa non è la notte più adatta per andarsene a spasso.”



Dracula è un capolavoro che continua a stregare i lettori di tutto il mondo, ma gran parte della produzione di Bram Stoker rimane tuttora inesplorata. Prolifico autore di racconti, Stoker è stato capace di rielaborare gli stilemi dell’horror in chiave personalissima, con una voce macabra e ossessiva che spinge al massimo l’immaginazione e indaga la dualità di vita e morte, noto e ignoto, sogno e realtà. Questa selezione di racconti ripropone alcuni dei suoi lavori più importanti e ne La casa del giudice, seguiamo una lenta discesa verso la follia nel segno delle migliori storie di case stregate. In I duplici, vera e propria gemma di crudeltà, l’autore mette in scena una coppia di bambini e la loro ossessione per la distruzione, che li porterà a sacrificare per gioco animale dopo animale, fino a macchiarsi di un crimine perfino più cupo. Ancora, nella raccolta, possiamo sbirciare nel laboratorio di un grande autore, con il capitolo originariamente pensato in apertura a Dracula e poi eliminato in fase di pubblicazione. Storie macabre e inarrestabili, che permettono di ricostruire, per la prima volta in Italia, una mappa chiara dello straordinario potere espressivo della penna di Bram Stoker sulla forma breve.

211 pages, Kindle Edition

Published October 15, 2024

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About the author

Bram Stoker

2,662 books5,878 followers
Irish-born Abraham Stoker, known as Bram, of Britain wrote the gothic horror novel Dracula (1897).

The feminist Charlotte Mathilda Blake Thornely Stoker at 15 Marino crescent, then as now called "the crescent," in Fairview, a coastal suburb of Dublin, Ireland, bore this third of seven children. The parents, members of church of Ireland, attended the parish church of Saint John the Baptist, located on Seafield road west in Clontarf with their baptized children.

Stoker, an invalid, started school at the age of seven years in 1854, when he made a complete and astounding recovery. Of this time, Stoker wrote, "I was naturally thoughtful, and the leisure of long illness gave opportunity for many thoughts which were fruitful according to their kind in later years."

After his recovery, he, a normal young man, even excelled as a university athlete at Trinity college, Dublin form 1864 to 1870 and graduated with honors in mathematics. He served as auditor of the college historical society and as president of the university philosophical society with his first paper on "Sensationalism in Fiction and Society."

In 1876, while employed as a civil servant in Dublin, Stoker wrote a non-fiction book (The Duties of Clerks of Petty Sessions in Ireland, published 1879) and theatre reviews for The Dublin Mail, a newspaper partly owned by fellow horror writer J. Sheridan Le Fanu. His interest in theatre led to a lifelong friendship with the English actor Henry Irving. He also wrote stories, and in 1872 "The Crystal Cup" was published by the London Society, followed by "The Chain of Destiny" in four parts in The Shamrock.

In 1878 Stoker married Florence Balcombe, a celebrated beauty whose former suitor was Oscar Wilde. The couple moved to London, where Stoker became business manager (at first as acting-manager) of Irving's Lyceum Theatre, a post he held for 27 years. The collaboration with Irving was very important for Stoker and through him he became involved in London's high society, where he met, among other notables, James McNeil Whistler, and Sir Arthur Conan Doyle. In the course of Irving's tours, Stoker got the chance to travel around the world.

The Stokers had one son, Irving Noel, who was born on December 31, 1879.

People cremated the body of Bram Stoker and placed his ashes placed in a display urn at Golders green crematorium. After death of Irving Noel Stoker in 1961, people added his ashes to that urn. Despite the original plan to keep ashes of his parents together, after death, people scattered ashes of Florence Stoker at the gardens of rest.

http://en.wikipedia.org/wiki/Bram_Stoker

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Camilla.
23 reviews
February 15, 2025
Unexpectedly loved it (kinda hate horror genre) and recommend it to everyone, because the plots are gripping, the language sublime. I mean, I wonder how the original version sounded like. My guessing is: even scarieeeeeer.
Profile Image for Cronache di Betelgeuse.
1,030 reviews
December 22, 2025
Recensione pubblicata su Cronache di Betelgeuse

Quanti di noi, attratti dal nome di Bram Stoker e dalla promessa di un’atmosfera gotica irresistibile, hanno aperto Il Creatore delle Ombre: e altri racconti macabri con aspettative elevate? La delusione, purtroppo, non tarda ad arrivare. Questa raccolta di storie brevi, che include il celebre “L’Ospite di Dracula” – quel capitolo originariamente pensato come apertura del romanzo e poi eliminato in fase di pubblicazione – si rivela un’esperienza frammentaria e spesso frustrante, che ci lascia con la sensazione di aver sfiorato qualcosa di potente senza mai davvero afferrarlo.

Il problema principale risiede nella natura stessa di questi racconti: sono abbozzi promettenti che non decollano mai. Prendiamo proprio “L’Ospite di Dracula”, il pezzo che dovrebbe fungere da gioiello della raccolta. La premessa è affascinante e l’atmosfera opprimente che Stoker costruisce è innegabile, con quella tempesta che si scatena e la tomba della vampira che si spalanca. Ma proprio quando la tensione raggiunge il culmine, il racconto si interrompe bruscamente. Il narratore sviene, si risveglia con un lupo misterioso che lo protegge, e scopre tramite un telegramma che tutto era sotto il controllo di Dracula. Fine. Ci rimaniamo con una manciata di domande senza risposta e la sensazione di aver assistito solo al primo atto di una storia più grande. Manca di una vera conclusione, di un climax soddisfacente, di quella risoluzione che trasforma una sequenza di eventi inquietanti in una narrazione compiuta.

Gli altri racconti della raccolta non riescono a compensare questa carenza strutturale. “La casa del giudice”, pur offrendo una lenta discesa verso la follia nel segno delle migliori storie di case stregate, soffre della stessa incompletezza narrativa. Seguiamo un protagonista che gradualmente perde la sanità mentale, ma il percorso psicologico rimane superficiale, abbozzato piuttosto che sviluppato. L’inevitabilità tragica che pervade la storia crea tensione, certo, ma dove sono le sfumature? Dove sono quei momenti di introspezione che ci permetterebbero di comprendere davvero la trasformazione del personaggio?

“I duplici”, definito da alcuni una gemma di crudeltà, presenta forse il concetto più disturbante dell’intera raccolta: una coppia di bambini ossessionati dalla distruzione, che sacrificano per gioco animale dopo animale fino a macchiarsi di un crimine ancora più cupo. L’inversione dell’innocenza infantile è potente come tema, e Stoker merita riconoscimento per aver osato esplorare territorio così inquietante. Purtroppo però, anche qui la forma breve tradisce le potenzialità della storia. I bambini rimangono figure bidimensionali, archetipi della corruzione piuttosto che personaggi credibili. La loro evoluzione da creature curiose a esseri malvagi avviene troppo rapidamente, senza quella gradualità che renderebbe il tutto davvero agghiacciante.

Va riconosciuto che Stoker possiede una voce macabra e ossessiva capace di spingere al massimo l’immaginazione. La sua capacità di indagare la dualità tra vita e morte, noto e ignoto, sogno e realtà, è fuori discussione. Il linguaggio evocativo e la precisione narrativa tipica dell’epoca vittoriana conferiscono ai racconti una patina di eleganza formale. Quando descrive ambientazioni che oscillano tra il familiare e il perturbante, quando evoca quello spaesamento caratteristico del genere gotico, si percepisce la mano di un maestro dell’atmosfera. Ma l’atmosfera, per quanto potente, non può sostituire una trama solida e personaggi ben sviluppati.

La raccolta nel suo complesso soffre anche di una certa ripetitività tematica. Il concetto di “doppio”, il confine tra normalità e orrore, il soprannaturale come intrusione nel quotidiano: Stoker ritorna sempre agli stessi motivi senza approfondirli davvero. Ogni racconto sembra una variazione sullo stesso tema, e dopo un po’ la formula diventa prevedibile. Certo, si tratta di temi che l’autore avrebbe affrontato nel corso di tutta la sua produzione, e forse questi racconti servivano proprio come laboratorio per le sue opere maggiori. Ma questo non li rende più soddisfacenti come lettura autonoma.

Se state cercando l’esperienza completa e avvolgente che Dracula offre, Il Creatore delle Ombre vi lascerà inevitabilmente insoddisfatti. Questi racconti sono frammenti, schegge di un mondo gotico che intravediamo ma non esploriamo mai davvero.
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