3.5 stelle ☆
Questo romanzo mi è piaciuto: la storia parte da un presupposto affascinante (la tratta atlantica come vissuta dalle popolazioni schiavizzate, in particolare dalle famiglie degli scomparsi), ma nonostante ciò, ho trovato diversi difetti.
In primis, il ritmo della narrazione mi è sembrato inconsistente: il primo capitolo mi è sembrato durare un'eternità (complice anche uno stile estremamente descrittivo), mentre in altri i colpi di scena si susseguivano uno dopo l'altro, tanto che era difficile staccarsi dalle pagine.
Il primo capitolo era anche quello in cui venivano presentati la maggior parte dei personaggi, che però ho fatto fatica a distinguere per bene nel corso della narrazione, mancanza che mi sono portata dietro per tutta la lettura del romanzo: è stata sicuramente complice una mia disattenzione, ma purtroppo tutti i personaggi avevano nomi estremamente simili (le donne Ebeise, Eyabe, Eleke, Ebusi, gli uomini Musima, Mutimbo, Mutango, Mukano, per nominare alcuni), e ciò mi ha complicato la lettura. Inoltre, il glossario alla fine del libro mi è sembrato quasi inutile: non solo la maggior parte delle parole in corsivo non erano riportare (perché "l'autrice non conosceva il termine francese" o "perché non era importante"? Ma che giustificazione è? Avrei preferito non avere un glossario, piuttosto), ma spesso le parole presenti nel glossario non comparivano in corsivo nel testo, tanto che a un certo punto, stanca di cercare parole non presenti, ho semplicemente smesso di consultarlo.
Nonostante questi difetti, il romanzo mi è piaciuto, davvero: ho trovato che la filosofia del clan Mulongo fosse estremamente affascinante, così come la sua cosmogonia, e ho trovato interessanti anche le filosofie delle altre popolazioni riportate, in particolare quelle residenti a Bebayedi. Sono in particolare curiosa di leggere il trattato storico che ha ispirato il romanzo e, soprattutto, spero che un giorno questo argomento verrà studiato approfonditamente come merita, perché, nonostante le popolazioni del libro fossero inventate, quello che è narrato in questo romanzo è successo davvero. E abbiamo il dovere di non dimenticarlo.