Siamo alla fine dell'800 e il Green Manor è un club per aristocratici annoiati. Nelle sue grandi e sfarzose stanze si incontrano diversi ricchi personaggi che sembrano avere tutti un debole per l'omicidio e il mistero. C'è chi ne è testimone, chi protagonista, e chi addirittura vittima.
Il libro racconta 16 brevi novelle a tema, che hanno tutte in comune il Club e i suoi membri. Alcuni racconti sono decisamente più riusciti di altri, vedi Modus Operandi, Giochi da Ragazzi, Notte Voodoo, La Piccola Melodia del Crimine, Duello al Vertice e Il Testamento, ma tutti hanno un gusto raffinato nella scelta del soggetto e dei personaggi coinvolti e risultano sempre avvincenti e divertentemente macabri. Essendo novelle brevi, la velocità con cui la trama si sviluppa non lascia spazio a pause e momenti di stanca, anche se alcuni dei racconti più belli avrebbero forse meritato una storia di più ampio respiro.
Ciò che comunque resta impresso nella mente del lettore sono decisamente i disegni e la direzione artistica: lo stile è raffinato e sfarzoso come il Green Manor stesso, ricco di dettagli da scoprire ad ogni rilettura. I personaggi sono caretterizzati magistralmente e le tavole, pur dovendo raccontare la storia velocemente, non risultano mai confuse o sbrigative. Gli stupendi colori completano il pacchetto artistico restituendo una Londra di fine '800 uggiosa e sporca, che ben si contrappone alla sfarzosità dei drappeggi e dell'arredamento del Club.
Una menzione speciale all'edizione Bao, con la sua stupenda copertina rigida che richiama i libri vecchi che si trovano nelle polverose biblioteche o in qualche soffitta di una lussuosa e un po' tetra magione ottocentesca.