Sottratta alla propria famiglia all'età di sette anni da un cavaliere inglese di nome Clotaldo, la spagnola Isabela viene allevata a Londra da quest'ultimo e da sua moglie Catalina, che in segreto professano come lei la fede cattolica. Col passare degli anni la ragazza s'innamora del loro figlio Ricaredo, valoroso e di nobili principi, ma sfortunatamente gia promesso in matrimonio ad una dama scozzese scelta dai genitori.
L'amore avrà la meglio, ma quando i due giovani saranno sul punto di sposarsi, la regina d'Inghilterra, colpita dalla fanciulla, deciderà di prenderla sotto la sua protezione accettando di concederla in moglie a Ricaredo soltanto se quest'ultimo saprà dimostrarsene degno. Per i due fidanzati avrà così inizio una serie di rocambolesche vicissitudini: prima la partenza di Ricaredo per la guerra, poi l'intromissione di uno spasimante geloso, in seguito le macchinazioni della madre di costui, che culmineranno nell'avvelenamento della povera Isabela, da cui la ragazza si riprenderà rimanendo però sfigurata e decisa, dopo ulteriori peripezie, ad entrare in convento.
La Provvidenza, però, ha ben altri piani per lei.
Sebbene Miguel de Cervantes venga generalmente ricordato soprattutto per quel celeberrimo caposaldo della letteratura mondiale che è il Don Chisciotte, la sua fu in realtà una produzione vastissima che spazia dal romanzo al teatro, passando per la poesia e la narrazione breve, di cui troviamo il miglior esempio nella raccolta delle così dette Novelas ejemplares, a cui appartiene appunto questo racconto.
Pubblicata per la prima volta nel 1613, La española inglesa si presenta come una tipica novela bizantina di cui ricalca fedelmente lo schema ed i tradizionali tópoi: la storia d'amore contrastata tra i due giovani protagonisti; le innumerevoli vicissitudini a cui costoro dovranno far fronte per coronare il loro sogno; il ricorso all'inganno e ai travestimenti; l'esaltazione dell'amore casto, e l'immancabile tematica del viaggio per mare come metafora della relazione osteggiata e della capacità del sentimento di superare le avversità e rafforzarsi.
Non mi ero mai cimentata prima d'ora nella lettura di Cervantes e, sebbene la lingua utilizzata - uno spagnolo classico del XVII secolo - risulti lievemente ostico, devo ammettere che immergermi nel racconto di questo amore puro e indistruttibile, messo alla prova da mille ostacoli, ma destinato a trionfare malgrado tutto, è stato insolitamente piacevole: è stato un po'come ritrovare le atmosfere delle fiabe di una volta tra impavidi cavalieri, bellissime principesse, duelli all'ultimo sangue, coincidenze provvidenziali, e malvagi antagonisti condannati, presto o tardi, a pagare per le proprie colpe.
L'unico neo, a mio parere, è l'utilizzo indiscriminato di nomi spagnoli anche per i personaggi di nazionalità britannica: di fronte a un Clotaldo o a un Ricaredo, diventa francamente un po'difficile ricordarsi che la storia è ambientata in Inghilterra e non in terra iberica.
Ad ogni modo una novella graziosa, che sarebbe auspicabile poter leggere prima o poi anche in un'adeguata traduzione italiana.
Segnalo, infine, a chi conosca lo spagnolo, il film per la tv trasmesso qualche anno fa da TVE, purtroppo mai arrivato nel nostro Paese: una trasposizione dal piglio certamente più moderno e avventuroso rispetto al testo originale, ma perfetto per chi volesse calarsi per qualche ora nel romanticismo rassicurante di una fiaba d'altri tempi, piacevolmente immersa nelle tradizionali atmosfere del romanzo cavalleresco.