2.75/5 stelle
Scrivo di getto questa recensione super a caldo, in quanto già durante la lettura del libro sapevo cosa avrei scritto, ma se lo avessi saputo prima di avere la copia tra le mani, non sono totalmente sicura che lo avrei comprato.
So che da questa premessa potrebbe sembrare che io stia per descrivere il Rdv come un brutto libro, ma non è così. Il Rdv è un bel libro, ma non per persone come me, abituate a leggere fantasy densi come Il priorato, la Guerra dei Papaveri o Nevernight. Molto probabilmente ho affrontato questo libro con le aspettative sbagliate, e sicuramente sono ormai fuori target (sinceramente consiglierei la lettura di questo libro o a persone che si stanno iniziando ad approcciare al fantasy, oppure a ragazzinə delle medie, massimo prima/seconda superiore a dir tanto).
Nelle prime 100/150 pagine ero rimasta rapita dal libro, già convinta di potergli dare un 5 stelle assicurato. Ero rimasta stregata dalla scrittura di Fiore Manni, davvero tanto apprezzata e dall’ambientazione, che lì per lì mi ha ricordato vagamente quella che troviamo nel Principe Crudele. Ma poi le cose hanno iniziato a peggiorare inevitabilmente. Ora entro nel dettaglio.
Trama
La trama mi ha sinceramente fatta impazzire e (insieme alla copertina) è stata la ragione per cui avevo deciso di comprare questo libro. Un mix perfetto tra Il castello errante di Howl, Alice nel paese delle meraviglie e il Principe Crudele, tutte storie che adoro, ma… andando avanti purtroppo il tutto ha iniziato a risultare sbrigativo, superficiale e a cadere nel banale. Nonostante questo ho continuato la lettura del libro, sperando che ad un certo punto in poi migliorasse… non è stato così.
Scrittura
Come già detto precedentemente, la scrittura di Fiore mi è piaciuta davvero tanto, ma purtroppo non è bastata a riempire le tante lacune che questo libro ha. Una grande pecca che ho trovato infatti sono stati i dialoghi che a momenti sembravano davvero falsi e tirati, ma non solo. Si ripetevano! Letteralmente. A pagina 308 possiamo leggere un dialogo che si ripropone quasi uguale dopo altre 70 pagine (378), quasi come se durante l’editing del libro nessuno si fosse accorto dell’evidente ripetizione di frasi.
Worldbuilding
Già subito sapevo che non sarebbe stato originale e che avrei ritrovato elementi simili al Principe Crudele, ma questo non mi infastidiva affatto, tutt’altro, era uno dei motivi per il quale avevo deciso di prendere il libro. Purtroppo non mi ha conquistata come speravo che avrebbe fatto, per il principale motivo che non riuscivo ad immaginarmi le cose. La descrizione del mondo, dei luoghi… non riuscivo a vederli nella mia mente, dovevo ogni volta fare degli enormi sforzi e per me un worldbuilding carente come questo significa una grande perdita di punti.
Personaggi
Mi dispiace dire che i personaggi non mi sono piaciuti affatto (eccetto uno che si salva in qualche modo), ma andiamo nello specifico.
-Marian
Personaggio molto debole, senza autostima (per certi versi mi ha ricordato Bella Swan) che fatica a stare nel suo mondo e che decide di partire per un avventura. Ho sentito parlare del percorso che compie attraverso le pagine di questo libro come un “percorso di formazione”, ma non sono niente affatto d’accordo in quanto penso che lei non sia cambiata minimamente, rimane una ragazza impaurita e se vogliamo codarda.
-Aleister
Uno dei personaggi più odiosi di cui io abbia mai letto. Altezzoso, egoista, narciso ed egocentrico è assolutamente l’ultima persona che un popolo vorrebbe ritrovarsi come re, eppure lui é stato scelto per questo. Il suo personaggio cambia in modo repentino e misterioso a poco più di metà del libro dopo una sgridata, cambiando totalmente (mantenendo i tratti narcisistici) in maniera inspiegabile, senza che ci fosse una vera e propria maturazione lenta, come sarebbe dovuto essere. No, in qualche ora il suo personaggio lascia le vesti di re egoista diventando paladino di Faerie.
-Macbeth
Il personaggio migliore della serie, tutto da coccolare, che mi ha ricordato tanto il personaggio del cartone animato di Koda fratello Orso. Non ho molto altro da dire sul suo conto.
Considerazioni finali
Purtroppo per me questo è stato uno tra i libri più deludenti del 2023, e lo dico a malincuore, davvero. Nonostante non aspettassi altro che questo libro finisse, arrivata al finale mi sono sentita come se mancassero almeno altre 50 pagine, come se la scrittrice stessa avesse deciso di non aver più voglia di scrivere il libro e di concluderlo in modo affrettato e sbrigativo. Sono triste e sento un lieve retrogusto di rabbia per il capolavoro che questo libro sarebbe stato, ma che purtroppo non abbiamo avuto.