L'ambientazione di questo libro non brillava per originalità: il mondo in cenere o quasi, le isole britanniche tra i pochi luoghi al mondo dove la vita potesse ancora essere possibile, la necessità di tenere fuori dai confini le orde di aspiranti immigranti provenienti dal continente.
Tutto visto e rivisto, per esempio V for Vendetta parte dallo stesso background.
Bene, aggiungiamoci degli androidi. Umani artificiali, i Ficials, creati con scopi ben precisi (abbiamo i Ficials costruttori, i meccanici, i medici, i soldati, quelli addetti al piacere) e con le abilità necessarie a questi scopi.
Abbiamo un gruppo di sette Ficials, il Controllo, che fungono da centro operativo coordinando tutti i Ficials della nazione.
Lo scopo di questi androidi? Salvare il mondo.
Poi però qualcosa va storto. Control decide che per salvare il mondo, ma va?, bisogna eliminare l'uomo. E quindi, con quella che spera essere una mossa imprevista e repentina, dà il via alla caccia all'umano.
Mentre dall'estero sganciano delle bombe rovinando irreparabilmente il clima, nascondendo il sole dietro una coltre di nubi e via dicendo.
Anche qui, niente di particolarmente originale.
L'originalità viene dopo.
Abbiamo sacche di resistenza umane, che circondano le città difese dai Ficials che ormai sono barricati al loro interno e hanno interrotto la guerra contro ogni umano, non ricevendo più ordini dal Controllo, e limitandosi a tentare di sopravvivere in queste città assediate cercando di trovare nuove mansioni da svolgere.
E il protagonista è uno di loro.
Uno dei mostri privi di sentimenti dediti allo sterminio umano.
Kenstibec, un Ficials costruttore reinventatosi taxista... il suo scopo è portare i "clienti" da una città assediata all'altra, tra gruppi di ribelli umani, imboscate e tranelli.
Solo che quando gli dicono di portare una giornalista Ficials da Edinburgo a Londra, non sa che c'è molto di più dietro questa missione di quanto non sospetti inizialmente.
L'idea sarebbe buona, sopratutto la scelta inusuale del protagonista.
Però a mio avviso l'alienità del Ficials, la sua assenza di emozioni malgrado abbia una sua personalità, non è resa molto bene. Diciamo pure che è resa assurdamente male.
A volte sembra una persona normale, a volte diventa un muro impenetrabile, poi torna umanoide d'un tratto.
I conflitti emotivi sono accennati male, e pure quando nel finale dovrebbe (immagino) cominciare a sperimentare una mutazione nella sua personalità, questa non si nota affatto.
Inoltre per buona parte del libro la storia è, diciamolo, quasi noiosa.
Un viaggio, o un tentativo di viaggio, con un cliente che sembra disprezzarlo apertamente, una guida reclutata a forza che è divisa tra il desiderio di ottenere la ricompensa promessa e la voglia di uccidere i due Ficials.
Solo quando la situazione precipita riusciamo a leggere con piacere.
Occasione mancata.