Una fanciulla e le sue sorellastre, una scarpina di cristallo, topi e zucche e un grande ballo, ma soprattutto un terribile segreto e un patto diabolico...
Autrice innamorata non corrisposta delle materie scientifiche ma ricambiata dalle discipline umanistiche, o almeno così le piace credere.
Ha pubblicato L'Incanto di cenere per Asengard edizioni, vari racconti per editori piccoli e medi, quindi è approdata al self publishing con Regina di Fiori e Radici e Il Quarto Fato.
Nati due volte è un dittico fantasy ambientato nella Creta minoica della tarda età del bronzo che racconta il mito di Arianna dal suo proprio punto di vista.
This book is one of the best retelling ever. I loved every single pages and it's just the thing that I imagine when I think about "retelling", so it was perfect. But why the 4 stars instead of the 5s? Because I loved it and I would recommend it to everyone who wants to read a good retelling, but it's not a 5 stars book. There something that lacks but the author is really good and the book was wonderful.
L'incanto di Cenere è una rivisitazione della stupenda favola di Cenerentola, ma è una rivisitazione tutt'altro che convenzionale. Infatti arriviamo alla prima cosa che mi è piaciuta moltissimo: Cenerentola è cattiva. Grazie Laura MacLem per questa trovata sensazionale. Trovarmi davanti a questo capovolgimento di ruoli mi ha davvero stupita in positivo, difatti troviamo che le protagoniste buone del romanzo sono le sorellastre e la matrigna. La vicenda è narrata dal punto di vista di Genevieve, sorellastra di Christelle. E' lei l'eroina della favola... e l'autrice mantiene tutti i cardini della storia: le sorellastre hanno dei piedacci (lo so che non si dice) orribili, la matrigna sposa il padre che poi muore, c'è un ballo, c'è il principe e c'è la famosissima scarpetta. C'è anche la fuga dal castello e la conseguente ricerca della terribile contessina, ma non di certo per farle una proposta di matrimonio.
Genevieve e Christelle sono legate da quando sono nate, sono sorelle di latte in quanto la madre della prima ha allattato anche la seconda, perchè questa è stata la volontà del Conte nel vano tentativo di salvare la figlia dallo stesso destino che ha portato la prima moglie sul rogo. L'origine di tutto ciò, che porta le due sorelle a scontrarsi è molto antica, un mondo dove la Dea pagana si scontra con il Dio cristiano, un'epoca in cui la malvagia Dea continua ad arruolare e a corrompere seguaci. Non ci troviamo davanti alla povera ragazza sfruttata e maltrattata dalle sorellastre, ma quello che vediamo è una ragazza pallida e magra che incute timore se solo la guardi negli occhi. Una matrigna che non è affatto un pò stordita e tanto buona, ma cattiva e spietata. Per non parlare delle zucche.....
Genevieve è una protagonista molto decisa e sicura di sè. Come tutti ha capito cosa non va in Christelle ma è l'unica a non fare finta di niente e a non sperare in un miracolo di salvezza che non avverrà. Nonostante tutti sappiano e nessuno parli cerca di "attrezzarsi" contro la sorellastra, tentando di proteggere le persone che ama e che sottovalutano la gravità della situazione. Christelle è un'ottima cattiva. Avrei preferito che avesse avuto più spazio e soprattutto più battute. La sua cattiveria traspare solo attraverso il semplice nominare il suo nome e le poche (ma determinanti) azioni che compie. C'è molto potenziale nel suo personaggio, ma la personalità è descritta più dal punto di vista di Genevieve che dalla sua attiva partecipazione al romanzo.
Quello che traspare molto dalla storia è il legame tra il bene e il male, due poli opposti le cui strade continuano ad incrociarsi in un mondo dove uno non può esistere senza l'altro. Questo è quello che sono Genevieve e Christelle, questo è il motivo per cui si troveranno l'una contro l'altra.
Che dire, un romanzo relativamente breve, che si legge velocemente e che spicca per la sua originalità. Non mi ha lasciato quella sensazione di già visto, anche se non mi sono trovata coinvolta nella storia completamente. Sono rimasta abbastanza distaccata dalle vicende e questo mi è dispiaciuto moltissimo.... probabilmente è il motivo di questa recensione abbastanza insipida (?), non lo so ma non avendo provato quel coinvolgimento che magari ho riscontrato in altri romanzi non sono riuscita a trasmettere molto a mia volta. L'incanto di Cenere è una lettura che consiglio soprattutto se cercate qualcosa di nuovo e se vi piacciono i capovolgimenti di ruolo!
La scarna sinossi disponibile non aiuta certo questo breve romanzo di un'esordiente italiana a emergere in un'epoca di blob libresco fatto di "terribili segreti", "patti diabolici" e "fanciulle a un grande ballo". Tanto valeva mettere in copertina un bel segnale triangolare di pericolo con la dicitura: "Attenzione: possibile presenza di paranormal romance/young adult". Così non è, fortunatamente: L'incanto di cenere è una riscrittura adulta della nota fiaba di Cenerentola che non esiterei a definire femminista, tanto mi ha ricordato i racconti di Angela Carter (senza però la complessa rete di richiami simbolici della nota e dotatissima autrice inglese). Protagonista di questa nuova voce nel panorama delle riscritture è Genevieve (Genoveffa) Chevalier, non più sorellastra sgraziata e malvagia ma delicata fanciulla che si affaccia timidamente alle soglie dell'età adulta: la madre, nutrice della figlia di primo letto del Conte de Lumière e a sua volta vedova, si accinge a sposare il nobile per onorare un oscuro patto che assicurerà una cospicua dote alla figlia maggiore e a quella minore, Anastasie. Ma nel campo di zucche c'è una forza potente e malvagia che giace inquieta: la Dea, residuato pagano in un mondo ormai dominato dai lumi del Cristianesimo. La Dea cerca sempre nuove adepte da corrompere e, come sua madre prima di lei, finita in cenere sul rogo, Christelle ha udito e raccolto il suo richiamo di sangue fin dall'utero. Pelle così diafana da sembrare trasparente, capelli d'oro, Christelle de Lumière possiede una bellezza diabolica e inclinazioni perverse che diventano l'incubo di Genevieve, consapevole di essere in qualche modo legata alla piccola strega per aver condiviso con lei lo stesso latte e del pericolo che la sorellastra, affamata di vendetta, rappresenta per la madre e soprattutto per piccola Anastasie. Ne L'incanto di cenere, Laura MacLem recupera e ribalta tutti i più noti elementi della fiaba, in un'atmosfera gotica perfettamente restituita dallo stile accurato eppure snello e scorrevole dell'autrice. Ogni topos di Cenerentola trova un suo posto, un suo incastro, in un rovesciamento macabro: è così che la storia del riscatto di una buona fanciulla oppressa dalla matrigna e dalle sorellastre diviene una lotta tra cristianesimo e paganesimo, in cui si affrontano - la purezza e la corruzione - una giovane donna che pur essendo cresciuta nella bambagia trova in sé la forza di combattere per salvare la vita propria e dei suoi cari e un essere contaminato fin dal concepimento divenuto strumento del Male. Genevieve è un ottimo personaggio, realistico e positivo, e la timida indipendenza che infine acquisisce non è ostentata come quella di molti personaggi femminili calati in contesti sette-ottocenteschi. Decisamente apprezzabile anche il fatto che manchi un vero e proprio principe azzurro e che sia la stessa Genevieve a combattere con i mezzi femminili che le sono concessi. Un breve romanzo a tutto tondo, in definitiva, che consiglio senz'altro dal momento che il prezzo contenuto si accompagna a un prodotto di qualità e, mi è sembrato, anche privo di refusi di tipo editoriale.
In un periodo in cui va molto di moda la rivisitazione delle favole ecco che spunta fuori l’italianissima Laura (che ringrazio per avermi regalato una copia e-book del suo libro) con la sua fiaba più horror che dark. La voce narrante in questo caso è la maggiore delle sorellastre Genevieve che a dispetto di quanto siamo sempre stati portati a credere è una fanciulla bella, dolce, ma anche determinata e con la ferma intenzione di fermare la sorellastra Christelle che nonostante la bellezza eterea e angelica si rivela essere un demonio la cui anima oscura è votata al male e alla distruzione di tutti coloro che intralciano il suo cammino. Quindi non aspettatevi una rivisitazione della favola della Disney così melensa, piena di ottimismo e buoni sentimenti, la favola narrata da Laura si avvicina molto più a quelle dei fratelli Grimm dove sono privilegiate le scene cruenti e descrizioni dettagliate di punizioni inflitte ai malvagi, decisamente favole non adatte ai bambini e a chi crede che I sogni son desideri.
Insomma, da grande appassionato delle fiabe classiche ero ansioso di leggere un retelling horror di Cenerentola, ma non mi ha convito appieno. Il plot è buono e la scrittura scorrevole. Specialmente la seconda metà del libro, tuttavia, è una lunghissima scena splatter, e il senso di stupore viene presto a mancare. Aumentano anche le ripetizioni: la luna e la cenere sono ovunque. Si tratta poi di un mio parere personale, ma perché non dare al romanzo un’ambientazione storica più precisa? Forse l’intenzione era quella di rimanere in una dimensione fiabesca, ma è chiaro che siamo in Francia. Rendere più concreta l’ambientazione, a mio avviso, avrebbe aggiunto fascino alla storia. L’idea rimane comunque buona e il libro si legge volentieri.
Un problema che ho è quello di farmi attirare principalmente dalle copertine, dei romanzi, e dalla parola "favole". Quando ho visto la copertina e letto la trama, ho voluto subito leggerlo e se i primi capitoli mi hanno presa tanto da comprarlo, poi sono rimasta un po' delusa. Ma andiamo per ordine. In questo romanzo la nostra Cenerentola (Christelle) non è una dolce e (stupida lasciatemelo dire) ragazza, ma una vera e propria Cattiva. Difatti la protagonista stavolta è Genevieve che con la piccola Anastasie è una delle sue sorellastre. Diventano sorellastre perché la mamma delle due ragazze sposa il padre di Christelle dopo che la moglie è stata bruciata sul rogo come strega. Peccato che l'uomo non sappia del lato oscuro della figlia, addirittura si diverte a compiere riti di sangue e uccidere animali!
Insomma, che dire... all'inizio mi stava piacendo molto, ma poi non so, all'improvviso questo libro è diventato eccessivo: troppo macabro, troppo eccessivo, troppo un misto di cose che secondo me se gestite meglio creavano una storia horror di Cenerentola molto più completa. Non voglio dire altro della trama per dare modo a voi di scoprirlo e dare un parere. Per me al momento è un ni. Magari poi lo rileggo e chissà, cambio idea con due letture? Vedremo. A volte capita.
C’era una volta una bella ragazza, buona e umile, che veniva ingiustamente sfruttata e trattata male dalla sua perfida matrigna e dalle sorellastre, altrettanto odiose.
Ma alla fine, tutto cambiò e lei ebbe la sua rivincita sposando il giovane principe e vivendo finalmente la vita che si meritava.
NO! Questa non è una rivisitazione di Cenerentola, né in chiave moderna né di altri tempi, questo libro è il ribaltamento di un’intera favola, che viene stravolta già dalle prima pagine.
Un horror, non saprei come altro definirlo.
La favola è stata stravolta, compresi i personaggi principali; sì, ci sono ancora le zucche, i topini, e la fata madrina (e che fata madrina! Sbadata e carina non sono contemplate nella sua descrizione!).
Il bellissimo ballo, dove Cenerentola perde la scarpetta, diventa una carneficina di giovani pretendenti; mi ha lasciato basita, in alcuni punti non sono ben riuscita a capire che succedeva, ho dovuto rileggerlo un’altra volta per comprendere meglio.
Posso giudicare lo stravolgimento della storia come una novità! Senza ombra di dubbio, però mi ha lasciato un po’ così così.
Il libro è scorrevole, si legge in poche ore, ma non mi sento di dargli il massimo dei voti, anche per il finale: quando ho capito come alla fine si sono evolute le cose sono rimasta un po’ male.
Avrei sicuramente preferito qualcosa di meno macabro, sapendo di cosa parlava Cenerentola, ma non posso negare che non mi abbia sorpresa e lasciata di stucco, cosa che non sempre si ottiene leggendo qualcosa di cui si sa già la storia, visto che sono rivisitazioni di favole già lette.
Nonostante tutto non lo critico negativamente: per chi ama il genere un po’ macabro, horror, direi che ne sarà entusiasta.
La scarna sinossi disponibile non aiuta certo questo breve romanzo di un'esordiente italiana a emergere in un'epoca di blob libresco fatto di "terribili segreti", "patti diabolici" e "fanciulle a un grande ballo". Tanto valeva mettere in copertina un bel segnale triangolare di pericolo con la dicitura: "Attenzione: possibile presenza di paranormal romance/young adult". Così non è, fortunatamente: L'incanto di cenere è una riscrittura adulta della nota fiaba di Cenerentola che non esiterei a definire femminista, tanto mi ha ricordato i racconti di Angela Carter (senza però la complessa rete di richiami simbolici della nota e dotatissima autrice inglese).
Quando il titolo è una chiara burla della storia, un gioco di parole che lascia interdetto il lettore perché sarà tutto fuorché INCANTATO. Come lo stampo retellinghiano (esiste questo termine? Ma vaaa inventiamo, giusto per far rendere l’idea) ha abituato tutti noi lettori, la storia che dovrebbe “alterare” l’aspetto canonico del protagonista che noi conosciamo, finisce in questo libro, nel diventare la vera e propria antagonista di tutto. Ebbene, la nostra cara Cenerentola diventa la vera cattiva della storia, come una strega malefica e sanguinolenta, spietata e glaciale, rende succubi le due sorellastre che rimangono inermi davanti a lei… troppo spaventate e confuse dal tale magnetismo che proviene dalla sua essenza.
[Se non puoi aiutarmi, vendicami. Ma se puoi aiutarmi, aiutami nel tempo che verrà.]
Amante di ogni forma di retelling sulla faccia della terra, ho voluto sperimentare quella nota dark e gothic che mi mancava. L’autrice spinge tantissimo su questo pedale e se siete intolleranti al sangue (tanto sangue), alle tortura fisiche e psicologie (animale e umano) e vi fate impressionare anche da una scarpetta di cristallo piuttosto insanguinata, non è il libro più adatto a voi. Forse, proprio per questo motivo, in alcuni momenti ho percepito un senso di forse “esagerazione”.
Continuando con la storia, viene facile intuire che quel senso di “sconforto e inadeguatezza” risulta voluto e tanto rimarcato, proprio per rendere la storia il più alienata possibile, oscuramente pazzoide e stranamente astratta. Quel senso di spaesato camminare su vetri rotti, diventerà la quotidianità per Geneviève e Anastasie (chiaramente Genoveffa e Anastasia), descritte come due sorelle di sangue, unite e complici, che dovranno scontrarsi continuamente con una Christelle (la vera Cenerentola) una sorellastra acquisita dall’aspetto etereo ma cattivo… ma sarà veramente lei la cattiva? E ci sarà il favoso ballo a corte?
[La sua mente era piena di cenere. Se teneva le palpebre ben serrate c’era un po’ di cristallo che luccicava in fondo, ma era poco, e la cenere lo rendeva opaco. Forse non esisteva nemmeno, e lei si illudeva.]
Personalmente ho trovato l’idea di base veramente geniale, perché poche volte la vera protagonista canonica, viene narrata come una rievocatrice del male in persona, spinta da una sorta di vendetta primordiale e convinta della sua strada fatta dal nulla totale. Il problema principale è la struttura del libro. Purtroppo la storia viene costruita su una base solida, ma una sostanza fragile. Troppi punti lasciati in sospeso o trascurati, una totale concentrazione sull’atmosfera e meno sulle dinamiche e la presenza di refusi che in un libro di sole 182 pagine non mi aspetto. Pagine ricolme di sensazioni oscure, tinte di malessere hanno un senso se a muoverli sono i gesti perché finiscono per lasciarti il vuoto, piuttosto che veri e propri pensieri.
Non potete capire quanto mi dispiace nel dire queste parole perché reputo l’autrice un genio, sia nel desiderio di andare oltre ai paletti del genere ed immedesimarsi nel contesto, con una scrittura ricercata nel gergo e negli usi del periodo scelto, con una citazione attraverso un finale usignolo (tranquilli niente spoiler), ma fine a se stesso. Bisognerebbe spingere su una costruzione maggiore dei personaggi, perché finiscono per seguire le ombre oscure di un’antagonista secondaria diventando burattini più che pilastri.
Anche la stessa vita “reclusa” a Christelle (chi ha letto il libro, può capire la cit), non viene esplorata ma lontanamente abbozzata. I giorni di stallo delle due giovani, il resto dei personaggi secondari che si ritrovano immischiati senza un vero motivo… sembra tutto abbozzato… perdendo la morale che poteva risuonare più forte di un semplice eco strozzato.
Ammetto che sono particolarmente testarda e curiosa, perché reputo molto interessante il desiderio dell’autrice e sto pensando bene di leggere altre sue opere, perché sono stra-convinta che può fare molto di più. Spero in un prossimo più “incantato” di questo.
Devo ammettere che adoro tutti i libri che trattano rivisitazioni delle grandi favole che ci hanno fatto crescere e sognare, soprattutto quei libri che intrecciano la trama creando nuovi scenari che formano una storia diversa sulla base di quella già conosciuta. A tal proposito questo è stato un romanzo meravigliosamente costruito: e se fosse Cenerentola la sorella cattiva? Ciò che ho apprezzato meno, ma che deve essere imputato solo ai miei particolari gusti, è stato l’intreccio demoniaco. Adoro talmente tanto le fiabe quanto mi spaventa il paranormale, di conseguenza l’inizio di questo romanzo mi ha inquietato talmente tanto che sono arrivata a minacciare colei che me lo ha regalato (Mysticmoon) che in caso d’insonnia, l’avrei svegliata per farle condividere con me l’avverso destino. La trama ricalca la fiaba di Cenerentola, ma la rivisitazione consiste nel rovesciare i ruoli: la matrigna viene descritta come una signora devota e caritatevole, solo in un determinato momento potrebbe sembrare che la sua devozione verso il Signore sia seconda all’amore che prova per le figlie; la madre di Cenerentola viene bruciata sul rogo per stregoneria; Cenerentola è un adepta di … (non so cosa, non l’ho capito e sinceramente non lo voglio capire… è fantastico rendersi conto di come il nostro cervello riesca ad escludere le informazioni che ci terrorizzano); le sorellastre invece sono due ragazze che si amano immensamente e che vorrebbero semplicemente vivere in pace con la propria vita. Il Principe di Cenerentola invece in questo romanzo acquista un qualche spessore, a differenza della famosa fiaba in cui, almeno secondo la sottoscritta ricopriva un ruolo molto marginale, si lascia infatti intendere un vissuto precedente la vicenda che sfortunatamente non è stato spiegato, ma che ha a che fare con Cenerentola e la sua stregoneria. Scordatevi la fata madrina sorridente e paffuta che cantava “ Salagadula megicabula bibbidi-bobbidi-bubu” ed aiutava Cenerentola, qui la fata madrina viene descritta come un abominio che è riuscito perfino a corrompere l’acqua santa. Sorprendente è il ruolo che ricopre la scarpetta.
Si tratta di una sorta di retelling della fiaba di Cenerentola. In questo romanzo ci troviamo davanti ad una storia oscura e arcana dove le due sorellastre di Cenerella, Genevieve e Anastasie si trovano ad affrontare un male antico e pericoloso. Christelle è la figlia del conte, un uomo che cerca di allontanare sua figlia e che vuole rinchiuderla in convento per salvarla dalla dannazione. Dopo il matrimonio tra la madre di Genevieve e Anastasie e il conte, Christelle viene immediatamente spedita in convento. Le due sorelle hanno avuto paura della nuova sorellastra fin dal primo momento che l'hanno vista. Temono la sua pelle diafana e il suo spillone maledetto. Poco prima del ballo dove Genevieve avrebbe debuttato come donna, Christelle torna a casa e tutta la paura che si era assopita durante la sua lontananza ritorna. Ad ogni passo di Christelle c'è cenere per terra, ogni suo sguardo e ogni sua parola provoca paura e scompiglio. Toccherà a Genevieve fermare l'oscuro e grottesco piano della sorellastra, la cui madre era una seguace di Lilith.
Ammetto di essere rimasta sorpresa da questo libro, solitamente preferisco leggere retelling de La Bella e la Bestia, e non pensavo che mi sarebbe piaciuto così tanto. Vedere come Cenerentola in realtà sia diventata una fattucchiera al servizio del male e scoprire la forza e l'integrità delle sue sorellastre, mi ha permesso di rivalutare i personaggi. Ho sempre pensato che per Genevieve e Anastasie non ci fossero altri ruoli se non quello delle sorellastre cattive di Cenerentola. Qui, invece, troviamo due sorelle che si vogliono bene e farebbero di tutto per l'altra. Lo stile dell'autrice è misterioso e fluido, ben si presta alla narrazione di questa fiaba un po' spaventosa.
I personaggi sono ben caratterizzati. L'autrice è stata in grado di far emergere il carattere e l'animo delle protagoniste. Genevieve è stata la mia preferita. Una ragazza che ama la sua famiglia ed è pronta a combattere e a sacrificarsi per loro.
In generale, si tratta di un fantasy fiabesco con un tocco dark e spaventoso. Consigliato agli amanti dei retelling particolari.
Non sempre la principessa è l’eroina della storia. Non sempre è chiara la differenza tra bene e il male, e labile è il confine che separa le due sfere. La bellezza non è sempre sinonimo di bontà e innocenza, e il volto più angelico può celare dietro di sé anche il male più nero.
È il male, il vero protagonista di questa favola horror. Una favola nera come la notte e crudele come i demoni che si agitano tra le sue ombre, demoni che attendono soltanto il momento più adatto per esplodere in tutto il loro potere e ghermire tutte le prede che saranno necessarie per nutrirsi e prosperare. Cenerentola viene spogliata delle vesti di principessa e vittima per vestire quelli della carnefice e agnello sacrificale, immolata su di un altare più grande di lei e del quale, forse, non comprende davvero la portata. Non più servetta costretta a umilianti lavori domestici dalla cattiveria gratuita di matrigna e sorellastre, ma ora figlia di un’entità misteriosa, crudele e desiderosa di potere. Un angelo della morte che insegue una vendetta che non le appartiene, pedina in una scacchiera imbevuta di sangue dove non ci sono vere vincitrici, solo vittime innocenti di una lotta che prescinde le generazioni e le singole, la continua rivalità tra Bene e Male.
Non è facile, scrivere retelling, affatto. Qualunque sia il sottogenere – fantasy, romantasy, horror, non ha importanza. Si può ben rischiare di cadere negli stessi cliché, nelle medesime dinamiche che si ripetono all’infinito senza portare mai nulla di nuovo. L’Incanto di Cenere, invece, è stato una bella sorpresa. Ben scritto, con un ritmo narrativo incalzante e mai banale, dalla narrativa evocativa e macabra senza mai esagerare o scadere nel gore gratuito buttato lì come prezzemolo, si è rivelato essere la piccola perla di cui avevo bisogno.
La storia raccontata, come si evince dalla trama, è una rivisitazione della storia di Cenerentola. Ho apprezzato molto il fatto che la scrittrice abbia deciso di mantenere elementi non solo della classica Cenerentola Disney, ma anche di quella raccontata dai Fratelli Grimm. Mi è piaciuta l'idea di mantenere due figure femminili al centro del racconto, di dare al loro il potere di mandare avanti la loro storia e di confrontarsi, poi, con le conseguenze.
Leggendo altre opinioni su questo libro, ho visto i lettori divisi in due schieramenti: chi ha apprezzato i momenti splatter e chi li ha considerati eccessivi. Io devo ammettere di averli apprezzati, perché non si tratta solo di scene piazzate nel libro per dare un continuo, ma sono parte integrante. Sono amalgamate bene nel racconto e la loro descrizione è sublime. Ho adorato il paragone tra il s4ngue e l'olio, il miscuglio tra la realtà e il ricordo per poter far immedesimare il lettore in quello che la protagonista vedeva.
La scrittura funziona: è scorrevole e incalzante. Una volta iniziata la lettura riesce a tenerti incollato e sa interessare.
Due note un po' stonate (pareri puramente personali): avrei preferito che i pensieri dei vari personaggi fossero stati differenziati dal resto del testo, perché, inizialmente, mi ha disorientato leggere la storia in terza persona e poi leggere di frasi scritte in prima. La seconda cosa è che ci sono stati un paio di punti in cui non sono riuscita a cogliere quello che la scrittrice voleva dire e ho dovuto rileggere una seconda volta.
Detto questo, il libro mi è piaciuto. Ho apprezzato l'eroina e la villain tutte al femminile, dove gli uomini sono solo un contorno e non i salvatori della situazione.
Ok che con me si vince facile, poiché (in generale) amo leggere riadattamenti di favole classiche e amo da morire le dark tales , proprio visceralmente. C'è a chi può non piacere o potrebbe risultare meno originale, lo stravolgere una storia strausata come quella di Cenerentola (tra parentesi, io considero anche Aladdin un riadattamento di Cenerentola al maschile, change my mind XD), ma quando sai gestire una storia di 200 pagine con questa maestria di scrittura, quando sai dosare scene lente con scene d'azione così bene, quando sai tenere sempre alta la tensione, quando hai descrizioni perfettamente curate ma che non risultano mai ampollose o noiose e quando riesci a ricreare dei personaggi che sembravano scontati completamente da zero, ecco che posso benissimo capire come la McLeam sia considerata una delle migliori se non la migliore, scrittrici di fantasy contemporanee italiane.
Wow... Che dire, un libro letto tutto d'un fiato. Scritto in un modo che ricorda un pò una favola medievale e un libro di Stephen King, all'inizio si ha la sensazione di conoscere la storia anche se un pò ribaltata, quella di cenerentola quindi si tende sempre a fare il tifo per la povera Cenerella ma poi vieni completamente travolto dall'orrore. Con la parola "orrore" intendo esattamente le immagini e le sensazioni più brutte a cui possiate immaginare in questa "ex" favola. E' stato davvero bello trovarmi a rabbrividire come non facevo ormai da molto, chiedermi "e ora che succedera'?" ad ogni pagina girata. Insomma lo consiglio a tutti anche a quelli che pensano sia scontata come trama...perchè vi sbagliate di grosso!!!!
due sorellastre, una scarpetta di cristallo, un ballo , un principe e un oscuro segreto. la rivisitazione in chiave moderna di un classico intramontabile come Cenerentola. Solo che qui troviamo una Cenerentola come non ci saremmo mai aspettati. una Cenerentola malvagia figlia di una strega pronta a tutto pur di vendicare sua madre. dall'altro lato c'è una sorellastra, genevieve che diventa la nostra eroina. una ragazza dolce e tranquilla pronta a tutto pur di salvare le persone che ama. una Cenerentola invertita dove molti personaggi non hanno senso di esistere ma ė una lettura molto interessante.
Le fiabe non sono mai state più horror. Dimenticate ciò a cui siete abituati, ai c'era una volta classici, col finale lieto e smielato, dimenticate le eroine timide e sensibili che canticchiano agli animali e sono circondate da magia buona e positiva. L'incanto di cenere è un romanzo unico nel suo genere, una rivisitazione gotica che non potrete fare a meno di leggere d'un fiato, restandone spiazzati. Chi mi conosce, sa quanto ami i retelling, ecco perché non potevo certo perdermi questo romanzo che, in ammaliante chiave dark, ripropone una fiaba molto conosciuta e amata, quella di Cenerentola. L'autrice ne crea una versione davvero originale, in cui la protagonista è la sorellastra Genevieve e Cenerentola, qui Christelle, è la cattiva. La strega. Vi è un ribaltamento dei ruoli che costituisce un punto a favore per l'autrice, capace di aver dato vita a qualcosa di non letto, di nuovo ed entusiasmante. Ho davvero apprezzato questo aspetto e tutta la lettura in sé, ho avuto modo di scoprire un altro talento made in Italy, che merita sicuramente di essere lodato.
Laura MacLem ci trasporta in un'epoca lontana, associando alle sue affascinanti e inquietanti atmosfere, una scrittura particolareggiata e pochi ma curati dialoghi, specchio di un mondo che viene narrato con creatività. Genevieve e Anastasie sono le sorellastre di Christelle, la contessina figlia del loro patrigno. Quando un giorno la scoprono ad eseguire strani e macabri rituali in giardino, la loro mente elabora una verità che preferirebbero non aver conosciuto... Christelle è una strega e, anche se il padre desidera prometterla al Signore, facendole prendere i voti, la sua vera natura non cesserà mai di esistere né di reclamare il suo principale scopo: una vendetta che perdura da anni e che è giunto il momento di portare a termine. Vi è una maledizione sulla famiglia di Genevieve, una maledizione che porta sangue e tormento, e lei sarà l'unica ad avere il coraggio di guardare in faccia la realtà e decidere di agire per fermare Christelle, colei che vorrebbe portarla a compimento. Christelle è una serva del Male e non mancherà momento in cui, leggendo il libro, questa ragazzina dall'aspetto apparentemente innocente, vi farà venire i brividi in tutto il corpo! Le descrizioni della MacLem rasentano il surreale e riescono a scolpire con chiarezza, nella mente del lettore, delle immagini raccapriccianti impossibili da dimenticare. Paura e brividi vi terranno compagnia, ma il tutto è raccontato con tale vigore, che non potrete non restare colpiti dalla storia! E' una storia cupa, agghiacciante e oscura quanto basta per farvi passare una perfetta serata di Halloween! Tra zucche squartate, topi infilzati con spilloni, tralci assassini, inquietanti rintocchi e patti con il diavolo, L'incanto di cenere non vi farà annoiare un attimo (e neanche addormentare! :P). Il romanzo si legge in fretta, ogni scena è intrigante al punto giusto e intriganti sono i protagonisti della storia. Ho amato moltissimo le due antagoniste Christelle e Genevieve, che per l'intero romanzo si danno battaglia a colpi di stregoneria e riti superstiziosi per tenerla lontana. Un susseguirsi di azioni violente e folli condiscono L'incanto di cenere, che però resta sempre una storia dalla quale non si riesce a staccare gli occhi. Vi appassionerete anche alla parte romantica del libro (purtroppo breve), la storia tra Genevieve e il Principe, un giovane dal coraggio indiscutibile e dal fascino senza tempo, tenace come solo il principe di una fiaba sa essere quando si invaghisce di una bella fanciulla in difficoltà. Peccato che sul finale il suo eroismo scarseggi un po' e Genevieve si dimostrerà più intrepida di lui, arrivando a compiere delle scelte estreme che vi lasceranno a bocca aperta.
Se è vero che I sogni son desideri, non desiderate mai di ritrovarvi nei panni di Genevieve, vi assicuro che il suo cammino sarà terribile e pericoloso, doloroso e oscuro, talmente oscuro che trovare la strada giusta da intraprendere non sarà affatto facile e dovrà scorrere molto sangue prima che sia in grado di farlo. Al suo fianco, la vecchia balia Berthe che, con le sue immancabili superstizioni, rappresenta uno dei personaggi più riusciti e piacevoli di tutto il libro. Un barlume di antica saggezza, indispensabile affinché Genevieve abbia chiaro quale sia il suo compito, l'unico modo per sconfiggere il Male... Se non avete paura di affrontare una lettura cruenta e torbida, accattivante, che parla di una lotta tra Bene e Male, di vendette e maledizioni, di eroismo e speranze latenti che hanno solo bisogno della giusta sferzata per manifestarsi, allora questo libro fa per voi! Io ve lo consiglio assolutamente, finalmente qualcosa di diverso da leggere e scritto con grande classe. I riferimenti alla fiaba di Cenerentola che conosciamo tutti non mancano: ci sono la scarpetta, le sorellastre, il ballo, Cenerella, il Principe, la zucca, i topi e molto altro, ci sono anche le citazioni delle canzoni del cartone animato Disney... ma lascio a voi il piacere di scoprire in che modo l'autrice ha usato tutti questi elementi per creare la sua fiaba dark, che sono sicura saprà catturarvi! Un appunto voglio farlo anche sull'epilogo del romanzo che, in modo del tutto originale, ci lascia intuire il finale della storia tramite un punto di vista inaspettato. Davvero un'idea carina!;)
Interessante retelling di Cenerentola con accenni alle sue varie versioni, davvero molto originale nel suo narrare questa celebre storia a parti invertite che al tempo stesso mantiene una certa fedeltà a quella che è la storia a grandi linee. I personaggi non sono tutti troppo approfonditi, ma quello che è stato fatto è più che sufficiente per far entrare il lettore nella mente dei personaggi e il background fornito alla storia è solido, oltre che affascinante, quindi tutto funziona come dovrebbe e nessuna delle loro azioni appare forzata. Non posso dargli il massimo perché non l'ho trovato perfetto per diversi piccoli dettagli, ma è un retelling molto coinvolgente, originale e ben scritto che per gli amanti del genere dovrebbe essere un must.
Una rivisitazione di Cenerentola a tinte horror/dark che mi ha piacevolmente stupito, in cui alcuni elementi della trama originale vengono mantenuti, mentre altri sono completamente ribaltati. "Le venne il dubbio che ogni atto di coraggio, sotto sotto, nascesse da una paura ancora più profonda, e che la scelta fosse soltanto tra ciò che spaventava e ciò che non si poteva affrontare" p. 145
Una storia breve e senza alcuna pretesa se nn divertire un lettore appassionato del genere. In quanto io nn amante dell'horror, l'ho trovato una inutile perdita di tempo. C'è di positivo però che avendo poco più di 200 pagine si è concluso abbastanza in fretta
Retelling in chiave horror di Cenerentola, arguto ed estremamente ben giocato nei suoi contrapposti con la storia originale. Sebbene in alcune parti sembra dilungarsi un po’ troppo e la soglia di attenzioni vacilli, é un ottima lettura per la spooky season!
Sopravvalutato, poteva essere molto di più peccato. Atmosfere pseudo gotiche quasi assenti. Personaggi della matrigna e una delle sorellastra inutile. Nomi che si confondono troppo all' inizio, tanto è vero che sembra che più personaggi, che sono comunque piuttosto piatti, si chiamino tutti nella stessa maniera.
Devo ammettere che Cenerentola non rientra tra le mie fiabe preferite, ma ero sufficientemente incuriosita da questo romanzo da inserirlo nella mia wishlist. Oltretutto prometteva una rilettura dark della fiaba e ne sono stata attirata. Mi sono avvicinata a L’incanto di cenere con aspettative tiepide, un po’ dubbiosa se facesse al caso mio. E devo dire che invece sono rimasta alquanto sorpresa. Si tratta di un vero e proprio ribaltamento della fiaba: non solo la protagonista è Genevieve, la sorellastra di Cenerentola, ma lei è anche il personaggio positivo, la “buona”. Fin dal principio è chiaro che il nemico, colei dal quale bisogna guardarsi è proprio la bionda fanciulla, Christelle ovvero Cenerentola. Laura MacLem mantiene i fili principali della fiaba, ma li intreccia a proprio piacimento, modificandoli e andando a intessere una trama oscura e macabra.
La madre di Genevieve e Anastasie sposa il padre di Christelle, come nella versione originale, ma non è la crudele matrigna che solitamente immaginiamo. È invece una donna che ama il marito, anche se l’ha sposato per dare la possibilità alle proprie figlie di un futuro solido e sicuro. Nessuno tratta male Christelle, anche se hanno paura di lei: si mormora che la madre fosse una strega e che per tale motivo fosse stata messa al rogo. E la ragazza non è da meno, fin da bambina ha mostrato un animo tutt���altro che gentile e buono. E dimostra fin dalle prime pagine la sua malvagità. Christelle è la strega della tradizione medievale, capace di riti magici sanguinosi, inquietante e senza alcuna pietà. Insomma, dimenticate tutto ciò che sapevate di Cenerentola. Anzi, no, non fatelo, ricordando potreste apprezzare tanti elementi utilizzati in modo originale dall’autrice. Come i topi e le zucche, presenti ma entrambi necessari agli incantesimi malvagi di Christelle. O le scarpette di cristallo e la misura dei piedi delle fanciulle: Cenerentola con i piedini delicati e Genevieve con una misura più importante. Persino le canzoni vengono citate, ovviamente con un tono sinistro e oscuro (e nonostante ciò a me è sempre partita in testa la melodia). Ci sono la madrina e il principe, ma non entro nel dettaglio della loro identità nel romanzo per non togliere il gusto della lettura. Mi sono quindi trovata a riconoscere i personaggi e i vari elementi ritrovandoli però ribaltati oppure con una sfumatura completamente diversa. Non è più la fiaba di una fanciulla che, vessata dalla famiglia, trova il suo lieto fine con un principe, ma la storia di due ragazze protagoniste di una battaglia antica. Il perno della storia è la lotta tra il Bene e il Male, un Male che è incarnato da Christelle, ma che si rivelerà essere molto più grande e pericoloso di una semplice strega, e che sembra deciso a ottenere il potere assoluto. Vi è il contrasto tra cristianità e paganesimo, perché se la madre di Genevieve (e lo stesso padre di Christelle) si affida alle preghiere e alla religione, Genevieve si metterà sullo stesso piano della sorellastra per combatterla. Genevieve è il personaggio che conosciamo meglio, e se all’inizio è una ragazzina spaesata e indifesa, che non sa bene come fare a proteggere la famiglia, nel corso del romanzo è lei l’unica che contrasta veramente Christelle. Il principe c’è, ma non è certo lui l’eroe della storia.
È una rivisitazione che mi ha spiazzata, ma mi è piaciuta anche molto. L’autrice ha uno stile ricco ed è riuscita a intessere un’atmosfera dark e in certi momenti anche soffocante. È stata una lettura accompagnata dall’ansia, mi sono ritrovata avvinta dalle vicende, fra l’inquietudine provocata dalla minaccia di Christelle e il divertimento nel trovare gli elementi della fiaba originale. C’è però un punto dolente: non ho apprezzato le descrizioni dettagliate delle pratiche di Christelle e alcune scene, quelle finali soprattutto, perché ho trovato che sfociassero nell’horror splatter. Per mio gusto personale, preferisco descrizioni meno crude e credo che troppo spesso sia stato concesso spazio a scene il cui unico risultato finale era di rivoltare lo stomaco. Alcune avevano il giusto equilibrio, erano inquietanti e anche cruente nella corretta misura, ma spesso è stato oltrepassato il limite del disgusto e a quel punto il mio apprezzamento è sceso. Probabilmente è molto soggettivo questo discorso, perché non sono un’amante dell’uso eccessivo di scene truculente. Mi piace spaventarmi e inquietarmi, ma non ritrovarmi con la nausea. Tutto sommato, però, rimane una ben riuscita rivisitazione horror della famosa fiaba.
L'autrice è riuscita a ribaltare completamente la storia di Cenerentola, senza toglie però alcun elemento della fiaba originale. Qui troverete molto sangue, molte torture (fisiche e psicologiche), molta crudeltà, forse un po' troppo. Scenari impressionanti, tanto da far venire gli incubi a chi si impressiona facilmente (tipo a me). Ho acquistato questo libro (ammetto: attratta dalla copertina!) pensando di trovare una rivisitazione della fiaba in chiave dark, ma non mi sarei mai aspettata una cosa del genere! Alcune situazioni poco approfondite (ad esempio quella del convento oppure la storia della madre di Christelle), peccato. L'epilogo visto da un altro punto di vista mi ha lasciata un po' perplessa, tipo "perché? cosa c'entra?" L'ho trovato un po' troppo eccessivo, troppo macabro, soprattutto verso la fine. Personalmente, non mi è piaciuto per il troppo eccesso, pur essendo l'idea di base molto intelligente. Ah, dimenticavo! Questo libro è stato scritto nel 2013 prima della serie Stranger Things e Mercoledì. E Vi giuro: leggendo una scena in particolare c'ho ritrovato il demogorgone e la scena del ballo di Mercoledì!!! Che gli sceneggiatori abbiano preso spunto da questo libro?! 🤪 Scherzo ovviamente!
Rivisitazione dark della Cenerentola di Perrault, L'incanto di Cenere è la prova d' esordio abbastanza buona dell'italiana Laura MacLem, nata come scrittrice su un sito di fan fiction. I capisaldi della favola disneyanamente noti sono – ringraziando il Cielo – capovolti: la protagonista è niente meno che una delle sorellastre, Genevieve, fanciulla ben educata e coraggiosa che acquisisce, grazie al secondo matrimonio della madre, un patrimonio consistente a discapito di Christelle - colei che nella storia tradizionale è Cenerentola –, allontanata dalla sua legittima casa per prendere i voti, sotto preciso volere del padre che ne conosce la vera natura. La ragazza sin dal prologo è caratterizzata da tratti a dir poco inquietanti, o, per meglio dire, “demoniaci”. La dicotomia tra Cristianesimo e Paganesimo, che in un primo momento potrebbe apparire forte ed evidente, si rivela subito infondata. Genevieve nel corso della narrazione perde fiducia in Dio, quasi accreditando la possibilità del politeismo e avvicinandosi al mondo delle superstizioni e dei riti magici. L'elemento pregnante della storia è appunto quello che affonda nell'atavica materia del folclore popolare, dove il Demonio è combattuto più con simboli apotropaici che con l'acqua santa. Possiamo invece parlare di lotta tra Bene e Male, dove il secondo non ha nessuna connotazione psicologica ma si riduce all'essenza più pura del maligno.
Le rispettive rappresentanti sono, ovviamente, Genevieve e Christelle: quest'ultima rivela, soprattutto alla fine, tratti ben poco umani, incarnando l'idea a cui prima accennavo di Male assoluto. La sua caratterizzazione, quasi abbozzata, è tuttavia efficace: le sequenze iniziali di cui è protagonista catturano da subito l'attenzione, mentre nella seconda parte, proprio laddove il personaggio dovrebbe raggiungere l'apice, perde di smalto a causa delle scene - troppo comuni nel panorama horror - in cui viene inserita. Pregio assoluto del romanzo è comunque l'atmosfera gotica che diventa suggestiva – anche grazie alla penna dell'autrice – in alcuni punti focali. Ho trovato magistrale la scena in cui compare la Madrina, che conferma l'abilità della MacLem di reinventare gli elementi tipici della tradizione, pur non allontanandosi da essa.
Nella prima parte del romanzo l'autrice riesce egregiamente a miscelare tutti questi ingredienti, ma nella seconda, quando ci si aspetterebbe l' approfondimento di alcuni aspetti, questi vengono invece glissati per avviarsi a una conclusione troppo frettolosa e confusionaria, a danno anche delle scene horror che perdono in originalità. Non è ben chiara, ad esempio, la funzione del Principe nella lotta contro il Male, né il suo personaggio viene adeguatamente sviscerato e approfondito – e la stessa cosa potremmo dire della Madrina, che compare soltanto una volta e avrebbe potuto disporre di diverse potenzialità.
Forse retaggio degli anni come scrittrice di fan fiction è lo stile barocco, ricco di metafore che personalmente avrei ridotto e che possono risultare talvolta ridondanti: l'insistenza sulla parola cenere, ad esempio, appare talvolta fastidiosa e la ritroviamo anche due volte, utilizzata per due diverse metafore, addirittura nella stessa pagina. Lo stile meritava appunto qualche correzione, ma nel complesso riesce a rendere in modo splendido le atmosfere gotiche e i ritmi della fiaba. È mancato, invece, l'ampliamento di molti spunti potenzialmente buoni, e a cui un numero maggiore di pagine non avrebbe nuociuto.
L'incanto di cenere si rivela comunque una storia ben scritta, concentrata in duecento pagine - elemento che ne favorisce la velocità - e scorrevole, ma che tuttavia lascia addosso la sensazione di incompiuto, anche a causa di un epilogo troppo aperto quanto delizioso.
Quando ho visto questo titolo nell'elenco delle recensioni da fare, m'è venuto un accidente. L'ho letto giorni fa e ancora stava lì!!!! Ero convintissima di averlo già recensito anche se non pubblicato.
Ripresami dallo scoramento, mi accingo a fare il mio 'dovere'.
Com'è abbastanza chiaro dal titolo (e dall'immagine di copertina) si tratta di una rivisitazione della celebre fiaba di Cenerentola. Una versione abbastanza dark e anche un po' troppo splatter per i miei gusti.
I ruoli sono invertiti. Abbiamo una 'Cenerentola' cattivissima e vendicativa e una sorellastra buona e che cerca di salvare la sorella e la madre.
La trama è esattamente quella della favola, anche se questo ha portato alcune leggere forzature.
Talvolta ho avuto l'impressione che certe cose siano state messe lì solo perchè citate nella fiaba e anche nella trama, le parti aggiunte, sono molto più sentite e coinvolgenti del ballo. Che, onestamente, non mi ha detto granchè.
Non solo, quando si arriva al finale, con l'incalzare della storia, ci sono diverse scene poco chiare, confuse, che mi hanno richiesto più di una lettura per essere comprese.
Poi, qualche altra cosetta: la scena simil saffica non mi ha entusiasmato granchè; sul finale le sono avanzati i personaggi, tanto che principe e granciambellano non si capisce cosa ci facciano lì; le venti pagine di epilogo sull'uccellino sembrano solo un tentativo di allungare il brodo, ne bastavano due a dir tanto; il mito della Dea visto in versione negativa non mi ha convinta affatto.
Personaggi: Christelle fa le veci di Cenerentola, solo che, come dicevo, è crudele. Figlia di una strega, tutti cercano di riportarla sulla retta via rinchiudendola addirittura in un convento. E'velenosa e accecata dalla vendetta, totalmente asservita a ... non è ben chiaro cosa. Inizialmente sembra lo spirito della madre, poi un'entità più grande. Genevieve è la sorellastra, qui protagonista e vista in chiave buona. Benchè non sia l'unica a vedere cosa è Christelle, sembra l'unica adecisa a contrastarla e l'unica che può fare qualcosa. Un po' troppo unica. E ha un po' lo spirito da 'solo io posso e voglio fare qualcosa'. Gli altri personaggi sono del tutto marginali. Anastasie, l'altra sorellastra, serve solo come scusa per far agire Genevieve. Berta, la governante, elargisce qualche consiglio e suggerimento. La madre non compare quasi mai, il padre men ancora e il principe, francamente, ci fa una magra figura.
Onestamente nessuno di loro è un personaggio memorabile e entrembe le ragazzine tendono a suscitare un po' di antipatia.
Stile: Molto scorrevole e carico di immagini, mi è piaciuto e mi ha reso la lettura gradevole. L'ho trovato buono anche nei momenti di suspense. Mi è piaciuto meno nelle fasi finali e un po' troppo splatter in certi momenti. Scrittura sostanzialmente corretta e registro medio.
Giudizio finale complessivo: Nonostante non sia un libro memorabile, nè come storia, nè come personaggi, a me è piaciuto. Ammetto senza problemi di averlo divorato, curiosissima di come l'autrice avrebbe portato avanti la vicenda e di come si sarebbe conclusa la battaglia tra Christelle e Genevieve. Come ho detto, forse sarebbe stato meglio non cercare di seguire la fiaba alla lettera, ma farne un racconto più libero, per evitare alcune forzature, ma alla fin fine, non è un brutto libro, anzi, regala un paio d'ore piacevoli.
"L'unico modo realistico per proteggere qualcuno non è nascondergli il pericolo, bensì armarlo per poterlo affrontare."
L'incanto di cenere di Laura MacLem edito Saga Edizioni è un retelling decisamente dark della fiaba di Cenerentola e funziona dannatamente bene.
Avete presente la povera Cenerella palesemente bullizzata da Anastasia e Genoveffa? I topini che cantano "ho trovato ho trovato il vestito è un po' antiquato ma se noi ci diam da fare si può rimodernare"? Dimenticateli. Ma proprio cancellateli dalla vostra memoria.
Qui la bambina dai lunghi capelli biondi non è per niente dolce e le povere sorellastre sono sue vittime. Tutta la famiglia, le scarpette, i topini, la carrozza nata da una zucca, balli e principi saranno in bilico tra un terribile segreto e un patto diabolico. Perché solo così si può definire quello che succede alla famiglia de Lumière: terribilmente diabolico.
Quello che ho avuto per le mani è un piccolo capolavoro. Sapevo di averne bisogno poco prima di conoscerlo? No ma adesso non ne posso fare più a meno. In questo romanzo impariamo a conoscere ed apprezzare Genevieve e Anastasie che in questo caso sono proprio le vittime. Non avrei mai immaginato di poter provare empatia verso di loro, ma con una Cenerentola così era impossibile il contrario. La dolce Cenerella non esiste, questa sua versione oscura è votata tutta ad una sola causa: la vendetta. Proprio questo è ciò che tiene incollato al libro: tutta la parte oscura, tutti i rituali, tutto il male. È un libro praticamente unico nel suo genere che cattura fin dal principio. Da subito si capisce che le cose potranno solo che andare a peggiorare con Christelle che piano piano perde quel poco di umanità che le era rimasta. Tutto il lato esoterico del libro, tutti gli insegnamenti della vecchia Berthe aumentano tutto l'alone di mistero che si percepisce mano a mano che si va avanti con la lettura.
Ci sono cose che in questo libro non vengono approfondite più di tanto e, personalmente, ho trovato che funzioni. È stato un po' come a dire "ehi, questa cosa è talmente oscura e pericolosa che è meglio non approfondire". Ed io, da amante del mondo esoterico, non posso far altro che amare tutto questo. Questo alone di mistero per me ha funzionato, calzando perfettamente alla storia.
È la prima volta che mi approccio alla scrittura di Laura MacLem e ne sono rimasta affascinata. Ha un modo di raccontare molto speciale, è riuscita a trasmettere al lettore la sensazione di star leggendo un qualcosa di "antico" senza la pesantezza che ci si potrebbe aspettare. Ha creato un'ottima fiaba che ricorda molto per atmosfere e lessico quelle di una volta ma che con il suo stile fresco e scorrevole si fa apprezzare ed amare.
Posso dire di aver amato il finale? Ovviamente senza spoilerarvi nulla ma cavolo, l'ho trovato perfetto. Schietto, con descrizioni accurate senza risultare pesante o far pensare "bleah che schifo è esagerato". Ma se vi aspettavate di vedere una dolce fata madrina che si prende cura della piccola ragazza sfortunata e maltrattata non guardate neanche questo libro. Se invece vi piacciono le note dark che una storia può avere, se siete amanti del "cosa sarebbe successo se" non potete lasciarvi scappare questo libro.
Ricordate quella romantica favola in cui una dolce e nobile fanciulla orfana veniva bistrattata dalla matrigna e dalle perfide sorellastre, riuscendo con un pizzico di magia a sposare il principe dei suoi sogni? bè dimenticatevela, perché questa originale rivisitazione di Cenerentola è di tutt'altro stampo! XD L'elemento da subito evidente è l'inversione di ruoli tra buoni e cattivi. Christelle, la nostra Cenerentola, è infatti una ragazza misteriosa e malvagia nata da una strega bruciata al rogo e dagli strani poteri malefici. Inutilmente il padre ha cercato di riportarla sulla retta via, anzi il suo tentativo gli è costato la vita. Genevievè, la maggiore delle sorellastre, è la nostra voce narrante. Legata da Christelle dalla stessa balia, sembra l'unica che abbia la curiosità o semplicemente l'opportunità, di capire tutti gli inquietanti avvenimenti che succedono nel castello: animaletti morti, luci di candele, bisbigli e strani rituali notturni nei campi di zucche. L'autrice è stata molto abile a creare con i classici elementi della favola una storia totalmente nuova, dalle tinte cupe e gotiche, attingendo anche alla religione pagana oltre a quella cristiana. La prima metà del libro scorre velocemente ma dalla seconda metà ho cominciato ad avvertire un calo: il macabro ha sopraffatto la storia e alcune scene le ho trovate francamente disgustose (una in particolare, verso la fine, mi ha disturbata parecchio) e la passività dei personaggi buoni, che permette alla malvagia Christelle di agire indisturbata, mi ha fatto cascare le braccia (voglio dire, ospitate un demone in casa! chiamate un esorcista, uccidetela nel sonno, fate qualcosa per fermarla!!!). La storia d'amore tra il principe e Genevieve è praticamente inesistente e nell'epilogo finale seguiamo un usignolo in noiosissime pagine sulla sua routine, e attraverso le sue orecchie e i suoi occhi veniamo a sapere dai pettegolezzi paesani come la storia si è conclusa (ovviamente c'è un lieto fine!) Insomma, complimenti all'autrice per l'originalità e la bravura, peccato che la seconda parte abbia davvero spento il mio entusiasmo =(